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Lei chiede pausa di riflessione dopo 6 anni assieme

Inviata da Francesco Duse il 30 nov 2012 Terapia di coppia

Salve, vi scrivo perchè sono seriamente intenzionato a capire cosa può essere successo e capire come comportarmi.
abbiamo rispettivamente 33 anni io e 29 lei.
Non è ovviamente un consulto d'amore, ma sul possibile e reale significato della pausa.
Tutto comincia una serata sul tardi in cui la mia ragazza, parla con un nostro amico comune al telefono mentre lei si trova in chat con me, successivamente ho saputo che lei con lui si era sfogata, non di proposito: è semplicemente successo.
Io l'ho aspettata per un ora e 15 minuti e si erano fatte le 3 di notte, ero arrabbiato perché una chiacchierata alle 2 di mattina che si trascina fino alle 3 con io che aspetto non mi fa certo piacere. E le comunico che ero seccato di ciò, lei scoppia a piangere e dichiara che vuole una pausa di riflessione.
Ci troviamo alcuni giorni dopo con entrambi in mano una lista di cose che ritenevamo essere problemi, pregi, cose apprezzate e rimpianti, nei confronti l'una dell'altro.
Le vediamo assieme, e nel mentre ci sono stati anche abbracci e segni di affetto come la ricerca della mano ed altro.
Alla fine Lei si mette a piangere e dice di sentirsi una ingrata poiché io indicai meno cose che non mi piacevano, ma prima aveva anche elogiato alcune qualità che mi riconosceva.
Ci siamo lasciati con un bacio, ma nei giorni successivi, per colpa della mia ansia per la pausa, le ho chiesto di non sentirci più per la durata della pausa stessa, (la cui durata non abbiamo concordato), ed ho dimostrato insicurezza in alcune cose, perché lei ha voluto che tenessi dei miei vestiti da lei, dicendo che non era un addio e che ci saremmo rifrequentati, ed io ho espresso quasi la voglia di riprenderli,, subito invece seguita da ripensamento: un chiaro segno di debolezza.
Nella famiglia di lei vi è molto nervosismo per via di debiti e situazioni di salute della madre non eccelse, il padre è una persona estremamente nervosa, ed il clima o è disteso o è teso.
Lei è sempre stata una persona che non affrontava i problemi di petto, e se li porta come zavorra nella vita.
Mi ha detto che non si sentiva corteggiata, che non si sentiva protetta da me quando qualcuno aveva un diverbio con lei anche solo su un forum, ed io le dicevo che non doveva badarci nemmeno a costoro.
Siamo stati per 6 anni in un rapporto a distanza, vedendoci solo il fine settimana e stando nelle reciproche case, poiché entrambi viviamo ancora coi genitori.
lei presentava forte tristezza per via delle amicizie che nei luoghi in cui vive non sono di suo gradimento, dal ripetuto insuccesso nel trovare lavoro, nella famiglia nel farglielo pesare, e probabilmente io che la spronavo a reagire ed affrontare i problemi anziché limitarsi a piangere.
ad una settimana circa dalla rottura lei decide di partire non si sa bene dove doi preciso, mi ha detto solo la città.
Ci siamo dovuti sentire per mail a causa di alcuni disguidi da appianare per via di altre persone che mal interpretavano alcune cose dette da me.
Ho dubitato di lei, dicendole che se mi ama non deve cercarlo chissà dove, a casa di altri uomini, (da quello che ho saputo) lei non è tipo da tradire e mi ha dato una rispostaccia se pensavo che fosse scema, e che non sapessi che va proprio da chi non ha mire su di lei, e dopo una mia seguente mail le sbotta e dice che non ha mai potuto decidere nulla nella sua vita in modo autonomo, altri le dicono cosa fare e le stanno addossi, che ha diritto a star sola, e a non essere comandata.
Io allora capisco finalmente in modo chiaro il suo disagio e le faccio sapere che capisco, che la amo e che se vuole andare e le serve per staccare la spina che fa bene ad andare.
ho continuato col non contatto, ed ho saputo da un amico, che lei si era arrabbiata, per via della voce che le era arrivata circa un mio parlar male di lei, quando invece non era stato affatto così, dicendo la frase
"mi ha detto belle parole e poi questo, se le cose stanno così non credo proprio ritornerò con lui"
mi sono subito fatto sentire ed ho chiarito.
ora è partita ma era abbastanza fredda al telefono seppur si preoccupasse che io mi coprissi che non rischiassi con l'acqua alta (vivo a Venezia) e di come stesse mia madre, per via della sua salute.
I problemi dice lei, sono radicati da mesi, ed un anno e mezzo prima vi era stata una precedente piccola pausa, dalla quale era uscita dopo 2 giorni per, ora si capisce, rimorso e paura di restar sola.
Questa pausa dice che le serve perché oltre all'amore vuole sapersi arrangiare.
Le serve per pensare a tutto ha detto. per essere una buona fidanzata e moglie per me, ponendomi anche a scegliere sol volevo una fidanzata frustrata oppure un giorno una donna che sapesse reggere la pressione e le sfide della vita.

Secondo il vostro parere con quanto detto sopra lascia presagire alla fine del rapporto, cammuffato da pausa, oppure è davvero una cercare se stessi da cui non facci o parte in quanto rivesto una qualche sorta di ponte negativo col passato? indipendentemente dai segnali sbagliati che posso averle dato col tempo seppur essendomi sempre premunito non oppressivamente per lei?
ora siamo di nuovo senza nessun contatto da quando ieri è partita.

Grazie sind d'ora

Francesco

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Gentile Francesco, credo che la sua sia una storia arrivata al capolinea, i tiri e molla rappresentano la paura a stare soli, ma se uno dei due decide addirittura di lasciare e partire credo sia il segnale dell'insoddisfazione del rapporto, per cui le consiglierei di lasciare che le cose vadano così come stanno andando, col tempo riprenderà in mano la sua vita anche se al momento sembra difficile!
In bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Grazie a tutte per le risposte finora datemi.
Non ho smania di avere tutto sotto controllo, ma mi piace essere proattivo verso le problematiche, invitando a verificare quello che dico e non imponendolo mai.
Una cosa che ho dimenticato effettivamente di menzionare, è che lei ha ripetuto il concetto di scegliere se volessi una una ragazza insicura adesso o una persona migliore domani, nelle sue stesse parole" un uovo marcio oggi , od una gallina sana domani"
Conoscendola, il suo partire dicendo solo la città ma non la destinazione (che non ha detto nemmeno ai genitori, cosa che fà sempre), e precisando che non va da nessuno che può avere mire su di lei, ha un che di disperato distacco da tutto ciò che può rappresentare la fonte della sua insoddisfazione e stress.
Non starà via per sempre, ed ha specificato più volte che non è un addio, anche se tutto può essere preso con le pinze a questo punto.
So per certo tuttavia che non ha idealizzato il rapporto, poichè ha avuto modo di maturare molto durante questi 6 anni, e ieri mi ha mandato un messaggio dicendo che dopo averci riflettuto, effettivamente si sente una ingrata perchè ha tralasciato tutto quello che ho effettivamente fatto per lei, e verso gli ultimi periodi mi chiedeva se io mi sentivo abbastanza amato da lei, perchè temeva di non fare abbastanza.
Anche in ambito sessuale a causa del forte stress il calo di desiderio era evidente, e lei si incolpava dicendo che non riusciva a "soddisfarmi", nonostante io la rassicurassi sinceramente che non ne facevo un problema e che le ero vicino.
Per dirne una, sono stato io a convincerla a più di 28 anni (all'epoca) ad andare da un ginecologo per la prima volta per farsi i controlli di routine e farsi consigliare sui forti dolori mestruali che aveva.
ha un carattere molto insicuro, e temo che questo episodio possa essere anche a causa di un ragionamento su un futuro impegno di vita di coppia: si era appunto parlato di andare a convivere, cosa che può spaventare, credo.

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Egregio signor Francesco,
i commenti (ancorché elaborati) su quanto capitatole non credo portino a risultati concreti e funzionali, se pur commenti professionali di psicologi seri.
I risultati (che fare?) richiedono comunque una spiegazione dell'evento, considerando anche il tempo pregresso (che cosa è successo in questi ultimi anni?).
Tali riflessioni se ci si pone un obiettivo concreto e pratico sono da farsi preferibilmente presso uno studio specialistico, assieme allo psicoterapeuta che potrà personalmente e realmente meglio capire la situazione interpersonale, soprattutto risvolti particolari qui non emergenti, ed intervenire al meglio per uscire da una situazione di stallo che a lei non è chiara.
dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Salve Francesco,
una storia che dura da 6 anni, anche se tra alti e bassi, è una storia che ha la sua importanza, per entrambi. Certo da come la descrivi sembra un po ingarbugliata e difficile. Anche se le difficoltà che descrivi sembrano appartenere alla sfera della Comunicazione, di entrambi. C'è un detto " gli altri sono con noi come noi siamo con loro" forse dovete comprendervi meglio, migliorare la vostra modalità comunicativa, sia questo porti ad una vostra unione sia porti a una definitiva separazione. forse una psicoterapia relazionale potrebbe essere il giusto percorso?
saluti
dott.ssa Carmela Di Blasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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Caro Francesco, si comprende la sua sofferenza ed il forte disagio causato dall'insicurezza più totale . Non mi riferisco a alla sua insicurezza, poichè mi è sembrato piuttosto stabile ed attento all'altro, ma all'insicurezza della vita. Le persone sono prevedibili fino ad un certo punto, poi, i loro bisogni, le loro carenze, il loro modo di interpretare le cose è assolutamente soggettivo e può portare a reazioni altrettanto soggettive. L'atteggiamento che lei, Francesco, ha tenuto fino ad adesso, rispetto ai bisogni della sua ragazza, mi è sembrato consono e comprensibile. Anche le reazioni a volte drastiche e contraddittorie mi risultano comprensibili e motivate. L'unica cosa poco chiara sono i problemi di cui parla la sua lei... In ogni caso, a mio avviso, la ragazza necessita di far chiarezza da sola, nonostante, si capisce, le sia molto legata. E lei Francesco, purtroppo non è il suo psicologo, nè l'amico e dunque non le resta che rispettare le sue volontà (senza però dimenticare troppo i propri di bisogni). Le auguro ogni bene. Dott.ssa Sabina Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Salve Francesco,
è molo dettagliata la sua descrizione, percepisco che è molto importante per lei la certezza di aver spiegato bene le cose.
Ad un certo punto della mail scrive che il suo tentennamento sui vestiti da riprendere è stato un chiaro segno di debolezza, è forse un atteggiamento costante quello di avere tutto sotto controllo, di accertarsi di aver fatto tutto nel modo giusto per evitare di sentirsi responsabile?
mi pare che si sta addossando delle responsabilità forse in maniera eccessiva, infatti in una rottura non c'è un solo responsabile, spesso si squilibra la situazione: nel suo caso c'è anche l'aggravante della distanza. questo tipo di storie non permettono di conoscere l'altro fino in fondo perchè al ricongiungimento c'è la voglia di non sprecare il tempo con i litigi e godersi a pieno la felicità di essersi ritrovati.
in tal modo ciò che si vede dell'altro diventa idealizzazione, che a lungo andare si scontra con la relatà, con il vero essere del compagno e arriva la rottura adducendo cause relative a "sei cambiato, non sei più lo stesso, non fai quello che facevi anni fa".
questa diversità è il paragone tra la persona che si è idealizzata e quella che abbiamo davanti.
la sua compagna chiede riflessione, perchè non pensa di rifletterci sopra anche lei? spero che queste parole l'aiutino.
Inoltre qualora decideste di ricominciare cercate di darvi del tempo assiduo da passare insieme per guardare all'altro con curiosità, chiedendosi se chi si ha di fronte piace davvero anche se non corrisponde in pieno al partner idealizzato.
Auguri.

D.ssa Valentina Strippoli Psicologo a Fano

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