Ansia e orientamento sessuale

Inviata da Marco · 26 nov 2015 Ansia

Salve a tutti. Mi chiamo Marco e ho 18 anni. Ho un problema che mi fa star male e mi uccide ogni giorno. Ormai penso solo più a quello e non riesco più a vivere serenamente. Scusate la lunghezza del messaggio...
Il problema è che nulla mi eccita. Ora vi spiego. Quando ero piccolo, penso 8/10 anni, non mi ricordo bene, in quarta o quinta elementare, ho avuto delle esperienze omosessuali con due miei compagni di classe. Ovviamente c'era anche l'interesse per le ragazze, che è venuto prima e ho sviluppato molto presto, cercando già alle elementari di fare qualcosa di sessuale, pur non sapendo bene come funzionasse il corpo femminile. Adesso ho 18 anni, e ogni volta che bacio una ragazza, penso a lei, o ne vedo una, provo una tremenda ansia e crampi allo stomaco. Sono sempre stato rifiutato dalle ragazze, le mie relazioni amorose non sono mai andate bene, e sono timido e con pochissima autostima, e questo non aiuta. Non ho mai fatto sesso o qualsiasi altra cosa con una ragazza. Il problema è che adesso non penso al sesso con ragazze o ragazzi, e sono disperato. Quando vedo una ragazza non mi eccito, e quando vedo un ragazzo carino cerco di capire se mi ecciti o no. Vorrei divertirmi come fanno tutti gli altri,ma non ci riesco. Sono una persona molto ansiosa, penso di soffrire di ansia generalizzata poiché mi preoccupo sempre e in ogni situazione di cosa pensano gli altri, sia maschi che femmine. Quando mi masturbo se può essere d'aiuto penso sempre a ragazze, raramentissimamente a ragazzi, e sono sempre i soliti due soggetti (uno ha 40 anni...). Penso di avere una mente perversa, poiché riesco ad eccitarmi solo pensando a ragazze di cui non mi innamoro e spesso donne molto mature. Quando mi innamoro non vedo mai la ragazza con cui sto sotto un punto di vista sessuale, non so perché. Mi chiedo quando sia normale eccitarsi e quando no, non so nemmeno quale sia la normalità poiché non sono mai stato normale sotto questo punto di vista. Adesso il mio problema è che sono sempre in ansia, in ogni situazione, vorrei fare sesso con le ragazze ma non mi eccitano. Mi sono sempre innamorato di ragazze prima d'ora...Il problema è che non mi eccito nemmeno vedendo un bel ragazzo...
La cosa che però più mi spaventa è un'altra. È da tanto che cerco di mettermi alla prova, e penso che l'autosuggestione stia facendo danni. Adesso quando vedo certe immagini di nudo di un uomo non mi eccito, ma sento un formicolio al pene, e questo capita anche quando penso al sesso con ragazze, questo mi provoca ansia e sento il formicolio. Fino a un mese fa era solo questo. Ora si è aggiunta un'altra cosa. Ripeto che non ho autostima di me. Penso di essermi quasi infatuato di due due o tre ragazzi a scuola. Questo perché sono davvero gentili con me e mi sorridono. Ho desiderato un sacco essere come loro, perché non si preoccupano del giudizio altrui. Ora, mi sono infatuato di loro nel senso che vorrei abbracciarli e stare con loro, ho provato a pensare a situazioni sessuali e mi fa schifo, in certi momenti, dipende dal mio umore, trovo non disgustoso pensare a baciarli,ma questo va a momenti. A me sono sempre piaciute le ragazze, ma con loro ho un'ansia tremenda, provo ansia anche con i ragazzi ma di meno, sento di dover dimostrare di meno. Prima mi innamoravo di dieci ragazze al giorno, adesso non provo pulsioni sessuali per nulla se non per qualcosa di trasgressivo, e mi chiedevo se questa infatuazione per questi tre ragazzi potrebbe essere causata dalla mia bassa autostima e perché voglio essere come loro. Ho fatto tanto uso di pornografia, e so che questo a lungo andare è dannoso, ma ormai sono tre mesi che non guardo più un porno... inoltre non sento nemmeno più il bisogno di masturbarmi...
Ho 18 anni, a quest'età dovrei pensare solo a quello eppure non è così. Sono stra ansioso e ogni volta che mi alzo la mattina non so per cosa mi alzo a fare, non ho nemmeno un obiettivo per cui andare avanti, mi sento vuoto.
Mi sapreste dire se pensate io sia gay o no? Io per ora non mi sento ancora gay, nelle mie fantasie sessuali ci sono ragazze, mi sono sempre innamorato di loro, eppure non capisco perché quelle di cui mi infatuo non mi eccitino sessualmente e perché ormai le ragazze non mi eccitano più. Inoltre è da un anno che mi analizzo in qualsiasi cosa io faccia per capire se ho atteggiamenti gay o no. Ho troppi pensieri che peggiorano la mia situazione. Inoltre ho letto che si può diventare gay a causa di madri oppressive e padri violenti, a causa del ripetersi di non voler essere come il proprio padre in futuro etc. Io ho una madre oppressiva e ansiosa e un padre che non stimo e che alle volte mi picchia (so che é normale qualche schiaffo, ma a me non piace lo stesso, forse sono troppo sensibile). Ultima cosa... soffro di complesso di edipo. Da piccolo sognavo spesso di avere rapporti sessuali con mia madre, tre volte con mio padre, ed è per questo che probabilmente mi fa senso la vagina e non provo pulsioni per le ragazze. Tutt'ora mi capita raramente di avere sogni su mia madre, e questo mi fa davvero schifo. Ho visto che sul sito ci sono tantissime storie simili alla mia, ma non ci capisco più nulla. Ho troppi problemi per arrivare a una conclusione da solo. Non capisco se ci sia un problema più grande che alimenta tutti gli altri che tendo ad ingrandire i cosa. Scusate la lunghezza e grazie mille in anticipo.

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Miglior risposta 29 NOV 2015

Gentile Marco,
penso che ti sei troppo concentrato su te stesso e sul tuo orientamento sessuale a tal punto che questo pensiero rischia di diventare ossessivo ed ocuupare da solo la tua mente che dovrebbe dare spazio anche ad altre cose come ad esempio dedicarti con profitto allo studio e progettare il tuo futuro.
Nella storia che racconti di te stesso ci sono troppo pochi elementi per seguire bene le fila del tuo sviluppo psicosessuale e comunque alla data odierna non hai vissuto pienamente nè esperienze omosessuali nè eterosessuali.
Il tuo atteggiamento nei confronti delle ragazze potrebbe essere dettato da semplice ansia da prestazione perchè dici " a me sono sempre piaciute le ragazze ma con loro ho un'ansia tremenda..." ed è possibile che in un secondo momento questa forte ansia ti fa concludere che non ti eccitano e nei loro confronti non provi pulsioni.Tutto ciò ti fa poi suggestionare e temere di essere gay senza però esserlo.
Penso che non dovresti affogare da solo in tutta questa confusione e dovresti iniziare un percorso di psicoterapia per cominciare a correggere la tua insicurezza, la tua ansia generalizzata e la tua mancanza di autostima.
Soltanto dopo aver colmato queste mancanze sarà il caso di affrontare il tema della sessualità avvicinandoti con tranquillità e curiosità al mondo femminile, senza ansie e pregiudizi di partenza e questo ti permetterà di dirimere qualche dubbio relativamente all'orientamento sessuale.
E' necessario che in tutto questo percorso tu sia accompagnato da un bravo psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 DIC 2015

Caro Marco,
anche se nella tua lettera c'è abbastanza confusione, sei riuscito a farti capire e mi hai fatto davvero sentire il tuo stato d'animo tormentato.
A mio parere la prima cosa che devi fare è riuscire a rilassarti e a calmarti.
Come puoi farlo? Facendoti insegnare da uno specialista (psicoterapeuta una tecnica di rilassamento), è importante perché davvero sei molto molto teso e questo offusca la tua visione del problema e altera le naturali risposte fisiche.
Quindi prendi seriamente il consiglio che ti ho dato sopra.
Penso che molto di questo tuo modo di essere sia dovuto ad una mancata elaborazione di impulsi fisici a carattere erotico-sessuale e questo forse perché hai avuto esperienze precoci e poco conoscevi il tuo corpo e quello altrui.
La tua sessualità sembra essere un poco ferma al livello di "sessualità perversa e polimorfa" come definisce lo stesso Freud la sessualità dei bambini e credo che sia per questo che tu non riesci ad avvertire un vero impulso sessuale canalizzato verso un soggetto ben preciso.
Però l'orientamento mi sembra essere comunque certo e di disposizione eterosessuale.
L'interesse verso i ragazzi mi appare essere più di tipo identificativo che altro.
Certo, ti ripeto devi recuperare molta calma, smettere di fare elucubrazioni e prove perché questo atteggiamento è quello che ti spinge nella confusione massima e non permette al tuo corpo di attingere ad autenticità di risposta.
Cerca un bravo terapeuta, magari sessuologo, e fatti aiutare.
Investi un poco di tempo e denaro in questo.
E poi sì, apriti di più anche ad altre cose di vita e ad amicizia sincera.
Sei davvero troppo concentrato su questi problemi ed hai bisogno di epsansione esistenziale.
Un caro saluto Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 DIC 2015

Egr. Marco,
non mi pare che ci siano elementi che indichino che lei sia gay. Sembra piuttosto molto ansioso e confuso, se farà un lavoro su questi due elementi credo che le cose si risolveranno, ma non so dirle quanto questo lavoro dovrà essere profondo o lungo. Le consiglio comunque almeno qualche colloquio che le permetta di chiarirsi e rasserenarsi un pò.
Cordiali saluti,
Dott. D. Malerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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30 NOV 2015

Caro Marco,
da ciò che scrivi si percepisce che la tua sessualità in piena fase di definizione è per te estremamente importante e allo stesso tempo la vivi con disagio.
Vorrei rassicurarti e dirti che non c'è un modo "corretto" di sviluppare la propria sessualità. Niente definisce uno standard di come ognuno di noi dovrebbe vivere la propria sessualità. Il fatto che tu sia un ragazzo di 18 anni, ad esempio, non significa che sei "tenuto" ad essere sempre eccitato o a pensare sempre al sesso, anche se mi sembra che la tua ansia in merito ti porti di fatto a pensarci sempre, e con disagio perchè la tua sessualità non è come credi che dovrebbe essere.
Nel sesso è "normale" tutto ciò che fa ci fa stare bene, nei limiti del rispetto per gli altri (eterosessualità, omosessualità, bisessualità, poco sesso, tanto sesso, masturbazione...).
Esistono anche persone che non provano alcun interesse sessuale né per gli uomini né per le donne: l'asessualità, come è chiamata, non è una patologia, è una delle possibili varianti della sessualità umana che riguarda circa l'1% delle persone. La sigla completa del movimento arcobaleno, LGBTQIEA, include anche queste persone (A). Non sto dicendo che credo sia il tuo caso, sarebbe impossibile oltre che molto scorretto dedurlo da un semplice messaggio online: ti sto dicendo questo per mostrarti che tutte le varianti della sessualità umana sono "normali" se sono vissute e accettate in modo sereno, e che qualunque sia o sarà la tua sessualità, non sei solo.
Lasciati andare a ciò che stai diventando, senza ansia, impazienza o troppi pensieri. Non confrontare continuamente con ansia il tuo vissuto con un presunto ideale di sessualità, non fare del male a te stesso diagnosticandoti patologie che non hai (da tempo l'omosessualità è riconosciuta dalla psicologia come una condizione normale e priva di qualsiasi aspetto patologico, e sognare di avere rapporti sessuali con la propria madre è un'esperienza molto diffusa!).
Se senti che potrebbe aiutarti, rivolgiti a uno psicologo nella tua zona per riuscire a lasciar andare tutte le ansie e le insicurezze che ti impediscono di vivere in modo sereno la tua sessualità, qualunque essa sia.
In bocca al lupo.

Dott.ssa Elisabetta Ranghino Psicologo a Candelo

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27 NOV 2015

Ciao Marco!
Sarebbe molto interessante conoscere la tua storia , capire e comprendere come oggi sei arrivato a provare queste sensazioni sia fisiche che "mentali", queste emozioni che ti bloccano, ti spaventano e ti disorientano.
A volte , fare esperienze sessuali precoci può essere traumatico, ma credo che ci sia sempre un motivo ed una serie di motivi per cui un bambino si trova esposto in certe situazioni.
Interessante sarebbe capire il "complesso di Edipo" di cui parli e sapere cosa al tempo, questo salto tra fantasia e realtà, ti portava a fare e cosa oggi pensi di questo.
Mi sembra che tu abbia tentato e stia tentando di fare un'analisi di te stesso e questo mostra una certa maturità e istinto di protezione, ma posso anche dirti che farlo da solo, può alimentare la confusione.
Parli di fatica ad alzarti la mattina e di pensare ad un futuro, questo mi fa pensare ad un umore depresso e ad una difficoltà nel relazionarti con le persone sia uomini che donne, mi sembra di capire.
Il fatto che tuo padre possa continuare a darti degli schiaffi alla tua età, non credo affatto che sia normale e facilmente digeribile, mira fortemente la tua autostima e la stima che potresti provare per lui. Non è tanto lo schiaffo in sé, che in altri contesti e situazioni potrebbe anche essere tollerabile e far parte di uno scambio "relazionale", ma quello che più fa male di questi schiaffi, credo sia il significato che gli viene dato. Perché tuo padre ti schiaffeggia? cosa vuole dimostrare? cosa non riesce a dirti e tu cosa non riesci a dirgli?
La tua identità , come quella di tutti, è fortemente influenzata dai simboli e dagli esempi che hai di fronte a te di uomo e di donna. Il significato e l'interpretazione che tu fai di questi simboli di porta ad essere e ad agire in determinati modi. Basta quindi vedere le cose in maniera diversa e soprattutto riuscire a dargli un senso per capire meglio cosa si vuole e cosa ci si può aspettare dalle persone e dalle circostanze.
Chi sei e come vuoi diventare, dipendono dalla riflessione con te stesso e su te stesso.
Rivolgiti ad uno Psicoterapeuta preferibilmente Psicodinamico nella tua zona, chiedi aiuto ai tuoi genitori per questo.
Sei maggiorenne, ma se ti rivolgi ad un contesto privato hai indubbiamente bisogno del loro sostegno economico, se invece non vuoi interpellarli prova a rivolgerti ad un consultorio oppure al servizio Psichiatrico della tua Asl, ma chiedi di uno Psicoterapeuta perché il lavoro che devi fare è prevalentemente rivolto ai tuoi pensieri e alle tue emozioni.
Provaci! In bocca al lupo!
Dott.ssa Ilaria Raia

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Cecina

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27 NOV 2015

Gentile Marco, la ricerca della propria identità, del proprio valore e della propria sicurezza è un tema che ci accompagna per tutta la vita. A volte appare e viene vissuta come un percorso tortuoso.
Anche la nostra identità sessuale fa parte dell'identità personale, nel senso di quell'insieme di piani, di livelli, di dimensioni che caratterizzano sia la nostra appartenenza di genere, il nostro modo di porci/presentarci agli altri, il modo di "definirsi", di nominarsi, il genere e le caratteristiche di chi ci piace, ci fa battere il cuore e ci eccita anche dal punto di vista sessuale.
Nel discorso sulla nostra identità riversiamo poi tutto l'insieme di esperienze, di relazioni importanti, di bisogni, di desideri, più o meno accolti, che ci "formano" sin dalla nascita.
Viviamo anche in un mondo ed in una società che non aiuta: il pregiudizio verso chi si discosta, in modo più o meno "estremo", da norme che regolano chi si deve essere e chi si deve amare è ancora molto forte. Spesso è ancora viva l'idea che esista una "normalità" assoluta e che ciò che non si adegui a questa sia "malato" o da "aggiustare".
A volte tutto questo insieme di cose (e magari altre ancora) possono generare stati di confusione, di ansia, di dolore.
Come ha detto anche il collega che ha risposto, può essere già un primo passo importante prendere contatto con uno psicologo, che possa accogliere la tua sofferenza, ascoltarti senza pregiudizio ed aiutarti a raccontare la tua personalissima storia. dr. Enrico M. Ragaglia

Dr. Enrico Maria Ragaglia Psicologo a Arona

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27 NOV 2015

Allora Marco,
io sono una psicoterapeuta molto empatica, quindi entrando immediatamente in sintonia con te, ti dico che per ora non sei gay, ma non sei neanche etero, sei semplicemente disorientato. La tua storia non è lunga ma semplicemente ferma ad un punto, stai girando intorno al momento iniziale dello sviluppo della tua sessualità. Irrilevante è l'esperienza con i tuoi compagnucci delle elementari, mentre è significativa l'ansia che provi con le ragazze. Sì, è significativa perché esprime la situazione di blocco in relazione alla figura femminile. La tua 'fissazione' sulla prestazione fa pensare al 'gatto che si morde la coda' ed è causa solo di stress e del il tipo di sofferenza che comprendo benissimo. Non ti lasciare avvolgere ed opprimere dall'ossessione , fermati e rivolgiti subito ad uno dei miei colleghi della tua zona (non farti prescrivere farmaci, o tutt'al più accetta un blando ansiolitico, comunque meglio di no). Hai bisogno di essere preso per mano, psicodinamicamente parlando, e vedrai che uscirai dal circolo vizioso. Se hai bisogno di chiarimenti, sai dove trovarmi. Un affettuoso Ciao
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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26 NOV 2015

Buongiorno Marco,
da quanto scrivi emergono diverse preoccupazioni riguardo alle tue preferenze sessuali e al tuo senso di disorientamento, il tutto in un clima di forte ansia e timore per il giudizio da parte degli altri, che sembrano indistricabilmente connesse.
In prima battuta, penso possa esserti di conforto sapere che nell'età adolescenziale (ma anche in tutto il corso della vita) le fantasie omosessuali, l'indecisione riguardo al futuro, la timidezza e il senso di non appartenenza sono appropriati e non sempre identificano un qualche tipo di disturbo. Ti trovi infatti in un periodo della vita in cui la sperimentazione permette di arrivare, più tardi, alla capacità di definirsi stabilmente e fare scelte veramente coerenti con ciò che sei. Ci parli di bassa autostima e di confronto con gli altri : certamente il continuo confronto con quello che ti sembra un "modello vincente" in questo momento non può che frustrarti ulteriormente. Accenni poi ad un "complesso di Edipo" non risolto che ti porta ad avere fantasie sessuali verso i genitori e disgusto verso il sesso opposto e di alcuni stili familiari che, a tuo avviso, portano all'omosessualità.
Mi preme ricordarti però che non sono sufficienti alcune peculiari caratteristiche dei genitori per determinare le preferenze sessuali di una persona, e tale prospettiva esclusivamente centrata sul ruolo genitoriale nella ricerca contemporanea risulta sempre meno solida.
A partire da quanto scrivi pertanto posso ipotizzare che la questione omo/eterosessuale sia di secondaria importanza rispetto al tuo non sentirti bene con te stesso e alla tua forte ansia nei contatti sociali, che di fatto ti impedisce un rapporto rilassato sia con maschi che con femmine. Personalmente partirei da qui per aprire un tuo spazio di riflessione.
Qualora sentissi la necessità di uno spazio condiviso con un professionista in un contesto privato, certamente avrai la possibilità di trovare uno psicologo od uno psicoterapeuta nella tua città, sia nel privato che nel servizio pubblico.
Un saluto

Dott. Alberto Idone Psicologo a Torino

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