Sto impazzendo, sensi di colpa per tutto.......

Inviata da Giulia · 18 gen 2016 Disturbo ossessivo compulsivo

Io sono fidanzata, convivo, amo il mio uomo.
Faccio teatro, e alla fine di ogni training io e i miei compagni ci abbracciamo uno ad uno per ringraziarci. E una specie di rituale. C'è un mio compagno con cui non andavo troppo d'accordo e ho fatto di tutto per farmi accettare da lui (e anche da altri a cui stavo poco simpatica) e stargli simpatica, perché a volte mi prendeva in giro e non mi andava. Mi considerava una deficiente e volevo che avesse più stima di me... e credo di esserci riuscita e l'ho capito perché ha smesso di prendermi in giro, ogni tanto mi sorride pure quando parlo, in modo simpatico non per prendermi in giro. Inoltre nell'ultimo lavoro fatto, un lavoro emotivo abbastanza forte, quando è arrivato il momento che ci abbracciassimo io e lui c'è stato un momento di empatia. C'era un "grazie" forte dietro l'abbraccio.. Ci siamo abbracciati molto strettamente e dopo ci siamo presi le mani e le abbiamo strette, a completamento del ringraziamento. Però, quando mi sono girata per andare ad abbracciare gli altri compagni lui non mi ha lasciato le mani. C'è stato un breve momento in cui io ero già girata, senza neanche più guardarlo, ma continuavamo a stringerci le mani, poi le dita, poi ci siamo mollati. E basta, è finita li, io non ci ho più pensato dal secondo in cui ci siamo lasciati le mani. Raccontato così può anche sembrare più di quel che era, perché è stata veramente una cosa da nulla e lo prova il fatto che io non ci ho più pensato, ne a quel gesto che lui ha fatto ne a lui.. Però adesso mi è tornato in mente, dopo tre giorni, senza un motivo, dopo tre giorni che non ci pensavo, e ho iniziato a farmi delle paranoie. Io sono così, soffro di pensieri ossessivi che mi portano a storpiare la realtà. In questo caso, ad esempio, mi sono convinta che in quel gesto c'era malizia, che era davvero inopportuno. Poi c'è l'altra parte di me che pensa che invece non è successo niente, perché effettivamente è stato lui a non mollare la mano. Io cosa avrei dovuto fare? Scrollargli via le mani? O tenere la mano morta cercando di fargli capire che doveva mollarmi? Insomma sarebbe stato brutto se fosse successo il contrario, ossia che lui faceva per andarsene e io non gli mollavi le mani! Sia chiaro, io non penso mai a questo ragazzo durante il giorno, quindi non è che mi piace. Non c'è interesse. Però in quel momento c'è stato un forte scambio di energia...è stato come un modo tacito di dirci che le cose del passato sono risolte e che ora ci vogliamo bene. Ma dopo non ci ho più pensato, mica sono andata a casa pensando a lui con le farfalle nello stomaco. In quel caso mi preoccuperei. Ma non c'è proprio niente invece.
Però mi sento comunque in colpa. Sono innamorata del mio compagno e ripeto, non ho mai questo ragazzo per la testa, non sono interessata a lui. Però mi sento comunque in colpa.
Vedete, se non mi succedessero mai cose del genere mi preoccuperei, avrei paura che ci fosse qualcosa sotto. Ma a me capita quasi tutti i giorni i fissarmi su un gesto che faccio, una cosa che dico. A volte i sensi di colpa arrivano subito, e inizio a scervellarmi per capire quali pensieri c'erano dietro, che intenzioni avevi ecc...altre dopo giorni (come in questo caso). Io credo che se ci fosse stato qualcosa di male mi sarei sentita in colpa subito e invece non ci ho proprio più pensato, né subito né nei giorni seguenti, perché la mia coscienza era apposto. Mi è tornato in mente pensando a quel lavoro, al teatro. Vorrei evitare di fissarmi su questa e altre cose future, sono stanca di sentirmi in colpa per tutto. Vorrei poter essere spontanea senza poi farmi paranoie e auto convincermi che avevo cattive intenzioni e che sono stata una stronza, sentendomi sporca e sbagliata. Solo perché ho stretto le mani a un mio compagno (ed era lui a non lasciarmele!)!!
Potete aiutarmi a convincermi che non ho fatto nulla di male? Che è l'ennesimo mio pensiero ossessivo? Altrimenti impazzisco, giuro.

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Miglior risposta 18 GEN 2016

Buongiorno Sara,
i pensieri ossessivi caratterizzano la sua vita come ci ha raccontato nella sua richiesta. Ha richiesto una rassicurazione sul fatto che questa cosa successa con suo collega di teatro non sia nulla di malizioso. La rassicurazione gliela posso dare, ma non risolverà il tuo problema. I pensieri ossessivi ritornano e per poterli superare è giusto che le consigli una psicoterapia. Solo un percorso con un professionista potrà aiutarla.
Un caro saluto e se ne avesse bisogno mi scriva in privato.

dott.ssa Miolì Chiung
Studio di Psicologia Salem
Milano - Agrate b.za - San Donato M.se

Anonimo-125892 Psicologo a Milano

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20 GEN 2016

Cara Sara
qualcosa dentro di te ti porta a rovinarti la vita, con questa ansia di voler controllare ogni tua emozione e ogni tuo gesto pensando che sia sbagliato e che sia qualcosa di negativo.
Chiaramente, in questo modo, la spontaneità dell'essere ne soffre terribilmente e la bellezza delle cose viene ad essere trascurata per una inesistente colpa.
A me sembra anche che lo stesso "senso di colpa" venga svilito, se così si può dire, in quanto il senso di colpa ha una funzione importantissima nella struttura di personalità, come "sentinella" di un'etica certa e che appunto ci segnala quando le nostre azioni hanno un potere distruttivo su noi stessi e sugli altri.....
ma si tratta di cose grosse non di espressioni sociali, contatti amicali, abbracci fraterni, o anche momenti di unione, espressioni di piacere.
Per fortuna, non viviamo ancora in un mondo del tutto robotizzato e le emozioni, col loro immenso valore e capacità espressiva, esistono ancora!
Insomma... i suoi sensi di colpa dovrebbere essere risparmiati per occasioni di colpevolezza reale, non per espressioni che indicano vita, movimento e comunicazione.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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18 GEN 2016

Buongiorno gentile Sara,
lei continua a postare richieste cambiando nick name sempre su sensi di colpa e desidera essere rassicurata che non fa niente di male. Vede, il suo disagio è pervasivo e se non si cura adeguatamente avrà ancora di questi problemi, nè servono le rassicurazioni on line. Il nostro contributo è solo di orientamento alla cura e non è cura.
Si faccia coraggio e chieda aiuto per una psicoterapia de visu.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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18 GEN 2016

Gentile Sara,
lei ha effettivamente una fragilità nell'essere disturbata da pensieri ripetitivi ed ossessivi e da frequenti sensi di colpa che possono essere collegati a vissuti del passato da approfondire in psicoterapia ( preferibilmente psicodinamica).
Ad ogni modo, nella situazione che ha descritto, qualora dovesse ripetersi, le suggerisco di rivolgersi a questa persona con un sorriso e dire testualmente " ma che fai? Non mi lasci le mani? ".
Vedrà che capirà l'antifona e non lo farà più.
Un percorso di psicoterapia, tra l'altro le servirà anche per acquisire maggiore assertivita'.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna ( Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 GEN 2016

Buongiorno Sara

la causa dell'origine dei pensieri ossessivi, nella maggior parte dei casi, è il bisogno del controllo: il controllo di sè, dei propri sentimenti e delle proprie emozioni così come anche dei sentimenti e emozioni degli altri.

Sottrarsi all'espressione libera e sincera di sè con gli altri appare troppo rischioso nella misura in cui rischioso è lasciarsi andare alle proprie emozioni e lasciarsi travolgere dalle emozioni altrui.

Quali bisogni avverte Sara quando il Suo sistema psichico avverte la necessità di controllare, di fissarsi su qualche pensiero o rituale ossessivo?

Il senso di colpa è uno stato d'animo ingannevole e che può creare questi loop negativi e distruttivi: non ascolto le mie emozioni (non mi lascio guidare da esse perchè ho paura di esserne travolta) ma allo stesso tempo se e quando accade che una emozione riesce a emergere mi colpelizzo.

Sarebbe importante capirne le origini: Le chiedo " in famiglia, con i suoi genitori si parlava di sentimenti? riusciva da bambina a esprimere quello che provava? veniva accolta e ascoltata? si sentiva capita dalle insegnani? ha mai avuto situazione traumatiche in cui non è stato possibile comunicare e condividere uno stato d'animo importante?"

Ci rifletta.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa Psicoterapeuta Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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