Stop alle abbuffate compulsive

Due esperti italiani della Boston University hanno scoperto una possibile cura per evitare le abbuffate compulsive.

1 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.
Stop alle abbuffate compulsive
Si chiamano Valentina Sabino e Pietro Cottone. Sono due studiosi italiani che hanno condotto uno studio presso la Boston University, pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, che potrebbe dare un’importante svolta nella cura contro le abbuffate compulsive, bulimia e altri disturbi dell’alimentazione.
Cosa sono le abbuffate compulsive?

Mangiare senza limiti, senza un apparente motivo. Stiamo parlando delle cosiddette “abbuffate compulsive”. Si tratta di un vero e proprio disordine alimentare chiamato Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) o Binge Eating Disorder (BED). Questa totale mancanza di controllo ha delle caratteristiche precise. La persona affetta da questo disturbo mangia enormi quantità di cibo senza riuscire a controllarsi, il più velocemente possibile e in orari solitamente notturni per evitare che altre persone possano scoprirla. Tutto ciò avviene anche in assenza dello stimolo della fame e finisce solo quando si giunge al limite a cui segue uno stato di vergogna, senso di colpa e rabbia verso sé stessi.

Fra gli altri disturbi alimentari che causano le abbuffate compulsive troviamo la bulimia (dal greco “fame da bue”). La causa del disturbo è la costante preoccupazione per un eventuale aumento del peso. La paura di ingrassare, infatti, si traduce in una vera e propria ossessione e, al contrario dell’anoressia, si manifesta con grandi abbuffate. Il senso di colpa e la vergogna prodotti dalle quantità di cibo ingurgitate portano al vomito autoindotto o all’utilizzo di lassativi e diuretici.
Lo studio

Gli esperti italiani dell’università di Boston hanno condotto uno studio per scoprire l’origine delle abbuffate compulsive e trovare eventuali cure. Ciò che è emerso è che questo tipo di disturbi alimentari sono causati dall’ormone dell’ansia CRF: “Secondo noi dietro questo disturbo c'è appunto CRF, che aumenta nell'amigdala, il centro che genera ansia, durante l'astinenza da cibo, incrementando l'ansia” spiegano Valentina Sabino e Pietro Cottone.

Oltre all’origine, gli studiosi italiani hanno individuato una molecola che potrebbe ‘spegnere’ quest’ormone, evitando le abbuffate: "Abbiamo dimostrato che iniettando un farmaco antagonista del CRF nell'amigdala, riusciamo a bloccare completamente sia le abbuffate compulsive sia l'ansia generata dall'astinenza dai cibi appetitosi", ha affermato Cottone.

La molecola in questione è già stata sperimentata nei trattamenti contro la depressione ma al momento non è ancora in commercio. Secondo gli studiosi, questa potrebbe essere una svolta nella cura contro molti disturbi dell’alimentazione, dalle abbuffate alla bulimia. Bloccando l’ormone dell’ansia, infatti, sarà possibile spegnere l’interruttore delle mangiate compulsive.

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Scritto da

Paola Giura

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