Quando i pensieri mantengono le abbuffate

I pensieri sul cibo e le conseguenti valutazioni possono essere tra i fattori che mantengono le abbuffate, costituendo un circolo vizioso.

24 NOV 2021 · Tempo di lettura: min.
Quando i pensieri mantengono le abbuffate

Gli episodi di abbuffata sono descritti come il mangiare una grande quantità di cibo che è decisamente superiore a quella che la maggior parte degli individui mangerebbe; inoltre, si accompagna a sensazione di perdita di controllo, con emozioni come senso di colpa e vergogna. Gli episodi di abbuffata sono presenti sia nei disturbi alimentari (binge eating disorder o bulimia nervosa) sia nell'obesità. Inoltre, nella bulimia nervosa, le abbuffate possono essere accompagnate o meno da condotte di eliminazione (ad esempio vomito, uso di lassativi o diuretici, attività fisica o restrizione alimentare; nel Binge Eating Disorder (o disturbo da alimentazione incontrollata), invece, questa tipologia di comportamenti non è presente. Alcuni studi hanno evidenziato che la bassa autostima, i pensieri sul cibo, la disregolazione degli stati emotivi negativi e l'insoddisfazione per l'immagine corporea come fattori che mantengono gli episodi di abbuffata. L'insoddisfazione e l'eccessiva valutazione del proprio corpo porta la persona a svalutarsi, affermando le convinzioni di inadeguatezza, legate alla bassa autostima. La sofferenza generata da questi pensieri diventa molto intensa e percepita come incontrollabile. Questo riflette la difficoltà di regolazione delle emozioni, che genericamente descrive l'abilità di rispondere in maniera efficace le situazioni della vita, sia quotidiani che straordinari. La strategia messa in atto per sentirsi meglio può essere l'abbuffata; la scelta di questo comportamento può essere sostenuta dalle valutazioni e dei pensieri. Le tipologie dei pensieri sono:

  • convinzioni positive: fanno riferimento al cibo come accudimento
  • convinzioni negative: si concentrano sugli effetti negativi del mangiare,
  • convinzioni permissive: credenze che permettono alle persone di poter cedere ad un episodio di abbuffata, come ad esempio "va bene mangiare se sono stressat*".

Queste convinzioni vengono a loro volta interpretate e valutate alle quali possono essere attribuiti significati positivi, ossia sull'utilità di mettere in atto i comportamenti, o negativi, che riguardano la pericolosità e l'incontrollabilità.

Le credenze metacognitive positive appaiono legate all'utilità di farsi coinvolgere nei comportamenti di abbuffata, per interrompere pensieri persistenti su preoccupazioni o noia. Queste credenze possono essere implicate nell'iniziare le abbuffate perché possono migliorare le sensazioni in quel momento ed essere una soluzione, nel breve periodo, per raggiungere il benessere e per rilassarsi. Per questo motivo le credenze metacognitive possono essere un segnale che vada bene abbuffarsi.

Le credenze metacognitive sembrano riguardare maggiormente l'incontrollabilità delle abbuffate e l'impatto negativo sugli stati emotivi-cognitivi. Queste credenze possono giocare un ruolo fondamentale nella persistenza degli episodi di abbuffata.

Un percorso psicologico può aiutare il paziente ad acquisire consapevolezza sia dei processi sia dei pensieri che si attivano al momento dell'abbuffata. Riconoscere le tipologie di pensiero che hanno più significato è un punto di partenza per gestire la sintomatologia. Inoltre, il paziente potrà imparare competenze per prendere le distanze dei pensieri e di conseguenza cambiare le strategie per affrontare ciò che generano le emozioni negative che portano all'abbuffata.

PUBBLICITÀ

Scritto da

Dott.ssa Cinzia Siragusa

Bibliografia

  • Burton, A. L., & Abbott, M. J. (2019). Processes and pathways to binge eating: development of an integrated cognitive and behavioural model of binge eating. Journal of eating disorders, 7(1), 1-9.
  • Palmieri, S., Gentile, N., Da Ros, A., & Spada, M. M. (2021). Profiling metacognition in binge eating disorder. Journal of Rational-Emotive & Cognitive-Behavior Therapy, 39(2), 163-171.

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

ultimi articoli su bulimia

PUBBLICITÀ