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Aggressione con il silenzio: quando qualcuno smette di parlare con te

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Voi usate il silenzio per aggredire? Oppure vi infastidisce quando qualcuno lo fa con voi?

15 LUG 2019 · Ultima modifica: 18 SET 2019 · Tempo di lettura: min.
Photo by Ricardo Mancía

Ci sono persone che usano sistematicamente il silenzio contro gli altri. Così ottengono un clima di tensione e di disagio che diventa una punizione. Contro il partner, contro i bambini, contro fratelli e sorelle…

Smettere di parlare con qualcuno è una forma di aggressione.

Se una persona diventa pericolosa per te, smettere di parlarle può essere un modo per proteggerti. Se qualcuno ha fatto qualcosa di veramente grave per te, può essere un modo per dimostrarlo e può essere quindi legittimo.

In questa sede ci riferiamo a quel silenzio con cui alcune persone puniscono, sistematicamente, coloro che le circondano. Quel padre, quel marito, quella madre...ci riferiamo quelle persone che, quando gli altri non "obbediscono", quando qualcosa non piace loro, allora attaccano con il silenzio.

Il silenzio imposto è molto doloroso. È un'aggressione che fa più male di un urlo, più di un colpo perfino. È la punizione preferita dei manipolatori.

Quella persona che non risponde al tuo saluto, che va in giro per casa ignorandoti...quella persona ti sta attaccando. Sai perché lo fa? Perché non sei tornato nel momento in cui lui - lei voleva, o forse perché non sei stato d'accordo con la sua richiesta.

Se chiedi spiegazioni in merito al suo silenzio, ti dirà che è arrabbiato/a, niente di più, e che non ti parla per questa ragione. Non è vero, quella persona sa che trattandoti in questo modo otterrà ciò che vuole: sa che in questo modo riesce a manipolarti. La prossima volta ci penserai due volte prima di non cedere ai suoi desideri.

Se sei una delle persone che usa il silenzio come arma, riflettici: pensa al fatto che probabilmente stai facendo molto male a una persona a te vicina e la stai ferendo.

Se sei una di quelle persone che soffrono perché viene attaccata da qualcuno con il suo silenzio, ecco per te qualche consiglio:

  • Sii forte e non soccombere alla sua manipolazione, forse smetterà di farlo.
  • Rompi il tuo silenzio, parla con lui/lei, non aver paura. Smantella il suo teatro.
  • Digli chiaramente cosa pensi. Spiega che la tua posizione è fastidiosa e sproporzionata.
  • Se i suoi silenzi sono continui e influenzano la tua salute mentale, se puoi, lascia quella persona. Vai via

L'aggressività con il silenzio non può essere denunciata. Chi pratica questa "tecnica" è solitamente una persona che controlla bene i suoi impulsi. Non credergli quando ti dice che soffre di più lui/lei! E, anche se fosse così, ti sta punendo.

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5 Commenti
  • Argentieri gerardina

    Il silenzio è l arma letale che mi uccide,spesso mi trovo con persone che usano questa arma,per punirmi e stonmale

  • Valentina

    Non ho chiesto scusa per una constatazione che ho dato su delle parole che la mia migliore amica, (che consideravo come una sorella), mi ha detto, e da quel giorno non mi parla e qnd ci incontriamo mi gira la faccia per nn rispondere al mio saluto. Sono passati 4 mesi ed ho paura di telefonarle per non essere aggredita come ha fatto 4 mesi fa. Ho 48 anni e mi sento così ridicola soffrire così dopo tt qsto tempo.

  • Simona

    Io ed una persona abbiamo smesso di parlare da 5 anni, quando mi sono sentita dire che per lui sono solo una estranea e non mi devo permettere neanche di rivolgergli la parola. Da allora "buon giorno e buona sera" niente più... E per me, sentirmi dire ciò è stato forse meglio, dopo 40 anni di soprusi cui io stessa fingevo di non vedere. Vorrei staccare ogni rapporto ma non posso

  • Daniela Gallinotti

    Si può essere vero, ma se si è provato in tutti i modi a dialogare con una persona che pensa solamente con la propria testa senza nemmeno ascoltare quali sono i tuoi probblemi e si concentra solo sui suoi è l unica arma per non minare la tua salute....chiudendo il dialogo ebi rapporti...dopo che abbiamo già provato più volte anche con l,'aiuto di psicologi.

  • Maria Paola Morone

    mi ritrovo predatore e/o vittima in relazione alle diverse persone che mi trovo ad affrontare

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