Farsi rispettare senza essere aggressivi: come essere assertivi

Hai difficoltà ad esprimere i tuoi pensieri e le tue emozioni? Spesso ti ritrovi a far finta di niente o, al contrario, a reagire con modi un po' sopra le righe? L'assertività può aiutarti!

5 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.
Farsi rispettare senza essere aggressivi: come essere assertivi

Una definizione di assertività

L'assertività (o affermatività) è la capacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, difendere i propri diritti, manifestare i propri bisogni e i propri pensieri o critiche in modo adeguato. Il termine assertività è riferibile alla modalità con cui tutto ciò viene comunicato. In che modo?

- Onestamente;

- direttamente;

- adeguatamente;

- e soprattutto nel rispetto dei diritti altrui.

La persona assertiva non utilizza modalità di evitamento e di cammuffamento delle proprie emozioni o delle critiche che desidera muovere. Non gira intorno alle opinioni che vuole esprimere; le esprime, senza assecondare e senza sottomettersi ai desideri dell'altro, il che non significa non rispettarlo! La persona assertiva vive e sceglie le proprie regole, rispettando però allo stesso tempo i diritti dell'altra persona. Vive e sceglie ciò che la fa stare bene ma sempre nel rispetto del contesto in cui si trova.

Essere assertivi è una condizione dell'essere liberi, dove essere liberi significa essere capaci di scegliere in maniera responsabile.

Dovremo quindi imparare a scegliere le nostre regole e non a vivere senza regole, seguendo soltanto ciò che ci procura piacere o cercando di evitare ogni frustrazione e ogni possibile fatica.

Dunque, la persona assertiva ha un atteggiamento responsabile e fiducioso in sé e negli altri, e si rifiuta di adottare etichette e pregiudizi. Ha la capacità di comunicare i propri desideri, intenzioni e giudizi in modo diretto e chiaro, evitando ogni forma di aggressività, minaccia e manipolazione. Spesso si crede che la persona assertiva sia una persona di facciata, una persona calma che non mostra emozioni negative e aggressive. In realtà anche la persona assertiva prova queste emozioni. Ciò che la differenzia è la capacità di gestire ed esprimere adeguatamente queste emozioni a livello verbale. Se dovesse scontrarsi con una situazione che gli provoca rabbia e che però evita di esprimere, allora non sarebbe più assertivo...

Comportamento assertivo, passivo e aggressivo

Il comportamento assertivo si può immaginare come a metà strada tra il comportamento passivo e il comportamento aggressivo:

  • il comportamento passivo è orientato ai bisogni dell'altro, estromettendo i propri;
  • il comportamento aggressivo è orientato ai propri bisogni, escludendo quelli degli altri

Questi due comportamenti sono antagonisti perché rimandano al quesito: "chi è più importante di chi?". Per il passivo è più importante, l'altro mentre per l'aggressivo se stesso.

L'assertivo invece non si chiede chi è più importante ma mette entrambi sullo stesso piano, pensando che entrambi i bisogni (di sé e quelli dell'altro) siano ugualmente importanti.

L'assertività può essere sviluppata in diversi campi: lavoro/studio, famiglia, amici, amore e cose pratiche.

Una persona può essere assertiva in un campo, ma essere aggressivo o passivo in un altro. Quindi gli stili comunicativi non sono assoluti in quanto una persona può comunicare in maniera diversa a seconda dei campi considerati.

Come si sviluppa l'assertività?

1) Bisogna innanzitutto apprendere a distinguere lo stile assertivo da quello aggressivo e passivo.

2) Poi arrivare a conoscere le cause e le convinzioni che sono alla base dei comportamenti non assertivi.

Questi causano emozioni quali ansia, depressione, senso di colpa, rabbia…Al di là delle esperienze di vita che variano da persona a persona, troviamo delle convinzioni comuni che caratterizzano la messa in atto di tali comportamenti (ad esempio, il passivo pensa che se non compiace gli altri non verrà accettato, prova ansia al pensiero di non essere accettato e quindi tende ad evitare il giudizio negativo). Dobbiamo sempre considerare che è il pensiero a creare il successivo comportamento (pensiero → comportamento).

3) Apprendere i diritti assertivi e i loro limiti

I diritti fondamentali della persona non hanno bisogno di nessun avvocato per essere difesi. Basta ricordarsi di loro nel momento in cui dobbiamo decidere come agire, per recuperare immediatamente la chiarezza necessaria ed il coraggio di non cedere su ciò che riteniamo importante.

Prendere atto cognitivamente dei propri diritti e di quelli dell'interlocutore non è sufficiente per diventare assertivi. Bisogna poi essere disponibili a sostenerli con un comportamento coerente ed essere disponibili a rispettarli nella vita di tutti i giorni.

In particolare sono le donne che avvertono la paura di infrangere un proprio credo religioso o culturale se solo pensano di avere dei diritti. Da questa difficoltà ne potremo uscire rendendoci conto che una relazione interpersonale più equilibrata e costruttiva è una premessa indispensabile per il proprio benessere psicofisico.

Come si esce da questa impasse? Semplicemente valutando le conseguenze del continuare a comportarsi così (in modo passivo di solito) e le conseguenze del comportarsi in modo diverso.

Se una persona capisce che le causa del suo malessere risiedono proprio nel suo tipo di comportamento allora sarà più disponibile ad impegnarsi per il cambiamento.

Sostenere un proprio diritto o per lo meno pensare ai propri diritti, come ogni cosa nella vita, inizialmente può essere difficile, specialmente a causa dei lunghi anni di allenamento a rinunciare ad essi. Quando una persona tendenzialmente passiva proverà ad attuare i propri diritti, si accorgerà di quanto gli altri cambino nei suoi confronti, percependo una sua maggiore attenzione alla propria dignità. Questo significa che se la rete sociale è abituata a richiedere molti compiti alla persona, delegare molto spesso o aspettarsi che dica sempre di si, nel momento in cui gli altri se ne rendono conto non sono proprio contenti ed è per questo che il cambiamento richiede coraggio.

I 10 diritti affermativi di Smith sono:

1. Hai il diritto di essere il solo giudice di te stesso.

2. Hai il diritto di non giustificare il comportamento, dando agli altri

spiegazioni o scuse.

3. Hai il diritto di valutare e decidere se farti carico di trovare una

soluzione ai problemi degli altri.

4. Hai il diritto di cambiare idea.

5. Hai il diritto di commettere errori, accettando di esserne

responsabile.

6. Hai il diritto di dire "non lo so".

7. Hai il diritto di sentirti libero dall'approvazione delle persone con

cui entri in relazione.

8. Hai il diritto di apparire illogico nel prendere decisioni.

9. Hai il diritto di dire "non capisco".

10. Hai il diritto di non essere perfetto.

4) Apprendere ed applicare nei rapporti di tutti i giorni le abilità precedentemente acquisite

Non possiamo dirci assertivi se poi non agiamo nel pratico. L'assertività si raggiunge solo quando, dopo aver capito cosa sia e dopo aver individuato le giuste soluzioni o alternative preferibili, decidiamo di agire. La prima responsabilità da esercitare sarà quella di riappropriarsi della forza del nostro Io. Quindi le frasi dovranno sempre far riferimento al pronome io poiché l'assertivo parla in prima persona, parla delle proprie emozioni e delle proprie convinzioni esprimendole senza aggredire l'altro.

"Io sento…", "Io desidero...",

"Io critico.." "Io scelgo...",

"Io preferisco…", "Io credo…",

"Io penso...", "Io voglio…"

Se questo articolo ti è stato utile ma non è sufficiente per aiutarti a sviluppare la tua assertività, tieni a mente che esistono molti corsi per aiutarti ad apprendere e mettere in pratica questa abilità!

Articolo della Dott.ssa Elisa Simeoni, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia.  

Scritto da

Dott.ssa Elisa Simeoni

Psicologa Nº iscrizione: 20602

Psicologa, laureata in Psicologia Clinica con il massmo dei voti presso l'Università Cattolica di Milano, in formazione come Psicoterapeuta alla Scuola di Specializzazione “Mara Selvini Palazzoli" di Brescia ad orientamento sistemico-relazionale. In costante aggiornamento anche nel settore legato alla promozione della salute e del benessere, attraverso corsi e seminari.

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13 Commenti
  • Irene D'abate

    Complimenti per tutti gli articoli che scrivete su questa pagina, ma questo che ho appena letto mi ha ancora di più illuminato sul mio (io). Grazie per questi consigli. Vorrei tanto avere dei colloqui con un esperto ma purtroppo il lato economico me lo impedisce ma un giorno ci riuscirò, perché penso che tutti hanno bisogno di confrontarsi con chi sa toccare i punti giusti per far uscire i nostri lati caratteriali che nascondiamo per paura.

  • Maria Rosaria Barletta

    Praticamente non ho capito cosa devo fare per dimostrare la mia assertività.l articolo mi è piaciuto .

  • Giusy brogna

    Grazie i vostri articoli mi sono molto utili.grazie

  • Michela Vaccai

    Splendido articolo! Illumina la mattinata ✨

  • Silvia saltarelli

    Utile semplice da comprendere e soprattutto verissimo !!!

  • Rosario L.

    Salve io ricado un po' nella definizione di passivo. Il problema è che quando leggo questi articoli, li spulcio fino in fondo ma all' atto pratico una emozione quasi paralizzante mi blocca e non mi fa interfacciare in maniera lucida con chi ho davanti. Perdo proprio la capacità di pensare. Quasi sempre taccio e faccio la figura del "fesso". Potrebbe darmi consigli su questo o indicarmi un articolo? Grazie

  • Paola grosso

    Complimenti per la chiarezza nell'esposizione ,per me è stato un articolo illuminante,si potrebbe avere il titolo di un libro serio sull'argomento? grazie ancora e buon lavoro

  • Fabio de Simone

    Salve volevo sapere poiché soffro di psicosi affettiva con ritiro sociale sono spesso aggressivo ma in modo reale e semplice come posi essere calmo e sono sempre agitato e aggressivo come devo fae

  • fabrizio lisco

    Veramente bello ed istruttivo

  • Daniel z.

    Complimenti, bell'articolo è molto interessante. Tra i miei obiettivi sicuramente è quello di essere più assertivo.


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