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La suscettibilità da cosa dipende?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Spesso le persone suscettibili reagiscono in modo evidente alle battute o critiche degli altri, ma perché si comportano così?

17 MAG 2016 · Tempo di lettura: min.
La suscettibilità da cosa dipende?

È facile accettare di essere criticati? Non sempre. A volte basta una battuta scherzosa per farci andare su tutte le furie. Chi ci sta accanto ci dice allora: ma non ti si può dire proprio niente, te la prendi subito!

La suscettibilità è un atteggiamento che a volte può diventare seccante per gli altri, ma anche per sé stessi. Non si vive bene prendendosela per tutto quello che ci viene detto o fatto. Anche per le minime cose.

Suscettibilità = Ipersensibilità narcisistica

Hervè Magnin, Psicoterapeuta comportamentista, ci dice che si tratta di "una ipersensibilità narcisistica legata all'immagine di sé". A suo giudizio siamo tutti più o meno suscettibili e le nostre reazioni dipendono dalla sensibilità. Il comportamento della persona suscettibile consiste da bambino nel tenere il cosiddetto "broncio". Ad esempio sbattere i piedi per terra o piangere. Da adulti il comportamento è meno infantile, ma ugualmente la persona può impuntarsi, urlare, reagire in maniera eccessiva tenuto conto delle circostanze.

Di solito si accusa l'altro di essere sgarbato, e di assumere nei propri confronti un comportamento negativo. Ma perché si accusa l'altro in questo modo e si interpretano in maniera negativa parole o altri comportamenti? Al fondo di tutto c'è una mancanza di autostima. Si tratta di proiezioni negative relative a presunti attacchi che le persone suscettibili ritengono rivolti verso di sé, mentre invece la causa di tutto risiede dentro di loro.

La persona suscettibile non è in grado di accettare una considerazione negativa di se stesso e allora investe tutte le sue energie a ricercare una gratificazione dall'altro. Se la persona non si stima, non si vuole bene, accade che debbano essere gli altri a farsi carico di questo. Succede allora che se una persona suscettibile riceve un'offesa, la stima di sé subisce un duro colpo e quindi reagisce in maniera inappropriata suscitando ulteriori critiche, che quindi diventano, in qualche modo, legittime e si instaura allora un circolo vizioso che conduce la persona a volersi sempre meno bene e a stimarsi sempre di meno.

Conseguenze della suscettibilità

Tutto questo influisce sulle relazioni sia in famiglia, che sul lavoro o con gli amici. In breve la persona si isola fino a sentirsi sola ed abbandonata. Non è facile vivere con una persona suscettibile. Tutto quello che viene detto, viene interpretato male, bisogna agire con le pinze, si ha sempre l'impressione di camminare sulla lama di un rasoio. Il fatto è che molte persone negano di essere permalose, scatta il meccanismo della rimozione.

Tutto ciò non impedisce a queste persone di soffrire per la loro situazione, per uscire dalla quale devono arrivare ad essere consapevoli della suscettibilità eccessiva. Dico eccessiva perché tutti sono, chi più chi meno, un po' suscettibili. Il problema si pone quando la suscettibilità assume livelli tali da diventare patologica.

Arrivati a questo punto occorre prendere atto dei propri atteggiamenti e cercare di cambiarli per star meglio e fare stare meglio gli altri.

Tecniche per stare meglio

La prima cosa, ci suggerisce Hervè Magnin, è essere trasparenti. In pratica dire sempre cosa ci ha offeso. Chiedere spiegazioni del comportamento altrui senza bisogno di urlare in modo infantile. Spiegare che si pensa di essere permalosi e quindi alcune osservazioni o comportamenti possono ferire o offendere, magari anche senza volerlo. La persona con la quale si interloquisce, se è veramente amica, saprà allora che dovrà comportarsi in modo adeguato per non urtare la propria sensibilità.

Un altro rimedio è accettare le critiche in modo costruttivo. Non sempre nascondono un comportamento offensivo, a volte sono giuste e possono spingere a migliorarsi. L'autoironia è infine un modo molto efficace. Stare al gioco è una strategia molto migliore che ribattere urtati. Per esempio se qualcuno ti critica perché sei andato in ferie in un posto esclusivo, ribattere con una frase del tipo: "eh si, vedi anche io come te ho gusti molto difficili".

Però al fondo di tutto questo c'è il problema che la persona suscettibile deve imparare a volersi bene, a credere in se stesso, migliorare la propria autostima e diventare consapevole che molti suoi atteggiamenti sono dettati da una scarsa considerazione di sé, che prima di provenire dagli altri, risiede dentro di loro.

Scritto da

Dott. Sergio Rossi

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2 Commenti
  • Esther David

    Penso che la "permalosità" sia una vera e propria malattia psichica, nascente dall'assenza di autostima di un soggetto, per cui non si puo' parlare normalmente a detto soggetto, intercalando alla conversazione una frase umoristica o satirica, non diretta a lui in particolare, ma in senso generale,perché non accetta l'umorismo, credendo veramente che ogni frase,ogni parola é motivo di aggravare la mancanza della sua autostima, il sentirsi umiliato e deriso, anche se nell'argomento trattato abbia proprio torto. Egli non vuole ammetterlo ed ogni argomentazione serve a peggiorare la situazione. Non solo, ma anche eccita la posizione negativa del soggetto, non volendo mai ammettere la verità, e inoltre se é in torto, non vuole che si sappia in giro e vuole apparire a tutti i costi, incarnare ipocritamente la persona per bene, direi quasi perfetta, su cui non si deve trovare alcuna macchia e, se c'é, pretende di nasconderla e adottare una maschera di perbenismo totale.

  • Esther David

    Egregio Dott. Rossi, Sono d'accordo, ma penso che tali persone sono incapaci di accettare l'umorismo durante una conversazione, quindi tutto diventa formale e rigido e privo di battute scherzose che possono ravvivare la conversazione, anche tra più elementi che ne prendono parte. E' il caso di mio marito che si sente offeso e ribassato ad ogni mia battuta umoristica o scherzosa, anche se poi in effetti é la verità. Desidererei una risposta a come comportarmi, grazie.

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