È normale aver timore di esprimersi e non riuscire a prendere decisioni?

Inviata da Vanessa. 5 mar 2016 5 Risposte  · Assertività

Salve,
mi chiamo Vanessa ed ho 25 anni.
Credo di essere una persona troppo buona. Mi spiego meglio: se qualcuno mi fa un torto o se mi provoca fastidio, delusione o una qualsiasi sensazione non positiva, preferisco rimanere in silenzio, tormentandomi e rimuginando in continuazione per trovare la causa dei comportamenti dell'altro.
Ritengo di essere così anche nei rapporti di amicizia, forse in modo meno accentuato. Non so se a questo punto debba reputarmi una persona vigliacca. Fondamentalmente resto in silenzio per paura che il mio parlare o porre una questione a qualcuno, crei fastidio o disturbo, e quindi anche un allontanamento da me. Ormai non esprimo più nemmeno i miei sentimenti (specialmente nei rapporti con l'altro sesso) per paura che possano essere motivo di allontanamento. Non faccio altro che scusarmi. Di tutto. Per qualsiasi cosa. Chiedo scusa, a volte, anche quando so di non aver nulla di cui scusarmi.
Tutto ciò che ho da esprimere, lo faccio con me stessa. Piango tanto e spesso. Non riesco a capire perché le piccole delusioni per me debbano pesare come macigni. Quando non mi sento compresa, crollo. Penso spesso che nessuno farebbe per me ciò che io faccio per gli altri. Sono una persona molto generosa e mi piace far star bene chi ho accanto, amico o eventuale ragazzo che sia.
Io sono la classica persona che, in qualsiasi tipo di rapporto, da di più.
Sono quella che ama di più, quella che si sacrifica di più, quella che soffre di più, quella che lotta di più. Sono stanca. Fino a un paio di anni fa avevo tanta voglia di fare, di dire...adesso sono mesi che sono in blocco, non riesco più a studiare, prendo tutto in modo negativo, a volte piango fino a star male e quelle poche volte che ho provato a dir qualcosa, molto spesso non è stata una bella esperienza. Ho passato anche un periodo in cui non avevo voglia di alzarmi dal letto la mattina, non trovavo stimoli o motivazioni in niente e nessuno. Forse ho sempre lottato per me stessa, perché mi voglio bene ed ho sempre tentato di non lasciarmi andare nonostante troppo spesso stento a dare un senso alla mia vita.
L'altra mia grande preoccupazione è quella di non riuscire a prendere decisioni banali.
Se sono da sola e devo decidere esclusivamente per me, lo faccio. Se qualcuno mi pone alternative e la scelta include anche altre persone, mi blocco. (Es. cosa ti va di mangiare? Dove ti piacerebbe andare oggi? Cosa vuoi da bere? Dove preferisci sederti?). Sembra paradossale ma le piccole decisione mi terrorizzano rispetto alle scelte serie che compio per me stessa. Ho paura di prendere una decisione che non rispecchi le aspettative dell'altro.
Provo spesso a sforzarmi, ma senza risultati. Più passa il tempo, più sento di peggiorare questo mio aspetto.
Vorrei solo capire se tutto questo possa considerarsi nella norma o se abbia bisogno di aiuto o supporto, e di che tipo soprattutto. Ringrazio anticipatamente, mi rendo conto di essere pesante e poco concludente nell'esprimermi, per cui mi scuso e ringrazio ancora.
Cordiali saluti

capire

Miglior risposta

Gentile Vanessa,
questi tuoi modi di fare troppo concilianti e troppo remissivi non sono molto salutari e di questo purtroppo stai cominciando a rendertene conto sulla tua pelle con dei sintomi che somigliano abbastanza ad un lieve stato depressivo.
Il benessere psicologico personale non passa necessariamente attraverso la possibilità di avere sempre l'approvazione degli altri specie quando questi altri non si comportane bene nei nostri confronti.
Allora è necessario porsi con assertività che con parole molto semplici significa evidenziare con garbo ed educazione le loro incoerenze e distorsioni e restituire le ragioni del nostro dissenso argomentandole e facendo valere i nostri diritti.
L'esercizio dell'assertività richiede come base un buon livello di autostima che tu ancora non hai.
Per tale motivo ti sarebbe molto utile un percorso di psicoterapia preferibilmente ad indirizzo cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Vanessa,
non deve essere stato facile vivere in questa situazione e capisco il suo disagio.
Le consiglio di richiedere il supporto di uno psicologo di tipo cognitivo comportamentale. Avrà il giusto sostegno e guida per poter ritrovare un equilibrio e concentrarsi su se stessa.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Alba

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11 LUG 2017

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Cara Vanessa
tutto quanto hai scritto ha fornito un quadro chiaro della tua situazione.
Tu stai vivendo in un modo in cui continuamente neghi te stessa.
Questo è ovvio che non ti permette di crescere e di svilupparti e quindi è come se piano piano regredissi e diventassi invece di più grande più piccola e bisognosa.
Il tuo motto è: "mi scuso e ringrazio".
Allora comincia a togliere le due parole dal vocabolario, o meglio cambia il loro uso. Se tu le usi sempre perdono di valore.
A parte questo, cara, io ti dico che tu hai diritto di esistere come ogni altro e che c'è un posto nel mondo per te.
Devi renderti conto che hai un valore tuo a prescindere da qualsiasi altra cosa e questo valore non devi elemosinarlo agli altri e tanto meno devi "comperarlo" con l'essere gentile o invisibile.
Chiedi l'aiuto di un terapeuta!
E' venuto per te il momento di riprendere il cammino in avanti e di evolverti.
Non perdere altro tempo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

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14 MAR 2016

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Salve Vanessa,
Si scusa anche in questo contesto definendosi pesante. Forse è stanca di tanta accondiscendenza mostrata fino ad oggi che l'ha portata a stare male e a non riuscir più a 'sentire'. Cerchi di partire, per la prima volta forse, da se stessa. Provi a pensare a tutto quello che ha fatto fino ad ora pensando a come gli altri avrebbero voluto che fosse e a che risultati ha raggiunto. Forse dovrebbe cambiare modalità, parta da se stessa! Provi ad iniziare un percorso di psicoterapia, dove potrà essere chi vuole e comprendere perché, per tanto tempo doveva essere una persona 'che non da problemi' rinunciando a vedere la sua autenticità. Rimango a disposizione per qualsisi informazione e dubbio. Buona giornata, Dott.ssa Valeria Bugatti

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8 MAR 2016

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Buongiorno Vanessa,
ognuno di noi nasce e vive con dei bisogni emotivi di base, tra questi ci sono quelli dell'essere amati, considerati, protetti, così come quelli dell'essere rispettati, ascoltati e liberi di esprimere le proprie opinioni, pensieri, idee e sentimenti: sia per una pura espressione di sé che per contrastare e difendere uno di questi diritti universali quando viene violato (ad es. quando ci si sente considerati poco o delusi da qualcuno o irritati per un comportamento agito a nostro discapito). Esprimere in maniera adeguata e serena le proprie emozioni, piacevoli o spiacevoli che esse siano, è una parte considerevole di quella che viene definita intelligenza emotiva. E' bello e gratificante essere generosi, buoni ascoltatori e supporter, ma per costruire rapporti sani e profondi è necessario anche essere disposti e saper ricevere (e quindi anche chiedere!). I comportamenti definiti "passivi e remissivi", di autosacrificio o sottomissione, possono essere agiti per vari fini, tra cui quello di non essere abbandonati, lasciati soli, non amati. Ma non è lo strumento più efficace per ottenere questo scopo, anzi, spesso procura proprio ciò che si sta cercando di evitare. Le persone, quelle "sane", che sanno effettivamente voler bene, amare e rispettare l'altro, vogliono accanto a loro altrettante persone sicure, autonome e libere di esprimersi. Solo così, con una buona comunicazione aperta e consapevole, si possono costruire legami solidi.
Tutto ciò che sta provando al momento attuale.. voglia di piangere, demotivazione, stanchezza, blocco, indecisione.. credo sia la conseguenza dell'essersi sempre tenuta dentro i suoi bisogni, senza farli emergere e farsi valere. Ed essi cominciano a pesare, a farsi sentire..
Forse sarebbe ora di comprendere meglio se stessa,tramite un percorso psicterapeutico. Potrebbe esserle utile capire il perché si è sentita di comportarsi così fin'ora, e come poter essere una persona più equilibrata, capace di dare ma anche di chiedere senza alcun timore o riserva.
Personalmente, per sondare ed esplorare queste aree, ricorro alla Schema Therapy, che è una delle tecniche di psicoterapia cognitivo comportamentale più recenti, che unisce il lavoro sulle difficoltà presenti con l'esplorazione del passato che può aver influito sulle attuali modalità di relazionarsi.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi

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7 MAR 2016

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