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Problemi università al primo anno

Inviata da Giorgio20 il 12 gen 2017 Orientamento scolastico

Buongiorno a tutti, scrivo qui perché sono davvero in crisi e non so come uscirne e forse un vostro consiglio potrebbe giovarmi. Allora, l'anno scorso ho finito la maturità classica con 100, questo lo devo in gran parte al mio senso del dovere che mi ha fatto sempre studiare senza mai tirarmi indietro. Dunque terminato questo bel percorso, credo di poter intraprendere qualsiasi facoltà se continuo a impegnarmi allo stesso modo. Al quarto anno, mi era balenata in mente l'idea di fare medicina ma poi, temendo l'eccessiva responsabilità del medico e una vita sacrificata per il lavoro, ho optato per la facoltà di fisica. Dopo un inizio discreto, cominciano i primi problemi: le mie lacune si fanno sentire, e le mie difficoltà aumentano. Torno a casa sempre più stanco, al punto da addormentarmi con gli occhiali ancora. Reggo ancora per qualche settimana e poi crollo: comincio a non frequentare più, attribuendo la colpa a docenti forse un po' troppo fiduciosi nelle nostre capacità e cercando di studiare con i miei ritmi. Questo non serve, e riesco a stento a passare una prova intermedia dal valore quasi nullo. Decido di cambiare facoltà ma mi ritrovo perso: frequento un paio di lezioni presso la facoltà di lingue straniere e per quanto mi piaccia, non mi entusiasma troppo, provo archeologia, economia sperando che la sicurezza di un impiego futuro basti, ma nemmeno qui riesco ad andare avanti. Sono completamente demoralizzato, ora ho il terrore dell'università: penso di non farcela, e anche se ce la facessi che mi ritroverei disoccupato dopo molti sforzi. I miei genitori mi appoggiano e mi hanno anche proposto di prepararmi al test di medicina e di lasciar perdere quest'anno: ma se non passo? E poi temo di andare in burnout per l'eccesso di studio (cosa che mai avrei pensato di dire, io che studiavo 5-6 ore al giorno al liceo). Fino a marzo posso ancora cambiare corso in uno di quelli aperti, magari lettere classiche perché alla fine si tratterebbe di cose più o meno già fatte ma non ho mai amato particolarmente la letteratura malgrado i voti più alti li avessi proprio in latino e greco. Vedo i miei amici che vanno avanti, non titubano come me (almeno all'apparenza) e io che resto in questo limbo. Sono mesi ormai che non riesco a decidermi. Non ho ben chiaro cosa voglia fare da grande: un lavoro con uno stipendio dignitoso che mi consenta anche di poter avere un po' di tempo libero. Mi piace molto parlare, e spiegare le cose, ma non so se mi vedrei come insegnante: e poi ritorniamo al discorso di prima, insegnare cosa? Come posso far amare le mie materie se io in primis non le adoro? Senza contare che gli insegnanti sono estremamente sottovalutati da questa società becera, e che per il lavoro stressante che fanno, anche sottopagati. Al liceo avevo risultati ottimi in ogni materia, perché mi impegnavo molto ma comincio a temere di non essermeli meritati. O meglio di meritarli solo in parte. Una forte motivazione che mi spingeva a studiare tanto era per il mio futuro, ma tutte le notizie che parlano di laureati con voti altissimi che si ritrovano disoccupati mi abbattono. So che i grandi cambiamenti, in questo caso dal mondo protetto del liceo a quello dell'università, portano confusione ma ormai sono mesi che sto così. Non è nemmeno un problema di sede, che si trova nella stessa città in cui abito. Ho sempre avuto grande fiducia nelle mie capacità, ma nel giro di pochi mesi, mi ritengo un inetto. Amici e familiari hanno grande stima di me, ma io non ne ho più. Ho parlato con un amico di famiglia, che fa lo psichiatra, e mi ha suggerito di prendere la vita alla leggera, di scegliere una facoltà e di vedere come va, ma perché non riesco a farlo? Perché non riesco ad impegnarmi come dovrei? Anche quando frequentavo e studiavo ero sempre convinto di non aver fatto abbastanza e mi sentivo in colpa per questo. Al liceo non pensavo al futuro perché, vuoi la minore età e consapevolezza, e perché potevo fare qualsiasi facoltà e quindi ero tranquillo. Adesso so che la mia scelta, limiterà, come è giusto che sia, il mio ambito lavorativo per sempre e questo anche mi spaventa.

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Gentile Giorgio,
nel tuo messaggio colgo alcune consapevolezze: ad esempio mi sembra di cogliere in primo luogo che se scegli un corso di studi esso ti deve appassionare. Questo è un primo elemento di cui tenere conto se vuoi fare chiarezza sul da farsi. Poi ci racconti anche che al liceo andavi bene e studiavi molto, questo significa che le capacitá per riuscire in vari ambiti non ti mancano e probabilmente, a parte qualche difficoltá di adattamento iniziale, potrai riuscire bene in vari corsi universitari. Se è vero che puoi riuscire bene in vari corsi, ora la difficoltá sta nel capire in quale ambito e in quale corso indirizzare le tue energie. Finora hai provato vari corsi, ma l'impressione è che nessuno per ora ti abbia entusiasmato del tutto. Forse la mancanza di entusiasmo non sta nel corso in se stesso, ma nella riflessione che tu fai connessa alla scelta, ovvero: "fare una scelta limita le mie possibilitá". Il sottinteso di questa tua affermazione sembra essere: "quindi preferisco non scegliere per non precludermi nessuna strada". Il paradosso è che cosí facendo peró rimani fermo e comunque non combini nulla. Questo significa che per non rimanere fermo, una scelta è comunque doveroso farla, sia che essa si riveli adatta a te e piacevole per te o meno. Molti ragazzi della tua etá temono la scelta proprio perché pensano che scegliere limiti il proprio futuro, ma in realtá pensando in questo modo non si tiene conto che comunque se una strada si rivela non adatta per noi possiamo cambiarla in qualsiasi momento, possiamo tornare indietro, possiamo metterci il tempo che ci serve per definire cosa fare e portare a termine quanto abbiamo da fare, possiamo rimetterci in discussione. Conosco moltissime persone che hanno scelto una facoltá per poi cambiarla, alcune di loro hanno cambiato dopo il primo anno, altre hanno cambiato quando mancavano pochi esami dalla fine, altri ancora non essendo entrati a medicina hanno ripiegato su altre facoltá e nel frattempo hanno ritentato il test di medicina finché non sono entrati. C'è anche chi dopo il conseguimento di una prima laurea non soddisfatto del proprio percorso ne ha presa anche una seconda... tutto questo per dire che i percorsi che si possono intraprendere possono essere infiniti e nessun percorso è piú giusto o sbagliato di un altro. Qualunque scelta farai, sará la migliore per te in quel momento della tua vita. Per cui lascia da parte tutte le mille domande che ti fai e prova, sperimenta, se lo desideri continua a frequentare vari corsi finché non trovi quello che ti rende piú contento e soddisfatto. Potresti anche renderti conto che l'universitá non ti piace e preferisci andare subito al lavoro, anche questo è lecito.
Non badare troppo alle statistiche delle percentuali dei laureati che lavorano: a volte le statistiche lasciano il tempo che trovano e talvolta non sono molto attendibili, in quanto i metodi con cui sono state condotte sono discutibili.
Per capire in quale ambito provare a inserirti potresti chiedere: quali sono le materie in cui vado meglio? e quelle che mi piacciono di piú? tra dieci anni in che tipo di lavoro mi vedo: in azienda? a contatto con il pubblico? in un lavoro che possa aiutare gli altri? a fare ricerca? a lavorare da solo come imprenditore o libero professionista? Stare in un ambito scientifico? E la societá di quali figure ha piú bisogno? dove c'è effettivamente richiesta? Nell'incontro tra i bisogni della societá, i tuoi talenti e le tue passioni, lí c'è una possibile via che puoi intraprendere.
Non pensare di essere un inetto, momenti di confusione capitano a tutti, l'importante è cercare di ripartire.
Potrebbe esserti utile in questo momento della tua vita affrontare tutte queste questioni e avere un supporto di persona da uno/a psicologo/a della tua zona, anche per alleviare il senso di colpa a cui hai accennato. Molti atenei mettono a disposizione un servizio di assistenza psicologica gratuita per i suoi studenti. Informati a tal proposito nella tua universitá.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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