Terapia di coppia sbagliata?

Inviata da Claudia. 8 giu 2016 4 Risposte  · Terapia di coppia

Salve,

mi sono rivolta a un terapeuta di coppia, sull'onda di una crisi matrimoniale con mio marito e a parere mio la terapeuta non è paritaria nell'accogliere i sentimenti e gli umori di entrambe ed è caduta in una trappola.
Ho conosciuto mio marito 7 anni fa, ci siamo innamorati sa subito, colpo di fulmine immediato e presto siamo andati a convivere. Lui romantico, passionale, creativo, l'uomo dei sogni. Dopo un anno idilliaco, eravamo anche in aspettativa da lavoro, abbiamo ognuno ripreso i propri cammini individuali. Lì lui ha iniziato a manifestare scontentezza e ad essere sempre meno affettuoso e partecipativo al noi, il suo umore inizia a essere instabile..per ogni nonnulla gli si rovina la giornata, reclama continui spazi personali, mancanze di cose, fatti situazioni che potessero renderlo felice.
A questa perenne scontentezza e inadeguatezza di qualsiasi cosa si facesse per lui, io ho rincarato la dose di crocerossina, cercando con il mio entusiasmo e la mia solarità di aggiungere sempre quel che mancava a lui, alla coppia, alla casa. Lui senza mai apprezzare o contribuire ha sempre seguito come un traino il vagone primario, me, per poi incolparmi costantemente di essere una persona eccessivamente autoritaria, che si comportava come l'uomo di casa e non da donna e che per questo lui non riusciva a prendere il suo ruolo. (Esempio: amore vorrei mettere le piante in balcone! Lui: a me non interessa, per me il balcone sta bene cosi. Io compro tutto, faccio tutto da sola e lui mi accusa che non lo coinvolgo mai nelle decisioni della casa oppure critica come è stato eseguito quel compito, se gli rammenti che era disinteressato ti dice NO, oppure BEH OVVIO CON TE NON SI PUò FARE NULLA).
Ogni volta che cedevo, crollavo etc. emotivamente o praticamente lui si è sempre fatto da parte o mi ha rinfacciato che lui stesse peggio, insomma un muro, giorno per giorno sempre più alto.
Anche il sesso per lui è divenuto strumento di manipolazione.
Io sono un tipo molto passionale e lui sa che la notte io non riesco e guarda caso, qualla è l'unica ora che lui può e vuole, per cui o mi piego a non dormire la sera attendendolo o non si fa. Lui non ci prova.
Se ci prova, etc. e si raggiunge un buon livello di complicità, crea un litigio subito dopo, tanto che per me fare sesso con lui è diventato pericoloso perché devo attendermi certamente un litigio poi.
Io attribuivo tutto questo a un reale disagio esistenziale, perché aveva problemi di lavoro, la madre malata etc. Il padre autoritario, presunti drammi infantili, e credevo, come lui asseriva che una volta ottenuta una maggiore stabilità sarebbe stato meglio. Stabilità che chiedeva anche a me con un progetto di vita comune.
Io l'ho sempre molto amato e idealizzato (cioè vedevo più le qualità che i difetti), ogni tanto avvertivo vuoto scontentezza e "sbottavo" e lui mi dava le attenzioni che volevo. Questo meccanismo ha funzionato per lungo tempo, sia perchéè c'è una grossa intesa sessuale (come qualità del rapporto anche se ora è andata scemando la quantità) sia perché io ero molto presa dalla mia carriera e lui dalla sua.
Da tre anni ci siamo sposati e lui ha voluto un figlio subito. Ora abbiamo un bambino.
La relazione ormai inesistente, lui si comporta come un adolescente scontento, ancora e ancora, dopo l'iniziale novità del bambino. È collaborativo come un fratello maggiore, salvo poi trattarmi come la madre cattiva. Io gli avevo promesso che dopo la gravidanza non avrei più tollerato infantilisimo e giochetti così ho chiesto la terapia.
Ora dopo 6 sedute (2 di test), io ho la sensazione che lei sia molto di parte verso mio marito, nel senso che parla praticamente solo con lui, empatizza etc. lui attacca a piangere e fare la stessa manfrina che faceva con me all'inizio della nostra relazione e lei si commuove, lo accoglie etc. e fino a qua, ok. Il punto è che non lo fa con me anzi, e ogni volta che io intervengo in modo rabbioso sicuramente errato, lei asserisce che la mia distruttività non permette la terapia di coppia, perché io vado li a dire quanto mi fa schfo mio marito. Io le ho spiegato che per me è uno sfogo in un momento in cui mi sono accorta che non è il principe che idealizzavo e che ho bisogno di sentirmi capita in questa rabbia. Lei sostiene invece che la mia rabbia è di ostacolo e che se voglio sfogarmi devo fare una terapia individuale. Tuttavia quando usciamo da lì mio marito si sente, dice, accolto e asserisce nel suo individuale, perché la terapia di coppia non è mai iniziata, io invece mi sento sempre peggio, perché di base la terapista mi sta facendo sentire come mio marito: non ti accolgo perché tu sei sbagliata o mi chiedi accoglimento in modo sbagliato. Manco pagando posso essere me stessa, crollare, sbagliare?
Io ho già contattato un altro terapeuta esperto in co-dipendenze affettive ma vi chiedo sto sbagliando? Sto veramente boicottando la terapia di coppia come asserisce lei?
Per me lei patteggia per lui ingenuamente, perché di fatto lui li si comporta come un tenero agnellino. A nulla è servito dirgli che a a casa non è così, che mi minaccia, se lo lascio etc. Lei dice QUI LUI NON TI AGGREDISCE Né TI SVALUTA E TU SI.
In tal senso lamenta di essere stata TRIANGOLATA non so nemmeno che significa ma secondo me è lei che invece di aiutarci ha messo ulteriore zizzania.
Sarò gelosa io, sarò oppositiva, iperprotettiva crocerossina, ma per me è sbagliato il terapeuta.
Voi che ne pensate?
Mio marito chiaramente ha detto che lui si trova bene e che io sono gelosa per questo mi oppongo, ma io non sono affatto gelosa. Voglio solo sentirmi compresa.
Grazie a tutti e scusate ma non è facile essere breve.

amore

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Cara Claudia

Io non sono totalmente concorde con le risposte dei miei colleghi. Qui si invita lei ad assumere un comportamento più corretto in terapia per aiutare un terapeuta che è in totale empasse.
Da quando in qua si colpevolizza un paziente dicendogli che boicotta la terapia di coppia? Da quando in qua gli si assume il ruolo di supervisore della terapia di coppia, anzi individuale del marito?
La terapia è sbilanciata poiché da un lato la terapista collude con gli aspetti narcisistici di suo marito, dall'altra non accoglie nessuno dei modi che lei finora ha tentato di portare per comunicare direttamente o indirettamente che non si sente capita e anche se questa fosse la modalità più errata al mondo, quella con cui lei entra in relazione con suo marito e che riporta in terapia, la terapeuta non dovrebbe reagire come suo marito, svalutando o sminuendo, a maggior ragione perché la domanda è la sua e andava anzitutto chiarito se suo marito fosse concorde e ben predisposto.
Non è chiaramente possibile giudicare il lavoro di questo terapeuta, ma basandosi su quello che lei sente e su fatto che le cose sono addirittura peggiorate, il terapeuta invece scaricare interamente le responsabilità su di lei avvalorando il pattern narcisista passivo aggressivo di suo marito, si sarebbe dovuta astrarre e a mio parere chiedere un'immediata supervisione cosa che immagino farà aggiustando il tiro, poiché sarebbe bene ricordare che in ottica relazionale un controtransfert va portato in terapia come strumento e certamente la figura del terapeuta è nella relazione terapeutica.
La triangolazione è la base di ogni terapia di coppia e poi ogni membro della coppia cerca di avvalorare la sua posizione e di dire " hey guarda che ho ragione io". È scontato, come anche che ci sia chi è più motivato e chi più stanco. L'abilità del terapeuta di coppia sta proprio nel saper partire dal dare per scontate queste cose. Non certo addossandole ai pazienti.
A mio parere ha fatto bene a cercare un altro terapeuta, con un uomo forse suo marito sarà meno incline a generare tali triangolazioni e anche lei forse si sentirà meno tesa e potrà appoggiarsi con più fiducia.
Drssa Silvia Michelini

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Buongiorno,

se prova ad affontare questi temi con il suo psicologo sono sicura che valuterete insieme il da farsi per queste difficoltà.

Buona giornata
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologa a Roma

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30 GIU 2017

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Cara Claudia
nella terapia di coppia lo psicoterapeuta deve essere del tutto imparziale e deve fare da specchio ai due coniugi, se tu sei aggressiva deve fartelo notare e se lui è infantile e "piagnoso" deve farlo notare.
In questo caso specifico da te descritto, a me sembra che la psicoterapeuta "rispecchi" te ma non altrettanto lui, quindi, paradossalmente, sta facendo un lavoro migliore con te che con lui in quanto lui viene ad essere mantenuto nel suo infantile pianto e scena drammatica da "narcisista" che sa come farsi coccolare come un bambino quando invece avrebbe bisogno di diventare adulto.
Tu, nel persistere nella terapia a volerti sfogare, dai la possibilità di lasciar intendere che quelli siano gli unici comportamenti che metti in atto nella relazione.
Dovresti anche tu cercare di evidenziare delle cose in terapia assumendo un ruolo più propositivo, parlando ad esempio di come ti trovi in terapia e di queste tue sensazioni a proposito di questa "triangolazione" che la terapeuta ha messo in evidenza, anche facendoti spiegare da lei precisamente cosa intenda, dal momento che non si sà bene cosa sia!
La psicoterapia è un modo per diventare anche più comunicativi e imparare ad esprimere il pensieri e le emozioni in modo coerente.
Facci sapere come andrà.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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10 GIU 2016

Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci Dott.ssa Silvana Ceccucci

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Carissima Claudia,
a quanto scrivi sembra che tuo marito sia molto bravo a manipolare la situazione. A casa si comporta in modo impossibile e ti "incastra" facendoti star male e in terapia fa la vittima e ti "incastra" di nuovo facendoti stare ancora peggio.
Io non lo so che tipo di lavoro stia facendo la vostra terapeuta e capisco anche il tuo desiderio di cercarne un'altra, con il rischio che comunque lui poi non voglia venirci.
Se ti sembra una strada praticabile, prova a fidarti del percorso che state facendo. Ti spiego, prova a non attaccare tuo marito mentre siete in terapia (lo so che è molto difficile perché la rabbia è molta), non dargli così la possibilità di fare la vittima. Esplicita in quella sede i tuoi sentimenti/emozioni (rabbia, tristezza, ingiustizia,...) a parole senza agirli.
Spero di esserti stata d'aiuto.
In bocca al lupo
Dott.ssa Erica Cicuto
Psicologa-Concordia Sagittaria

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9 GIU 2016

Logo Dott.ssa Erica Cicuto Dott.ssa Erica Cicuto

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