Mia moglie vuole separarsi, ma temo di non essere io il problema

Inviata da Roberto il 16 set 2015 Terapia di coppia

Il mondo mi è crollato addosso, ho pensato e penso tuttora di non farcela a superare questa cosa... Ho 50 anni, mia moglie 41, siamo sposati da 14 dopo 8 anni di fidanzamento, con due bellissime figlie di 13 e 9 anni e mezzo. Lei è fisioterapista a tempo indeterminato. Io sono commerciante. Pur tra alti e (pochi) bassi, non c'era nulla di rilevante che potesse mai minare il nostro rapporto, ma ora c'è stato un insieme micidiale di situazioni e lei mi ha fatto scrivere da un legale perchè vuole separarsi. Premetto che non l'ho mai tradita, non sono violento, sono una persona brillante e di discreta cultura, mi dicono che dimostro anche meno anni di quelli che ho (perdonatemi l'autoelogio), sono uno che per la famiglia si farebbe uccidere come ogni buon padre e marito. Lei è una bella signora (per me è sempre una ragazza)... apparentemente non dovremmo avere problemi. Che invece ci sono. Innanzitutto di tipo economico, ma nel senso che costituiscono un "problema", non perchè ne abbiamo di importanti. Abbiamo acquistato anni fa un bel casolare da ristrutturare a non molta distanza da casa dei suoi, e lei ha lo stipendio dimezzato dal mutuo (comunque poco non gli rimane, ci sono famiglie che ci vivono)... io pago tutto il resto, e per resto intendo scuola paritaria per le figlie, bollette, tasse e assicurazioni delle auto, vestiario e spese extra (scuola di musica, etc...) per le figlie... e tanto altro.. Tanti soldi al mese, insomma. La casa è di sua proprietà con mutuo formalmente cointestato. Da notare che in un impeto di generosità ora mal ripagata avevamo fatto subito prima la separazione dei beni, perchè essendo lavoratore autonomo volevo proteggere in qualche modo il nostro investimento. E ci ho messo su un sacco di soldi per la ristrutturazione. Morale della favola, siccome lei la mattina lavora fino alle 14, io per anni ho dovuto accudire le figlie sin da sveglie, accompagnarle a scuola (15 km), provvedere alle necessità di casa... e comunque il mio negozio veniva trascurato per ore. Per rimediare a tutto questo esborso economico e al tempo che non basta mai, dovevo lavorare sempre fin oltre gli orari consueti. Lei mi ha sempre fatto pesare incredibilmente questa cosa, anzichè apprezzare i miei sforzi. Mi accusava di essere "lontano", ma del resto anche lei era per molte ore fuori casa! Poi ci si sono messe le sue problematiche psicologiche, fino a sfociare secondo me in uno stato depressivo (anche certificato!) da cui non è mai guarita! Prima ha deciso, quattro anni fa, di interrompere una gravidanza (sempre per gli stramaledetti soldi che secondo lei non bastano mai! Ma a parte macchine di lusso e vacanze importanti non ci è mai mancato nulla!)... Poi ha avuto una brutta vicenda di mobbing da parte di un suo responsabile che l'aveva "puntata"... prima in senso morboso, poi in senso violento dopo che lei ovviamente non è stata al suo gioco. Siamo riusciti a strapparla dalla sua sede operativa (cosa non facile, nel pubblico)... ma quest'estate ha avuto una nuova violenta crisi emotiva perchè c'era stato il rischio che tornasse tra le sue grinfie. Abbiamo risolto, stavolta definitivamente, ma dopo un litigio per cause secondo me inconsistenti lei ha lasciato per qualche giorno casa con le figlie per andare dai suoi (ora è tornata, ma solo per problemi organizzativi per via della riapertura scolastica), ma siamo con gli avvocati di mezzo. Vuole sbattermi fuori di casa, via dalle mie cose, il mio mondo, via da lei e dalle mie adorate figlie! Ma come si fa ad essere così crudeli? Mi rinfaccia che di fatto eravamo già separati, ma ciò che ci aveva separati erano le sue insoddisfazioni economiche e i suoi problemi emotivi! Ma possibile che debba fare io da capro espiatorio per suoi problemi irrisolti? Allora non dovrebbe esserci più alcun matrimonio se nelle difficoltà si pensa solo a sbarazzarsi degli altri! Mi sono ammazzato di lavoro in questi anni di crisi economica, ora credevo di poter svoltare per alcune importanti situazioni... e vengo buttato via come un pezzo di carta straccia! Lei mi sembra instabile, non si comporta con lucidità... ma le voglio bene... come faccio? Sono sicuro che se le propongo una terapia di coppia mi aggredisce verbalmente, e anche le figlie gli vogliono bene ma temono la sua autorità così priva di scrupoli! Come faccio, in nome di Dio? Rimarrò solo come un cane, dopo una vita di sacrifici, senza la donna della mia vita, senza le mie figlie... cacciato di casa.. e lei che secondo me ha solo voluto tranciare tutti i fili di una vita che (a mio giudizio troppo severamente) le giudica insoddisfacente..

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Gentile Roberto,
se i motivi della decisione di sua moglie di volersi separare sono, come lei dice, riconducibili alla sua instabilità emotiva e alla sua depressione, forse è questo il problema da esporre ed affrontare per primo. Se poi vi sono anche motivi economici non credo che la separazione aiuterà sua moglie sotto questo aspetto perchè se lei sarà costretto a pagarsi un fitto altrove non potrà più sostenere certe spese e tutta la gestione familiare dovrà subire delle modifiche peggiorative.
Comunque se sua moglie davvero vuole la separazione non credo che lei lo potrà impedire anche se ripeterà al giudice quello che ha detto a noi.
In tal caso, rivendicando i suoi diritti di padre di due bambine, dovrà necessariamente modificare i sentimenti che prova per sua moglie magari avvalendosi di un supporto psicologico personale.
Comunque, sia a sua moglie che all'eventuale giudice andrebbe dichiarata la sua disponibilità ad una psicoterapia di coppia per valutare la possibilità di una riconciliazione : male che vada dimostrerà se non altro la sua buona fede.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Caro Roberto,

il dolore è forte, ma sento altrettanto forte il coraggio, la voglia di mettersi in discussione e provarci ancora.
Non può che parlare apertamente a sua moglie, usando gli stessi contenuti qui riportati. Può proporle una terapia di coppia e vedere come reagisce, non è detto che reagisca con una resistenza.
Provi a scendere più in profondità con sua moglie, ad esempio quando parla del fatto che eravate già separati cosa intende esattamente? perchè prima non le ha manifestato la volontà di rompere la relazione?
L'ideale sarebbe approfondire questi temi insieme a sua moglie con il supporto di un professionista.
Rimango a disposizione.

un caro saluti

Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Salve Roberto,
per quanto abbia riportato una descrizione della storia alquanto puntuale, si tratta di riassumere dinamiche sviluppate in 22 anni di relazione. Come ben saprà, ognuno riporta la propria descrizione degli eventi in base a come li ha vissuti e, in maniera del tutto personale, percepiti. È proprio questo nella maggior parte dei casi si creano incomprensioni, è come parlare lingue diverse o, nella peggiore delle ipotesi, non parlare affatto.
Mi rendo conto di come sia difficile quello che sta vivendo e capisco anche come possa essere dura per sua moglie (per quanto abbia preso una decisione così drastica). Ciò che mi sento di dirle è di attendere che sua moglie torni a risentirsi più stabile di quanto non sia ora e trovare un accordo su come portare avanti le cose. Ha pensato ad una terapia di coppia o ad una mediazione familiare? Potranno sicuramente darvi una mano.

I miei migliori auguri,
Dr.ssa Ilaria Terrone Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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Caro Roberto,
grazie per aver condiviso così dettaglliatamene la sua storia.

La prima questione da affrontare, nella sua vita, è la stabilità psicologica di sua moglie. Scrive di non aver parlato con lei di una terapia di coppia per timore delle sue reazioni. Gliene parli e la presenti come un'opportunità di chiarezza, non come un tentativo di riappacificazione che, ad oggi, sua moglie potrebbe non accogliere.

Nel caso non accettasse, valuti l'opportunità di un supporto psicologico per sè: le ripercussioni psicologiche della separazione, della nuova gestione delle vostre vite e dellle nuove problematiche, di ordine logisitico, emotivo, relazionale ed economico non vanno sottovalutate.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Caro Roberto,
Comprendo il suo sfogo. Credo che se stesse realmente considerando l'idea una terapia di coppia, dovrebbe proporlo a sua moglie, poco importa se lei dovesse reagire male, in fondo può scegliere di rinunciare a lei rassegnatamente o di lottare per ciò che ama con tutte le sue forze. Se questo poi non dovesse servire ad una riconciliazione, può pensare di contattare un terapeuta della sua zona per se', affinché l'accompagni in questo "giro di boa" della sua vita e le permetta di riaffacciarsi verso orizzonti esistenziali possibili. Separarsi è un po' come morire, diceva Schopenhauer, ma a volte rinascere e' possibile.
In tutto questo mi permetta di lasciarle un spunto di riflessione: a volte "ammazzarsi" di lavoro non significa necessariamente amare, significa "ammazzarsi" e basta.

I migliori auguri,

Dott.ssa Tullia Cianchelli

Dott.ssa Tullia Cianchelli Psicologo a Terni

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