Non riesco più ad andare avanti in questo modo

Inviata da Cate654 · 21 mag 2017 Attacchi di panico

Salve, vi scrivo per spiegarvi un problema che persiste ormai da un anno. Ad aprile dell'anno scorso ho avuto un attacco di panico (presa alla sprovvista e non sapendo cosa fosse), mi sono recata al pronto soccorso pensando fosse qualcosa di grave e mi hanno detto che avevo avuto una crisi d'ansia e che avevo una leggera depressione. Premetto che ho 18 anni e mi è sempre mancata la figura paterna sin da piccolina, ciò ha creato con il passare degli anni tante paure e ho sempre avvertito uno stato d'ansia perenne. Non mi piaccio, ho sempre paura di essere abbandonata e di non essere abbastanza per nessuno. Tornando al discorso di prima, nei giorni successivi ho avuto altri attacchi di panico (più lievi) e mia madre mi ha portata da uno psicoterapeuta che mi ha prescritto degli antidepressivi e ansiolitici. Gli antidepressivi mi hanno fatta diventare una persona aggressiva, mi facevano sentire dentro una rabbia repressa e avevo sbalzi d'umore durante la giornata. Ho interrotto la cura di entrambi i farmaci continuando le sedute con una psicologa (senza alcun miglioramento). Da quando ho avuto l'attacco di panico la mia vita è cambiata: ho paura a stare a contatto con le persone (adesso riesco a controllarla bene o male), ho paura di impazzire oppure di fare del male a qualcuno arrivando ad ucciderlo (questo pensiero è rivolto più a mia madre, forse per il legame stretto che abbiamo) non riesco a vedere nulla di positivo nella mia vita e penso sempre di non essere degna di far parte di questo mondo. Tutti questi pensieri sono costantemente presenti nella mia testa e a volte ho paura di impazzire per quanto ci penso e ripenso. Come se ciò non bastasse, sento sempre la testa tra le nuvole, quando guardo qualcuno oppure parlo con qualche persona mi sembra qualcosa di surreale e mi chiedo se davvero io stia facendo ciò. Molte volte ho pensato al suicidio e in quei momenti penso che se lo facessi non ci perderei nulla. Poi però penso a mia madre, al mio futuro, al fatto che vorrei vedermi autonoma e con una vita almeno serena. Questo problema e questi pensieri però non mi danno tregua, i giorni passano e io sopravvivo quando invece vorrei vivere ogni momento e riuscire a pensare di meno a tutto ciò che potrebbe esserci di negativo. Anche fisicamente cerco sempre difetti, tant'è che per anni ho sofferto di tricotillomania e poi, da sola, sono riuscita ad uscirne una volta per tutte! Penso di avere un brutto naso e pur avendo un fisico carino cerco sempre il difetto e sto male per tutto ciò, non ce la faccio proprio più! Cosa dovrei fare?
Grazie in anticipo per le risposte, cordiali saluti.

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Miglior risposta 22 MAG 2017

Gentile Caterina,
quando dice che le è sempre mancata la figura paterna, cosa intende dire realmente? Che ha perso prematuramente suo padre, che i suoi genitori si sono separati quando lei era piccola, che suo padre ha lavorato all'estero o cosa altro ancora?
Qualunque sia il motivo della assenza di un padre, è molto vero che venendo a mancare una importante figura genitoriale di riferimento maschile, il bambino e ancor più la bambina cresce con dei vuoti, delle fragilità e delle insicurezze che facilmente si trasformano in sintomi (fobie, DAP, disturbi dell'umore, problemi di autostima, somatizzazioni etc.).
In questi casi i farmaci non sono una soluzione perchè non hanno una funzione educativa e per di più hanno molti effetti collaterali negativi per cui il trattamento di elezione è una buona psicoterapia che forse lei non ha portato avanti in maniera adeguata con la psicologa che per un certo periodo l'ha seguita.
Le suggerisco perciò di riprendere il percorso di psicoterapia e portarlo avanti fino al raggiungimento degli obbiettivi terapeutici.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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22 MAG 2017

Buongiorno Caterina,
credo che debba parlarne in modo approfondito con la psicoterapeuta che le segue e valutare eventualmente di affiancare anche altri tipi di terapia a quella che sta attualmente seguendo, in modo da tenere sottocontrollo non solo la manifestazione dell'ansia, ma anche tutti i pensieri che le appesantiscono la vita.
A 18 anni si dovrebbe riuscire a vivere e a spiegare le proprie ali, non sopravvivere.
Un abbraccio
Dott.ssa Maura Lanfri

Dott.ssa Maura Lanfri Psicologo a Forlì

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22 MAG 2017

Gentile Caterina, le ferite fanno parte della vita di tutti, i problemi anche. La vera felicità non appartiene a chi non ha problemi o a chi non ha mai sofferto(utopia) ma a chi impara a rialzarsi e a fare della propria sofferenza un punto di forza. Detto questo lei è nella fase dell' adolescenza e magari il rapporto con una madre un pò oppressiva( anche per compensare la mancanza della figura paterna), la fa sentire, probabilmente, incapace di cavarsela da sola e questo va ad abbassare la stima che prova per sè stessa. L' adolescenza è un momento di dolore, di emozioni forti e contrastanti, un momento in cui ci sembra di non poter mai uscire dalla situazione che stiamo vivendo e proprio per questa paura possono arrivare gli attacchi di panico e quindi anche un pò di depressione. Il suicidio sembra un pensiero di liberazione e molti adolescenti ci pensano. Ma ciò che dobbiamo imparare è trovare la strada per l' autonomia, costruire la nostra vita giorno dopo giorno sulle nostre passioni ed interessi e dimostrare a noi stessi che non solo ce la possiamo fare ma possiamo diventare automi e capaci di badare a noi stessi. La vita è sia brutta che bella sta a noi scegliere a quale lato vogliamo dare più importanza. Sarebbe triste non scoprire cosa possiamo diventare, cosa abbiamo la forza di realizzare, se ci impegnamo. Non sarà nè facile nè veloce ma le assicuro che sarà bello. Lei ha bisogno di uno psicoterapeuta ad indirizzo breve strategico della sua zona. Lo psichiatra dà solo farmaci( di solito), la psicologa potrebbe non avere le competenze per poterla aiutare, se non ha una specializzazione in Psicoterapia. Faccia una ricerca e trovi la sua guida, di quella non può fare a meno. Si dia un pò di tempo e si impegni, i risultati si ottengono solo così in qualnque ambito.

Le auguro il meglio
Dr.ssa Simona Coscarella
Psicologa Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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22 MAG 2017

Salve Caterina
Direi che bisognerebbe capire cosa succede quando ha questi attacchi di panico (da quelli più lievi a quelli più forti). Se dovesse tornare a uno degli ultimi episodi in cui si è presentato l'attacco di panico, ricorda cosa stava facendo e che emozione ha provato?
Rispetto invece ai pensieri, con quanta frequenza arrivano? Ad esempio in quest'ultima settimana, con quale frequenza si sono presentati? Variano di contenuto?
Se vuole, sono a disposizione
Dottssa Fabrizia Tudisco

Dott.ssa Fabrizia Tudisco Psicologo a Napoli

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