terapia di coppia ha un senso intraprenderla dopo la separazione?

Inviata da Alex il 16 set 2012 Terapia di coppia

Salve. Sono un marito disperato, io e la mia (ex) moglie siamo stati sposati per 12 anni più 7 di fidanzamento. Nel gennaio del 2011 dopo entrate e uscite di casa mia moglie ha deciso di lasciare il tetto coniugale per tornare dalla madre, il tutto per problemi legati ai nostri caratteri diventati sempre più legati all'io anzichè al noi, a scelte lavorative non soddisfacenti da parte di lei, al rinfacciarsi atteggiamenti o decisioni prese che hanno ferito entrambi.
Quando andò via di casa mi disse che io dovevo andare dallo psicologo per curare il mio carattere che dovevo ricercare nel mio io gli errori commessi, come se lei di colpe non ne avesse. Ho lasciato stare e dopo 6 mesi nei quali ci siamo sentiti mi ha notificato il ricorso per separazione. Nonostante il mio impegno nel riconoscere i miei errori, lei dei suoi nemmeno a parlarne 4 giorni prima dell'udienza ci siamo recati da uno psicoterapeuta per cercare di tamponare la situazione e rimandare la separazione. Le parole del dottore però non hanno convinto mia moglie che non ha voluto sapere di riiare la separazione e che avrebbe fatto il percorso insieme a me ma che lei doveva mettere un punto fermo che puntualmente 4 giorni dopo inesorabilmente è arrivato.
Mi chiedo aveva ed oggi ha un senso, per cercare di recuperare un amore che provo ancora fortemente per lei, intraprendere insieme un programma psicoterapico che ci possa far riconciliare? Nella speranza che le risposte siano positive per la mia sofferenza depressiva, Vi ringrazio sentitamente

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Salve Alex,
non so se la mia risposta sarà positiva per lei, quello che posso dirle che un percorso di coppia, per avere un senso, deve essere condiviso, altrimenti mancano i presupposti per poterlo fare. Il problema non è tanto se viene fatto dopo la separazione, ma che entrambi siate disponibili ad intraprenderlo. La separazione non è irrevocabile e magari per sua moglie era importante fare un atto di forza, ma per capire cosa vi è successo, per aiutarvi a decidere cosa è bene per voi (e non tanto per scoprire le reciproche colpe) ed eventualmente per ricominciare in maniera diversa, è necessaria la volontà e la disponibilità di entrambi.
Cordialmente
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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Gentile Alex,
la mia risposta alla sua domanda finale è "sì" : la psicoterapia di coppia può avere ancora un senso sempre che la sua ex moglie sia davvero intenzionata e abbia una motivazione a voler approfondire quanto è successo nonostante si sia incaponita nel non voler rinviare la sua decisione sulla data di udienza fissata.
L'utilità della terapia non deve essere vista soltanto allo scopo di una possibile riappacificazione che è quello che lei si augura ma eventualmente anche a comprendere meglio quelle che sono state le dinamiche che hanno portato alla rottura per avere un rapporto più tranquillo e sereno anche da separati soprattutto se insieme avete dei figli.
Con questa premessa le auguro buona fortuna.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve, di solito dopo la separazione si parla di mediazione familiare e non di terapia di coppia. Crede che se sua moglie avesse davvero le idee chiare le avrebbe chiesto di intraprendere un percorso del genere? Probabilmente la sua è una prova. L'unico modo che lei ha, a mio avviso, è impegnarsi quando più possibile in questo percorso, essendo convinto di poter arrivare a delle soluzioni condivise che vi possano permettere, eventualmente, di proseguire la vostra vita coniugale con una prospettiva del tutto diversa. Lo prenda comunque come un momento in cui potervi parlare liberamente, con l'aiuto del terapeuta sarà più facile capirsi. Potrebbe rappresentare un'occasione interessante per un cambiamento duraturo individuale e di coppia.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Valentina Cioni

Dr.ssa Valentina Cioni Psicologo a Pisa

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Buongiorno gentile Alex,
mi rendo conto che per lei deve essere stato davvero un duro colpo vedersi notificare l'istanza di separazione nonostante il suo impegno di recarsi dallo psicoterapeuta per lavorare sui conflitti matrimoniali. Le fà onore il suo impegno e il senso - che lei ora disperatamente cerca - sicuramente c'è stato e forse è stato proprio quello di verificare sulla sua pelle che significato aveva per sua moglie il voler "dare un punto fermo" alla vostra unione. Ma questa è solo un'ipotesi. Le consiglio di non disperare ma di continuare ad occuparsi di se stesso - vista la sofferenza in cui versa - e di affidarsi con fiducia al suo psicoterapeuta.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

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Salve Alex...
Mi dispiace che stia soffrendo per la separazione da sua moglie. Purtroppo non è possibile convincere nessuno ad amarci o a riprendere una relazione affettiva con noi. Una psicoterapia di coppia potrebbe essere d'aiuto a lei e sua moglie solo se foste entrambi a voler lavorare per la ricostruziione del vostro rapporto. Il supporto di un professionista ( uno psicoterapeuta, ma a seconda delle specifiche esigenze anche un mediatore familiare) potrebbe esservi utile anche laddove aveste necessità di trovare un modo di affrontare la separazione, e le contingenze pratiche ad essa legate (questioni economiche, affidamento e gestione degli eventuali figli), in maniera civile e serena. Per quanto concerne la sua sofferenza mi sento di suggerirle di riflettere sull'opportunità di ricavarsi uno spazio di accoglimento e sostegno psicologico individuale, uno spazio in cui lei possa sentirsi ascoltato e supportato rispetto al difficile momento di vita che sta affrontando.
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Stefania Corda

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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Caro Alex,
la fine di un amore è sempre molto doloroso, in particolare quando è stato impregnato di bei momenti e lunghi periodi di affettuosità. Probabilmente sua ex moglie ha sentito la necessità di allontanarsi dalla coppia per intraprendere un viaggio personale alla ricerca di se stessa, delle sue risorse, personali e professionali. Lei sostiene di voler intrapprendere un percorso psicoterapeutico con sua ex moglie per riconciliarvi. Spesso però in terapia con la coppia si lavora anche per una buona separazione.
Le consiglierei di rivolgersi inizialmente a uno psicoterapeuta per una terapia individuale, che l'aiuti a prendere consapevolezza della situazione e decidere insieme se c'è ancora qualcosa su cui lavorare, ovvero se esiste ancora la "coppia" formata da Lei e Sua ex-moglie. Successivamente si potrebbe rivolgere a uno psicoterapeuta di coppia, ma non con l'obiettivo escusivo della riconciliazione, ma piuttosto con l'obiettivo di una serena separazione, nel rispetto delle scelte e dei tempi di ognuno.
Cordialmente.
Dr. Valentina Segato

Studio Di Psicologia Dott.ssa Valentina Segato Psicologo a Trieste

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Salve, i percorsi in ambito psicologico/psicoterapeutico sono spesso utili ad affrontare problematiche di coppia ma sicuramente necessitano di motivazione da parte di tutti e due i componenti della coppia.
Se la sua ex-moglie non si sente pronta ad affrontare un percorso di consulenza o di psicoterapia, potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi lei individualmente ad uno specialista per meglio mettere a fuoco la situazione e provare a comprendere il momento che sta vivendo.

Cordiali saluti

Fabio Bentivegna

Fabio Bentivegna - Studio Psicologico Anemos Psicologo a Guidonia Montecelio

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Caro Alex,
la terapia di coppia potrebbe essere utile in questo caso per comprendere i motivi non sempre razionali che vi hanno portato a questo allontanamento non solo fisico, ma anche emotivo. Pare che ci sia una lotta lei che desidera recuperare questo rapporto e la moglie che fugge che crede di non aver fatto nessun errore; ma la colpa sia solo sua. Non sappiamo che strade prenderà la vostra storia, questo dipende da voi due; ma sicuramente questa terapia vi potrebbe aiutare ad elaborare i vostri vissuti e ricreare uno stato di benessere in entrambi.
Un Caro saluto
Dr. Elisabetta Bellagamba

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La sento tanto addolorato. Conosco il dolore della separazione e tutto quanto si porti dietro. Penso che un percorso di coppia abbia senso e utilità se voluto da entrambi, se percorso condivisivo dove la ricerca personale è di entrambi. Se l' obiettivo è che solo uno dei due cambi o si metta in discussione è una pretesa avvilente, che rischia di cadere nel vuoto. Un percorso di coppia trova il suo senso nella riconquista del rapporto che magari no comporta l'amore del partner ma la riconquista del rapporto indispensabile tra l'altro se vi sono dei figli. Se enrambi avete desiderio di uno spazio neutrale dove dialogare e "incontrare" le vostre diversità il setting terapeutico è il luogo ideale. Il suo dolore puÒ trovare ascolto anche in uno spazio individuale dove ritrovare la fiducia in sè e lenire il suo senso di straniamento.

Dott.ssa Luisa Ghianda - STUDIO LG LIVE GENTLY Psicologo a Desio

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Buongiorno Alex,

il percorso ha un senso se si vuole INSIEME, recuperare il rapporto oppure se si vuole metabolizzare la fine di un rapporto. Nel vostro caso, se è solo lei ad amare ancora e sua moglie no, le sarebbe piu' utile un percorso individuale che l'aiuti ad accettare e superare con tempo ed impegno la fine della relazione.
La terapia di coppia, nel suo caso avrebbe un senso per cercare di orientarsi nuovamente verso obiettivi comuni, quindi verso un NOI e non soltanto verso un IO.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Caro Alex, è importante la motivazione di entrambi alla terapia per il buon successo della stessa.
Se sua moglie non è d'accordo per un percorso di coppia, potreste cominciare due percorsi separati che comunque darebbero una grossa mano ad entrambi, in un momento che si presenta di grande sofferenza e disorientamento per la vita di ciascuno. Gli obiettivi in una terapia di coppia dovrebbero essere condivisi, e per il momento mi pare di aver capito che sua moglie sia ferma su una decisione diversa dalla sua.
Il suggerimento è di cominciare per il momento due percorsi individuali che magari col tempo potrebbero diventare di coppia..
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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La terapia di coppia può avere diversi esiti ed obiettivi e non sempre sono quelli di far tornare assieme le persone...ma il dovere di trovare un senso a tanto dolore non è mai fine a se stesso , per cui se dovessere ancora esitere la motivazione sua e di sua moglie a comprendere ciò che vi ha portati a scegliervi e poi lasciarvi, non esiti ad intraprendere un percorso terapeutico che potrebbe anche puntare più sulla mediazione dopo la separazione, in particolar modo se avete dei figli, quindi La consiglio vivamente a tutti. Sportellopsiche

Sportellopsiche Dott.ssa Stefania De Giovanni Psicologo a Napoli

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