Periodo di riflessione dopo 7 anni = fine rapporto? (seconda parte)

Inviata da Giuliano · 25 lug 2018 Terapia di coppia

Buongiorno, di seguito riporto il problema cui avevo già scritto qualche giorno fa, ma che volevo aggiornare a seguito del confronto che ho avuto con la mia ragazza.

Parte precedente:
"Buongiorno, volevo chiedere gentilmente un consiglio per la mia situazione critica, forse non gestita al meglio:
ho 29 anni e sono insieme con la mia ragazza da oltre 7 (lei ne ha 28), e dovevamo andare a convivere nelle prossime settimane nell'appartamento di lei, cui abbiamo sistemato e arredato con investimento di soldi.
Premetto che lei era quasi ossessionata con la voglio della convivenza non vedeva l’ora, io un po’ meno entusiasta perché lei senza lavoro e io con uno altalenante (libero professionista).
Un paio di settimane fa lei di punto in bianco mi ha confessato che è in un periodo di confusione, aveva malessere, ansia e non sapeva cosa provava per me, amore o amicizia. Non nascondo che gli ultimi mesi sono stati difficili, a causa dei miei problemi lavorativi (con senso di ansia e pessimismo per il futuro che mi sono trascinato dietro, forse un senso di depressione che mi ha portato ad impigrirmi), lei senza lavoro (quindi le dicevo aspettiamo un attimo prima di iniziare la convivenza che magari trovasse qualcosa), il problema di mio padre non molto concorde per la possibile convivenza (non contro di lei ma perché l'appartamento è suo, quindi legato al pensiero antico di "vai dalla donna"), una vita forse ormai troppo piatta.
Probabilmente dentro la mia sfera l'ho trascurata e lei non ha voluto parlarmi di quello che stava passando ed è esplosa. Per questo mi reputo molte colpe e ripensandoci non so come abbia fatto a comportarmi così.
Avevamo provato a fare anche qualche weekend in appartamento, ma lei si sentiva spaesata e un po’ annoiata.
Ora ha ritrovato le sue vecchie amiche (la maggior parte single e quasi tutte mai avuto un fidanzato, con vita più da ventenne) cui aveva un po' lasciato perché fortemente propensa al nostro rapporto e idea di convivenza (ma che io l'avevo sempre spronata ad uscire per svagarsi), praticamente ha iniziato ad andare fuori sempre con loro. Dopo già qualche giorno ho sentito la sua distanza, sia di interesse che per messaggio, sfociando in un "non sento quel qualcosa in più" mi crei quasi un senso di ansia. Prima mi chiedeva se facevamo qualcosa, poi mi diceva che forse era meglio stesse da sola, e usciva con le sue amiche, però non si decideva ancora a parlarmi direttamente con franchezza.
Aggiungo che c’è stato anche un episodio di corteggiamento da parte del famoso idraulico per messaggio che doveva venire a sistemarci il termostato in appartamento. Lei me l’ha riferito e mi ha fatto vedere che gli ha risposto che è fidanzata, però mi ha confessato anche che ha sentito anche da parte sua interesse verso di lui, però non so dopo se è andata oltre.
Io disperato e preso dall'ansia mi sono confidato con amici più stretti a noi e genitori sia miei che di lei, in quanto abbiamo sempre avuto un bel rapporto aperto e di confessione al bisogno, ma non con l'intento che intervenissero. A questo punto lei rincasando è stata "rimproverata" dai suoi, poi mi ha chiamato al cellulare che stando così le cose per lei era finita, che la sua natura è quella delle sue amiche . Parlando e giustificandomi che ho voluto chiedere soltanto un loro consiglio perché comunque ritenendoli parte della famiglia e perché sapevano già della situazione, mi ha detto di prenderci un periodo di pausa senza vederci ne sentirci, ma senza fissare un tempo o altro. Dopo una settimana di logorio l'ho chiamata con la scusa di chiederle per un lavoro e per sentirla, e ci siamo chiesti soltanto l'andamento ma non mi ha detto quando voleva affrontare la cosa. Questo in meno di un mese.
Stamattina mi sono deciso io di chiederle di vederci per parlarne stasera e affrontare il discorso? Lei ha accettato, però non so se sono stato troppo avventato, però arrivati a sto punto ho anch’io una dignità. So che ormai la situazione è critica a dir poco, ma volevo capire se c'è qualche possibilità che si possa recuperare o abbiamo già superato il punto di non ritorno? Penso ormai lei abbia già deciso di lasciami ma non vorrei sia una decisione più per la situazione e la voglia di dare un colpo di spugna alla sua vita per scappare e non affrontare i problemi, magari insieme. Secondo me ormai mi associa al suo malessere perciò via il problema via il dolore. Io nonostante tutto riconoscendo i miei sbagli provo ancora qualcosa, anche se sto cercando di non alimentare le speranze.
Ringrazio anticipatamente."

Aggiornamento:
L’altra sera come detto mi sono trovato con lei per un confronto. Come già rispostomi gentilmente da un vostro professionista, anche lei mi ha confermato la brevità del periodo di pausa per capire cosa prova. Mi ha confermato però che al momento nutre un grande affetto nei miei confronti ma non amore, mi vede come un amico cui può confidarsi, ed è la cosa che volevo di più evitare. Forse effettivamente non ero pronto neanch’io in quanto mi sono sempre sentito io in difetto, mentre lei era decisa nel parlare.
Mi ha riportato alla mente alcuni miei comportamenti (non sempre però) che mi hanno fatto pensare, in quanto fatti inconsciamente da parte mia, soprattutto negli ultimi tempi. Quando mi si avvicinava per un po’ di affetto io mi scansavo o non rispondevo, o magari le dicevo di lasciarmi in pace. Personalmente non mi è mai piaciuto in generale essere “tocchignato”, in particolare sulla pancia. Lei invece quando le facevo una battuta, aveva il vizio di darmi una sberla sulla pancia o sulla spalla. Perché mi comportavo così? E’ perché sono io poco propenso al romanticismo o forse anch’io non nutrivo amore?
Anche per quanto riguarda le effusioni, soprattutto in pubblico, non mi sono mai piaciute, ma questo fin dall’inizio, anche da parte sua.
Oltre a riportare i problemi descritti nel precedente messaggio e all’arrabbiatura dei miei ultimi comportanti (non le è andato giù che sia andato a parlare con i suoi e gli amici), mi ha detto che non mi reputa ancora un uomo, che è sempre stata lei ad abbassarsi a me e che aveva lei un senso di protezione nei miei confronti, ma che io non le facevo sentire da parte mia.
Pensava poi che la convivenza fosse un modo per migliorarci, ma forse in definitiva si è sentita più legata di prima. Questo però mi appare strano perché è sempre stata la prima a professare che si sentiva matura per un passo così e per creare una famiglia (forse a sto punto si è condizionata troppo con i nostri amici che hanno già fatto questo passo).
Mi ha detto che mi ha lanciato i segnali del malessere ma che io non me ne sono accorto e non mi sono interessato, da parte sua invece ha cercato di non affrontarlo e di schiacciare il pensiero.
Mi ha confessato inoltre che nell’ultima settimana si è sentita con l’”idraulico”, ma che comunque lei non ha voglia di imbarcarsi in un’altra storia e che lui non vuole essere il motivo della rottura.

Alla fine abbiamo parlato in modo tranquillo, però mi è sembrato strano anche da parte mia. Avevo pensato che sarei scoppiato in lacrime o l’avrei implorata, invece le ho soltanto detto ciò che provavo ed il mio punto di vista. Da parte sua non ho ancora ben capito cosa voglia, mi ha confermato che al momento non vuole tornare indietro, che è finita ad oggi, ma anche di prenderci dell’altro tempo per noi per capire e “staccare”.
Boh anch’io non so più cosa pensare, sento che ho ancora uno spicchio di sentimento nei suoi confronti ma non lo voglio alimentare con false speranze, ma allo stesso tempo mi sento rassegnato e consapevole che non si può tornare indietro. Sento però che mi manca qualcosa, una figura femminile al mio fianco.

Forse sto metabolizzando la cosa e mi sto convincendo che è così? Mi domando, se sono realmente innamorato, perché non mi viene quel fuoco, quella voglia di provare a far qualcosa per riconquistarla, invece di farmi trasportare dalla marea?
Forse mi sono fatto abbattere dai miei comportamenti nei suoi confronti?

Attualmente sono poco impegnato con le varie attività (hobby, sport…) e quegli amici che ho sono praticamente tutti fidanzati, convivono o sono sposati, mi è salito devo dire la verità un senso di solitudine e poca speranza e paura di trovare una nuova partner in futuro. Spero sia soltanto un discorso di tempo, visto che tutto quello che sto passando è stato per me un fulmine a ciel sereno. Sono passato dalla prova di amore da parte sua al mio compleanno ad essere lasciato in meno di un mese.

Ringrazio dell’attenzione e mi scuso anticipatamente del poema.

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Miglior risposta 26 LUG 2018

Gentile Giuliano,
penso che questa ragazza sostanzialmente sia stata sincera nel confronto avuto con lei e che effettivamente le abbia lanciato segnali di malessere che lei non ha colto o a cui non ha dato importanza.
Ora però che c'è stato il confronto che lei stesso ha chiesto, può scegliere se concedere e concedersi altro tempo aspettando che la ragazza si chiarisca le idee (con o senza il contributo dell'idraulico) oppure prendere decisamente un'altra strada e voltare pagina.
In ogni caso le rinnovo l'invito a chiedere un supporto psicologico anche per elaborare il momento di difficoltà attuale che sta attraversando in cui prova, come ha detto, senso di solitudine e di scoraggiamento riguardo a una possibile nuova relazione sentimentale futura.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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