Babbo Natale non esiste:come dirlo senza traumatizzare tuo figlio in 4 punti

L'articolo spiega in quattro semplici punti come seguire i propri bambini nella scoperta della inesistenza di babbo natale

24 DIC 2018 · Tempo di lettura: min.

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Babbo Natale non esiste:come dirlo senza traumatizzare tuo figlio in 4 punti

Arriva ad un certo punto, per tutti, lo scontro con questa brutale realtà: il canuto omone dalla tuta rossa bordata di bianco che vola per i cieli lasciando doni ai bimbi che sono buoni non esiste! Spero di non aver traumatizzato nessuno con questa notizia.

Il lato positivo della questione è che possiamo continuare a crederci e ad immaginarcelo pur sapendo che non è reale. Quindi ad ogni età, così come ci insegna qualsiasi film che tratti della magia del Natale.

I dubbi però permangono: quando però è meglio parlarne con i bambini? E come farlo senza traumatizzarli? Penseranno di noi che li abbiamo sempre presi in giro? Finirà così la magia del Natale?

Vediamo di rispondere almeno a questi quattro quesiti.

  1. Non esiste un momento specifico in cui fare l'annuncio, lasciamo che i bambini a mano a mano che sviluppano le loro competenze logiche e di confronto con gli altri e la realtà che li circondano arrivino a riflettere su alcuni dati che di solito sono: come può un uomo da solo in una notte fare il giro del Mondo? Come può leggere così tante lettere? Come possono volare le renne? (E così via…)
  2. Seguendo quanto detto prima, ai bambini che inizieranno a porsi questi leciti quesiti, potremmo rispondere ribaltando la questione, del tipo: tu cosa ne pensi? Che idea ti sei fatto? Seguendo in questo modo il processo logico del bambino. Non sentiamoci in obbligo di dare proprio immediatamente delle risposte secche e precise circa l'ovvia impossibilità di alcune questioni. Il vero trauma non sta nell'arrivare a capire che alcune cose non tornano e quindi Babbo Natale non esiste, ma nel sentirselo dire all'improvviso, brutalmente, quando i nostri processi logici ancora non sono pronti. Di solito chi ha fatto questa esperienza, grazie ad un gentile compagnetto o a qualche adulto frettoloso, si ricorda molto bene quel momento e lo ricorda come un'esperienza traumatica.
  3. A questo punto se avremo aspettato che il nostro bimbo abbia fatto 2 + 2 da solo, arrivati alla fatidica domanda, ci accorgeremo che più che una domanda è una solenne sentenza, dalla quale i bimbi spesso trovano il gusto di dimostrare di essere ormai grandi perché, da soli, in barba a mamma e papà che tanto si affannano a nascondere i regali, hanno capito il grande mistero. La nostra immagine di adulti che aborrono le menzogne, rimarrà così salva.
  4. La questione si sposterà facilmente sul piano della fantasia e dell'immaginazione: a tutti piace continuare a credere alle fiabe, anche a mamma e papà, e la storia di Babbo Natale altro non è che questo, una grande e meravigliosa fiaba che si rinnova di anno in anno di generazione in generazione. Ovviamente tutto un altro discorso per chi vive il Natale da un punto di vista religioso, ma qui Babbo Natale non c'entra…

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Scritto da

Dott.ssa Paola Ferrari psicologa

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