Non dimenticarti di te: 3 idee per prenderci cura di noi stessi

Culturalmente siamo portati a dividere il nostro funzionamento fisico da quello psicologico: ti propongo 3 idee per riscoprire un'esperienza psico-fisica integrata e orientata al benessere!

5 LUG 2022 · Tempo di lettura: min.

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Non dimenticarti di te: 3 idee per prenderci cura di noi stessi

Qualche giorno fa una giovane paziente mi ha ricordato quanto spesso e quanto facilmente siamo portati a pensare che la cura che possiamo avere verso noi stessi debba essere limitata agli aspetti mentali. Per qualche motivo (con radici antiche e, appunto, radicate nel tempo e nella cultura) la cura dell'anima e della mente sembrano avere una dignità superiore alla cura del corpo; eppure, come dice qualcuno, il nostro corpo è l'unica casa che non possiamo cambiare, quindi è necessario averne cura.

Il corpo è il luogo in cui esistono ed allo stesso tempo attraverso cui si esprimono le nostre emozioni, che sono il ponte fra noi e l'Altro.

Facilmente si assiste ad una alterata percezione del valore della nostra corporeità, da cui i fenomeni più vari, nella forma e nell'intensità, in cui il corpo viene reificato, reso oggetto e separato da noi stessi, spazio in cui proiettare la nostra esperienza, tenendola (o tentando di tenerla) separata dalla nostra mente. Così considerato, il corpo diventa fonte di angoscia e sollievo nei modi più diversi (disturbi ansiosi, disturbi psicosomatici, disturbi alimentari, depressione, autolesionismo, abuso di sostanze) essendo percepito come causa e soluzione di un vissuto spiacevole che non trova diversa espressione e possibilità di integrazione.

Spesso, uno degli aspetti di complessità nel lavoro clinico risulta la possibilità di integrare i diversi piani dell'esperienza individuale (corporea, emotiva, cognitiva) per poterli poi rielaborare in termini di significato per la persona, potendo riattivare i processi interrotti o bloccati e la possibilità quindi di realizzare i propri bisogni.

Nonostante la crescente sensibilità per tutte quelle pratiche che tendono a tenere connessi a più livelli, come lo yoga e la mindfulness, la scissione fra il corpo e la mente è, come detto, estremamente radicata nella nostra cultura e si esprime molto e spesso in modo molto sottile. Tutte le volte che il male al pancino di un bambino che ha iniziato la scuola viene bollato come un "capriccio", o quando diciamo a una persona triste "non ci pensare", a qualcuno evidentemente in ansia "calmati", stiamo gettando un seme che potrebbe trovare terreno fertile per dividere le strade della nostra mente e del nostro corpo, perché se le esperienze sono diverse, ad un certo punto, una dovrà prevalere e l'altra essere silenziata.

Ecco quindi che la storia del corpo devierà dall'esperienza mentale rendendoci a volte insensibili ad alcuni vissuti, altre volte rendendo i vissuti incomprensibili o fuori contesto.

Prenderci cura della nostra esperienza, delle possibilità che abbiamo di viverla ed esprimerla è un atto di responsabilità che dobbiamo a noi stessi.

Come fare? Ecco 3 proposte per te.

  • Training autogeno. Attraverso una serie di induzioni si può imparare a percepire il corpo e a rilassarsi. Per chi ha scarsa consapevolezza del proprio corpo o del proprio vissuto, o è soggetto a forme molto intense di stress e ansia, il training autogeno può essere uni iniziale strumento molto utile che coniuga una crescente sensibilità rispetto alle nostre emozioni ed ai moti del nostro corpo, favorendo, con la pratica, anche la progressiva capacità di rilassarsi. Adatto (se adattato) anche ai più piccoli, per prenderci cura di noi sin dall'infanzia!
  • Imagery e Mindfulness. Nel grande mondo delle tecniche di imagery, molto semplici ed immediate sono le fantasie e le visualizzazioni guidate: la persona viene accompagnata nell'immaginare o visualizzare stimoli immaginativi che provocano mutamenti psicofiologici, per rilassare e favorire la gestione delle emozioni, dell'ansia e dello stress.
  • Psicoterapia. Perché no? L'integrazione può iniziare dalle parole con il terapeuta, che accompagna la persona nella scoperta dei propri processi e modelli per poterli consapevolizzare e trasformare

Conosci qualcuna di queste proposte o vuoi saperne di più?

Ti aspetto! Puoi contattarmi attraverso il portale.

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Scritto da

Dott.ssa Barbara Andolina

Bibliografia

  • Galimberti, U., Il corpo, Milano, Feltrinelli, 1983, 599, 24° edizione. Lowen, A., Bioenergetica, Milano, Feltrinelli, 1975, 320, 16° edizione.
  • Michel, E. L'emozione e la forma. Manuale di anatomia e postura per analisti bioenergetici e conduttori di classi, Milano, Franco Angeli, 1997, 284, 9° ristampa 2016.

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