Tradimento senza senso di colpa

Inviata da Emanuela il 20 gen 2016 3 Risposte  · Terapia di coppia

Salve, scrivo perchè vorrei tanto un aiuto per capire cosa mi sta succedendo ma ovviamente non posso parlare con nessuno della mia situazione.
In pratica, sto con il mio fidanzato da dieci anni, alti e bassi, momenti molto belli alternati a momenti di crisi, dati per lo più dalla lontananza visto che il suo lavoro su una nave lo tiene lontano per diverso tempo.. Comunque, fatto sta che due anni fa decidiamo di sposarci. Io ero felice, veramente, di sposarlo. Non ho mai voluto altro, perchè nonostante gli alti e i bassi e la lontananza, non saprei immaginare la mia vita senza di lui, lui è il mio compagno e il mio punto stabile. Comunque.. subito dopo il matrimonio, quindi all'apice della nostra felicità direi, lui si è imbarcato ancora una volta. Ma stavolta è stato diverso, mi sono sentita persa e sperduta e abbandonata, come se non avessi più il terreno sotto i piedi. Sono quasi caduta in depressione, non uscivo di casa, a stento mi curavo, solo per andare a lavoro e poi di nuovo a casa nel letto, inoltre se uscivo la sera era solo per andare a bere e ubriacarmi. Ecco, in una di queste serate L, il fratello di mio marito, si è reso conto di come stavo. Da quel momento ha fatto di tutto per farmi sentire meglio, veniva a prendermi la sera, facevamo cose insieme, cinema, cene.. Il nostro rapporto fino a quel momento era stato normale, amichevole, ma ecco che in poco più di un mese ho cominciato a guardarlo diversamente, e lui ha fatto lo stesso con me. Siamo diventati amanti, e mi è piaciuto tantissimo.. In tutto questo la relazione con mio marito anche se a distanza andava benissimo, anzi anche meglio delle altre volte in cui eravamo lontani, non litigavamo nemmeno. E con L praticamente facevamo vita da sposati, veniva a casa e dormiva da me, cucinavo per lui e viceversa, stavamo sempre insieme. La cosa ci ha colti di sorpresa, detto così sembra di no, ma mi sono sentita strana dopo aver tradito mio marito la prima volta, e anche lui, solo che il giorno dopo, quando ci siamo rivisti per parlarne, è successo ancora, e poi ancora.. e poi abbiamo pensato che poteva essere solo una parentesi, come un gioco o una realtà alternativa, e che quando mio marito fosse tornato sarebbe finito tutto. All'inizio quando stavo con L pensavo a mio marito, si somigliano molto e pensavo veramente che forse lo stavo "sostituendo" mentalmente per non sentirne la mancanza.. può essere per questo che non mi sento in colpa? Anche se dopo un pò L era solo L per me, ed è diventato speciale anche lui. Comunque il punto è questo, mio marito è tornato e io sono felice con lui, L e io non ci vediamo più, abbiamo ripreso le nostre vite.. Ma ci manchiamo. Abbiamo tirato troppo la corda? Eppure io amo mio marito, e non lo lascerei mai e poi mai, figuriamoci per L poi! Però sento in qualche modo di amare anche L. è possibile? è possibile amare due persone? Inoltre nei confronti di mio marito non mi sento in colpa per niente, cioè so che se lo scoprisse ne morirebbe e per quello ci starei male, ma non mi sento in colpa! Anzi mi sembra talmente bello e naturale quello che ho avuto con L, quello che abbiamo condiviso, vivendo in armonia mentre lui non c'era, che veramente a volte mi trovo a sognare ad occhi aperti un modo per averli entrambi, mi trovo veramente a capire i poligami, perché è davvero così sbagliato o sarebbe veramente così sbagliato? Mi sto creando un mondo mentale fantastico o alla fine dei conti è vero che l'amore, o meglio il voler bene si può solo moltiplicare e mai dividere? Sono normale? Io non so perché non mi sento in colpa, so solo che mi manca quello che avevo con L anche se non rinuncerei mai a mio marito. Sono semplicemente un'egoista che vuole tutto? Sono pazza? Forse si.. DI questa storia non sa niente nessuno, come potrei mai dire una cosa del genere a qualcuno?? Eppure io amo mio marito.

crisi , capire

Miglior risposta

Cara Emanuela,
il fatto che tu non ti senta in colpa non vuol dire che non sia grave quello che hai fatto anzi è possibile il contrario cioè che è troppo grave per poterlo ammettere e d'altra parte non è detto che il senso di colpa non possa presentarsi in futuro.
Sarebbe interessante innanzitutto sapere come hai gestito la solitudine nei precedenti viaggi di lavoro di tuo marito e per quali motivi ora non hai pensato di mettere in atto le stesse strategie di allora.
C'è da chiedersi poi perchè non hai comunicato il tuo malessere a lui per tentare di trovare insieme una soluzione possibile o, in alternativa, provare al momento a farvi coraggio a vicenda dando per scontato che nemmeno per tuo marito deve essere stato facile il periodo di lontananza.
Ed infine c'è da chiedersi come mai non hai pensato allora di chiedere un sostegno psicologico per capire come fosse possibile affrontare il problema e accenni a chiederlo adesso sottolineando che non ti senti in colpa!
Il senso di colpa, latente o manifesto che sia, richiede sempre una riparazione per essere cancellato e penso che prima o poi un confronto sincero con tuo marito sarà inevitabile, meglio se in corso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Emanuela
ho trovato la sua storia di sapore Dantesco, infatti anche gli stessi famosi amanti Paolo e Francesca erano cognati ed hanno fatto una brutta fine per mano di Giaciotto.
Dante li colloca nel secondo girone dell'inferno insieme ad altri lussuriosi.
Il loro è considerato un peccato di "trascinamento" cioè sono stati trascinati dalla passione senza mettere in moto minimamente la testa.Tra l'altro i due si erano baciati appena (quindi neanche consumato l'atto d'amore) eppure ne è derivata una tragedia di morte e di pena eterna sia per loro che per Gianciotto finito nelle malebolge dove stanno gli omicidi.
Cosa voglio farle notare con queste osservazioni?
Quello che vuole farci notare Dante e che cioè le cose irresponsabili possono causare grandi tragedie...
A fronte di questo, lei è lì "bel bella" a considerare, e quasi decantare,la sua mancanza di sensi di colpa e pure la mancanza di emozione o turbamento di fronte a quanto successo.
Certo son situazioni che possono succedere e ci sono delle attenuanti nel fatto del marito assente e del cognato presente... però nell'arrivare a creare una doppia situazione a tal punto è inquietante.
Allora consideriamo anche un'altra cosa per rispondere alle sue domande.
Ci sono soggetti che si definiscono "poliamorici" e che vivono doppie relazioni.
Non scambi di coppia ma relazioni proprio come lei descrive, o meglio non proprio, in quanto i poliamorici pongono come ideale di relazione quella "basata sul consenso di tutte le parti coinvolte, che devono essere informate del contesto relazionale in cui si trovano inseriti. L'idea di relazione poliamorosa non include dunque le relazioni caratterizzate da clandestinità, come quelle adultere. Il consenso delle parti implica una necessità di comunicazione trasparente tra i partner e un rispetto dei sentimenti di ognuno" (traggo dal sito di "poliamore Italia")... quindi si tratta comunque, che si possa essere più o meno d'accordo, di una cosa ben diversa da quella che dice lei.
Termino dicendo che: il non provare sensi di colpa quando si inganna e si giustifica l'inganno, non è un sintomo sano.
Rifletta molto bene
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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21 GEN 2016

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Buongiorno Emanuela,
dalla tua storia emerge la profonda confusione che provi, così profonda da sembrare chiarezza. L forse ha sostituito tuo marito in sua assenza e contemporaneamente ha aggiunto particolari, in fondo è un'altra persona. Ora sei attratta da due persone, una ufficialmente la tua metà e l'altra qualcosa di diverso che non può esistere mentre c'è tuo marito. Cosa accadrà quando tua marito ripartirà ? Cerchi un modo per averli tutti e due e questo è un simbolo metaforico importante: la vita è fatta di scelte e noi facciamo le nostre scelte in base a chi siamo, cosa vogliamo e cosa è meglio per noi. Per poter scegliere forse devi "capirti meglio", prendi in considerazione di parlare con uno psicologo, eventualmente anche un percorso di coppia così da potervi riscoprire.
Un saluto.
Dott. Fabio Glielmi
Roma

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21 GEN 2016

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