E' un problema scoprire che mio padre tradisce mia madre?

Inviata da Francesco Arso il 11 nov 2014 9 Risposte  · Terapia familiare

Buonasera , ho 18 anni e all'età di 12 anni avendo già qualche sospetto misi il cellulare con il registratore attaccato in macchina di padre e scopri amaramente che ció che pensavo era vero. Ascoltai piangendo tutta quella telefonata e non sapendo cosa fare corsi da un mio amico e gli raccontai tutto. Inutile dire che è stato un vero trauma, vedevo mia madre tranquilla lui anche e il tutto mi angosciava ... Decisi di parlare con il fratello di madre e mi disse che era meglio non dire niente e "salvare" la famiglia avendo un fratello di soli 6/7 anni. Così andó lui a parlare con mio padre e gli disse che sapeva tutto senza ovviamente mettermi in mezzo ... I rapporti con mio padre da quel giorno sono totalmente cambiati, non riesco più a confidargli niente , a trovare quel rapporto sincero padre figlio di quando ero piccolo e quando penso a tutto ( capita spesso ) mi sento in imbarazzo. All'età di 15 anni cominciai a soffrire di attacchi di panico che pian piano sto riuscendo a risolvere grazie anche all'aiuto di una psicologa a cui però non ho mai avuto il coraggio di raccontare tutta la verità ... Ancora oggi ho seri dubbi su di lui , ancora li vedo intento a messaggiare e con il pin al cellulare... Io penso sempre di aver fatto una stupidaggine s far finta di niente e non dire niente a mia madre che gli ha dimostrato sempre amore ... È un peso troppo grande e che forse crescendo sento ancora di piu. Mi sento talmente imbarazzato che non riesco a parlarne neanche con la mia ragazza , e a volte quando penso al mio futuro ho paura di fare la sua stessa fine ovvero di tradire moglie e figli per un'altra . Crescendo purtroppo sto avendo sempre più disturbi di tipo psicologico a volte mi sento triste svogliato e poi ho spesso in testa questa cosa e non riesco più a guardare mio padre come fanno tutti i figli. Cosa dovrei fare? Questi miei distrutti possono essere stati causati da questo grosso peso che porto dietro da tanto tempo?

famiglia , madre , figli , amore

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Gentile Francesco, tu non sei tuo padre e quindi niente ci fa presumere che sarai un partner che tradisce. L' infedeltà non è genetica. Certo ti vergogni molto di lui, tanto da non riuscire a confidarti nemmeno con la tua psicologa. Prova a parlarne con la tua dottoressa, magari dicendo che c'è un fatto molto importante che non riesci ad esprimerle, spiegando le emozioni che te lo impediscono. Non so se i tuoi disturbi derivino da questo: molte persone hanno ansia o altri problemi con situazioni familiari diverse dalla tua.
un saluto
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

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Ciao Francesco,
ti stiamo consigliando tutti di aprirti con la tua psicologa, se non ti fidi di lei per raccontargli tutto non potrà mai aiutarti davvero perché non le dai elementi REALI su cui lavorare.
Detto questo puoi cambiarla, se non nutri fiducia o se per qualche motivo conosce i tuoi genitori o temi il suo giudizio (noi psicologi non giudichiamo, però, cerchiamo di sostenere e aiutare); e comunque ti ricordo che per segreto professionale non è possibile che qualcosa esca dalla stanza della terapia.
Ti chiedi se il problema sia stato scoprire il tradimento, forse non tanto in sé, ma scoprire che quello in cui credevi "non è reale" ma "finzione", questo ha minato le tue sensazioni di sicurezza ed appartenenza, ti ha messo in una posizione scomoda nei confronti di tua madre (le celi la verità) e di tuo padre (il suo comportamento non ti permette di avere fiducia in lui).
Una domanda però non compare: perché tuo padre ha un'altra relazione (?).
Inoltre avevi solo 12 anni ma hai registrato tuo padre violando la sua privacy, e questo forse non ti consente di guardarlo come prima, dovresti confessargli di averlo registrato. Ora che sei grande potresti parlarne forse con lui, e avere delle risposte, accettare le conseguenze anche del tuo gesto.

Tu non sei lui e ti chiedi se un domani potresti comportarti come lui, i comportamenti possono essere evitati se si vuole, e su questo posso rassicurarti: dipende solo da te.
Purtroppo vivendo 6 anni in questa situazione, e sentendo il peso delle sue menzogne, oltre non poter costruire con lui il rapporto che avresti voluto, per mancanza di fiducia e per tutte le "bugie" che si sono messe tra di voi, è possibile che tu abbia somatizzato con ansia, attacchi di panico e tristezza, come se ti fossi incupito col tempo. Non è chiaro nemmeno il rapporto che invece hai costruito con tua mamma.

Inoltre non puoi essere certo che la mamma non sappia nulla, ma questo è un altro discorso che dovresti affrontare con la tua Psicologa.

Gli scheletri nell'armadio possono minare i rapporti, e mi sembra che tu abbia già sofferto troppo (si capisce chiaramente che ti è mancato il rapporto che avevi prima della scoperta con tuo padre) e che stia mettendo in discussione la tua vita.

Forse la tua psicologa potrebbe aiutarti ad affrontare la questione con tuo padre...

Come vedi lo zio ti aveva consigliato di "non dire niente per salvare la famiglia" ma questo di fatto ha comportato un peso per te troppo grande da dover sopportare, eri solo un bambino di fatto.
Parla ancora con tuo zio, dato che sa tutto, chiedi un incontro con il papà insieme a lui se serve. Forse ti potrà aiutare a capire di più e decidere cosa fare.

Insomma sono tanti gli aspetti da considerare.
Parla con la tua terapeuta, o cambiala ma apriti.
Vedrai che in qualche modo potrai col suo aiuto elaborare questo evento ed andare avanti!
Un abbraccio!

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12 AGO 2015

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Genitle Francesco, credo proprio che tu abbia portato per troppo tempo un grosso peso sulle spalle e si sa che i grossi pesi dopo un pò fanno male.. è arrivato il momento di alleggerirti e di riconsegnare il peso a chi dovrebbe portarlo: tuo padre. Non è tua responsabilità. Capisco che non è cosa semplice, ma con l'aiuto della tua psicologa puoi farlo, puoi alleggerirti. In realtà hai già iniziato a farlo, continua..
Dott.ssa Allodoli Annalisa

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17 NOV 2014

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Caro Francesco
credo che 6 anni in cui hai vissuto in questa situazione di "ambiguità" emotiva in famiglia ti abbiano provato e il fatto di esserti tenuto tutto dentro ora stia esplodendo e mostrandosi nei sintomi.
Io penso che tu, ora che sei adulto, dovresti prendere coraggio e parlare con tuo padre e spiegare a lui tutto quanto ti è successo.
Dovresti dirgli che ora è arrivato il momento di farla finita con queste strane relazioni e che lui deve assumersi comportamenti adeguati in famiglia e soprattutto con tua mamma .
Senza che la cosa venga fuori completamente, cioè senza che tua mamma venga a saperlo è, a mio parere, molto importante che tu gli parli e che lui sappia, quanto ti è successo.
Questo può essere un buon punto di partenza per sentirti subito meglio e riacquistare una maggiore forza di identità tua e solo tua che ti distanzi dai comportamenti di tuo babbo.
Secondo me , si tratta di parlare non solo da figlio a padre, ma soprattutto da uomo a uomo (per quanto possibile essendo tuo babbo un ragazzino!).
Dire quello che provi e hai provato in questi anni e magari anche essere disponibile ad ascoltare tuo padre, (a volte anche gli adulti/ bambini hanno le loro motivazioni).
Se questo che ti propongo è troppo difficile, potresti scrivergli una lettera e dire tutto quello che senti e poi dargliela e se non riesci a dargliela lo scrivere ti avrà comunque fatto bene.
A mio parere a prescindere dalla psicoterapia il problema con tuo padre va affrontato per poterti tu sentire uomo.
Sicuro che non vuoi parlarne con la tua psicologa? Dai coraggio tu la paghi fatti aiutare ...non hai abbastanza fiducia?
Assicurati una "alleanza di forze in campo" e poi puoi anche pensare di parlare con lui in presenza della psicologa stessa se vuoi un ulteriore aiuto.
A me è capitato di fare di questi incontri qui in situazioni particolari.
Guarda ti auguro davvero ogni bene e il recupero di serenità e tranquillità.
Col tempo anche la fiducia negli altri e forse in tuo padre stesso tornerà!
Vediamola sempre nel modo migliore.
Un carissimo saluto
Dot..ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta studio in Ravenna

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13 NOV 2014

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Io non vorrei parlarne con la psicologa ...

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13 NOV 2014

Anonimo

Salve Francesco,
mi duole il cuore dover affrontare un argomento così delicato con un ragazzo che traumaticamente si è dovuto assumere il ruolo di una persona adulta alla sola età di 12 anni. Meno male che sei seguito psicologicamente ed è proprio qui che mi inserisco per suggerirti caldamente di trasferire il malloppo che continui a portarti dentro, all'unica persona con la quale ora tu puoi alleggerirti , la tua attuale guida psicologica, quindi proseguire il tuo percorso esistenziale recuperando le fasi precedenti con legittima leggerezza. Non indugiare, perché solo aprendoti nelle successive sedute, potrai riprenderti come si deve. Se avrai bisogno di qualche chiarimento, sai dove trovarmi. Un caro saluto
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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13 NOV 2014

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"E' un problema scoprire che mio padre tradisce mia madre?", è titolata la sua domanda, gentile Francesca.
Ma nel corso della sua esposizione Lei accenna a tanti e tali malesseri attuali propri, che la risposta non può essere che - SI', è un problema - soprattutto considerato il tempo lungo nel quale si è tenuta il contenuto ingombrante e la giovanissima età di quando lo ha scoperto.
Arrivata a questo punto Lei si deve occupare di sè, è da poco maggiorenne e ancora in tempo a dare una svolta di ben-essere alla Sua vita.
Occorre però sicuramente farsi aiutare: presso i Cnsultori esiste uno "Spazio giovani" cui potersi rivolgere con fiducia e certezza del segreto professionale.
Lo facca al più presto, con fiducia!

Dott. Brunialti, Psicoterapeuta e sessuologa clinica

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13 NOV 2014

Logo Dr.Brunialti, psicoterapeuta sessuologa clinica, psicologa europea Dr.Brunialti, psicoterapeuta sessuologa clinica, psicologa europea

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Gentile Francesco, il mio consiglio è di parlarne al più presto con la tua psicologa in modo da affrontare questa grande sofferenza che ti porti dentro da troppo tempo oramai. In questo modo non coinvolgerai la tua fidanzata e nemmeno la tua famiglia e potrai affrontare il tuo dolore con la giusta tranquillità.
Dott.ssa Daniela Ferusso - Torino

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13 NOV 2014

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Caro Francesco, il tuo è un peso che ti porti dietro da tanto tempo e che potrà trovare una giusta risoluzione solo quando riuscirai ad aprirti totalmente.
Ti consiglierei, come prima cosa, di parlare con la tua psicologa anche di questo tuo problema che potrebbe aver attivato le difficoltà- o "disturbi psicologici" come li hai definiti tu- che ti trovi a vivere ad oggi.
Mi sentirei anche di dirti di raccontare la verità a tuo padre e discutere con lui sul come questa cosa ti ha fatto sentire nel corso degli anni e delle preoccupazioni che ne sono scaturite.
Un caro saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa in Torino

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13 NOV 2014

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