Il contatto oltre la parola: la sintonizzazione emotiva nella relazione mamma-bambino

Sintonizzazione emotiva: la strana alchimia tra una mamma e un neonato per una maggiore complessità emotiva, affettiva e cognitiva.

18 FEB 2020 · Tempo di lettura: min.

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Il contatto oltre la parola: la sintonizzazione emotiva nella relazione mamma-bambino

Attraverso il contatto entriamo in relazione con gli altri esseri umani, già a partire dal grembo materno. Quel legame profondo che si crea tra una madre e un figlio ha inizio ancor prima di avere la possibilità di stringerlo tra le braccia e si protrae per il resto della vita. D. Winnicott l'ha definito "preoccupazione materna primaria o sintonizzazione affettiva". Se tutto va come previsto, e quindi l'attesa di un bambino è un momento di gioioso e giocoso cambiamento nato prima nei pensieri condivisi della coppia e poi nel corpo materno, l'investimento affettivo primario origina e si consolida già durante il periodo della gravidanza e rappresenta uno dei fattori che pone le basi per il rapporto futuro dei genitori con il proprio bambino. Ma è anche il primo segnale di come la sintonizzazione emotiva rappresenti quel nido caldo dove essere accolti e fare esperienza della propria esistenza. Essere riconosciuti, ascoltati, sentiti e compresi permette, infatti, di costruire la base sicura per una crescita sana.A partire dai primi mesi di gravidanza la mamma entra in relazione con il proprio bambino, prima con pensieri, fantasie, aspettative, desideri, paure, ricordi e poi inizia a percepirlo, a sentirlo; lentamente il feto prende forma, occupa un nuovo spazio. Simultaneamente, in questo dialogo privo di parole, anche il bambino, in grembo, si mette in con-tatto, rispondendo in maniera armonica con il sentire materno. Il feto percepisce prima gli odori e i sapori, e questo fa si che alla nascita si diriga verso quelle che sono le fonti di sostentamento primario, così come avvenuto nel ventre materno. In seguito inizia a percepire suoni, linguaggi, distingue le mani che toccano la pancia, percepisce i toni e la sintonia emotiva con cui viene trattato. Tra la mamma e il feto inizia così a crearsi una connessione, una sintonia che continua dopo la nascita. E' un'interazione molto intima, privata, potremmo dire la prima vera relazione intima che costruiamo e che permette di conoscersi reciprocamente, di cogliere l'altro come "entità separata" con propri bisogni, emozioni, affetti, paure, ambizioni, umori, reazioni e azioni. Percepire l'Altro come Altro da sé, permette di stabilire una sintonizzazione autentica e accrescitiva della diade madre-bambino. Non è un semplice comportamento di accudimento o essere preoccupati per il proprio bambino, o sorridere automaticamente ad un suo sorriso. E' un qualcosa di più, che va oltre la ragione, il buon senso, oltre la logica, oltre le migliaia di informazioni lette dalle mamme in attesa del come si fa a diventare dei bravi caregiver. E' una capacità di contenimento che permette di cogliere il mondo emotivo dell'altro e rispondere in maniera coerente e adeguata "in modo che possiamo fare esperienza degli altri come se ci trovassimo nella loro stessa pelle (Stern, 2005, p.64)". Fare esperienza di questa modalità, abbandonarsi all'intimità è un privilegio che va insegnato fin da piccolissimi, prima con il contatto fisico e progressive attraverso altre modalità relazionali, come la parola.Accade una strana alchimia tra una mamma e un neonato fatta di contatto, odori, sguardi, ascolto che portano ad uno scambio di stati affettivi, che si integrano e si regolano, in un flusso armonioso, portando il neonato ad evolvere verso livelli di maggiore complessità emotiva, affettiva e cognitiva. Tutto per la conquista di una identità adulta integrata. Le frequenti intimità che il bambino ha con il corpo e con il mondo materno nella sua globalità, sono il fattore vitale per lo sviluppo di quel vincolo affettivo e intimo che caratterizza l'essere umano adulto.E' una modalità trasmodale che s'innesca alla nascita e permette di costruire la base per lo sviluppo di un attaccamento sicuro, oltre favorire un senso di benessere e di crescita verso la resilienza. Attraverso la sintonizzazione emotiva il bambino si sente visto, riconosciuto…si sente al sicuro! Ed una mamma che sente di essere sintonizzata con il proprio bambino sarà serena, felice della sua relazione e pronta ad accompagnarlo positivamente nella sua crescita.

Articolo della dott.ssa Raffaella Celi

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Scritto da

Dott.ssa Raffaella Celi

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