Mangiare è prima di tutto un piacere

Vuoi perdere peso senza restrizioni? Il metodo della forza di volontà porta a grande frustrazione e prima o poi fallisce, sempre. Mangiare deve essere un piacere non un dramma.

30 GEN 2020 · Tempo di lettura: min.
Mangiare è prima di tutto un piacere

Il cibo è per te un'ossessione? È un momento di estremo godimento, ma anche una frustrazione perché sei eternamente combattuto tra la golosità e la preoccupazione di ingrassare? Per te la scelta di tutti i giorni è tra l'essere felice o l'essere magro? Ti svegli la notte e mangi dolci o qualsiasi cosa ci sia a portata di mano? Sei perennemente a dieta eppure niente cambia? Hai delle intolleranze alimentari e per te è estremamente penoso attenerti alle prescrizioni dietetiche? Allora questo articolo fa al caso tuo.

Questi sono tutti segnali che hai bisogno di ritrovare quella naturale e istintiva capacità di autoregolarsi che hanno tutti gli organismi viventi.

Il nostro corpo infatti è saggio e sa di cosa ha bisogno, ma talvolta la mente non è abbastanza attenta ad ascoltare i messaggi, così fa "di testa sua" e spesso si lascia influenzare da segnali che vengono dall'esterno piuttosto che dall'interno. Chi studia marketing conosce benissimo come convincere la mente dei consumatori che ha fame proprio di quella merendina o di quello snack e di niente altro. Anche i supermercati sono studiati per stimolare la così detta fame degli occhi, così che quando uno entra è difficile che esca senza almeno un pacco di merendine nel carrello e senza neanche accorgersene!

Midful eating significa letteralmente alimentazione consapevole. Sembra strano ma la maggior parte delle volete non siamo consapevoli di quello che mangiamo e spesso non riusciamo a capire se la strana sensazione che abbiamo allo stomaco sia fame, sete, stanchezza, nervosismo o altro.

Mangiare è prima di tutto un atto del corpo, il cibo è il nostro nutrimento e la fonte di energia. La mente arriva dopo, ma purtroppo spesso è del tutto assente oppure in opposizione al corpo. È assente quando mangiamo di corsa, davanti al computer, alla tv, pensando ad altro o addirittura camminando per strada. È in opposizione al corpo quando mangiamo anche se lo stomaco dice che è pieno, sentendo poi una sgradevole sensazione di pesantezza, o peggio provando colpa e vergogna. In ognuna delle due situazioni finiremo per mangiare molto più di quanto abbiamo bisogno.

Il cibo può tornare ad essere un piacere, anche i cibi più semplici, persino l'acqua. Dobbiamo superare l'idea del cibo come privazione, sacrificio in opposizione alle grandi abbuffate goderecce senza freno.

Questa dicotomia ci porta sofferenza, mentre il corpo è in grado di decidere cosa mangiare, quanto e quando, godendo di quello che la bocca assapora e capendo quale è la sensazione di piacevole sazietà.

Un buon cibo è come una festa per la bocca, ma:

"Se vogliamo essere soddisfatti mentre mangiamo, la mente deve essere consapevole di cosa succede nella bocca. In altre parole, se vogliamo avere una festa in bocca dobbiamo invitare anche la mente"

Jan Chozen Bays

Come funziona la mindfuleeating? Con questo metodo, provato da vari studi scientifici, puoi imparare a:

  • rapportarti con il cibo in modo gioioso, niente più privazione ma scelta consapevole;
  • riconoscere i segnali del corpo: quale è la fame e quando la mia pancia mi chiede altro;
  • abbandonare il giudizio negativo su di te e sul tuo rapporto con il cibo (niente più senso di colpa!);
  • scoprire di cosa sei veramente affamato;
  • mangiare meno quando sei sazio;
  • avere un rapporto amorevole con te stesso e con il tuo corpo, abbandonando la spiacevole sensazione di vergogna;
  • riconoscere i cibi che ti fanno bene e provare il piacere di gustarli.

Le tecniche utilizzate si basano su pratiche di mindfulness, ossia una meditazione di derivazione zen che agisce direttamente stimolando la corteccia prefrontale del cervello, aumentando la capacità della mente di analizzare la realtà, gestire le emozioni anche quelle negative, prendere decisioni.

Il concetto di dieta, come privazione viene superato: attraverso l'alimentazione consapevole io imparo come auto regolarmi, a mangiate quello che mi serve, né di più né di meno. Senza sacrificio, ma con piacere.

Scritto da

Dott.ssa Monica Ottarda

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1 Commenti
  • Letizia Leni

    E quindi come si pratica questo mindfulness eating rispetto al classico mindfulness?!

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