Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Mia figlia di anni 10 e l'ansia da distacco

Inviata da Veronica il 27 gen 2016 Psicologia infantile

Buongiorno, sono mamma di tre bambini, la più grande di 10 anni negli ultimi periodi non va più volentieri a scuola e fatica a staccarsi da me.
Il tutto sicuramente è riconducibile alla perdita della nonna (mia madre) avvenuta il 12 novembre scorso dopo un anno e mezzo di lunghe cure verso quel maledetto tumore che l'ha colpita. Non ho mai nascosto niente ai miei figli. Sapevo che se mi assentavo (e questo capitava spesso) era per stare vicino alla nonna. L'hanno sempre vista quando stava poco bene sia in casa che ne in ospedale. Erano presenti il giorno del funerale. Dal giorno della perdita da una parte ho "ripreso" del tempo per stare con loro, specialmente con la grande di 10 anni che ha pianto molto per la perdita della nonna con la quale ha vissuto molti anni della sua vita (quando andavo a lavorare lei stava con la nonna). A gennaio di quest'anno ci siamo concessi una settimana bianca in montagna che da anni non facevamo più causa i problemi di salute di mia madre.
Fatto un quadro generale attivo al punto: La bambina, rientrata a scuola dalle vacanze di natale e dalla settimana bianca (18 gennaio scorso) ha cominciato a piangermi dietro, a piangere davanti a scuola quando l'accompagno al mattino e a piangere durante le ore di scuola tra compagni e insegnanti senza motivo. Le maestre mi dicono che comincia a piangere da niente, che la bambina si lamenta dicendo di avere mal di testa o mal di pancia; anche loro con me cercano di capire se un qualche atteggiamento o frase possa averle dato disturbo perché si sono rese conto, come me, che non è un malessere fisico ma psicologico. Con me dice che nessun compagno le fa dispetti, piange solo perché non vuole andare a scuola e vuole stare con me.
Arrivo alle domande:
1) Il tutto riconducibile alla perdita della nonna avvenuta ormai da tre mesi? Ha paura di perdere anche me?
2) Quanto potrà durare questa fase e come posso aiutarla ad affrontarla?
3) A settembre comincia la scuola media, quindi nuova situazione, compagni professori... E se parte già male visto come si sta concludendo la scuola elementare?

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta

Buongiorno Veronica,
la piccola, effettivamente, sta vivendo un momento di malessere che manifesta attraverso mal di testa e pancia come scrivi e continue crisi di pianto. C'è indubbiamente qualcosa che l'ha turbata e potrebbe essere legata alla perdita della nonna a cui era legata ma anche al fatto che lei è stata assente spesso da casa per assistere sua madre ammalata. La rassicuri che ora sarà con lei, la porti a fare passeggiate insieme, al parco, al mare, nella natura. Faccia in modo che la bambina riprenda, piano piano, la serenità quotidiana. Non posso stimare quanto durerà questa fase perchè non è possibile immaginare cosa l'ha scatenata. L'ingresso a scuola media è un bel trampolino sociale per tutti i ragazzi per cui, anche qui, l'esito potrebbe essere imprevisto ma presumibilmente problematico se queste reazioni proseguono. Le consiglio di sentire di un professionista che possa seguire la bambina e la aiuti a sfogare quello che ha dentro.
Cordiali saluti.

Dr.ssa Sonia Rossetti
Lizzano, Taranto.

Dr.ssa Sonia Rossetti Psicologo a Lizzano

73 Risposte

237 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Veronica, certo, quest'ansia da separazione che sta manifestando sua figlia può essere riconducibile all'esperienza del lutto della nonna e in particolare ai vissuti che sua figlia ha sperimentato. Il lutto di una persona cara, in particolare di una persona che è stata un'importante figura di riferimento, è un evento molto traumatico e destabilizzante che lascia un senso di vuoto affettivo importante anche se ci sono persone vicine pronte a consolare. L'elaborazione del lutto richiede tempo, anche anni, e consiste nel riempire quel vuoto lasciato dalla perdita con il ricordo della specificità di quel rapporto che si era creato con la nonna. La bambina ora è ancora nella fase in cui sente l'assenza della nonna attraverso le reazioni di sofferenza che lei ha nominato. Piano piano va aiutata a sentire la presenza della nonna in modo diverso, attraverso il ricordo, una fotografia, un oggetto caro da tenere nella stanza, una caratteristica caratteriale che la bambina si porta con sé ecc. ma sempre concedendole la possibilità di esprimere le emozioni che sente. Nella nostra società non si concede più al dolore di essere espresso e questo non aiuta l'elaborazione. Una volta infatti, le donne in lutto mettevano un vestito nero, simbolo di quei vissuti ai quali veniva dato un riconoscimento. Aiuti quindi sua figlia a dare il nome giusto a quello che sente, le spieghi che lei piange perché ora è in lutto, sta soffrendo per la morte della nonna e questo è normale. La aiuti a capire che nonostante questo la vita prosegue e che piano piano imparerà a fare tesoro di quel rapporto speciale che lei ha avuto con la nonna. Parlate insieme della nonna e magari dedicatele dei disegni, delle poesie e tutto quello che vi viene in mente.
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell'infanzia, Trentino

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Salve Veronica, i primi lutti vissuti dai bambini possono far scattare in loro delle emozioni nuove, difficili da gestire, comprendere ed integrare; soprattutto se come nel caso di sua figlia si è vissuto anche un processo di malattia che può essere lento e doloroso. I bambini sono spugne che assorbono le proprie e altrui emozioni, ma a volte le trattengono senza riuscire a lasciarle andare. In questi casi può essere necessario un intervento di uno specialista, uno psicoterapeuta, che riesca a trovare un canale per permettere alla bambina di esternare il proprio vissuto interiore. Mi sento di dirle di non aspettare del tempo prima di intervenire per evitare il cristallizzarsi di alcune paure e ansie.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alessandra Pignalberi
Psicologa dell'età evolutiva e Psicoterapeuta individuale e di gruppo

Dott.ssa Alessandra Pignalberi Psicologo a Roma

2 Risposte

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile mamma, la perdita di un membro della famiglia così legato a lei e a sua figlia ha innescato una grande sofferenza che a quanto racconta non é stata ancora elaborata. Le consiglio di contattare uno psicologo dell'età evolutiva per aiutare lei e la sua bambina a rimettere a posto alcuni tasselli e a ritrovare la serenità.
Resto a disposizione per qualsiasi altro consiglio.
Cordialmente
Dott Anna Pugliese

Dott. Anna Pugliese Psicologo a Pomezia

11 Risposte

3 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Cara Veronica
Nella società di oggi dove quasi sempre entrambi i genitori lavorano, il ruolo dei nonni riveste grande importanza:I nipoti ritrovano in loro quella stabile continuità di affetto che i genitori non possono dare.Il distacco dalla nonna che muore è,quindi , un evento di grande dolore,perchè segna la scomparsa di un familiare che è visto dagli adolescenti,ma anche dai bimbi più piccoli,come una figura genitoriale sempre pronta alle loro esigenze.A questo io aggiungerei la presa d'atto della Bambina dell'evento morte,difficile da accettare e compredere persino per una persona adulta.Sono certo che il tempo sarà l'alleato migliore per lenire alcuni dolori e affievolire alcuni ricordi.Come mamma cerchi invece di essere più
disponibile e attenta alle richieste e alle esigenze della piccola.
Dr.Luciano Di Rienzo

Luciano Di Rienzo Psicologo a Avellino

81 Risposte

27 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Gentile Veronica,
indubbiamente la perdita della nonna è stato un duro colpo per la bambina e le ha lasciato una angoscia di separazione per cui ora fa fatica a staccarsi da lei e presenta a scuola sintomi psicosomatici.
Occorre che lei ed anche altre figure di riferimento dedichiate tempo e attenzioni alla bambina rassicurandola sulla vostra presenza, parlando con lei del triste evento e condididendo i pensieri e le emozioni relative in modo da non farla sentire sola col peso del suo dolore.
Dopo aver fatto ciò, è bene spiegare alla bambina che, quando muore un familiare si soffre molto e si è tristi per parecchio tempo ma questo malessere pian piano sarà superato e comunque non può impedire di poter riprendere dopo un pò le proprie occupazioni e i propri doveri.
Si dirà quindi che per questi motivi anche lei dovrà riprendere la scuola e le attività scolastiche senza sentirsi però da sola.
Se la bambina nonostante il sostegno suo e degli altri familiari non dovesse mostrare segnali di ripresa progressiva nell'arco dei prossimi mesi può essere preferibile chiedere l'aiuto di uno psicoterapeuta familiare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

6580 Risposte

18427 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Salve signora,
quello che può fare adesso è cercare di parlare con sua figlia e capire il disagio che sta vivendo, accogliendo tutte le sue emozioni. Se poi il problema persiste può farsi aiutare da uno psicoterapeuta che può portare sua figlia a elaborare il lutto in modo più adeguato. Molto utile per questo tipo di problematica può essere la psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Dott. Alessandro Centini

Dott. Alessandro Centini Psicologo a Colleferro

8 Risposte

2 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Buongiorno Veronica, da quello che lei descrive mi sembra di poterle dire che la sua bimba manifesta un forte malessere legato alle separazioni in genere, un malessere che parte da una fortissima ansia. Nella sua bimba scoppia la crisi d'ansia tutte le volte che una figura importante si allontana: la mamma perché va al lavoro, la mamma perchè nasce un fratellino, la nonna perche si ammala, la nonna perche muore e così via. Questo malessere é così intenso da superare la capacità della bimba di gestirlo e quindi provoca paura e bisogno di protezione e di ritiro (per questo non va a scuola senza piangere). Inoltre la morte della nonna ha attivato anche la paura della morte in genere e quindi, come lei ha intuito, la paura di poter perdere la mamma. In questa prospettiva la vacanza in montagna, dopo tante rinunce legate alla malattia della nonna, probabilmente ha rappresentato la dimostrazione che dalla morte della nonna paradossalmente ci si può anche avvantaggiare e questo genera un pesante senso di colpa: è come se si pensasse "se mi diverto e non soffro per la morte della nonna, vuol dire che non le ho voluto bene e che non le voglio bene". Infine anche l'avvicinarsi della fine delle elementari viene vissuto come una perdita, un lutto, una insopportabile separazione e questo contribuisce ad alimentare nella bimba lo stato ansioso-depressivo.
Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta infantile.
Dott.ssa Luisa De Mari

Dott.ssa Luisa De Mari Psicologo a Torino

14 Risposte

6 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Cara Veronica
sua figlia ha vissuto un lutto gravissimo, assimilabile per intensità alla perdita di una madre, e credo, proprio per questo, ora non vuole staccarsi da lei ed ha bisogno di recepire rassicurazioni e affetto.
Il suo stato interiore sembra volgersi a depressione reattiva causata, cioè, dal lutto.
E' necessario comprenderla e starle molto vicini, sostenerla nelle cose che deve fare.
Certo l'aiuto di uno psicoterapeuta famigliare può essere di grande importanza in questo caso.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

3084 Risposte

6722 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Buongiorno a lei signora Veronica,
ha descritto nei dettagli la situazione ed i suoi dubbi sono molto chiari. A mio parere la bambina vive un disagio perfettamente comprensibile e sta elaborando il lutto grave che ha subìto (tre mesi sono pochissimi per farlo, pensi che noi adulti per elaborarlo e superarlo mentalmente in maniera adeguata e nelle più favorevoli condizioni ci impieghiamo non meno di un anno), pertanto vive ogni situazione con profondo dolore e tristezza che non sa come incanalare data la sua tenera età. Si fa pertanto molto importante l'aiuto e il sostegno degli adulti di riferimento, lei e suo marito o anche il nonno se è presente, persone che come lei stanno vivendo questo lutto, condividendo pensieri ed emozioni e dedicandosi uno spazio durante la giornata per compiere questa attività di elaborazione. In questo modo lei non si sentirà sola nel suo dolore e imparerà a dargli sfogo vedendo che anche gli adulti se lo concedono e come lei stanno vivendo questo terribile momento. Non abbia fretta di "riportare" tutto alla "normalità", queste cose richiedono tempo e tanta pazienza. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa - Psicodiagnosta e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

Dott.ssa Di Rosa Raffaella Psicologo a Villaricca

97 Risposte

42 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Carissima Veronica,
Innanzitutto grazie per averci scritto. Capisco profondamente la sua preoccupazione legittima e ragionevole. Quando si vive la perdita di una persona cara, tutti noi abbiamo bisogno di un certo tempo necessario ad elaborare la situazione. Una bambina, come sua figlia, oltre a fare i conti con la perdita della nonna ha bisogno di tempo anche per elaborare emotivamente e cognitivamente proprio il concetto della morte e della sua ineluttabilità. In questo periodo è facile che si possano verificare momenti legati ad una certa ansia da separazione che si traduce nella paura di perdere anche lei o altri componenti della famiglia e quindi nella difficoltà di affrontare i momenti di vita che si svolgono in contesti, come la scuola, dove deve stare da sola. Ecco allora il pianto e i malesseri fisici. Sicuramente il fatto che Lei abbia potuto prendersi del tempo da dedicare al sostegno di Sua figlia è di enorme aiuto. La faccia sentire compresa in questo momento difficile, la sostenga, la contenga. Ma sia ferma sulla necessità che continui la sua vita: scuola, amiche, attività extrascolastiche e quant'altro. Affronti l'argomento con le capacità che una mamma si ritrova in modo innato. La tenga sotto controllo. Se poi si dovesse rendere conto di non farcela da sola, si rivolga ad un professionista che la possa accompagnare in questo percorso. Sono certa che ce la farete. Un cordiali saluto, dr.ssa Giovanna Pasquarelli

STUDIO P e P delle dottoresse C. Paoloni e G. Pasquarelli Psicologo a Roma

14 Risposte

19 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Dunque cara signora Veronica ,
La situazione che descrive è sicuramente stata innescata dalla scomparsa della Nonna e dalla sofferenza che ha vissuto la sua famiglia per cui sua figlia ha somatizzato questo dolore e ha paura ad allontanarsi da lei per via dell'angoscia e il senso di perdita e di abbandono che la dipartita ha generato . Mi colpisce come in tutto questo quadro da lei descritto non compaia la figura paterna che in casi come questi diventa fondamentale per poter affrontare le separazioni e le situazioni angoscianti come quella che sta vivendo soprattuto sua figlia; per cui io le consiglio una consulenza con un terapeuta familiare che coinvolga anche il padre nella gestione di questa situazione affinché i tempi di soluzione si accorcino in modo sostanziale .
Cordialmente la saluto Dott. Giacomo Sella

Dott. Giacomo Sella Psicologo a Roma

59 Risposte

70 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Buongiorno Veronica,
Comprendo la sua preoccupazione e le sue perplessità. Sicuramente per sua figlia è stato un periodo difficile e anche per tutti voi. le consiglierei di contattare un terapeuta familiare, in questo modo ognuno di voi avrà il suo spazio per esprimere e superare il dolore e la difficoltà, questo permetterà a sua figlia di non sentirsi 'quella malata' , ma semplicemente sarete una famiglia sana che affronta insieme un momento faticoso. Sulla durata del comportamento di suo figlia risulta difficile fare una previsione. Contatti al più presto uno psicoterapeuta familiare, se dovesse avere perplessità sono disponibile per discutere qualsiasi dubbio. Buona giornata. Un caro saluto.

Dott.ssa Valeria Bugatti Psicologo a Roma

105 Risposte

46 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia infantile

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia infantile

Altre domande su Psicologia infantile

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 19050 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 15500

psicologi

domande 19050

domande

Risposte 77950

Risposte