Provo disprezzo e apatia nei confronti degli uomini

Inviata da Flavia · 4 gen 2016 Relazioni sociali

Buonasera,
sono una studentessa universitaria di 25 anni tranquilla e senza tanti grilli per la testa. Purtroppo, però, sono anche molto insicura soprattutto per quanto riguarda il mio aspetto fisico: da bambina ero sovrappeso e spesso oggetto di scherno da parte dei miei compagni di classe. La sorta di “bullismo psicologico” a cui sono stata sottoposta per tutto il corso delle elementari e delle medie e il continuo rifiuto da parte dei ragazzi che mi piacevano ha determinato lo sviluppo di questa insicurezza di cui ancora oggi non riesco a liberarmi (nonostante non abbia più problemi di peso, adesso ho trovato “nuovi” difetti fisici che l’alimentano). Tuttavia, nonostante questo problema e lo sconforto crescente per i continui rifiuti da parte dell’altro sesso, in passato mi era sempre piaciuta l’idea di trovare un compagno che mi affiancasse nel corso della vita e, determinata a incontrarlo, alla fine ho conosciuto un ragazzo con il quale condividevo alcuni interessi. Purtroppo la relazione non è andata come speravo e dopo 2 anni e mezzo mi ha lasciata per un’altra ragazza. Ciò che mi ha “traumatizzato”, però, non è stata tanto la fine della relazione quanto il modo in cui lui si è comportato: tutti sapevano che mi stava tradendo e lui non ha avuto il coraggio di dirmelo perché “sperava che lo facesse qualcun altro”. Quest’ultima affermazione da lui pronunciata ha innescato nella mia testa una serie di domande: con chi sono stata tutto questo tempo? Lo conoscevo veramente? Sono stata una così “cattiva” fidanzata da meritarmi questo? La mia insicurezza, che durante la relazione si era un po’ assopita, si è risvegliata più forte di prima e da quel momento sono diventata completamente apatica nei confronti dei maschi. Ho perso quella speranza e quella determinazione che invece prima avevo nonostante i continui rifiuti. Trovare il compagno della vita non mi interessa più… perché impegnarmi nel conoscere qualcuno di nuovo se poi finirò con il soffrire? Penso sempre che alla fine troveranno un motivo per lasciarmi e quindi, per evitare l’ennesimo rifiuto, sono diventata completamente di ghiaccio e priva di sentimenti positivi nei loro confronti.
Vorrei anche aggiungere che purtroppo ho una pessima relazione con il mio padre biologico. Lo definisco tale perché, nonostante io viva sotto il suo stesso tetto, l’unica cosa che abbia mai fatto e che mi riguardi è stata mettermi al mondo. È un uomo irascibile e violento, che non mi ha insegnato niente e non mi è stato mai vicino nei momenti difficili e con il quale è impossibile instaurare un dialogo civile perché “lui ha sempre ragione”. Non ha mai mosso un dito dentro casa, pretendendo che mia madre facesse tutto (anche quei lavoretti di cui generalmente si occupa il marito) e ha sempre avuto il brutto vizio di giudicare le capacità di una donna in base alla taglia del seno (seno piccolo = persona incapace/ seno grande = grandi qualità) cosa davvero sgradevole e che ha influito sulla mia insicurezza visto che io stessa ho un seno molto piccolo. Quando gli ho fatto presente tutto ciò, lui ha dato la colpa a mia madre “perché mi ha viziata”. La delusione per la sua reazione è stata talmente forte che non ha fatto altro che aumentare i miei sentimenti di disprezzo-apatia-insicurezza nei confronti del mondo maschile.
So che quello che provo non è sano e vorrei sapere se, visto che ho già 25 anni, ho ancora la possibilità di poter cambiare o quantomeno migliorare la mia visione dell’altro sesso al fine di avere una vita più serena possibile.
Grazie.

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Miglior risposta 5 GEN 2016

Carissima Flavia
hai fatto un racconto molto chiaro della tua situazione mostrando e facendoci comprendere il percorso demotivante che hai vissuto.
I primi problemi sono derivati dalla famiglia e i racconti che fai di tuo padre chiariscono la tua disistima e i tuoi complessi vissuti fin dall'adolescenza.
Anche la fine della relazione col tuo ragazzo e il renderti conto del poco "coraggio" di lui è stato forte fattore demotivante ad ulteriori relazioni sentimentali.
Tuttavia, e appurato tutto questo, tu mostri anche di avere della forza e della tenacia in te. Per il momento queste sono qualità bloccate ma è possibile certo riattivarle rielaborando tutti i fatti che racconti.
Hai bisogno dell'aiuto di uno psicoterapeuta col quale poter rimettere "a fuoco" la tua situazione e soprattutto te stessa, il tuo valore e il riconoscimento positivo che meriti senza dubbio.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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16 GEN 2016

Cara Flavia,
per aprirti ad una relazione sentimentale in modo sereno e positivo devi prima maturare il giusto livello di autostima che non hai e di cui sei consapevole avendo fatto una descrizione abbastanza chiara dei tuoi vissuti.
Un errore cognitivo poi che non devi fare è quello della "generalizzazione" : se una esperienza relazionale si è conclusa in modo deludente non è detto che anche altre saranno così e non devi essere prevenuta ma questo sarà possibile solo dopo che avrai raggiunto il primo obbiettivo riguardo all'autostima.
Un percorso di psicoterapia ti potrà aiutare molto in tal senso e te lo consiglio vivamente.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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5 GEN 2016

Gentile Flavia,
direi che questo è proprio il momento ideale per avviare una riflessione e un cambiamento per diversi motivi.
1) Sei già una donna, non più adolescente ma ancora giovanissima
2) hai già avuto esperienze da cui partire per iniziare nuovi percorsi.
3) Sei una persona intuitiva e consapevole, come dimostrano le tue riflessioni rispetto al rapporto con tuo padre.
Direi che saresti la candidata ideale per un percorso di psicoterapia, magari di tipo psicodinamico!
Nel tuo caso il percorso è inteso non per curare un qualche disturbo o "difetto", quanto piuttosto come un'occasione di confronto con un professionista al fine di incrementare la propria crescita personale, già in atto, e chiarire alcune dinamiche che potrebbero ostacolare lo sviluppo di relazioni interpersonali soddisfacenti che assolutamente meriti.
I più sinceri auguri.
Michele Vecera
Psicologo-Psicoterapeuta, Cagliari

Studio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dr. Michele A. Vecera Psicologo a Cagliari

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4 GEN 2016

Carissima Flavia,
Ma certamente che hai la possibilità di cambiare la visione dell'altro sesso, c'è sempre speranza, a maggior ragione per la tua giovane età e per il desiderio che tu stessa hai di cambiare! Quello che tu provi oggi è il frutto di ciò che hai vissuto fino ad oggi, prima attraverso il rapporto con tuo padre e dopo con il tuo ragazzo; queste esperienze ti hanno convinto che gli uomini non sono capaci di comportarsi in maniera rispettosa e amorevole nei confronti delle donne, portandoti a costruire una corazza intorno che oggi ti impedisce "di farti male", ma anche che ti preclude la possibilità di farti conoscere e instaurare relazioni sincere e positive. Hai già una buona consapevolezza di te stessa, ma ti sarebbe comunque utile confrontarti con un professionista, uno psicologo o psicoterapeuta, che ti possa aiutare ad uscire dal tuo guscio vincendo le tue paure e i tuoi timori.
Un grande in bocca al lupo.
Saluti
Angela Beatrice Marino
Psicologa

Dott.ssa Angela Beatrice Marino Psicologo a Arese

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