Mia figlia non riesce a trovare fidanzato, perché?

Inviata da Giulia · 9 lug 2014 Terapia di coppia

buongiorno,
sono un mammma molto preoccupata, ho una figlia di 30 che non riesce a trovare il fidanzato.. anzi non riesce a trovare quello che si prende lei, ha avuto diverse storie, all'inizio sembra che la corteggiano, lei si affeziona subito e loro la mollano con tutti la stessa storia che non si vogliono impegnare e non vogliono cose serie.
Ho letto che mia figlia si attacca subito ai ragazzi (dipendenza affettiva) perche' quando era piccola ha sofferto l'abbandono della mamma.
Dopo i tre mesi io andavo a lavorare, avevo l'orario ridotto e quelle poche ore la lasciavo con la baby sitter.
Adesso mi ricordo che a circa tre anni non dormiva la notte voleva sempre me vicino.
Lei e' disperata perche' per questo non riesce a trovare il ragazzo
Io vorrei capire se anche a distanza di tempo posso fare qualcosa per lei per aiutarla
grazie
giulia

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Miglior risposta 14 LUG 2014

non esistono più gli uomini di una volta. al giorno d'oggi gli uomini interessati a farsi una famiglia sono molto pochi, sia perchè la,società fa in modo di farli maturare molto tardi, sia perchè oggettivamente gli uomini in grado di mettere su famiglia sono pochissimi. disoccupazione, precariato, dipendenza dalla famiglia di origine, immaturità profonda, ricerca solo di rapporti sessuali, incapacità nella gestione di rapporti di coppia. È chiaro che una donna che richiede cose differenti e un impegno maggiore possa spaventare una persona di 30 anni che se è fortunata possiede un lavoro precario, che quasi sempre vive ancora dai genitori e la sua massima preoccupazione sono i videogiochi da andare a comprare. purtroppo anche questo è un aspetto da non sottovalutare. nella stessa condizione di sua figlia ci sono tantissime donne, vorrebbero tanto mettere su famiglia, ma non trovano l'uomo interessato. Pensi che una mia amica di 35 anni si è dovuta "accontentare" di un uomo divorziato di 62 anni, tra i tanti uomini che ha conosciuto questo uomo è stato l'unico che si è dichiarato interessato ad intraprendere con lei una convivenza e a provare ad avere de figli assieme. Tutti gli altri uomini suoi coetanei, invece, se la sono data a gambe non appena si è affrontato,questo argomento. ormai gli uomini cominciano a pensare alla famiglia dopo i 40-45 anni, quando si rendono conto che saranno molto vecchi quando un loro figlio affronterà la gioventù, o quando dovrà sostituire la madre (per sopraggiunta impossibilità fisica della madre) nella gestione delle faccende domestiche di cui loro non si sono mai occupati.

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16 LUG 2014

Buon giorno Giulia.

Come ogni madre premurosa pensa di avere ancora potere di influenzare le scelte di sua figlia oramai trentenne, ma questo è solo parzialmente vero.
Capiamo di essere finalmente adulti, infatti, quando possiamo smettere di dare la colpa ai nostri genitori per ciò che ci è successo da piccoli e iniziare finalmente a costruire autonomamente la nostra vita, prendendoci tutte le responsabilità del caso.
Ciò detto, se sua figlia teme di aver bisogno di aiuto per chiarirsi su come gestire le sue faccende amorose, è bene che lo cerchi, in maniera indipendente da lei.
Di contro, da quanto leggo, lei sembra sentirsi ancora in colpa per quel parziale, lontano “abbandono” dettato dal bisogno di lavorare.
La cosa sulla quale può invece riflettere efficacemente, cara mamma Giulia, da sola o con la facilitazione di un professionista, è il come “far pace” con la se stessa di allora, la mamma che ha dovuto, per esigenze lavorative, scegliere di lasciare la sua bimba ad una persona fidata.
Vedendo che lei non esita a farsi aiutare per questo particolare argomento, infine, sua figlia potrebbe decidere di provare a sua volta, ma solo come conseguenza secondaria.

Cordiali saluti

Dott.ssa Maria Grazia Schembri

Famigliando Psicologo a Reggio Emilia

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10 LUG 2014

Cara mamma,
Capisco le sua preoccupazioni ma è difficile dare una risposta completa via email; può darsi che sua figlia non abbia ancora trovato la persona giusta con cui stare oppure trova sempre dei compagni evitanti che non si vogliono impegnare. Se per sua figlia è un problema le consiglio di rivolgersi ad uno specialista.

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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10 LUG 2014

Buongiorno gentile Giulia,
vorrei rassicurarla riguardo quello che scrive sull'abbandono di sua figlia piccola:non si considera abbandono quando un genitore si assenta per lavoro in quanto è la qualità della relazione primaria che conta veramente, inoltre, non è indicativo di disagio psicologico permanente il fatto che da piccola sua figlia voleva dormire con lei. Ora sua figlia è donna ed è lei che si deve occupare della sua vita affettiva e non sua madre. Suggerisca a sua figlia di intraprendere delle consultazioni psicoterapeutiche per risolvere il suo copione affettivo senza cercare alibi sul suo comportamento di madre.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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10 LUG 2014

Gentile Giulia,
concordo con la collega sul fatto che lei possa aiutare sua figlia standole vicino, facendole sentire la sua presenza e supportandola nei momenti di difficoltà e sconforto. Per il resto, è sua figlia che dovrebbe trovare e sviluppare, da sola o attraverso l'aiuto di un esperto, una sua modalità di relazionarsi con l'altro sesso. Se ritiene che questa difficoltà derivi da aspetti caratteriali propri di sua figlia e se lei stessa soffre per questa condizione, potrebbe semplicemente consigliarle di chiedere una consulenza psicologica. Potrebbe essere utile per comprendere se si tratta di semplice "sfortuna" o se stanno agendo dei meccanismi più profondi, che la stanno portando a scegliere persone non affidabili e costanti.
Resto a disposizione,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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10 LUG 2014

Salve Giulia, nel ruolo di mamma non puoi fare nulla per aiutarla a risolvere il problema di cui parli, in quanto ora il tuo ruolo in tal senso è obsoleto. E' probabile che lei, per una questione di dipendenza affettiva, imposti costantemente le relazioni in modo stressante in ogni nuovo incontro. Chi potrebbe aiutarla è invece uno /a psicoterapeuta con formazione psicodinamica e tu ,come mamma dovresti sensibilizzarla in modo che sia lei stessa a prendere l'iniziativa. Rimango a disposizione per ulteriori comunicazioni
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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9 LUG 2014

Gentile Giulia,
come mamma quello che può fare è esserci, essere presente nella sua vita, chiederle semplicemente come sta, come vanno lavoro/interessi/amicizie/ecc.
Riguardo al "problema" di sua figlia,è difficile dare un parere on line. Potrebbe essere che non abbia ancora trovato la persona giusta, o che si affidi sempre a persone con lo stesso atteggiamento indifferente e evitante, o ancora che sua figlia abbia dei nodi critici da risolvere.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti,
dott.ssa Martina Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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