Mi sento perso, non so come avere una vita sociale

Inviata da Franco · 23 lug 2015 Relazioni sociali

Salve! Grazie a tutti quelli che avranno modo di ascoltare quello che ho da dire. Vi prego di usare il maggior tatto possibile, perché vi racconterò cose molto personali, che tengo dentro di me da una vita e che non ho mai confidato a nessuno.
spero interverrete in tanti, perchè il mio è un problema molto, molto particolare, che credo nessuno di voi avrà mai avuto modo di sentire.
Intanto, sappiate che ho deciso di scrivervi, perché al momento non posso permettermi di andare in terapia, quindi, spero avrete il buon senso di capire la situazione e potermi dare un consiglio, sempre sia possibile.
Non ho mai avuto il coraggio di parlarne con nessuno e già fatico a farlo in maniera scritta, pensate come sono messo.
Ho 36 anni, da troppo tempo mi sento perso, mi sento infelice, come se la mia vita non avesse più molto senso.
cerco di sintetizzare: dai 20 anni, da quando ho perso tutte le mie amicizie di quel periodo, la mia vita ha preso una bruttissima piega, dalla quale non sono più uscito.
vivo in un piccolo paesino, non ci sono molti modi per poter fare nuove conoscenze e se a una certa età ti ritrovi solo, diventa poi difficile ricominciare tutto daccapo. Specialmente, se si è timidi, introversi e complessati per le ragioni che a breve andrò a spiegarvi.
come dicevo, dai 20 anni, non ho più avuto una vita sociale, non ho più avuto frequentazioni, ho quasi sempre vissuto in casa e la depressione, l'ansia si sono sempre di più impossessati di me, man mano che gli anni passavano.
Il problema grosso è che ho un grosso problema a livello estetico. Ho i denti molto sporgenti, purtroppo dopo che da adolescente mi fu detto che li avrei dovuti levare per migliorare la mia situazione, non ho più voluto andare dal dentista e mi sono chiuso dentro di me, non riuscendo neanche più a parlare con nessuno di questo grosso problema. Per me, ritrovarsi con la dentiera dai 15-16 anni, sarebbe stato un dramma e non ho mai potuto accettare che mi venisse detta una cosa del genere. Il terrore di andare dal dentista mi ha impedito di avere altre diagnosi, e ho rinunciato in tutti questi anni dall'andarci, pur avendo problemi di mal di denti, solo per il terrore e la vergogna di quello che mi si sarebbe potuto dire per via del mio difetto non curato.
Il problema esisteva anche prima dei 20 anni, ovviamente, ma parto da quel periodo, perché lì, la mia vita prende una brutta piega senza più riuscire a risollevarla.
Come dicevo, a causa di questo difetto enorme, appunto, ho completamente rinunciato ad avere una vita sociale, ad avere degli amici, ad avere relazioni con l'altro sesso. Sapevo che non sarei MAI stato accettato e quindi mi sono completamente escluso a priori, perché la sofferenza emotiva che provavo e che provo in mezzo alla gente è troppo pesante da dover sopportare, quindi cerco di evitare il più possibile di uscire di casa se non per le cose essenziali. Non mi viene proprio lo stimolo, la voglia di uscire... ma la cosa più drammatica è che da anni, ormai, ho completamente perso l'entusiamo nell'andare avanti, nel credere di poter trovare un briciolo di serenità, di felicità, ormai questa cosa ha completamente segnato la mia vita e non posso più fare niente a riguardo. La prima cosa che penso quando mi sveglio è proprio il problema estetico che ho, quando esco, non faccio che pensare a come poterlo nascondere, al fatto che la gente mi giudichi male e mi eviti a causa di questo. E' troppo pesante da sostenere e non so se potrò farcela in futuro. Che senso ha andare avanti, quando sai che potrà andare solo peggio, il mio problema non è più risolvibile purtroppo, e se non trovo un modo per viverlo diversamente, per me si mette molto male a livello interiore. Fare una vita senza poter MAI sorridere, senza potere avere una vita sociale a cosa serve? Che senso ha?
Forse, qualcuno di voi penserà che sto esagerando ma non è così, sfido chiunque a portarsi dentro un problema simile e non poterne mai parlare con nessuno di questa cosa, a tenersi un complesso così grande e a viverlo preoccupandosene dalla mattina alla sera.
Parlare con la gente e al contempo essere imbarazzati, umiliati di fronte alle persone per il difetto che ho, è incredibilmente frustrante, per questo, lo ripeto, non vivo a livello sociale e non riesco prorpio a farlo, perchè a causa del mio problema, nella vita non fai nulla, non è proprio possibile interagire in nessun modo.
Ora, se mi sento così oggi, non immagino come sarà fra qualche anno, quando i rimpianti e i rimorsi per quello che non ho fatto nella mia vita a causa di questo problema, mi faranno così male che non so se riuscirò ad andare avanti senza macerarmi l'anima ogni singolo minuto di ogni singolo giorno.
Sinceramente non so più che fare, anche perché mi sento sempre svuotato, senza la minima voglia di fare le cose, non provo entusiasmo nel vivere sapendo quello che mi sto perdendo e quello che non potrò mai vivermi a causa della mia situazione, quindi chiedo a voi un consiglio, un suggerimento a riguardo.
Scusate se vi sono sembrato drammatico, ma quando ti porti un peso da sempre e non puoi parlare con nessuno, perché fatichi nel farlo, perchè ti fa male anche solo prendere l'argomento, ti fa male sapere cosa possa pensare questo o quello, ti fa male doversi mostrare così debole e fragile per una cosa che pochi possono capire cosa significhi.
Credetemi, è davvero brutto tenersi dentro le cose, ma in particolare, tenersi dentro una cosa e crescere con questa, avendo questo fardello ininterrottamente nella mente e nell'anima... è un pensiero fisso, assillante dal quale non riesco a liberarmi... vorrei solo poterlo mettere alle spalle, se non mi accetto io per il mio difetto estetico, come possono accettarmi gli altri? Mi chiedo solo se potrò un giorno trovare un minimo di forza per lasciarmi alle spalle questo enorme complesso.
Il problema non più risolvibile, ma vorrei quantomeno vivere la cosa con meno drammaticità e con meno assilli, cercando di prendermi un minimo di vita, di felicità, nonostante la mia condizione estetica.
la mia vita - lo dicevo prima- ha ormai preso una bruttissima piega, devo quindi rassegnarmi al fatto che sia ormai difficile riuscire a ribaltarla in positivo? A me pare molto difficile, con il tempo, le cose possono solo peggiorare, se non sono riuscito a trovare una via d' uscita sino ad ora, ma mano che avanzerò con l'età, temo potrà solo andare peggio.
Mi spiace se potrò sembravi eccessivamente triste e melodrammatico, ma questo provo dentro di me.
grazie per avermi ascoltato. Grazie a tutti!

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Miglior risposta 24 LUG 2015

Leggendo il suo scritto mi è venuta in mente una frase che il mio dentista, ormai defunto, mi disse da bambino quando piansi perché avevo tutti i denti davanti rovinati: "piangi per altre cose, ma non per i denti, perché una soluzione la troveremo sempre". Lei ha ripetuto più volte che il problema non è più risolvibile, ma io non ne sono sicuro. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e sono sicuro che anche il suo problema estetico si può risolvere. Lei ha paura di non essere accettato e qui, invece, le credo in pieno. Questo è il suo problema. Ma perché non dovrebbe essere accettato? Per il suo aspetto? Io non credo. A me mancavano i due denti davanti, quando incontrai la donna che poi diventò mia moglie. Poi i denti, ovviamente li ho rimessi grazie ad un impianto, ma già ero stato accettato socialmente. Io credo che i suoi problemi siano un po' più profondi di questo e che lei abbia bisogno di parlarne, di farli emergere. Inoltre l'età di 36 anni è un'età giovane, certo non è un'età di bilanci. Tutto è ancora possibile. Lei pensa che non potrà avere più una vita sociale, ma non è vero. E' tutto nella sua mente e bisogna liberare questa mente dalle sue fissazioni. Lei non intende fare una psicoterapia. Ma sbaglia, se il suo problema sono i costi, sappia che i servizi territoriali esistono apposta e sono gratis. Ne può parlare, intanto,. con il suo medico di fiducia. Lei ha bisogno di parlare, di liberarsi dal suo dolore, di riconquistare l'autostima e la fiducia e di uscire dal suo isolamento. Mi creda, si tratta di problemi risolvibili. Non si arrenda. Un caro saluto dr Sergio Rossi.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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14 GIU 2018

Ciao Franco sono Fabio ho letto quello che hai scritto su guidapsicologi, spero che tu abbia risolto il tuo problema. Ecco io non sono uno psicologo ma ho il tuo stesso problema se ti va scrivimi.

Nessuno Psicologo a Collegno

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19 OTT 2015

Gentile Franco,
mancano dati anamnestici importanti. Lei dice di avere 36 anni ma non dice se ha un lavoro, se ha dei genitori, dei fratelli, qualche amico.
Lei rischia di andare in depressione ma, come molti depressi, è molto rigido ed ostinato nel chiudersi e nel non ascoltare i suggerimenti che pure le sono stati dati.
Infatti ha scelto lei di non andare più dal dentista per la soluzione che allora era praticabile e che non sarebbe stata definitiva visto che oggi sono tante le possibilità tecniche in odontoiatria e ortodonzia. Sempre lei ha scelto di isolarsi e non frequentare più nessuno preferendo, per la sua rigidità, questo isolamento alla paura di qualche possibile critica per il suo inestetismo mentre magari da tanti altri avrebbe potuto ricevere anche dei consigli per risolvere il suo problema. Ovviamente queste sue scelte hanno contribuito al crollo dell'autostima innescando un circolo vizioso e ripercuotendosi negativamente sul tono dell'umore.
Ora che finalmente si è deciso a chiedere almeno un consiglio online, non continui a chiudersi e intestardirsi per il solo fatto di voler nascondere il suo inestetismo perchè le soluzioni certamente ci sono ma devono essere perseguite e cercate.
Se lei si va invece a nascondere non succederà mai che tali soluzioni qualcuno gliele porterà a domicilio!..
Inizi una psicoterapia per migliorare la sua autostima e si faccia consigliare qualche bravo odontoiatra che possa migliorare il suo problema dentario.
Cordiali saluti.
Dr Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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27 LUG 2015

Ciao Franco, mi chiamo Corinne. Capisco quello che dici. Di dove sei?

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23 LUG 2015

Caro Franco,
la sofferenza non è certo melodramma, quindi ha fatto bene a far trasparire come si sente e la pesantezza della sua situazione

Mi permetta di dirle che è molto curioso il suo riserbo nella vita che le consente, tuttavia, di condividere con tante persone, in questo portale, il suo disagio. E' un pò come se lo schermo, che la protegge dal mostrare il suo "difetto", le consentisse di chiedere aiuto.

Nonostante il suo esplicito rifiuto a rivolgersi ad un terapeuta, il mio parere professionale è che sia propro attraverso un percorso psicologico che potrebbe riprendere in mano la sua vita e la sua serenità e offrirsi la svolta e le possibilità che desidera.

Può rivolgersi ad uno psicologo libero professionista (privato) oppure ai servizi territoriali di psicologia della asl. Non rinunci proprio ora.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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