Mia madre non vuole farsi curare, che fare?

Inviata da Gina · 24 nov 2014 Terapia familiare

Salve, sono una donna di 35 con una mamma con profondi problemi emotivi.
Mia mamma fin da piccolina ha avuto problemi fisici:dolori alle ossa e timpani sfondati.... Problemi che in realtà non ha mai accettato, anche se le facevamo notare che lei era nata così tutte le volte che poteva si "attaccava" ai suoi "handicap" per colpevolizzare me è mio padre di essere persone menefreghiste.
Quindi potete ben capire che con l'avanzare del tempo le cose sia solo andate peggiorando, sia fisicamente che psicologicamente.
Si è creata una corazza di orgoglio talmente spessa che anche quando prende una semplice influenza e provo a telefonare per sentire come sta lei mi risponde che va tutto bene, se provo ad insistere se ne esce con la sua frase "tanto te non ci sei mai che te ne frega' e riattacca. Con mio padre ancora peggio xkè standole accanto lo colpevolizzare di tutto ciò che fa o che non fa.
Io sono arrivata alla conclusione che lei vorrebbe che entrambi fossimo sempre pronti al suo servizio.
Non capisce che in questo modo crea non pochi problemi.
Adesso mi trovo il punto di dovermi trasfeire all'estero perché qua in Italia non riesco a trovare lavoro e sono seriamente preoccupata di come poter affrontare l mio futuro lasciando una madre qua che assolutamente non crede e non vuole un aiuto psicologico e un padre che è arrivato ad un tale punto di stress da valutare la separazione.
Cosa devo fare, come devo fare?
Abbiamo già provato a spiegarle che avrebbe bisogno di un aiuto sia psicologico che farmacologico in tutta risposta lei è solo diventata più ostile nei nostri confronti.

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Miglior risposta 26 NOV 2014

Cara Gina
bisogna sapere che ogni malattia, soprattutto se congenita o manifestatasi in giovane età, porta con sè quelli che vengono chiamati "vantaggi secondari della malattia".
Si tratta di tutti quei piccoli o grandi vantaggi che la persona ricava sia sul piano fisico sia sul piano emotivo attraverso la sua malattia: sul piano fisico, il fatto di avere buone "scuse " per essere maggiormente servito, gli permette uno scarso investimento di impegno a raggiungere obiettivi autonomi; sul piano psicologico ed emotivo il fatto di ricavare attenzioni e "coccole" (anche solo verbali) per il proprio stato di malessere.
Ovvio che lo svilupparsi dello "stadio di vittima" diventa poi un fattore che tiene "in scacco" i familiari.
Non è facile perché la vittima, ora trasformata in "carnefice" detta legge.
Il rifiuto alla cura fa parte di questo processo in excalation involutiva.
Quindi cosa può fare lei a 35 anni e con tutta la sua vita ancora da sviluppare in progetti ed esperienze?
Deve cercare di avere molta pazienza con sua mamma ma nello stesso tempo deve pensare a se.
Ci sono i suoi progetti che l'aspettano.
Forse per sua mamma vedere che lei si appresta a condursi in avanti nella sua vita sarà un utile campanello d'allarme e risuonerà da "sveglia" per la comprensione e la decisione a farsi curare e trovare altri sostegni.
Per quanto riguarda suo babbo, pur stressato, credo continuerà a restare con la moglie.
L'attaccamento in questo tipo di coppie è fortissimo e c'è uno strano equilibrio che si mantiene.
Suo Padre seppur nello stress continuo è (credo, ma magari no!) anche gratificato da un ruolo indispensabile.
Vedremo che succede.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ceccucci Silvana Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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