Perché una Psicoterapia Breve Corporea?

La società attuale è mobile e frenetica e non dispone di lunghi tempi per affrontare i suoi problemi, per cui la PBC si presenta come un'ottima terapia per completare il ciclo di trattamenti.

4 DIC 2015 · Tempo di lettura: min.

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Perché una Psicoterapia Breve Corporea?

Una goccia di luce vale più di un oceano di oscurità (Joubert)

Perché una terapia Breve? La società di oggi è mobile e frenetica. Le terapie del profondo necessitano di tempi molto lunghi. Molte persone chiedono aiuto, ma poi hanno difficoltà a portare avanti nel tempo il lavoro terapeutico intrapreso. La psicoterapia breve offre molte possibilità e opportunità di utilizzo sia nel pubblico che nel privato.

La Psicoterapia Breve

Per Psicoterapia Breve intendiamo le modalità psicoterapeutiche che hanno in comune l'utilizzo di un numero limitato di sedute, che varia in relazione al modello teorico di riferimento.

La ricerca di un processo terapeutico breve è sempre stato presente nella storia della psicoanalisi.

Già all'epoca di Freud, 1937, si segnala la necessità di abbreviare l'analisi. (Freud, 1968).

L'inizio della psicoterapia breve le possiamo fare risalire alla Tavistock Clinic di Londra nel 1950 e alle ricerche ed indagini cliniche svolte da M Balint (1957) e da D.H. Malan (1963).

Il Simposio Internazionale di Psicoterapia Breve a Montreal, organizzato da Davanloo (1992) nel 1975, sviluppò e incrementò la ricerca in questo campo.

Un ruolo di rilievo nelle terapie brevi è svolto dal modello strategico, che nasce da una sintesi e da una integrazione tra il lavoro clinico e teorico sull'ipnosi prodotto da Milton Erickson, le teorie sistemiche, lo studio sulla famiglia e sulla comunicazione svolte dal gruppo di Palo Alto, guidato da Bateson e Jackson. (Watzlawick e Nardone, 1990, p. 49-50)

L'oggetto della terapia strategica è la relazione tra il soggetto, l'ambiente circostante e la comunicazione con se stessi e con gli altri.

Secondo questo modello, il sintomo non è più visto come l'effetto di una malattia sottostante, ma è un atto comunicativo ed è utile al soggetto.

Attraverso il processo terapeutico strategico, il terapeuta evidenzia sia le tentate soluzioni che le reazioni al problema messe in atto dal paziente, al fine di determinare una strategia di azione per poter avviare un processo di uscita dall' impasse.

Piccoli cambiamenti in un sistema rigido producono successive reazioni a catena e conducono a una modifica di tutto il sistema.

Il terapeuta è mosso da obiettivi minimi di cambiamento, ma il suo lavoro è finalizzato ad ottenere un concreto cambiamento della situazione problematica (Watzlawick e Nardone,1990, p.61).

Il fine del terapeuta attraverso le diverse strategie utilizzate è quello di fare ri-sperimentare al paziente, una situazione difficile o conflittuale ma con una nuova conclusione: provocare cioè un'emozione correttiva, che può innescare nuovi cambiamenti. (Verrastro, 2004, p. 43).

La Psicoterapia Corporea

Il padre indiscusso della psicoterapia corporea fu Wilhelm Reich (1897-1597), allievo e collaboratore di Sigmund Freud.

Il principio su cui si fonda la psicoterapia reichiana è quello dell'Unità Funzionale Psiche – Soma.

Secondo Reich è impossibile scindere gli aspetti psichici da quelli somatici.

L'essere umano, per difendersi dalla paura e dal dolore, struttura nel tempo una corazza caratteriale e somatica che, una volta instaurata, impedisce la percezione e l'espressione delle emozioni di tenerezza e amore.

Le emozioni, i blocchi e le tensioni caratteriali nascono dalla percezione di sensazioni corporee; i blocchi e le tensioni impediscono il libero fluire dell'emozioni, soprattutto di quelle piacevoli, condizionando la vita e il benessere della persona.

La psicoterapia corporea ha come fine la possibilità di sciogliere il corazzamento strutturatosi nel tempo e migliorare la qualità della vita della persona ristabilendo un naturale equilibrio psico-corporeo, attraverso il quale è possibile riscoprire il processo naturale dell'autoregolazione.

La consapevolezza del nostro benessere psico-corporeo rende poi il cambiamento duraturo.

La Psicoterapa Breve Corporea

Xavier Serrano Hortelano da oltre venti anni ha ricercato e ha sistematizzato una metodologia post reichiana che tiene conto dell'efficacia della terapia psicocorporea reichiana, ma che si possa adattare meglio alle mutate condizioni psicosociali: la Psicoterapia Caratteroanalitica Breve (PCB).

Il presupposto della PBC è quindi la psicoterapia reichiana, in particolar modo la Vegetoterapia Carattero Analitica sistematizzata da Federico Navarro.

La PBC offre la possibilità di una riduzione dei costi e dei tempi, senza perdere la potenza e la coerenza del modello metodologico originario del paradigma reichiano.

Il fine della PBC è quello d'innescare un processo di cambiamento e di risoluzione della sintomatologia.

Si rivolge efficacemente al tratto del caratteriale predominante, piuttosto che alla struttura caratteriale; si rivolge cioè al focus del problema, che è nel corpo e provoca la disfunzione che si esprime nella sintomatologia.

Questo metodo conduce a lavorare sul sintomo e sul tratto caratteriale che ha facilitato il suo insediamento.

Il paziente può diventare più cosciente del suo tratto caratteriale più invasivo, dominante e destabilizzante che ha causato il sintomo; si aumenta cioè, la capacità di gestire le proprie risorse e conseguentemente le dinamiche della vita in funzione della possibilità e del carattere del paziente.

Attraverso la terapia breve si ottiene la riduzione della sofferenza della persona e questo, nella maggior parte dei casi, significa anche la risoluzione del sintomo.

Anche nella psicoterapia breve corporea l'azione del terapeuta è finalizzata ad attivare una "esperienza emozionale correttiva".

Rivivendo il conflitto o la difficoltà ma con una nuova coscienza e con nuove risorse si attiva una diversa conclusione e si sperimenta il cambiamento.

Tale cambiamento se sostenuto ed elaborato nel processo terapeutico può innescare nuovi cambiamenti.

Attraverso l'Istituto Reich, X. Serrano ha formato il primo gruppo italiano di psicoterapeuti formati in interventi brevi secondo il modello psicocorporeo.

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Scritto da

Dott.ssa Francesca Zoppi

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