Disturbo paranoide e/o ossessivo

Inviata da Dario Gentile. 15 set 2018 1 Risposta  · Disturbo ossessivo compulsivo

Salve dottori,
ho già scritto un consulto a Maggio ma credo di essermi spiegato in maniera confusionaria. Chiedo perdono per il lunghissimo sfogo.

Senza che ne sia del tutto consapevole, riconosco di avere un carattere arrogante, aggressivo, altezzoso, spocchioso, “so tutto io” ... insomma per dirla breve ANTIPATICO. Non mi rendo conto ovviamente di comportarmi così, non lo faccio con la volontà di ferire, è la mia natura: sono una persona estremamente competitiva.

In passato, sin dalle scuole superiori, ho sempre avuto rapporti COMPETITIVI con gli altri, e quindi per definizione conflittuali, ma non per questo il mio intento era quello di far del male al prossimo, ho sempre e comunque avuto un comportamento corretto sul piano morale, non ho mai usato "colpi bassi" (per intenderci).
ESEMPIO: se decido di essere competitivo sullo studio e identifico un avversario da battere, lo faccio studiando con più impegno, per superarlo e beffeggiarlo; non picchiando il mio nemico per annientarlo.

Questo mio carattere, da una parte, non lo reputo del tutto negativo, perchè mi aiutava a migliorarmi e comunque le persone che incontravo, che non si fermavano alle apparenze superficiali, riconoscevano le mie capacità ed in qualche modo si aveva una sorta di dialogo/collaborazione benchè ci fosse appunto questa competizione continua. Purtroppo però da un altro punto di vista mi ha rovinato spesso i rapporti con gli altri, e più precisamente mi capitava (e mi capita tuttora) di essere attaccato, emarginato e deriso per questo mio caratteraccio. Non vorrei azzardarmi a fare paragoni ma potrei auto-definirmi una sorta di Gabriele D'Annunzio, dal punto di vista caratteriale, per quel che ricordo dagli studi scolastici.

Ora, fino ad una certa età gli attacchi personali che subivo erano per lo più accettabili, una semplice litigata con gli amici e la chiusura dei rapporti, qualche piccolo danno economico qua e la per sfregio, insomma, tutto sommato riuscivo ad incassare i colpi, stavo male qualche giorno per il litigio, poi la vita ricominciava a scorrere.

Purtroppo circa 8 anni fa, a seguito invece di seri attacchi da parte del mio ex-datore di lavoro, uno di quelli imprenditori narcisisti che non accettano attacchi al proprio ego se no stanno male, e poi di altre questioni avvenute successivamente per normali eventi dell’esistenza umana, la mia vita è entrata nel tunnel paranoide-ossessivo. I primi 2 anni li ho passati tentando di andare avanti con la mia vita con tutte le mie forze, ho fatto di tutto per continuare, ma ormai da ben 6 anni sono caduto completamente nella depressione, nell’ansia, nei pensieri ossessivi continui e nella paranoia. Ma più di tutti la cosa che più mi pesa in assoluto è l’impossibilità di poter tornare alla mia attività professionale, nonché passione sin da bambino, ossia l’INFORMATICA. Questo perché la l’apatia, la paura di essere attaccato in futuro, la paura di subire ancora soprusi come in passato, mi blocca completamente.

Quello che non riesco ad accettare è che malgrado vedo di essere circondato da persone dal carattere di gran lunga peggiore del mio, e dalle capacità professionali (nonché intelligenza generale), molto al di sotto delle mie, costoro non vengono ATTACCATI allo stesso modo cui venivo e vengo attaccato io. Sono 6 anni che ho pensieri ossessivi continui, non si sono fermati praticamente mai, non riesco a capire perché questo succede. Sono fermo in un ciclo infinito di pensieri ripetitivi dove ogni volta che trovo una possibile causa/soluzione, il giorno dopo viene regolarmente spazzata via. Alcune volte penso di essere caratterialmente debole e non riuscire a difendermi dagli altri, altre volte penso di essere il più antipatico degli antipatici, altre volte penso di essere invece invidiato. Insomma cerco continuamente di capire come mai io vengo attaccato così tanto, mentre gli altri peggiori di me, NO. Per giunta io non ho mai fatto del male volutamente agli altri! Mentre mi capita di conoscere datori di lavoro che non si fanno scrupoli a licenziare dipendenti in tronco se gli hanno minimamente mancato di rispetto. Beh io non sono così, non ho mai causato danni agli altri, anzi spesso quando c’era un litigio tra amici e venivo offeso pesantemente, poi il giorno dopo scordavo tutto e si tornava amici come prima.

Adesso invece odio i miei amici, sia i vecchi sia i nuovi, perché li vedo come persone che mi hanno sempre fatto torti ed io invece a loro non ho mai fatto nulla volontariamente. Quindi ricapitoliamo, 8 anni fa è iniziato il mio calvario:
I primi 2 anni – ho cercato di continuare la vita normale ma evidentemente stava prendendo piede il disturbo ossessivo, dove i pensieri hanno iniziato a imporsi distraendomi sempre più dalle attività quotidiane.
Successivi 2 anni – Sono iniziati ansia, depressione, pensieri ossessivi e pensieri paranoidi. Ho cercato comunque di continuare la mia vita, malgrado i pensieri ossessivi, ma con un rendimento del 30% ed uno sforzo notevole.
Altri 2 anni – Ormai la attività lavorativa si è completamente fermata, ma già nei 2 anni prima avevo combinato poco, è chiaro che la paranoia e l’ossessione hanno preso piede.
Questi ultimi 2 anni – Praticamente sono diventato un vegetale, sto sempre a casa davanti al computer a non fare nulla, la mia unica attività giornaliera è rimuginare sui pensieri, sul passato e sul futuro. Sono ormai dominato da un ciclo senza fine, passano i giorni, le settimane, i mesi, GLI ANNI e io non ne me accorgo.

Nota finale: conosco tante persone a cui capitano eventi della vita anche peggiori dei miei, perché a me hanno avuto un effetto paralizzante, mentre io ho messo in dubbio praticamente tutta la mia vita sin da quando ero bambino? Mentre 6-8 anni fa la mia vita mi sembra assolutamente perfetta!!! Ero felice e produttivo.

amici

Miglior risposta

Caro Dario,
la sua situazione merita di poter essere portata ed affrontata in uno spazio adeguato. Quello che le consiglio è di rivolgersi ad uno/a Psicoterapeuta della sua zona ed intraprendere un importante lavoro sulla sua persona volto ad affrontare la sua problematica. Non abbia paura di cercare un aiuto ed un sostegno, ma si rivolga quanto prima ad un professionista. L'approccio Cognitivo-Comportamentale potrebbe essere particolarmente indicato al suo caso.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

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