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Un passato bruttino e madre borderline: che fare?

Inviata da Anonimo · 7 apr 2016 Trauma psicologico

Dopo aver fatto volare dalla finestra il secondo Terapeuta Gestaltista ambivalente nei messaggi e dal mio punto di vista ossessivo, ho fatto per me quello che andava fatto riappropriandomi delle parti scisse per cui vedo l'altro e se l'altro è un narcisista patologico blocco la relazione immediatamente (sia esso amico, terapeuta,partner). Il problema grosso mio era che non mi vedevo e cercavo fuori strutture per identificarmi. Ero piccolino rispetto ad un Mondo Percepito Enorme.Ora sono in pari e devo dire che mi sono aiutato da solo. Aggredendo e andando nell'indifferenza con i miei genitori, in barba alle info dei vari Terapeuti ,mi sono ripreso tanto. Io ero schizoide a volte borderline a volte antisociale a volte evitante.Per me ero un evitante, stop il resto una accozzaglia di cretinerie accademiche perché ero abituato a svalutarmi, a pensare al rifiuto come risposta automatica, ad avere un terrore angoscioso verso l'intimità con l'altro,con picchi di ansia generalizzata molto forti.Io ho risolto integrandomi e accettando la mia aggressività senza proiettarla fuori e evitare tutti fuggendo nei sogni o nell'intellettualizzazione. Certo il ricordo della costante svalutazione e della Manipolazione sul mio Vero Piacere sugli oggetti, del sentirsi piccoli e in balia di Giganti Cattivi Ipervigilanti rimane, ma appartiene all'Infanzia e ad una adolescenza pesante.Evocare quel ricordo non me lo farà superare perché sta li e allora sebbene la mente in automatico vorrebbe ripassare il trauma sempre e questo e' un mistero per me ancora oggi. Non so cosa volevo dirmi rievocando il Passato.Forse il bisogno di controllare i traumi infantili e dir loro non ho più paura di quello che ho vissuto. Rimane purtroppo ancora un problema irrisolvibile oggi:Mia Mamma.Su 8 terapeuti hanno fallito tutti.Il giudizio, a parte le enormi spese economiche, e' negativo perché io con la mia esperienza personale so che se dentro non hai interiorizzato e fissato "Parti Buone" non ci sta niente da fare. Il borderline con difese ossessive vuole una relazione assurda. La mia infanzia e' stata tracciata da racconti osceni, Trans, Omosessualità del Papà, Rabbia, Violenza verbale e Tantissimo Amore simbiotico con un tatto caldo, materno e a volte incestuoso e una relazione collusiva portata all'eccesso. Questo fin da piccolo. Non ho subito abusi sessuali ma ci siamo andati vicini sul piano psichico. Il Mio Edipo è stato decisamente un casino. Sbando la notte ancora a volte ma non spesso.Rimane però che la Mamma non e' autosufficiente; Il Terapeuta si interessa agli 80 euro e sostiene che è la mia croce e lo devi fare. Io dovrei urlare ogni giorno per darle serenase e En. Poi andare a studiare per gli ultimi due esami e lavorare pure e avere tempo per me. Questo a 35anni e rimanere nell'indifferenza quando una persona minaccia di farsi male alle vene e dopo 30 secondi ti da baci e ti dice mamma ti ama mentre tuo Padre, separato, butta tutti i soldi in auto, orologi e viaggi. Voi mi dovete spiegare se sia sano il punto di vista cognitivo che odio: l'altro lo può fare cosa posso fare di diverso per me? No Non lo possono fare e lo fanno lo stesso! Questo è sano non questa domanda terapeutica sciocca! Perché poi a me chiamano! È come una raccomandata con ricevuta di ritorno il borderline. O il gestaltista..vai di pancia! Di pancia li ammazzo, di cognitivo me ne scappo di casa. La struttura ci va ma dopo 3 giorni torna a casa sicuro perché Mamma non è pazza (questo il terapeuta). Il TSO non ci sono gli estremi e comunque dopo una settimana torna a casa. Intanto fa casini e chiamano a Me. A questa manco la patente hanno revocato..sta bene perché sa fingere benissimo, attivando la Santa e poi rilascia il Diavolo contro a Me e a chi le sta antipatico per strada. Sono dovuto andare in cerca dell'Auto per 3 giorni. L'aveva persa! Lo Stato se ne frega, come se fosse sano avere persone così in strada; i familiari..scappano: so cavoli tuoi; i Terapeuti sono preoccupati di non assumersi responsabilità e soluzioni vere e spostano sul familiare che poi sono solo io. Non costituisce pericolo per la società Mamma. Ma TU FRANCO DEVI..TU TU TU ma io non sono Dio e non mi frega più niente della colpa di altri. Io ho diritto a esistere, non è che chiedo la Luna e questa situazione personale porta solo alla distruzione del Familiare.
Mamma e' una persona che minaccia cose in continuazione è paranoica e la mia sensazione è sempre la stessa e cioè che un percorso interno di liberazione non lo voglia fare..lei sta bene so io che so pazzo e dall'inconscio c'e' questo Amore distruttivo fatto di sensi di colpa costanti proiettati sull'Unico Figlio. L'Uomo che l'ha sposata è un egocentrico egoista molto ossessivo e assente totale. Cosa si fa in situazioni simili? Non è psicotica ma non è nevrotica. Rifiuta il farmaco e la società dice che lo può fare. Io esagero e poi dopo succedono casini su casini e vengo interpellato da figlio e vengo anche colpevolizzato...una volta un carabiniere mi ha detto pensi a sua Madre, che vergogna! Per paura di diventare paranoico non ho risposto con sdegno. Perché poi la mia patologia e' nata avendo paura di diventare egoista come mio Padre e Paranoico come mia Mamma per cui aggressività zero. Evitamento costante. Dal mio punto di vista il borderline portato all'estremo è non gestibile e l'Italia che è un Paese profondamente incivile e corrotto non aiuta in alcun modo il cittadino. Aiuta i disgraziati sui barconi ma Io non sono visto dallo Stato. Lo Stato vede solo chi può far fare soldi. Con me non si guadagna abbastanza. E personalmente credo sia lo stesso per la Psicoterapia quando promette risultati che non possono esserci perché non ci sono "Introietti" positivi. Cioè a finale soldi a parte buttati se la Persona non vuole aiutarsi, non ci sta niente da fare. O sbaglio?

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Miglior risposta 8 APR 2016

Franco
io lo comprendo il tuo sfogo e sono anche daccordo sul fatto che ci sono tante situazioni in cui una persona con familiari malati non venga aiutata dallo stato e, spesso nemmeno dai suoi stessi familiari.
Tua mamma ha te e su di te pesa tutto il peso del suo "squilibrio", e tu senti la tua vita costantemente "ristretta" e vincolata da queste responsabilità.
A volte, credo spesso, colpevolizzato da coloro che dovevano comprenderti (psicoterapeuti pure retribuiti per questo). Dispiace. E' più bello sentire che il nostro lavoro è servito e, ogni tanto, qualcuno lo scrive.
Io però mi sento di poter accogliere il tuo sfogo e il tuo malcontento, soprattutto empaticamente condivisibile, e, ogni volta che scrivi, ne faccio tesoro per accogliere qualcosa del tuo dire, che possa farmi migliorare come terapeuta.
Mi rendo conto che, per fare questo lavoro, l'umiltà non è mai troppa e neppure la preparazione.
Mi fa piacere che tu sia riuscito (anche in ribellione ai vari terapeuti) a migliorarti e a trovare la tua via di chiarezza verso la comprensione autentica di quelli che potevano essere i tuoi disturbi.
Mi fa piacere che tu possa affermare di "avere diritto ad esistere".
Quello che sento in te è la voglia di andare avanti in un percorso tuo, nonostante tutto, anche nonostante la rabbia e il senso di solitudine che scoraggia e la constatazione di ingiustizie varie.
Mi fermo a questo mio "sentire di capirti" e ti confesso che non saprei come andare oltre quello che ho scritto.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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12 APR 2016

Le giro la domanda: e se la persona non vuole aiutarsi?
Lei parla di mamma che non vuole aiutarsi. E lei? Lei si è voluto aiutare? O è andato in terapia per dimostrare che in ogni caso doveva fare da solo?
Perché scrive? È solo uno sfogo? O è una richiesta d’aiuto? Cosa pensa possiamo fare per lei?
Ha paura di essere come mamma e come papà?
Descrive una situazione pesante, difficile da gestire. È evidente che avrebbe bisogno di essere supportato e invece è da solo ad affrontare tutto questo. Lo stato è assente e i terapeuti a cui si è rivolto incapaci di alleviare il suo peso. Ambivalenti, ossessivi, ipervigilanti, svalutanti, manipolativi; gli altri che le girano attorno sono figure che lei descrive negativamente. Quali di questi elementi le appartengono?
La rabbia che prova è molto forte ed è comprensibile che lo sia, solo che la rabbia non la lascia libero. Inoltre cosa copre la rabbia? Il dolore?
Credo lei sappia di avere bisogno di aiuto, solo che la sua sfiducia le impediscono di appoggiarsi.
Se lei riuscisse a sentirsi meglio anche la difficile gestione di mamma potrebbe essere affrontata con maggiore serenità e distanza.
Si faccia una domanda: vuole ancora portare avanti questo gioco?
Le giova?

Dott.ssa Lucia Rinaldi

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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11 APR 2016

Ciao Franco e bentornato su questa rubrica di psicologia!
Ti dico subito che mi fa piacere se la tua autostima è cresciuta e sta ancora crescendo perché questa è sempre una buona cosa.
Ti ritrovi ad essere figlio unico con una madre psicopatica (borderline) e non autosufficiente che senti il dovere di accudire nonostante l'ambivalenza nei suoi confronti da un lato e la necessità di pensare anche a te stesso e alla tua vita dall'altro.
Per di più, tuo padre probabilmente non ha nemmeno l'ambivalenza nei confronti dell'ex moglie che è tua madre e non collabora.
Penso che tra il pensiero gestaltista "li ammazzo" e quello cognitivo " me ne scappo di casa" forse dovresti optare per il secondo con qualche piccola correzione perché, come tu stesso hai giustamente detto, devi pure pensare a te stesso, specie ora che hai 35 anni e stai con fatica ritrovando un certo equilibrio!
Credo che la tua psicoterapia, qualunque sia l'approccio, avrebbe dovuto o dovrebbe insegnarti innanzitutto a prenderti cura di te stesso mantenendo una distanza giusta tra te e tua madre senza essere pervaso o invaso dai tuoi sensi di colpa e senza nemmeno caricarti di quelli proiettati da tua madre, altrimenti è la fine!!
Volevo poi dirti che hai fatto bene a ignorare quello che ha detto il carabiniere che ha la mente e la mentalità da carabiniere!...
Infine, se lo Stato non fa nulla per te, non posso saperlo perché vi è tutta una procedura da seguire per appurare se tua madre ha diritto o no a qualche forma di assistenza sanitaria, ammesso che la voglia, visto che non sembra incapace di intendere e di volere, per quanto disturbata.
Quanto al fatto che la psicoterapia non può fare miracoli ma può solo aiutare le persone che vogliono essere aiutate, questo non ti dovrebbe meravigliare né scandalizzare perché, da persona intelligente e interessata alla psicologia quale sei, sai benissimo che è così che stanno le cose.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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8 APR 2016

Su una cosa hai ragione e su una hai torto:
- non si può aiutare chi non vuole essere aiutato o almeno ti concede il beneficio del dubbio
- il border line, anche "estremo" ma almeno ad un livello di funzionamento buono, può essere affrontato e accompagnato ad una buona qualità di vita.
E' comunque un lavoro duro.
Cordialmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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