Disturbo borderline + disturbo ossessivo + dubbio patologico + disforia genere

Inviata da Anonimo il 31 gen 2018 Disturbo ossessivo compulsivo

Salve,
mi chiamo "anonimo", ho 18 anni quasi 19.
Tempo fa, nello specifico due estati fa, sono stato ricoverato d'urgenza in un reparto di neuropsichiatria infantile in seguito ad un mio tentato suicidio da avvelenamento di paracetamolo.
Purtroppo le esperienze che ho vissuto mi hanno portato a questo gesto estremo, contornato da autolesionismo vario ed ovviamente bassa se non nulla conaiderazione di me stesso e bassa stima.
All'uscita mi hanno diagnosticato il Disturbo Borderline di personalità, ed in molte parti a malincuore devo ammettere che mi rappresenta. Sebbene io abbia anche una depersonalizzazione che mi porta a pensarmi come in realtà già morto dentro.
Sono in terapia da più di un anno, ed anche se sia sotto psicofarmaci (queitaipina, 300g al giorno) e sotto psicoterapia devo ammettere che sto migliorando a passo di lumaca in alcune parti ma disastrosamente peggiorando in altre.
Al mio psicologo ed alla psichiatra (cadenza di due/tre volte al mese per il primo ed una volta ogni uno/due mesi per la seconda) sono sempre molto fluido ed esplicativo durante le sedute e questo mi sembra essere positivo, perché so bene che parlare molto e far capire bene e tanto a chi è li per aiutarti è un grande passo per entrambi.
Il problema però è che mi sento davvero intrappolato e rinchiuso da me stesso... ed ogni giorno sono sempre più ossessivo nei pensieri (mi continuo a ripetere anche per giorni ogni 5-10m, stoppando ogni attività che sto facendo, qualsiasi cosa che in quel periodo mi abbia colpito) e nel perfezionismo di chiarire tutto quello che faccio in domande (se sto scrivendo qualcosa uso quattro colori diversi ed ognuno ha una sua funzione mentalmente elaborata dopo tante domande ed un uso improprio mi porta a riformulare la loro funzione e o a risolvere l'accaduto o a far emergere la parte ossessiva e ricominciare da capo strappando il foglio).
Per non parlare della mia identità come persona e come essere umano... tante volte mi rattrista di non poter sentire e provare come gli altri e mi rattrista di dover essere sempre così impassibile ed indifferente e poi d'un tratto piangere e ridere per cose futili.
Altresì non avere dei gusti fissi e personali, che possano in qualche modo aiutarmi a costruirmi un'identità o comunque rendermi simile ad altri "normali".
Inoltre sto vivendo un forte periodo di inadeguatezza della mia identità sessuale...
questo perché io mi sento da molto tempo neanche transessuale, ma anzi senza genere (o neutro) totalmente.
E questo mi provoca molto disagio perché anche nelle vicende quotidiane io mi sento sempre un pesce fuor d'acqua oppresso da stereotipi e preconcetti.

Detto cui di sopra, avrei poche domande da porre:

- un disturbo di personalità è davvero curabile o aolo attenuabile?
- ora come ora sto raccontando pezzettoni di ciò che ho passato in un periodo qualunque allo psicologo, dovrei parlare di tutto completamente? (Intendo di questo scritto)
- è possibile per una persona che non ha imparato come siano le emozioni positive riuscire a sperimentarle ed applicarle su altri?
- esistono psicofarmaci più completi ed efficaci di ciò che prendo io?

Ps: vorrei chiarire che mi hanno diagnosticato solo il disturbo Borderline, gli altri sono in corso d'opera o semplici dubbi.

Ringrazio vivamente tutti gli esperti che hanno dedicato del tempo per me, grazie!

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Gentile "Anonimo",
la parte più difficile per lei, da quanto emerge in queste parole, è definire se stesso. L'unica definizione che fa di sé è quella "patologica": disturbo borderline, etc.
Quindi come fa a rinunciare alle sue difficoltà se al momento sono l'unica parte di sé che riesce a distinguere chiaramente?
E' molto difficile. Per potervi rinunciare ha bisogno di trovare altre parti di sé.
E' come se fosse ricoperto da strati e strati di coperte e per trovare se stesso deve toglierne una ad una lentamente perché ogni coperta è una protezione e se si scopre troppo velocemente potrebbe sentirsi spaventato e avere bisogno di coprirsi ancora di più.
Immagino che i suoi terapeuti stiano cercando di aiutarla a scoprirsi senza spaventarsi, segua le loro indicazioni e per il momento non abbia aspettative troppo lontane dal suo punto di partenza potrebbe essere controproducente. Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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Buongiorno anonimo,
Noto che sei molto esperto dei tuoi ^disturbi^ e descrivi con accuratezza il tuo stato interno. I disturbi di Personalità sino curabili, per i farmaci, non essendo una psichiatra non posso rispondere. Sei certo di non aver sperimentato emozioni positive? Penso che cercando bene dentro di te ne trovi qualcuna...
Il punto sta nell'identificarsi troppo nella malattia e nell'approcciarla con l intanto di conoscerla nei minimi dettagli, trascurando quello che in te invece funziona.
Sarebbe utile che tu allenassi e recuperassi le tue abilità anziché diventare un esperto dei tuoi disturbi.
Prova a fare un bilancio di ciò che funziona in te, allenati a fare attività piacevoli.
Sicuramente devi parlare di tutto col tuo terapeuta e sarebbe utile anche intensificare le sedute ad una volta a settimana.
Resto volentieri in ascolto.
Saluti.

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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Carissimo....tutta la mia comprensione per la disperazione, rabbia, paura, colpa, vergogna, tristezza che spesso ti attanagliano.
Il farmaco che prendi serve a contenere la rabbia.
Per latua psicoterapia, se ne stai seguendo una dei pochissimi tipi efficaci (ricerca su google quelle che hanno reale efficacia scientificamente provata) i miglioramenti verranno, tra alti e bassissimi, ma fra anni.
Alla fine, resterai una persona un po' con personalita' di tipo borderline ,ma non con "Disturbo borderline" vero e proprio, ma ci vuole tanta, tanta pazienza, soldi e determinazione. Quest'ultima, so che non ti manca.
Coraggio, ne uscirai.

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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