Senso di esclusione nei rapporti sociali

Inviata da Martina · 18 set 2019 Relazioni sociali

Salve,
mi chiamo Martina e ho 23 anni. In questo periodo mi sto ritrovando a vivere un malessere che ritengo essere tipico dell'adolescenza (del quale, pertanto, mi vergogno abbastanza). Il punto è che mi sento del tutto esclusa dal contesto sociale in cui vivo, che tenterò di descrivere nel miglior modo possibile. La realtà di cui parlo è la tipica realtà dei piccoli paesi, in cui tutti si conoscono, tutti sono relativamente a contatto l'uno con l'altro e ognuno sembra avere un posto prestabilito (non ho mai realmente capito sulla base di quali criteri). Specifico che ho iniziato solo ora a farmi queste domande perchè per quasi 7 anni ho vissuto una relazione che mi ha fatta sentire appagata sotto tutti i punti di vista e che ha evitato l'implodere di queste domande ossessive e la necessità impellente di sentirsi apprezzata dalle persone. Non a caso, nel mio analizzare la situazione, ho attribuito non poco peso all'isolamento che io stessa ho creato in questo arco di tempo così lungo. Tuttavia, non penso sia solo questo il problema. Nel contesto in cui vivo sembra quasi che il solo fatto di avere un certo nome o una certa faccia determini la probabilità di essere calcolati o meno da determinate categorie di persone. Sembra che tutto si basi sull'essere interessante a priori, con uno schema del tipo: "o ci nasci, o non ci nasci". Il punto è che questo totale disinteresse delle persone nei miei confronti mi sta dando non pochi problemi di autostima, perchè tutto ciò mi fa sentire facilmente trascurabile sotto tutti i punti di vista: estetico, relazionale e quant'altro. Ciò che ho notato però è che questo aspetto è presente quasi da sempre (quindi anche prima della mia relazione), nel senso che sin dall'infanzia il mio posto è stato con "quelli meno calcolati o interessanti". Il discorso è che io non sento minimamente in difetto rispetto ad altre persone, sotto nessun punto di vista. Il malessere deriva proprio dall'impossibilità di capire quali siano i meccanismi sottesi a questo problema, perchè non è piacevole sentirsi guardati dall'alto in basso o ignorati a priori, come se non valesse nemmeno la pena avere un contatto con me. E questo lo dico perchè nella maggior parte dei casi le persone che vengono maggiormente apprezzate e calcolate in questo ampio contesto (che, per la cronaca, sono la maggioranza, per questo mi sento un'eccezione) molto spesso non hanno fatto assolutamente nulla per essere ritenute tali.
Ciò che posso dire di me è che ho un carattere difficile, molto "forte" per certi versi, che non accetta le ipocrisie e le ingiustizie e che si schiera facilmente. Questo però ha poca rilevanza se una persona nemmeno mi conosce. Mi chiedo quindi se possa essere un problema mio o meno. Vi ringrazio in anticipo per le eventuali risposte!

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Miglior risposta 19 SET 2019

Cara Martina,
i rapporti sociali hanno un'importante influenza nel modo di osservare il proprio mondo e, quindi, valutare anche se stessi al suo interno. Lei racconta di una storia vissuta molto intensa, a tal punto da escludere ogni rapporto con il mondo esterno che non includesse il suo partner. Ora che la sua storia è finita, sta cercando di ricostruirsi, curando un attimo l'immagine che ha con il mondo circostante. Ma non ci sono regole ben precise per instaurare rapporti sociali, però vorrei farla riflettere su una questione: se lei è rimasta "chiusa" per 7 anni, senza mai dare adito a nessuno di poter interagire direttamente.. come pensa che queste persone, ora, dovrebbero interessarsi? E' necessario che il primo passo parta da lei, mostrando che ha interesse nel conoscere e farsi conoscere (deve prima interessarsi a loro se vuole avere un "ritorno") e, se non riesce, può sempre uscire dal piccolo contesto cittadino, il mondo offre tante opportunità di conoscenze. Le amicizie e le relazioni tendono a nascere in modo spontaneo, basta anche un semplice sorriso.

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito

Dott. Emmanuele Rosito Psicologo a Guglionesi

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