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Scelta del terapeuta

Inviata da Bettina il 8 set 2015 Orientamento professionale

Buonasera,
nella mia vita non sono stata molto fortunata nella vita affettiva...
Sono una donna di 40 anni, realizzata sul lavoro, una bella casa, una figlia sana voluta con amore, da un uomo che non voleva crescere; storia terminata 1 anno fa dopo aver conosciuto una persona equilibrata, matura e che mi dava molta serenità. Io caratterialmente sono una attiva, dinamica, un vulcano, così mi descrive il mio fidanzato. Quest’ultimo entrato in una fase di depressione molto forte, dalla quale solo lui può uscirne. Premetto che la cosa mi ha spaventata molto, avendo avuto in passato una storia con un ragazzo emotivamente instabile che minacciava il suicidio se io l'avessi lasciato. mi sembra di rivivere la stessa storia solo con un uomo maturo stavolta. Al mio attuale fidanzato voglio molto bene, ma questa sua instabilità (ho saputo che è la seconda volta che cade in depressione), mi destabilizza; non so come comportarmi con lui, soprattutto perché ultimamente mi trovo ad avere attacchi d'ansia che durano anche giornate intere... un passo in dietro mi sono sentita di fare, spaventata, è chiaro, ho una bimba di 10 anni da crescere, un lavoro indipendente che se non sono lucida, rischio davvero molto. dal mio equilibrio dipende la mia vita, mia figlia, il mio lavoro, i rapporti interpersonali; non me lo posso permettere. Come devo comportarmi con lui, dargli certezze su di noi, che nemmeno io ho? Vorrei chiarezza sui miei sentimenti, e prendere una decisione giusta per me, per lui e per chi ci sta attorno. Vorrei intraprendere una strada terapeutica, ma qual è la figura più adatta in questi casi? È giusto che mi rivolga alla sua stessa psicoterapeuta?
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Gentile Bettina,
comprendo le sue paure e le sue perplessità ma lei sembra mostrare abbastanza buon senso da non essere disposta a cercarsi altre complicazioni anche se a fronte del suo essere una persona dinamica e attiva ha dei lati di fragilità che la mandano in ansia quando si trova in difficoltà. Ciò potrebbe avere una qualche relazione con la sua tendenza ad avere relazioni sentimentali con persone altrettanto (se non più) fragili, cosa che lei considera casuale ( infatti parla di "sfortuna" nella vita affettiva ) ma che potrebbe non essere tale.
E' perciò da approvare pienamente il proposito di intraprendere una psicoterapia che suggerisco presso un professionista diverso da quello che ha in carico il suo fidanzato per il fatto che al momento attuale non vi sono motivi validi per una terapia di coppia bensì per una terapia individuale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo, clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Signora,
è importante che lui vada da uno psicoterapeuta e lei può fare alcuni colloqui per ristabilire il suo equilibrio psichico.

Le invio cari saluti

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Cara Bettina,
certamente la sua situazione è molto delicata e lei non può continuare così. Mi preoccupa sua figlia, e tutte le altre cose che lei ha citato. Ha bisogno di lucidità e deve attenuare questo stato di ansia. No, non ritengo opprtuno che lei si rivolga alla stessa psicoterapeuta del suo partner. A meno che non vogliate intraprendere una terapia di coppia, sempre che la psicoterapeuta sia specializzata in questo tipo di terapia. Potrebbero sorgere conflitti di interessi. Se lei intende seguire un percorso terapeutico individuale mi sembra più opportuno scegliere un altro psicologo. Un saluto affettuoso.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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gentile Bettina
bene se il suo compagno va in terapia, però forse anche lei potrebbe aver necessità di un supporto psicologico, se avverte che questa persona la destabilizza.
Però è anche interessante notare come anche in passato abbia intrecciato una relazione con una persona che poi si è dimostrata sofferente e che sembra riproporsi anche adesso.
Un percorso psicoterapeutico aiuta anche a comprendere certe dinamiche che avvengono dentro di noi e di come talvolta tendiamo a ripetere certi copioni di vita.
Un caro saluto
Dott.ssa Antonietta di Renzo (VR)

Dott.ssa Antonietta di Renzo Psicologo a Verona

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Buonasera Bettina, volevo fare una precisazione rispetto al post di risposta che le ho inviato qualche giorno fa ed in cui, nello specifico, sono stato poco chiaro. Quando intendevo che, se si fossero presentate, nel tempo, le condizioni per una psicoterapia di coppia, non intendevo assolutamente che lei andasse dalla terapeuta di suo marito. La collega, ormai, può solo essere la terapeuta del suo partner, ma non di tutti e due. Infatti, non sono d'accordo con la risposta del collega dott. Alessandro Bertocchi,che, invece, contempla questa possibilità. Le controindicazioni psicologiche e, credo (ma non ne sono sicuro, sono sincero) anche deontologiche, sono molteplici. Dunque, la mia risposta è prima una terapia individuale, da un terapeuta, poi, in caso, una terapia di coppia da un terapeuta terzo, che non sia n'è il suo né la collega che segue suo marito. Credo fermamente in questa modalità di affrontare situazioni di questo tipo, altrimenti le invasioni di campo, dirette o indirette, potrebbero essere, quasi sicuramente,iatrogene.
Buona fortuna, dott. Massimo Bedetti, Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Buongiorno Bettina,
sicuramente rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta credo possa essere una buona scelta. In questo modo potrà chiarire meglio a se stessa cosa vuole, cosa la rende felice.
Ci sono molti professionisti validi, può cercare sul portale o farsi consigliare da qualche conoscente. Non è assolutamente obbligata a rivolgersi alla terapeuta del suo fidanzato.
Saluti.
Dr.ssa Gabriella Ghiglione

Gabriella Ghiglione Psicologo a Cuneo

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Gent.ma , provi a vivere il rapporto sentimentale a piccole "dosi", non trascurando le priorità della sua vita professionale e familiare. Consultare uno psicoterapeuta in questa fase può aiutarla a raggiungere e mantenere un suo equilibrio. molti auguri.
dssa patrizia pezzella psicoterapeuta

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Cara Bettina
Mi sembra importante che lui si faccia seguire in questo percorso come può esserle di aiuto andare anche lei da un terapeuta per sciogliere alcuni nodi importanti; lo stesso terapeuta sarebbe ideale se decideste di intraprendere una terapia di coppia.

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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Cara Bettina, fa benissimo lui ad andare in terapia. Tu, dato che gli vuoi bene, puoi stargli vicino in alcuni momenti (poco tempo) prestabiliti della giornata, e non di più.
Se pensi di avere con lui solo un problema di coppia dovuto alla sua depressione puoi
iniziare un percorso di terapia di coppia dalla stessa terapeuta, se pensi invece di voler chiarire delle questioni personali (io ti consiglio la seconda opzione), puoi scegliere un altro bravo terapeuta.

Cordiali saluti,
Dott.Alessandro Bertocchi (bo)

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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Cara Bettina
certo andare in terapia è una scelta buona e saggia così lei potrà avere un sostegno e comprendere meglio tutta la situazione che, giustamente come lei dice, è un pochino difficile.
Essendo una donna con "i piedi per terra" lei si rende ben conto degli ostacoli e delle problematiche che il vivere con una persona che soffre di depressione può comportare. Ha bisogno di prendere decisioni importanti e qui uno psicoterapeuta potrà aiutarla nel fare chiarezza e sostenere il suo impegno verso una soluzione adeguata.
Cordiali saluti Dott Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buonasera Bettina, Le sconsiglio caldamente di andare dalla sua terapeuta. Visto i quesiti che pone, credo che una terapia individuale e di coppia sia la soluzione migliore. Questo perché prima Lei deve capire la propria coerenza di funzionamento, la sua identità a prescindere dal partner. Poi, nel caso anche l'attuale partner fosse d'accordo e motivato ad una terapia di coppia, questo può essere uno step successivo. Lui ha la sua terapia, anche Lei ne dovrebbe cominciare una e, una volta compresi i vostri nuclei profondi, ma proprio fino ad arrivare al nocciolo della singola personalità, poi si può pensare ad una terapia di coppia se il desiderio e l'amore per rimanere insieme, sono rimasti.
Buona fortuna, dott. Massimo Bedetti, Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Bettina,
scelga uno psicologo per un percorso individuale. Ha bisogno di recuperare fiducia e sicurezza per poter vedere le risorse che possono tenere uniti lei e il suo uomo.

Non è importante l'orientamento dello psicologo che sceglierà quanto, piuttosto, che la faccia sentire da subito a suo agio e compresa.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Buongiorno Bettina, innanzitutto mi sento di dirle che non sarebbe propriamente corretto rivolgersi alla terapeuta del suo compagno, per motivi che non starei qui a sviscerare. La sua richiesta di aiuto è comprensibile e legittima, poichè la situazione da lLei vissuta può essere molto destabilizzante e, come ha giustamente espresso, "non se lo può permettere". Sarebbe utile oltre ad un sostegno psicologico, che potesse andare a fondo di questo suo "ritrovarsi" con persone depresse o problematiche.... Credo che si possa fare un buon lavoro a partire da questa considerazione, dunque le suggerirei di rivolgersi personalmente ad uno Psicoterapeuta che sicuramente saprà aiutarla e sollevarla. Mi rendo disponibile per chiarimenti e le mando un caro saluto. Dott.ssa Sabina Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Cara Bettina,
mi sembra un'ottima decisione quella di consultare uno psicoterapeuta. Ci chiede se sia preferibile quello del suo fidanzato o un altro. Da parte mia propendo per una figura diversa, distaccata rispetto alle problematiche del suo partner, poiché non si tratta di una terapia di coppia, bensì di ricostruire la sua vita affettiva, le motivazioni della scelta di partner fragili e le personali aspettative nei confronti della vita di coppia, oltre di comprender quello che sta accadendo nella presente relazione.
Un saluto
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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Gentile Bettina,
trovo molto interessante il fatto che lei abbia sentito la psicoterapia come un percorso che possa aiutarla a farsene qualcosa di tutta una serie di domande che la turbano e che ben chiarifica nella sua richiesta.
Questo sicuramente è un'ottimo modo di approcciare un percorso terapeutico, strada che mi sento di consigliarle per quello che leggo, ma uno specialista saprà meglio indicarla dopo un primo colloquio conoscitivo!

Rispetto alla richiesta su quale sia lo specialista più indicato... Le consiglierei la psicoterapeuta del suo compagno solo se il percorso che ha intenzione di fare sia, appunto, di coppia più che individuale.

Se così non fosse, le suggerisco di rivolgersi ad un professionista diverso, di modo che la sua ricerca di risposte sia appunto personale, e che il collega non corra il rischio di sovrapporre più piani, avendo lui già in carico il suo compagno.

Anche la scelta dell'orientamento del proprio terapeuta potrebbe essere qualcosa su cui valga la pena farsi delle domande.
Le copio un link che, in pillole, le illustra le principali differenze fra gli approcci psicoterapeutici, nel caso voglia darci un occhio.

Buona fortuna per il suo cammino!

Dott.ssa Ilaria Giuntini,
Psicologa ad orientamento costruttivista (Padova)

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