Ansia orientamento sessuale, problemi di coppia

Inviata da Vale. 23 giu 2018 2 Risposte  · Ansia

Gentile Staff,
Scrivo in merito ad un problema che sta minando la serenità mia e sopratutto del mio ragazzo. Abbiamo 22 e 23 anni, ci conosciamo da più di 6 e siamo una coppia ahimè a distanza. Stiamo insieme da due anni, ma non siamo mai stati amici: abbiamo sempre flirtato e avuto un rapporto esclusivo, ufficializzando la nostra relazione quando la maggiore età ci ha consentito di viaggiare per vederci. Premetto che il mio ragazzo è molto ansioso e facilmente incline alle paranoie, da sempre; e che io non ho alcun problema sessuale: sono di mentalità aperta, vivo le tematiche sessuali come parte normale della vita in modo molto sereno. Sono anche piuttosto passionale, amo il contatto fisico, le effusioni, giocare.

Il mio ragazzo invece, è sempre stato "bloccato" ed ansioso. Quando provavo a fare qualche allusione o a scherzare con lui (verbalmente) su tematiche sessuali...nulla. Nessun effetto: solo grande timidezza ed imbarazzo da parte sua. Alla lunga, la mancanza di una qualche sua manifestazione d'interesse, mi hanno convinta di non attrarlo e la cosa mi preoccupava ovviamente parecchio. Lui mi rassicurava, ma in realtà nulla cambiava. Non riuscivamo a parlare nemmeno di tematiche intime...come autoerotismo, fantasie sessuali e similari. Desiderando un rapporto complice, questa cosa mi pesava molto: non sapere cosa lo eccitasse, cosa ci fosse nelle sua fantasie, poterne parlare. Non abbiamo mai avuto rapporti sessuali e siamo entrambi vergini; i nostri contatti fisici sono limitati ai baci (molto frequenti da parte sua), agli abbracci e a qualche coccola. La scelta di non avere rapporti era condivisa: non ci sentivamo pronti a fare questo passo, sebbene in modo diverso. Io non mi sentivo e non mi sento pronta solo per i rapporti penetrativi, più che altro per i problemi relativi alla contraccezione; vorrei fare del petting spinti o avere rapporti senza penetrazione (protetti), ma lui non vuole alcun tipo di contatto. Ho sempre rispettato i suoi tempi, senza mai forzarlo, con dolcezza; trattenendo i miei desideri quando si presentavano. Non nascondo che però la cosa non mi facesse bene, mi sentivo costantemente rifiutata.

Lentamente sono riuscita a farlo aprire un po', mi ha confessato di masturbarsi servendosi unicamente di materiale yiff (immagini pornografiche di animali antromorfi) quasi soltantanto a tema gay. E che non riusciva ad eccitarsi pensando a noi: al massimo riusciva ad ottenere una parziale erezione, senza riuscire a continuare. Una sera mi ha chiamata molto agitato: temendo di "non funzionare" e di non provare attrazione per me...di essere gay. Solo allora mi ha detto di aver avuto delle erezioni mentre ci coccolavamo, e di essersene accorto solo quando ci staccavamo...tant'è che la copriva con la borsa. Io non me n'ero mai accorta. Eppure, era sopraffatto dalla paura di essere gay e che quindi la nostra relazione sarebbe finita. Anche perché lui sa che troncheremmo ogni tipo di rapporto, io non me la sentirei di continuare a sentirlo e frequentarlo da amico. In quell'occasione riuscii a calamarlo, ma i dubbi restavano. Di recente mi ha raccontato di aver avuto, a 9/11 anni, delle prime "esperienze". Ci teneva a specificare che non le considerava sessuali, che non sapeva cosa stesse facendo davvero. Queste "esperienze" contemplavano lo strusciamento dei genitali nudi, con altri due ragazzini coetanei. Una volta ha preso in bocca per qualche secondo, accettando la sua richiesta, il pene di uno di loro. Un'altra ha accettato di farsi penetrare, salvo poi scostarsi subito per dolore. Tutt'ora è "pentito" di queste esperienze, ho cercato di fargli capire che non c'era nulla di male e che gli esperimenti precoci sono frequenti. Tanto per questa cosa che per le sue fantasie era preoccupato di cosa potessi pensare io, o addirittura se potessi lasciarlo per questo motivo. Era sollevato e contento quando gli spiegavo che non aveva nulla di cui vergognarsi, o che io trovassi inaccettabile. Pensa a questo suo dubbio sul suo orientamento ogni giorno, anche più volte...con ansia. È difficile parlarne, preferisce cercare di distrarsi e provare a non pensarci...se ne parliamo la sua ansia arrova a farlo state fisicamente male anche con nausea, sudorazione...come se avesse un attacco di panico.

Questa situazione per me è molto, molto stressante e sfrustrante. Ho provato a suggerirgli di andare da un sessuologo, insieme e da solo, e ha rifiutato. Mi dice cose contrastanti: che ha avuto delle erezioni con me ma senza accorgersene finché non ci staccavamo, perché "concentrato dal bacio", e allo stesso tempo di non provare attrazione, di aver avuto il pensiero di toccarmi zone intime quando stiamo insieme ma di non osare mai perché gli sembrava troppo presto, di non eccitarsi se pensa a noi in un rapporto sessuale. Nega di aver mai provato eccitazione o attrazione per un uomo. Né per un'altra donna. Dice che se fosse single proverebbe con un uomo, e che se non riuscisse a provare attrazione con me chiuderebbe con le donne perché per lui sono la perfezione e vorrebbe dire che non gli piacciono le donne. Il suo dubbio di essere gay viene fondamentalmente da questo: non si eccita se pensa a noi e si masturba con immagini di animali antromorfi maschi.

Preciso che di solito cerca immagini dove possa trovare soggetti imbarazzati, con dei genitali vistosi. Lo eccita anche il vedere stringere i testicoli a qualcuno, e una volta mi ha detto che gli piacerebbe provare a farseli stringere un po' da me. Non immagina mai di avere rapporti sessuali veri e propri, i protagonisti delle sue fantasie si limitano a quanto sopra o a stimolarsi i genitali. Se prova ad immaginare un rapporto (gay o etero), non gli piace.

Sto passando un momento difficile anche per altri motivi, sono molto stressata. Sono crollata quando al lavoro un collega ha iniziato a corteggiarmi usando anche un approccio fisico: prendendomi la mano, abbracciandomi, con baci sulla guancia. L'ultima volta mi ha baciata sulla nuca, mentre aspettavo l'ascensore. Quei gesti mi facevano piacere, e questo mi ha fatto rendere conto di una cosa: mi manca qualcosa, qualcosa di cui ho bisogno. Queste attenzioni mi facevo anche tristezza, perché le avrei voluto queste attenzioni appassionate dal mio lui.

Ha avuto occasione di un incontro omosessuale: un ragazzo che gli si è dichiarato. Ha rifiutato perché fidanzato con me. Conosce diversi omosessuali, quindi avrebbe occasione. Ha paura di provare ad avere rapporti con me e che non gli piaccia, di provare con uomo e che gli piaccia. Non so più come aiutarlo. Cosa posso fare? I suoi dubbi sono leciti? A me non sembra, sembra che sia tutto fondato sulle sua ansie...e sull'eccitazione probabilmente meccanica che sperimenta con la masturbazione. Più che con l'orientamento, mi sembra abbia problemi con la fisicità in sé. Ma io sono coinvolta emotivamente, potrei non essere lucida nel valutare...qualche giorno fa abbiamo parlato molto di questa situazione, sentendoci entrambi male fisicamente. Non sa cosa fare. Lasciarmi per non farmi soffrire, o meno. Non vuole perdermi, e non avere attrazione per me e provarne per uomo condurrebbe a questo. È tutto un costrutto delle sue ansie? Deve solo scoprirsi, è immaturo sessualmente?

amici , capire

Miglior risposta

Gentile Vale,
naturalmente non posso esprimermi sulle problematiche relative alla sessualità del suo ragazzo. E, sinceramente, nemmeno penso che altre persone possano essere in grado di farlo, dovrebbe capire lui se questa situazione rappresenta un problema per lui e, in caso affermativo, se rivolgersi ad uno psicologo.
Veniamo a lei, Vale. Lei cosa vuole? Faccia un elenco dei suoi valori e obiettivi nella vita, di quello che le piace e che le piacerebbe fare. Poi decida, sia proattiva e responsabile di ciò che concerne la sua vita e la sua felicità, magari, se sarà il caso, con una consulenza psicologica dal vivo.
Cordiali saluti e un in bocca al lupo,

Dott. Paolo Zandomeneghi

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Buongiorno Vale,
farsi delle domanda sulla "liceità" dei dubbi del suo ragazzo rischia di incastrarla in una ricerca di risposte del tipo "vero/falso", "giusto/ingiusto".
Credo che quello che stia succedendo nella vostra coppia da molto tempo abbia comunque una rilevanza e rispetto a questa sarebbe importante chiedersi lei cosa vorrebbe da questa relazione. In parte da quello che scrive sembra chiaro cosa le manchi in questo rapporto. Quello che rimane da esplorare sarebbe cosa la porta a scegliere di stare in questa situazione pur nel suo malessere e nella sua insoddisfazione. Che ruolo sente di avere in questa relazione? In che modo questo è fondamentale per lei? Chi immagina di diventare nel momento in cui inizia a sentirsi interessata ad un collega che le sembra le stia dedicando attenzioni?

Le auguro di trovare domande utili a comprendere il suo vissuto.
Vito Stoppa
Psicologo, psicoterapeuta Padova.

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25 GIU 2018

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