Vorrei lasciare l’università, ma ho paura

Inviata da Martina Rinaldini · 17 dic 2018 Orientamento scolastico

Buongiorno! Cerco di fare un breve riassunto della situazione, so già che sarà lungo e mi scuso in anticipo: ho 20 anni, alle superiori ho avuto grandi difficoltà a scuola perché a casa avevo dei problemi. I miei genitori si sono separati che avevo 12 anni, mia mamma ha iniziato di li a manifestare i primi sintomi di depressione, fino a tentare il suicidio (problemi che ancora non siamo riusciti a superare, nonostante il percorso iniziato con psichiatra e psicoterapeuta)
Non sto usando questa situazione a casa come scusa per i problemi che ho avuto, ma con il senno di poi, mi rendo conto che hanno influito molto
Nonostante le difficoltà, riesco a finire la scuola e decido di voler incominciare l’università (la vedevo come una “rinascita”, incominciare qualcosa da zero per dimostrare a tutti, ma sopratutto a me stessa che potevo farcela e che non ero una “fallita”, cosa che invece sembravo agli occhi dei miei parenti)
Mi sarebbe piaciuto entrare a Psicologia, ma purtroppo, non ce l’ho fatta, e la seconda scelta era Economia (per la felicità di mio padre e perché razionalmente, venendo da Ragioneria e cavandomela piuttosto bene con le materie aziendali, mi sembrava un buon compromesso)
La prima sessione del primo anno passa, mi ero impegnata tanto e i risultati sono stati comunque minimi (ma mi rendo conto che non mi ero approcciata bene allo studio, non sapendo come coordinare lo studio di più materie, le lezioni e il lavoro)
Cerco di dare il massimo e nei parziali tra le due sessioni, o non li passo direttamente o li passo, per poi essere bocciata al secondo parziale
Qui iniziano le prime ansie, mi sembrava di buttare via il tempo. Spesso sceglievo di studiare anziché vedermi con le amiche o con il mio ragazzo (facendo quindi studio, lavoro, studio, lavoro, pesandomi però molto questa cosa, ero nervosissima)
Arriva la sessione estiva (in concomitanza con l’inizio di una stagione estiva lavorativa al mare piuttosto impegnativa), il ragazzo con cui stavo da più di tre anni mi lascia (punto piuttosto fondamentale dato che mi era stato molto vicino quando a casa le cose andavano molto male) e la sessione va a rotoli (passo solo un esame).
Lì vado in crisi, inizio a pensare di voler lasciare l’università, cercavo già cosa avrei potuto fare se avessi smesso di studiare (se ci fosse una facoltà che mi interessava di più, valutare l’opzione di andare a lavorare all’estero ecc)
Ne parlo con le mie amicizie più strette, che cercavano comunque di aiutarmi
E ne parlo con una delle mie due sorelle (anche lei a fatica sta cercando di finire l’università, ed è fuori corso di due anni), quindi mi capisce molto bene. Mi dice semplicemente di pensarci bene, di non aver paura della reazione di tutti, che qualcosa per rendere “produttiva” la mia vita (ansia che ho tutt’ora) l’avremmo trovata e di non agitarmi così tanto (piangevo così tanto che non riuscivo a respirare quasi) perché secondo lei era meglio lasciare e cercare una soluzione, piuttosto che buttare via anni e soldi (come sta facendo lei).
Avevo paura di prendere una decisione troppo repentina e troppo in fretta, volevo pensarci bene (avevo paura poi che il mio sentirmi così “destabilizzata/instabile”, derivasse principalmente dall’essermi lasciata con quel ragazzo)
Allora decido di aspettare settembre (periodo in cui si ripagano le tasse) ed ero convinta che in tre mesi, avrei preso la decisione giusta.
Cosa che mi sembrava di aver fatto: decido di non perdermi d’animo, rimboccarmi le maniche e ricominciare!
E poi? La situazione si ripete... i primi parziali, per i quali ho dedicato tutto il tempo che avevo, li ho superati con il minimo (mi sentivo piuttosto pronta). Tra qualche giorno ho la seconda parte di questi parziali e il tempo che ho avuto per studiare è stato la metà, non mi sento per niente pronta e questa cosa mi sta mettendo molta agitazione.
È più di una settimana che sento tantissimo la pressione, oggi mi sento come se mi potesse esplodere da un momento all’altro il petto. Non aiuta il fatto che tendo a mangiare tantissimo quando non mi sento bene psicologicamente (cercando di soffocare questo stato d’animo), quindi mi sento ancora peggio.
Il punto è questo: so che se lasciassi l’università, mi sentirei molto più sollevata, vivrei sicuramente meglio, ma non mi sento pronta e non credo di avere le forze di affrontare tutte le conseguenze che comporterebbe questa mia decisione, ma so anche che tanto fingere che vada tutto bene mi si ritorce contro, prima o poi verrà fuori come stanno le cose
La prima conseguenza da affrontare sarebbe sicuramente un mio senso di “fallimento”, subito dopo il sentirmi sollevata, l’ansia su cosa farne del mio futuro senza buttarlo via, mio padre che sicuramente non approverà e si arrabbierà solamente, mettendomi ansia e dicendomi che senza laurea finirò per avere una pessima vita, non riuscirò ad arrivare a fine mese ecc ecc, oltre che a farmi pesare tutti i soldi che ha speso per farmela fare, mia madre (che già le mette ansia tutto per via della depressione), piangerà e basta, senza esprimersi, l’altra delle mie due sorelle, non approverà nemmeno lei, perché appunto si ritrova nella descrizione che mi farà mio babbo (nonostante lei la laurea ce l’abbia) (è stata una delle persone a motivarmi di più quando scelsi di fare l’università dopo le superiori, spingendo su quanto si senta frustrata dalla sua situazione)
Per non parlare poi di tutti i parenti più stretti, che mi riempiranno di domande
Mi pento di non aver palesato fin da subito i problemi che ho avuto, perché ora sembrerà che me ne esco dal nulla, penseranno che sia una decisione presa su due piedi e non mi capiranno mai, farò ancora più fatica a motivare la mia scelta
Non so davvero cosa fare, so che non voglio continuare a sentirmi così, ma non mi sento di avere le forze per mettermi contro tutti, vorrei solo sparire, in questa settimana ho l’umore sotto i piedi, esco di casa solo perché devo andare a lavorare, ma mi sento proprio male a doverlo fare
Avete qualche consiglio? Ho già preso appuntamento per la settimana prossima con uno psicoterapeuta della mia città, ma sentivo il bisogno di parlarne e ho bisogno di avere dei pareri, dato che per ora non me la sento di parlarne con nessuno
Chiedo scusa ancora per il messaggio molto lungo, ma ho cercato di essere più chiara possibile
Buona giornata

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Miglior risposta 18 DIC 2018

Gentile Martina,
la considerazione che posso darle è che ha fatto molto bene a rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Rivolgersi ad un professionista è sempre la scelta migliore, parli con lui, saprà affrontare la sua problematica.

Cordialmente,
Dott. Fabio Romanelli

Dott. Fabio Romanelli Psicologo a Fiumicino

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