Voglio lasciare mio marito che non mi ama

Inviata da Nicoletta il 20 apr 2016 Terapia di coppia

Ho scritto tanto tempo fa, riguardo alla scoperta di una relazione di mio marito e del suo infantilismo. Le ho provate tutte per riavvicinarlo a me, per fargli capire che a 50 non deve fare il Peter Pan della situazione. Ma niente da fare... Lui ha sempre negato anche davanti all'evidenza, mostrandosi in questi mesi sempre vicino, evitando di uscire da solo e ricominciando con me un rapporto di coppia. Ma l'altro giorno ho avuto sentore che avesse un appuntamento con questa donna, non è stato difficile scoprirlo. Al solito quando gliel'ho detto ha reagito fuggendo e aggredendomi verbalmente. Allora io me ne sono andata di casa... per tornarci dopo due giorni e parlare apertamente con lui. Mi ha detto che mi vuole bene ma a modo suo, che il problema era dirlo ai nostri parenti e che i figli ne avrebbero sofferto. Alla fine mi ha chiesto di restare e di riprovare. Dal canto mio l'ho minacciato che doveva chiudere immediatamente questa storia. Io non credo che lo abbia fatto. La cosa peggiore è che adesso è completamente distante da me e non perde occasione per prendermi in giro, facendo battutine del tipo che il miglior lavoro del mondo è fare la parrucchiera (lavoro che svolge questa donna) oppure fa finta di non ricordare il nome di una nostra amica che si chiama Anna (come questa donna) e ancora che lui non rinuncia alla sua libertà. Poi evita accuratamente di dialogare con me su qualsiasi cosa possa riguardare la nostra crisi. Talvolta parla dei figli e accusa me dei loro errori. Nel frattempo ha litigato con la madre e il padre anziani, con una figlia disabile a carico e di conseguenza delega tutto a me per risolvere i loro problemi. Mia suocera che non vorrebbe mai che lo lasciassi è arrivata al punto di dirmi di disinnamorarmi di lui e di cercarmi un altro uomo e che lui è sempre stato egoista con tutti, amando solo se stesso. Io capisco il suo timore, perché preferisce me al figlio. Ma il problema peggiore è che, oltre a subire tutto questo, io sono l'unica che ho un reddito mentre lui lavora solo saltuariamente e questo potrebbe creargli problemi economici. Mi sento spremuta come un limone, non amata, non desiderata e tradita. Lui si guarda bene dal farsi beccare e con me ha un rapporto di civile convivenza. Non so che fare...

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Cara Nicoletta
una delle conquiste fondamentali che le donne hanno fatto è stata quella di lavorare e di non dipendere economicamente dal marito.
Questo ha garantito loro molta più autonomia.
Ora, in questa sua situazione famigliare "tragica" è lei che porta a casa i soldini e, nonostante questo, suo marito è in grado di fare il "gradasso con lei" e, nelle sue relazioni, usa pure i suoi soldi; oltre il danno, pure la beffa!
Siccome io credo che, in tutte le cose, l'informazione sia il punto di partenza, la invito a chiedere una consulenza ad un avvocato che le chiarirebbe i concetti e i termini pratici di una eventuale separazione, da un punto di vista anche economico ecc ecc.
Quando avrà fatto questo avrà in mente meglio tutta la situazione e come poterla affrontare in pratica e potrà prendere decisioni in merito.
In quanto a suo marito per essere così "smargiasso" nei suoi confronti ( non mi veniva un altro termine e questo che ho appena usato mi ha reso l'idea) deve davvero percepirla molto debole e dipendente affettivamente da lui.
Lui è certo che lei non lo lascerà mai!
A volte però, questi personaggi qui, sono anche quelli che si svegliano una bella mattina e sono stati lasciati!
Alcune volte piangono a questa constatazione, ma dovevano pensarci prima.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Nicoletta,
comprendo il suo disagio e il suo dolore. E' possibile che se i suoi figli sono abbastanza grandi, lei prenda prima o poi la decisione di chiudere la relazione con suo marito. Se il suo lavoro rappresenta l'unica fonte di reddito in famiglia, è logico pensare che a suo marito non convenga una separazione. Le consiglio vivamente di consultare un bravo avvocato matrimonialista, poichè potrebbe trovarsi in una situazione ancor più disagevole se suo marito pretendesse di essere mantenuto dopo la separazione. Sappia che lei può ottenere anche senza il consenso di suo marito la separazione e poi il divorzio ( si tratta della richiesta di separazione giudiziale ossia per colpa che opposta a quella consensuale che vede le due persone daccordo sui termini della risoluzione del rapporto) Si muova perciò per tempo e se ha prove del tradimento di suo marito, non esiti a raccoglierle per poterle in seguito eventualmente esibire. Sia cauta fino a che non avrà preso una decisione e risoluta quando l'avrà fatto.
Cordiali saluti

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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Gentile Nicoletta,
penso che il rapporto di civile convivenza non sia sufficiente per farla stare bene.
Anche se a noi psicoterapeuti non piace l'idea che un nucleo familiare si sfasci e lavoriamo affinchè questo non accada, a volte ciò è inevitabile.
Comunque, prima di prendere qualunque decisione, le suggerisco di parlarne dal vivo con un terapeuta per avere le idee più chiare su cosa è meglio fare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Nicoletta,
Il 'titolo' della sua lettera dice 'voglio lasciare mio marito', credo che sappia cosa vuole fare ma che emotivamente sia molto difficile. Dal suo racconto sembra l'unica adulta della sua famiglia e per come parla di suo marito sembra di avere a che fare con un adolescente. È caricata di molte responsabilità, alcune nemmeno di sua competenza. Faccia la sua scelta in serenità e pensi alla sua di felicità. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sulla difficoltà di chiudere questa storia. Rimango disponibile per chiarimenti e dubbi. Un caro saluto, Dott.ssa Valeria Bugatti

Dott.ssa Valeria Bugatti Psicologo a Roma

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Ciao Nicoletta, credo proprio che tua suocera abbia ragione. Probabilmente a lui fa comodo la convivenza con te e in questi due giorni di assenza se ne sarà accorto parecchio. Inoltre tu sei autonoma economicamente. Mi sembra che la preoccupazione riguardi lui, che ha un lavoro saltuario. Mi chiedo cosa ti spinga a preoccuparti di questo. Pensa a te stessa e ai tuoi figli. Fai ciò che credi sia meglio per voi. Ovviamente, visto che dici di aver già parlato di questo in questa sede, ti consiglio di consultare uno psicologo di persona.
Spero di esserti stata utile. Buona giornata Nicoletta

Annalisa Cigliano Psicologo a Pescara

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