Non puoi recarti in nessun centro?
Trova uno psicologo online
Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Non riesco a fare nulla senza di lui (o di lei)

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La cosiddetta "dipendenza affettiva" è una forma di dipendenza in cui non è presente una sostanza psicotropa, ma fa vivere un particolare disagio, "invalidante", alla persona.

6 AGO 2019 · Tempo di lettura: min.
Non riesco a fare nulla senza di lui (o di lei)

La cosiddetta "dipendenza affettiva" è una forma di dipendenza in cui non è presente una sostanza psicotropa, ma fa vivere un particolare disagio, "invalidante”, direi, alla persona che ne è affetta.

"L’ossessione è il segno distintivo della dipendenza affettiva, indipendentemente dalle diverse forme che assume", Enrico Maria Secci.

Credo sia importante precisare che l'individuo adattato e sano vive, naturalmente, varie forme d'interdipendenza relazionali. Al mondo siamo tutti interdipendenti ma, come in genere per le situazioni disfunzionali, problematiche, e/o psicopatologiche, è sempre una questione di "livelli".

In genere sono le "carenze di" o gli "eccessi di" a creare conseguenze negative per lo sviluppo umano e sano della persona.

Nella dipendenza affettiva è presente, tra l'altro, una vera e propria ossessione, un "desiderio fusionale" che perdura ben oltre la fase dell'innamoramento, ed altera il rapporto in maniera tale che non esiste più, e/o non può esistere, di fatto, una reciprocità nel dare e nell’avere. Diventa, inevitabilmente, un "legame" che stringe fino a soffocare l'altro, col risultato d'ottenere esattamente l'effetto opposto a quello che si vorrebbe.

“La dipendenza affettiva è la conseguenza di schemi comunicativi disfunzionali che si ripetono e si rafforzano in un contesto di aspettative distorte e di convinzioni errate sulla relazione amorosa", Enrico Maria Secci.

È comprensibile come questo possa avere origine in una carenza o assenza antica di attenzioni, contenimento, accoglienza, accudimento, ascolto dei bisogni, cure, sostegno e guida da parte delle figure primarie di riferimento, che avrebbero dovuto rispondere a queste necessità.

L'individuo dovrebbe, in questi casi, risolversi prima di tutto personalmente e compensare queste sue carenze a livello emotivo ed affettivo, attraverso un precorso personale che affronti i cosiddetti "nuclei irrisolti”.

Non si può arrivare adeguatamente all'altro con Amore autentico, maturo, gratuito e che viva di "vita propria", se non è presente prima l'"Io".

Nella dipendenza affettiva, inoltre, possono essere presenti fobie (paura in assenza d'"oggetto"/condizione reale) d'abbandono, di separazione, di rimanere soli. Inoltre è anche presente tutta una sintomatologia provocata, ancora, dalle fobie della persona dipendente affettiva, come: ansia generalizzata, attacchi di panico, depressione, insonnia, inappetenza, malinconia. Infatti, come per le altre forme di dipendenza, si creano dei veri e propri "circoli viziosi" che possono portare ad un'escalation di sofferenza e malessere esistenziale, e non si tratta solo di malessere psicofisico.

Insomma, non aver sperimentato e vissuto una "dipendenza primaria" efficace e sana dalle Figure di riferimento, con un appropriato "svincolo" verso l'autonomia a tempo debito, comporta il ri/trovarsi ad elemosinare "amore", senza rendersi conto che non può essere amore vitale che, in qualche modo, rigenera e ricarica "energia" invece di toglierla, come si verifica nella dipendenza affettiva, dove la persona "si abitua" a soffrire perché spesso crede, inconsciamente, di non meritare d'essere amata.

Questa esperienza di carenze e di assenze primarie possono essere "compensate" attraverso un "lavoro personale" che trovi "soddisfazione" nella relazione terapeutica. Sarà necessario un percorso personale che proietti la persona sofferente (che ha portato con sé il vissuto di non essere amata) verso una relazione con l'altro/a, soddisfacente e gratificante; ma, soprattutto, in spirito di libertà perché liberata.

Articolo della Dott.ssa Ambra Filippelli, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio

Scritto da

Dott.ssa Ambra Filippelli

Lascia un commento
1 Commenti
  • Maria Paola Morone

    sicuramente io avevo e ho una dipendenza affettiva : facevo 0% senza il consenso di mia figlia, poi sono passata al 75%...………...50%...………..ora 25%. devo voglio arrivare allo 0% . Come posso fare? ho avuto un infanzia piena di attenzioni troppe? il mio nucleo irrisolto penso siano stati i continui tradimenti di mio marito e poi……...l'abbandono totale : non ci si parla da 25 anni neppure della figlia e nipote comune.

ultimi articoli su dipendenza affettiva