Perché l'abbandono è così doloroso ?

Quando i bambini sono sottoposti a vissuti cronici di perdita senza che i loro bisogni di sicurezza e protezione vengano soddisfatti è inevitabile che sviluppino internamente una forte paura

10 OTT 2021 · Tempo di lettura: min.

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Perché l'abbandono è così doloroso ?

Quando i bambini sono sottoposti a vissuti cronici di perdita senza che i loro bisogni di sicurezza e protezione vengano soddisfatti è inevitabile che sviluppino internamente una forte paura. L'esposizione sistematica all'abbandono attiva in chi la vive sentimenti profondi di vergogna. La vergogna si insinua nell'esperienza di abbandono che implicitamente rimanda alla credenza che "Tu non sei importante. Tu non vali niente". È questo il dolore dal quale bisogna guarire.

Per alcuni bambini l'abbandono è principalmente un abbandono fisico. Quando parliamo di abbandono fisico significa che determinate condizioni fisiche necessarie per la crescita vengono sostituite da:

  • assenza di supervisione;
  • inadeguato/mancato accesso ad alimenti;
  • inadeguato/mancato accesso a cure mediche, istruzione, rifugio, igiene, vestiti;
  • violenza sessuale, violenza fisica.

Da piccoli dipendiamo totalmente dalle nostre figure di accudimento. La loro funzione è fornirci sicurezza all'interno del nostro ambiente, quando questo non viene fatto, cresciamo con l'idea che il mondo è un posto pericoloso, che non ci si può fidare di nessuno e che non siamo meritevoli di attenzioni e cure.

L'abbandono emotivo ha luogo quando i genitori non forniscono le condizioni emotive adeguate e il contesto adatto per uno sviluppo sano. Parliamo di abbandono emotivo quando i bambini devono nascondere una parte di sé per essere accettati o meglio per non essere rifiutati. Dover nascondere una parte di sè significa:

  • non si possono fare errori;
  • non si possono mostrare sentimenti. Sentirsi invalidati nei propri stati emotivi. "Non hai alcun motivo per piangere se non la smetti subito, te lo trovo subito io un motivo valido!",  "non ti sei fatta/o niente", "non hai alcun motivo per essere arrabbiata/o";
  • non va bene avere dei bisogni. I bisogni degli altri sono più importanti dei tuoi;
  • non è possibile avere successo in qualcosa. I risultati raggiunti non vengono riconosciuti e dati per scontato.

Altri esempi di abbandono emotivo sono :

  • i bambini non riescono a soddisfare le aspettative dei loro genitori. Si tratta di aspettative irrealistiche e non appropriate all'età;
  • i bambini vengono ritenuti responsabili per il comportamento di altre persone, accusati continuamente per le azioni e i sentimenti dei loro genitori.

Quando viene mostrata disapprovazione verso l'identità dei bambini piuttosto che verso uno specifico comportamento, come ad esempio dire ad un bambino che non vale niente quando non ha fatto i compiti, o se diciamo ad una bambina che non diventerà mai una vera atleta per aver sbagliato un match.

La maggior parte dei problemi legati all'abbandono emotivo ha origine nella mancata presenza di confini chiari che invece risultano confusi, distorti, indefiniti:

  • quando i genitori non riescono ad attribuirsi la responsabilità delle loro azioni, dei loro vissuti emotivi, dei loro pensieri ma ci si aspetta che siano i loro figli a farlo;
  • quando la stima dei genitori è dipendente dal comportamento dei loro figli;
  • quando i bambini vengono trattati come dei pari e non c'è distinzione dei ruoli figlio/genitore

Esperienze di abbandono combinate con confini distorti in un periodo in cui bambini stanno sviluppando la loro identità possono generare lo sviluppo di credenze di inadeguatezza e profondi sentimenti di vergogna. Le ferite legate all'abbandono sono profonde e vengono rivissute nelle relazioni successive da adulti. E' necessario che si capiscano e accettino le cause che le hanno generate in modo da guarire. Finchè questo processo non avviene queste ferite saranno una forza motrice nella nostra vita da adulti.

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Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

Bibliografia

  • Leibman, F. H. (1992). Childhood abandonment/adult rage: The root of violent criminal acts. American Journal of Forensic Psychology, 10, 57–64.

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