Ho amato in maniera ambigua e adesso sono distrutta dai sensi di colpa

Inviata da Lillà il 13 set 2016 3 Risposte  · Terapia di coppia

Buongiorno.
Mi rivolgo alla comunità per avere un riscontro più ampio.
Purtroppo non posso permettermi uno psicologo in questo momento.
Da due anni sto con l’uomo della mia vita. Stessi valori, mi ha insegnato tante cose tra cui vedere il mondo sotto la luce dell’amore e della giustizia. Quando sono in sua compagnia tutto è armonia, amore, sensualità intensa e pura, senza nessun pensiero. Attualmente viviamo insieme e non litighiamo mai. Quando c’è un contrasto parliamo, parliamo. È bellissimo in ogni suo modo. Rido e sorrido realmente quando c’è lui. Le ore procedono fluenti e mi sembra di iniziare a vivere solo quando sto con lui. Non c’è nulla che io non farei con lui, mi accetta con ogni mia idea, ogni mio pensiero. Ma ogni volta che lui è lontano anche solo per poco tempo sono disperata e in preda a sensi di colpa. Succede da un anno a questa parte. Sto male perché mi ricordo quando due anni fa ero al principio del mio rapporto con lui e non ero pazzamente innamorata a prima vista, come invece è successo a lui. Avevo appena terminato una relazione con un uomo che mi aveva demolita mentalmente e avevo solo bisogno di tranquillizzarmi e stare libera per un po’, fare esperienze e svagarmi. Però ho incontrato lui e mi ha ispirato subito fiducia e serenità. E così è stato sempre, sono stata sempre bene con lui. Non l’ho mai ingannato. Abbiamo avuto esperienze differenti fino a condividere tutto. Mi ha resa una persona migliore e felice. Così io per lui. Siamo molto innamorati. E allora perché sto male? Perché poco prima che lui mi chiedesse di uscire, mi ero presa una cotta esagerata a prima vista e impetuosa per un compagno di lavoro completamente contrastante. Matto, intelligente, di bell’aspetto, sfacciato, vittima di un possibile disturbo di personalità, che lo rendeva imprevedibile ma affascinante. Molto manipolatore, non capivi mai davvero che cosa volesse, che cosa tacesse, a volte quasi aggressivo e terribile, altre volte simpaticissimo e di una educazione estrema. I nostri valori erano completamente contrastanti. Ma avevamo una grande empatia e facevamo tante cavolate insieme. Non saprei spiegare, c’era uno strano gusto della seduzione nello stare vicino a qualcuno di così estremo. Follie in giro, sentirsi liberi. Una sensazione di libertà diversa da quella che può darmi il mio uomo attuale. Brutto da dire, ma il pazzo era il diavolo, mentre il mio attuale uomo è un angelo. Ovviamente non esistono divisioni così nette, ma così è stato per me. Ammetto che ho provato interesse per l’uomo matto, chiamiamolo così, e l’ho visto come una valida alternativa al ragazzo con cui stavo uscendo. Ci amoreggiavo senza voler però arrivare mai a un punto d'arrivo. Un giorno ha cercato di portarmi a letto e io sono fuggita, poi lui ha smentito di aver mai voluto fare una cosa simile. Con il tempo, e con una rilevante problematicità (litigi, scenate, sensi di colpa) ho allontanato l’amico pazzo perché l’amicizia stava diventando troppo stretta e indefinibile, e la mia relazione stava diventando adulta. In aggiunta, mi preoccupava sempre di più la personalità malata dell’altro uomo, e questo è stata anche la ragione principale per cui mi sono sempre trattenuta dal mettere in pratica le mie fantasie su di lui. Oggi sono soddisfatta con il mio partner ma sono perseguitata da questi pensieri: mi sento in colpa perché oggi non farei mai una cosa simile, questa specie di tradimento soft. Mi fa schifo pensare che l’abbia fatto. Mi faccio schifo perché mi sono comportata stomachevolmente e il mio amore non ne sa niente, l’ha immaginato qualche volta ma ho sempre contraddetto, se glielo dicessi lo perderei, mi lascerebbe e tutto quello che abbiamo costruito sfumerebbe, lo conosco, lo so, questo è sicuro. E io non sarei felice senza di lui, come lui non lo sarebbe senza di me. Lo amo nel profondo. Mi sento in colpa perché proseguendo nel tenere nascosto questo fatto mi considero scorretta e bugiarda, mentre parliamo tra di noi di fiducia illimitata. Il mio amore mi ha chiesto con ostinazione se mi piacesse il pazzo e io l’ho sempre smentito. Mi difendo con me stessa ponderando che sono cambiata e che non lo farei mai oggi. E che se tengo nascosto questo, è solo perché se glielo dicessi non muterebbe niente in meglio: farei la vigliaccheria di ripulirmi la coscienza facendo un male crudele all’uomo che amo, e butterei via tutto questo tempo bellissimo insieme, i progetti e tutto. E poi non ho commesso alcun tradimento, mi dico. Quando penso all’uomo che amo, penso al paradiso in terra e a tanta luce. Ma quando penso al pazzo penso che l’amore dovrebbe essere proprio così: un’esplosione di colori, la determinazione di tralasciare i difetti, infervorarsi a prima vista, pensare ossessivamente a quella persona. Sono distrutta. Ringrazio in anticipo chi potrà darmi un consiglio, un’opinione. Mi vergogno a raccontarlo a chiunque altro.

consiglio , amore

Miglior risposta

Buongiorno gentile Lillà,
ho letto attentamente la sua storia dove riesce a tratteggiare in modo preciso le parti di Lei stessa che la stanno tormentando. Si, perchè qui si parla di parti di sè viste, poste, nell'altro. "L'angelo" e "il demone" sono come aspetti di Lei di cui vorrebbe forse un'integrazione? Stabilire se è corretto oppure no parlare di un qualcosa avvenuto durante i primi tempi della relazione non sta a noi stabilirlo, ma ritengo che ci sia una sensibilità insita in ognuno di noi che ci porta ad avere cura sia di noi stessi che dell'altro nel condividere o avere pudore di trattenere aspetti relazionali che si è in grado di gestire da soli. Il problema, dunque, non è tanto quello di provare presunti sensi di colpa nell'aver avuto un'altra frequentazione i primi tempi, quanto la sua "nostalgia" che fa trapelare nella sua concezione dell'amore scritta alla fine. Forse, con creatività sensibile può far entrare nella sua vita di coppia anche la sua parte nel voler vivere la passionalità "folle"?
Spero di averle dato degli spunti di riflessione su cui lavorare con se stessa.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Gentile Lilla,
Nel risponderle premetto che concordo pienamente con la collega che mi ha preceduta. La sua comunicazione colpisce in quanto è davvero molto chiaro ed evidente il gioco di proiezioni che lei mette in atto nel suo contesto relazionale.
Mi spiego meglio: ognuno di noi nel relazionarmi all'altro trasmette parti di se stesso. Parti positive (ciò che lei racchiude nella parola "Angelo") e parti negative (tutto ciò che lei intende con il termine "Demone"). Questa manifestazione, trasmissione è appunto proiezione avviene in modo del tutto inconsapevole. Tutti noi siamo costituiti da un Angelo e da un Demone. L'equilibrio sta nel riuscire a integrare e stabilizzare entrambe le due parti, affinché funzioni i in modo funzionale e coerente con i nostri obbiettivi e desideri. Spesso però non accade così. Ed è a questo punto che sentiamo un disagio. Quindi prima di tutto lei ha da comprendere che il "problema" non risiede nel suo fidanzato o nell'altro uomo, ma solo in lei stessa. Il conflitto che sente per il quale si sente distrutta come afferma alla fine non è altro che un contrasto che sta avvenendo in lei fra appunto due parti molto diverse, indispensabili entrambe, che hanno necessità di essere ascoltate, accolte ed integrate da lei. Ecco perché potrebbe giovare molto da un percorso terapeutico, anche perché ha un buon modo di esporsi ciò significa che acquisirebbe con facilità consapevolezza sui propri vissuti, primo passo verso il miglioramento.
Detto ciò, il senso di colpa, presunto in quanto di fatto non descrive alcun avvenimento colpevolizzante nel confronti del suo fidanzato, esiste ma solo nei confronti di se stessa.
La risoluzione sta nel riuscire per lei ad accettarli, accogliersi, conoscersi e non fare semplicemente ciò che le conviene a livello puramente cosciente. Capisce cosa intendo? Questo è un percorso complesso, a volte lungo e difficile, ma porta al successo. Capisco le sue difficoltà economiche, le consiglio comunque di considerare per anche un prossimo futuro di iniziare un percorso alla scoperta di se stessa.
Rimango a disposizione
Cordialmente
Dr.ssa Anna Gallucci
Psicologa-Psicoterapeuta

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19 SET 2016

Logo Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta

126 Risposte

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Se non ci fossero le ultime quattro righe, ci troveremmo di fronte ad un caso risolvibile, quanto semplicemente risolvibile.
Il vero motivo di analisi,e' altro! Sostiene di avere un rapporto fantasioso, soddisg
facente e completo con il proprio partner, ma poi vorrebbe fare "pazzie" ancora diverse, elevandole a modalita' di riferimento. O il suo Compagno non la soddisfa o lei deve rivedere le sue aspettative di coppia.

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16 SET 2016

Logo Dott. Francesco Testa Dott. Francesco Testa

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