Dov'è la chiarezza nella mia vita?

Inviata da Jessica · 18 apr 2018 Psicologia risorse umane e lavoro

Buonasera a tutti, mi chiamo Jessica, ho 23 anni e da un po' di tempo a questa parte non capisco che mi succede. Provo a fare una panoramica della mia vita fino ad ora. Da piccola ero una persona solare, vivace, parlavo tantissimo e amavo stare al centro dell'attenzione. Le elementari sono state il periodo della vita più bello che ricordo. Alle scuole medie ho avuto diversi problemi di integrazione con la classe. Sono cominciati i problemi di autostima, i compagni mi prendevano di mira e io mi sono isolata del tutto. In quel periodo sono anche stata vittima di molestie sessuali da una persona molto più grande di me e sono riuscita a parlare di questa cosa solamente dopo un sacco di anni. Penso mi abbia segnato tantissimo perché da che io possa ricordare, anche i miei enormi problemi con l'ansia sono iniziati da lì. Autostima pari a zero, paura di uscire, di frequentare persone, soprattutto se di sesso maschile. Ansia costante che mi impediva anche di fare le cose più semplici. Pochi amici che si sono rivelati persone pessime nel tempo, mi hanno voltato le spalle quando meno me lo aspettavo. Quando ho iniziato il liceo ho riscontrato gli stessi problemi di integrazione nella classe, sono stata vittima di bullismo e messa da parte dai compagni. Ho sofferto immensamente per questa cosa e non facevo altro che addossarmi tutte le colpe. Durante gli anni del liceo ho poi incontrato quello che è stato il mio ragazzo per i 4 anni seguenti. Una persona molto particolare, chiusa.. e con lui mi sono chiusa anch'io, ancora di più. Ho fatto un'enorme fatica nella sfera sessuale, poiché tutte le volte che ci trovavamo in situazioni più intime, mi venivano attacchi di panico e stavo malissimo. Un giorno poi mi sono fatta coraggio e ho fatto l'amore per la prima volta... cosa che ho vissuto come "sporca". Infatti da quel momento in poi dopo aver avuto rapporti sentivo l'impellente bisogno di farmi una doccia per levarmi di dosso tutto quanto. In più in quel periodo la mia situazione scolastica è crollata, così come il mio umore e tutto il resto. Sono stata in terapia per 5 mesi perché ero depressa e volevo suicidarmi. Ho avuto comportamenti autolesionisti e passavo le giornate a letto. Il mioi ragazzo non mi ha mai dato appoggio ma anzi, mi prendeva in giro. Per farla breve, quella relazione è stato un enorme sbaglio. Ne sono uscita malconcia. Lui si comportava da bambino, non si è mai preso responsabilità e addossava tutto a me.. io naturalmente ero esasperata ed ero entrata in una sorta di loop per cui io "avrei potuto cambiarlo"... ovviamente mi sbagliavo di grosso e dopo mille bugie (mentre stava con me si sentiva con altre) e comportamenti assurdi (ad esempio... faceva continui paragoni con le altre ragazze, facendomi sentire una schifezza) mi sono decisa a mollarlo e da lì è iniziato un periodo bellissimo della mia vita in cui ho conosciuto degli amici e amiche, ho fatto numerosi viaggi e mi sono divertita tantissimo. E' durato poco anche questo periodo però. Infatti a causa di vari problemi e incomprensioni, sono finite le relazioni con questo gruppo di amici. E' stata una bella batosta perché speravo di aver trovato finalmente delle belle persone. Ho conosciuto poi il mio attuale ragazzo, una persona meravigliosa con cui mi trovo da dio. Io e lui abbiamo una relazione a distanza a causa degli studi universitari in due città differenti, ma cerchiamo di vederci ogni 10-15 giorni. La relazione va a gonfie vele e quando sono con lui sono la persona più felice del mondo. Non ho mai avuto blocchi a livello sessuale, anzi. Fin da subito con lui c'è stata un'intesa bellissima che mi ha resto tranquilla e libera di vivere la mia intimità come non avevo mai fatto prima. Il problema si pone quando siamo lontani, perché spesso mi faccio prendere da un'apatia e da una tristezza incredibili. Piango, non trovo la forza di fare nulla... vorrei solo stare con lui e l'idea di poterlo vedere solamente alcuni weekend mi fa impazzire. E' come se avessi l'urgenza di vivere tutto insieme a lui, di non voler perdere nemmeno un secondo... e stare qui lontano da lui mi fa sentire come se stessi perdendo tempo, anche se in verità sto cercando di portare avanti la mia carriera universitaria nel migliore dei modi quindi non sto affatto perdendo tempo! Il problema è che se mi guardo indietro vedo solo terra bruciata. In tanti anni non sono riuscita a crearmi nulla... un gruppo di amici...zero. Ho timore ad avvicinarmi alle persone, di intraprendere una conversazione, di essere giudicata. Gli altri mi vedono come quella strana e io non ce la faccio più. Quando sono dal mio ragazzo ho tutto... l'amore, le cose belle, le persone.. mi sento viva. Usciamo, facciamo tante cose, facciamo gite, usciamo con i suoi amici, andiamo alle feste... cose che non faccio mai quando sono a casa mia e che non ho mai fatto prima a causa dei miei problemi a rapportarmi con la gente. Quando sono sola penso a tutto questo... e vivo nel rimpianto costante di essermi persa tante troppe cose! Mi chiedo dove ho sbagliato, mi dico che voglio cambiare... ma poi resto sempre ferma dove sono... e sto per finire l'università senza essere stata in grado di conoscere nessuno. Anche perché i primi due anni non ho mai frequentato le lezioni a causa dell'ansia. Faticavo a stare in mezzo alla gente. Poi lo scorso anno, grazie alle parole del mio ragazzo e alla forza di volontà, mi sono detta basta. Così ho iniziato ad andare a lezione, a stare a contatto con i colleghi... ma senza riuscire a parlarci. Vado lì e sto da sola, come purtroppo ho sempre fatto... Soffro perché non ho un gruppo di amici, perché mi sento una sfigata, una fallita. La mia famiglia è presa da mille cose e per loro sempre invisibile. Se provo a parlare non mi ascoltano. Soprattutto mia mamma che negli ultimi anni è assente e nervosa. A casa sono un fantasma, parlo poco e niente e trovo rifugio nella mia stanza. Se esco, è per andare a lezione... e basta. Sento di stare sprecando la mia vita. A volte penso ancora al suicidio e mi incavolo con me stessa perché mi dico "Stai cercando di costruirti una buona vita, hai accanto una persona meravigliosa eppure..... vuoi buttare tutto all'aria, ma come?!". Non capisco cosa non va in me. A volte vorrei dormire e basta, non svegliarmi per non pensare a tutte queste cose. Oppure chiudere gli occhi e ritrovarmi in un futuro (spero prossimo) insieme all'amore della mia vita, a vivere la NOSTRA vita. Poi penso che purtroppo ci vorrà ancora tanto tempo per realizzare tutto questo e allora mi incupisco. Ho il terrore di essere abbandonata dal mio ragazzo, che magari si potrebbe stancare di me, delle mie ansie e del mio strano modo di essere dato che spesso nemmeno io mi capisco. Lui con me è molto comprensivo e nello stesso tempo prova sempre a scuotermi quando mi butto giù. Ha sempre una parola di conforto e da quando sto con lui posso dire con sicurezza che una parte dei problemi di autostima sono diminuiti. Questo si. Ma mi rendo conto che c'è ancora qualcosa che non va. Non so davvero cosa fare, come comportarmi. Ho pensato di tornare in terapia ma allo stesso tempo mi sembra di tornare indietro invece che di progredire. Sono davvero confusa. Grazie a chi vorra aiutarmi, a chi vorrà darmi un consiglio. Grazie di cuore.

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Miglior risposta 19 APR 2018

Gentile Jessica,
il suo bisogno di esprimere se stessa, i suoi dubbi, le sue preoccupazioni e le sue speranze è molto forte ed è giusto che lei possa trovare un ambito di ascolto e accoglimento in cui poterle condividere senza sentirsi giudicata. Tornare in terapia non è un tornare indietro, ma fare un altro passo in avanti, e non da sola.
In bocca al lupo e un cordiale saluto
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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