Il sesto senso esiste: lo conferma la scienza

La scienza studia da diversi decenni la possibilità che esistano più di cinque sensi ma è davvero possibile?

22 LUG 2016 · Ultima modifica: 6 AGO 2021 · Tempo di lettura: min.

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Il sesto senso esiste: lo conferma la scienza

Fin da piccoli, impariamo che abbiamo cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Tuttavia, si sente parlare spesso dell'esistenza del cosiddetto sesto senso. Di cosa si tratta?

Esiste il sesto senso?

Sono state realizzate tantissime ricerche per definire se esista davvero un sesto senso, e sembra proprio che in realtà ne esistano ben più di sei. Il primo sesto senso di cui parleremo in questo senso si basa su una ricerca realizzata dalla Caltech, Institute of Technology della California, che sottolinea la capacità degli essere umani di leggere il campo magnetico. Ma in seguito approfondiremo anche i dati emersi dalle ricerche di quello che più comunemente associamo al sesto senso, ovvero l’intuizione, e di come effettivamente sembra esistere una percezione che ci può guidare a volte a prevedere gli eventi o a decifrare l’ambiente senza essere a conoscenza di ciò che sta realmente accadendo o facendoci incappare nelle coincidenze.

Il sesto senso magnetorecettivo

Secondo un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology anche gli esseri umani sarebbero in grado di percepire il campo magnetico. Una ricerca, pubblicata sulla rivista Science, sembra confermare anche nell'essere umano l'esistenza di questa capacità già presente in altre specie animali. I ricercatori del California Institute of Technology, infatti, hanno descritto il sesto senso come la capacità di percepire il campo magnetico terrestre. Questa percezione permetterebbe agli animali di orientarsi, ad esempio, durante le migrazioni. Come le tartarughe, gli uccelli, i pesci e altri mammiferi, infatti, anche gli umani sarebbero in grado di orientarsi grazie a questa percezione. Non sarebbe, dunque, un senso "magico" ma una caratteristica presente naturalmente in tutti gli essere umani: una sorta di bussola interna.

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Una ricerca innovativa

Il team scientifico del California Institute of Technology, guidato dal geofisico Joe Kirschvink, nonostante abbia realizzato lo studio su un piccolo campione di soli 34 volontari, ha affermato che questi risultati potrebbero essere replicabili e, per questo, insiste sulla necessità di continuare a studiare l'esistenza e il funzionamento del sesto senso, indispensabile nella storia evolutiva umana. In un’intervista infatti lo stesso Kirschvink con una semplice affermazione ha spiegato l’intuizione, appunto, alla base della sua ricerca: i cinque sensi sono stati descritti e studiati fin dall’epoca di Aristotele, ma non sono mai state considerate altre variabili come la gravità la temperatura, l’equilibrio e altri stimoli interni che si sa che formano parte del sistema nervoso.

Insomma ipoteticamente potrebbero esistere molto di più dei classici 5 sensi (tatto, gusto, vista, olfatto, udito) e questo studio si propone si studiarne uno nuovo, il senso geomagnetico appunto. L’autore lascia poi aperta l’ipotesi che si potrebbe trattare non del sesto senso, ma del decimo o dell’undicesimo visti appunto le tante variabili che possono influenzare il nostro sistema nervoso.

Ma ritorniamo all’esperimento. I volontari sono stati inseriti in una gabbia di Faraday, una sorta di scatola di alluminio, e sottoposti a un campo magnetico puro, ossia senza la presenza di altri stimoli. I ricercatori hanno studiato le onde cerebrali del campione, attraverso elettroencefalogrammi.

I risultati dell’esperimento

I risultati dell’esperimento sul sesto senso hanno dimostrato che quando il campo magnetico ruotava in senso antiorario si registrava un calo di onde alfa che indicava una risposta neurale e quindi un'elaborazione da parte del cervello. Ovvero questo sembrerebbe dimostrare che il cervello sia sensibile al campo magnetico e che tenda ad elaborare attivamente le informazioni geomagnetiche che non ritiene naturali.

Per esempio facendo puntare il campo magnetico verso l’alto il cervello non reagiva poiché “sapeva” che nell’emisfero settentrionale (ovvero in California dove è stato realizzato l’esperimento) il campo magnetico punta verso il basso e pertanto riteneva tale informazione non pertinente. Insomma sembrerebbe che il cervello ignori volutamente le informazioni che ritiene sbagliate a favore di quelle più rilevanti per la situazione che sta vivendo.

La conclusione a cui sono arrivati i ricercatori studiando la magnetorecezione e in particolare le onde Alpha, è che esista un rilevamento sensoriale da parte del cervello e un conseguente spostamento dell’attenzione nel momento in cui vi è una stimolazione magnetica. Questo tipo di senso ha aiutato sicuramente i nostri antenati ad orientarsi e a evolversi: esistono infatti nel regno animale sistemi di navigazione geomagnetica molto evoluti e potrebbe esser che anche gli essere umani, soprattutto in risposta allo stile di vita nomade e cacciatore dei nostri antenati, abbia sviluppato a livello neuronale qualcosa di simile e che lo abbia lasciato in eredità ai posteri.

Lo studio ha suscitato un grande interesse, tanto che il team del California Institute of Technology ha ricevuto più di 900 mila dollari di finanziamento e la proposta di collaborazione da parte di altri centri scientifici della Nuova Zelanda e del Giappone. Altri scienziati, precedentemente, infatti, avevano cercato di dimostrare l'esistenza nell'uomo del sesto senso, ma senza possibilità di poter replicare i risultati ottenuti.

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Perché si parla di sesto senso per la magnetorecezione?

Già studiato in molti animali, il sesto senso sarebbe quella capacità di percepire l'energia magnetica che scaturisce dal centro del pianeta e dalla velocità di rotazione. Questa percezione permette agli animali di orientarsi, ad esempio, durante le migrazioni. Secondo il team di Kirschvink, questa "magnetorecezione" avviene attraverso dei recettori che si trovano vicino al nervo trigemino. Questi funzionerebbero come una sorta di aghi, simili a delle bussole, che, muovendosi aprono e chiudono i circuiti neurali.

La spiegazione data dal team del California Institute of Technology smentirebbe i risultati di un'altra ricerca, svolta sullo stesso tema nel 2012 che affermava che la magnetorecezione dipendesse dalle reazione chimiche a livello dei criptocromi, delle proteine presenti nel corpo umano.

Sesto senso e intuizione

Ma questa non è l’unica ricerca che è stata fatta nel campo del sesto senso e dell’intuizione, probabilmente la magnetorecezione potrebbe essere solo uno dei diversi sensi aggiuntivi da catalogare.

Un’altra ricerca realizzata dalla Nortwestern University e che ha preso in considerazione diversi studi realizzati dal 1978 al 2010, sembra sottolineare come gli esseri umani siano predisposti in un certo a qual modo a percepire che qualcosa sta per accadere e a comportarsi di conseguenza. Secondo questo studio, realizzato su diversi volontari nell’eco degli anni, alcuni soggetti hanno una capacità di rispondere a uno stimolo con uno scarto di 10 secondi prima che tale stimolo avvenga, modificando alcuni parametri fisiologici, come il battito cardiaco, la respirazione, per prepararsi a ciò che sarebbe potuto accadere. Una sorta di intuizione pertanto che funzionerebbe come un avviso anticipatore: secondo tale studio però tale tipo di coincidenze avverrebbe molto raramente e non riguarderebbe nessun effetto paranormale o magico ma sarebbe semplicemente un processo naturale che ancora non si riesce a spiegare completamente.

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Sesto senso psicologia

In psicoanalisi lo studio delle coincidenze era già stato approfondito da Jung con il concetto di sincronicita: secondo questa teoria non esistono le coincidenze secondo un concetto causa-effetto, ma si sviluppano a partire da una rete che unisce l’ambiente, le relazioni e gli individui. Essendo tutti connessi, potrebbe capitare di ritrovarci o di fare delle scoperte (le famose intuizioni delle grandi scoperte) perché in qualche modo siamo riusciti a leggere questa grande rete da un punto di vista diverso.

Il sesto senso manda segnali?

Secondo la teoria della sincronicità il sesto senso non solo manda segnali ma dei veri e propri messaggi: dietro ogni evento sincronico infatti si nasconde un messaggio dal quale dobbiamo apprendere, rendendo conscio ciò che ci è apparso inconscio fino a quel momento attraverso la sincronicità.

Sesto senso in amore

Anche il sesto senso in amore è diventato oggetto di analisi e di ricerca, proprio a dimostrare come tale concetto rivesta un interesse molto alto nella scienza, soprattutto per neuropsicologi e neuroscienziati.

Una ricerca realizzata dall’università di Sydney ha infatti cercato di dimostrare come l’amore in qualche modo sintonizzi i pensieri e l’attività delle persone coinvolte in tale sentimento facendo sì che siano sulla stessa lunghezza d’onda… letteralmente!

Questa ricerca si basava sui risultati di 5 anni di studi realizzati attraverso l’analisi dell’attività cerebrale (attraverso elettrodi sensoriali), cardiaca (attraverso l’elettrocardiogramma) e epidermica (per analizzare la conduttività della pelle nel momento di allineamento dei pensieri) di 30 persone tra i 21 e i 65 anni nel corso di sedute di psicoterapia di coppia e individuale.

Questi dati hanno mostrato come esistano davvero dei momenti di allineamento dei pensieri tra le persone innamorate: è come se qualcosa di unico cambiasse attivando il lobo parietale e facendo sì che il tracciato dei movimenti neuronali tenda a coincidere. Ed è proprio quando si ha questa connessione che possiamo leggere nel cervello dell’altro in una maniera più profonda che potrebbe dar vita a quello che comunemente chiamiamo sesto senso e che ci permette di anticipare i pensieri dell’altro, perché in fondo sono anche i nostri. La scoperta interessante di questo studio è stata che anche tra paziente e psicoterapeuta dopo un po’ di sedute si è iniziata a produrre questa connessione facendo pensare che modalità di comunicazione più empatica e profonda, si possano raggiungere non solo tra innamorati, ma anche in altri tipi di relazione che coinvolgano qualche sentimento di amore, intimità o predisposizione verso l’altro (per esempio l’insegnamento);

Sesto senso femminile

Come abbiamo visto, il sesto senso è stato oggetto di molti studi: per ultimi prenderemo in considerazione sono gli studi associati al concetto di intuizione nella sua variante femminile e che normalmente chiamiamo sesto senso femminile.

Esistono diverse ricerche pubblicate da associazioni di medici e psicologici che hanno analizzato come le donne dispongano in generale di una maggiore predisposizione all’empatia e all’intuizione, e soprattuto, nonostante da bambini siano allo stesso livello, nell’adolescenza le donne tendano a sviluppare e ad aumentare tali caratteristiche.

Una di queste ricerche, in particolare pubblicata da Molecular Psychiatry nel 2017, si basava sul riconoscere le emozioni di alcune persone ritratte in diverse fotografie: le risposte dei volontari, circa 90.000 persone hanno messo in rilievo come le donne siano più propense a intuire le emozioni e le sensazioni. Queste ricerche però lasciano presupporre che tali differenze si basino più su ruoli di genere e sociali più che su basi biologiche. In questo senso pertanto è possibile migliorare la propria empatia e intuizioni magari attraverso alcune forme di allenamento o di comportamenti che lascino più spazio al nostro istinto rispetto alla razionalità.

Anche Jung parlava infatti del fatto che l’intuizione sia una qualità presente in ognuno di noi (in quanto, come abbiamo accennato previamente, ognuno di noi è connesso in qualche modo agli altri e all’ambiente in una sorta di rete) e che pertanto sia possibile svilupparla stimolando quelle aree del cervello da cui scaturiscono questi comportamenti.

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Riconoscere il sesto senso: la voce del sesto senso

Ma come possiamo riconoscere quando si presenta il sesto senso? Ovviamente non si può parlare di segnali assoluti ma potremmo definirlo una voce che ci parla e ci suggerisce qualcosa in più rispetto alla situazione che stiamo vivendo. Alcuni autori parlano di alcuni modi un cui si presenta il sesto senso:

  • A livello fisico: potremmo sentire un nodo allo stomaco, irrequietezza generale che si può manifestare anche fisicamente attraverso mani e piedi
  • A livello visivo: potrebbe apparirci un’immagine chiara e dettagliata, tipo una specie di visione
  • A livello emotivo: potrebbe presentarsi con una sensazione di repulsione, ansia, disagio o al contrario felicità o euforia.

Pensate per esempio a quando state per conoscere qualcuno e a quello che provate: potrebbe essere che il vostro senso stia cercando di dirvi qualcosa! Ovviamente quando proviamo queste sensazioni non sempre è sesto senso: questi modi possono infatti rappresentare paure, ansie, preoccupazioni o al contrario semplicemente momenti emozionanti e felici. Quindi è importante sempre basarsi non solo sulle sensazioni del momento (o al contrario solo sulla nostra razionalità) ma cercare di fare un mix tra quello che proviamo, ciò che ci dice il cuore, ciò che dice il nostro cervello, le esperienze passate e poi provare a decidere o a valutare meglio ciò che abbiamo di fronte.


Sviluppare il sesto senso

A partire da tutti questi risultati sembra pertanto che esistano molti di più dei soli 5 sensi e che il sesto senso inteso come intuizione sia fondamentale nella nostra vita. Ma è possibile sviluppare questo senso? Rendere cosciente tale pratica è probabilmente complicato, però probabilmente potremmo allenarci a leggere meglio il nostro ambiente, prestando attenzione a ciò che ci circonda e agli altri e lasciando da parte il nostro io in qualche momento, oppure meditando, oppure attraverso l’arte e la creatività, evitando di decodificare tutto con la razionalità, ma cercando di vivere un po’ più di pancia! 

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Commenti 2
  • Camilla E

    A volte mi capita di avere quella sorta di “visioni” che descrivete nell’articolo ed ho imparato a riconoscerle rispetto magari a pensieri o fantasie che spesso affollano la nostra mente. Quando le ho, poi si verificano quelle “coincidenze” che raccontate . Questo fin da bambina . Allo stesso modo, in diverse circostanze in cui mi trovo nella vita quotidiana, se “dal nulla” mi arriva un pensiero, ho imparato che devo ascoltarlo perché è la voce dell’intuizione. Invece pensieri razionali che si generano dal lavoro intellettivo del cervello, no. Anzi, spesso quelli mi conducono in errore.

  • Laura Carena

    Buongiorno. Molto interessante l'articolo. Io vorrei imparare ad ascoltare il mio sesto senso. Dopo qualche anno di relazione con il mio ora ex fidanzato ho sentito una voce che mi ha detto che ci saremmo lasciati. Io non le ho mai dato retta non sapendo come renderla vera e conscia, ma aveva ragione, purtroppo a distanza di 11 anni non stiamo più insieme...ho avuto un indizio non sono stata capace di ascoltarlo e di correre ai ripari...e ora il mio inconscio mi dice ottobre...cosa succederà? Tornerà lui, avrò cambiamenti sul lavoro che aspetto, incontrerò persone nuove?

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