Follemente innamorato della mia psicologa

Inviata da UnknownCustome il 4 dic 2018 Coaching

Salve a tutti,
da qualche mese sono in terapia dalla mia psicologa per curare qualche stato d'ansia che mi stava creando qualche problema.
La terapia sta funzionando benissimo, sono solo tre mesi che ci vado e sento che i risultati sono positivi.
Il fatto è che, essendo sia io che lei sulla trentina, ed essendo single entrambi, ho iniziato a provare un forte interesse nei suoi confronti.
Non vedo altre donne, non mi interessano altre donne, ho occhi solo per lei e questo lei lo sa. Mantiene un atteggiamento super professionale, ed è ammirevole la sua intenzione di valutare se sia ancora il caso di continuare la terapia o interromperla.
Ora, so che il codice deontologico impedisce ai terapeuti di intraprendere relazioni personali con i pazienti, e che ci sia la fortissima probabilità che il mio sia il cosiddetto "amore di transfert", ma nel caso in cui dovesse decidere di interrompere la terapia sarebbe libera "dal punto di vista legale o etico o deontologico" di almeno prendere in considerazione l'idea di conoscerci al di fuori del luogo della terapia? Il fatto che sia stato un suo paziente, mi chiude totalmente fuori da qualsiasi tipo di relazione futura? Uno di voi stimabili colleghi e colleghe si è mai trovato di fronte ad un paziente che voleva conoscere o per cui ha provato dei sentimenti?

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Carissimo, non so se lei stia intraprendendo una psicoterapia psicoanalitica, ma, come ha giustamente menzionato, qui siamo in un caso di transfert erotizzato. In un processo analitico, ma non solo, si può avere questa intensa manifestazione emotiva da parte del paziente che però è transitoria e va analizzata insieme al terapeuta. Il transfert erotico può avere delle implicazioni positive o negative nei confronti della terapia, ma quello che mi sembra opportuno qui sottolineare è come in primo luogo esso debba venire interpretato. Quindi starei sul pezzo. Non vedo perché interrompere la terapia che, fra l'altro, sta dando buoni frutti.
Certo questo transfert è emerso abbastanza presto, ma, da come lei ne parla, probabilmente si è subito creata una forte alleanza terapeutica con la sua terapeuta e questo ha fatto sì che anche il transfert erotico esordisse dopo poco tempo.
In bocca al lupo e non abbandoni la terapia!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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Gentile Luigi,
da come lei racconta le cose, in difficoltà relativamente a questa situazione, più che lei sembra essere la sua psicologa che probabilmente non riesce a gestirle la cosa con serenità sfruttando il lato utile del transfert e del controtransfert.
Allora non le resta che aspettare la decisione della psicologa stessa.
Quanto alle sue domande, credo che ad ogni terapeuta nel corso della sua attività sia capitata qualche situazione del genere.
Inoltre, una volta chiusa la terapia, non è reato la frequentazione tra paziente e terapeuta se entrambi sono consenzienti ma, a mio avviso, è inopportuna, squilibrata e presumibilmente ad esito sfavorevole.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo cliniuco, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Luigi, il caso che illustra è, in realtà, non raro e noto fin dai tempi di Freud. A me non è capitato, ma questo non è rilevante. E' lodevole la sua correttezza ed il suo scrupolo. Il consiglio è, salvo casi estremi, di concludere la terapia. Poi siete entrambi "liberi", nel senso che il Codice deontologico, pur apprezzabilissimo, cessa di avere valore una volta concluso il rapporto terapeutico, perché è fatto per disciplinare lo psicologo nell'esercizio della sua professione, non al di fuori, dove vale la legge ordinaria. Naturalmente può essere che al di fuori della relazione terapeutica le cose cambino, in meglio ma, ahimè, anche in peggio. Un cordiale saluto.
Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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Caro Luigi
Credo che le sarebbe più utile anziché rivolgere la domanda all’esterno ( cercando conferme), rivolgerla a sé stesso ed al suo mondo interno. Quale potrebbe essere la motivazione che la spinge a desiderare una relazione con la sua psicologa? Quale motivazione la spinge ad interrompere il percorso terapeutico dal quale sta traendo beneficio per il desiderio di convertirlo in una relazione di altro genere?
Un caro saluto
Dott.ssa Nicolini Fabiana

Dott.ssa Fabiana Nicolini Psicologo a Bologna

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