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Disturbo paranoide di personalità?

Inviata da Dario Gentile il 13 mag 2018 Disturbo ossessivo compulsivo

Credo di avere questo disturbo (auto-diagnosticato) sin da adolescente venivo attaccato e/o deriso da alcuni amici anche se non ho mai dato il giusto peso alla cosa ma andando sempre avanti coltivando la mia passione (che ora è anche lavoro). In passato non mi sono mai soffermato a rimuginare sugli eventi spiacevoli che accadevano, anzi non ci rimanevo neanche male, mi sono limitato sempre ad andare avanti per la mia strada senza farmi intaccare dalle aggressioni o offese degli altri. Anche quando gli amici mi facevano torti, non mi vendicavo mai, se ci rimanevo molto male (raro) mi limitavo ad interrompere i rapporti.

Purtroppo arrivato a circa 30 anni gli attacchi da parte degli altri si sono fatti più duri, in particolare mi sono trovato coinvolto in una disputa legale dove il mio datore mi ha citato in giudizio grazie ad un pretesto assurdo, dopo essermi licenziato, pur di vendicarsi nei miei confronti. In realtà io non ho fatto nulla “di concreto” se non essere aggressivo (solo verbalmente, senza mai offese) quando mi ci scontravo, visto che io sono una persona estremamente competitiva, cosa che a lui non è andata a genio, sentendosi ferito nell’ego e sminuito, ed avendo così deciso per questa vendetta. Sempre nello stesso periodo, un ladro ha rubato la mia identità commettendo truffe per mezza Italia a mio nome, ma chiaramente dovendone rispondere legalmente io. Questi 2 gravi episodi, assieme allo stress lavorativo che avevo accumulato e ad altre situazioni dentro cui si sono trovati i miei genitori, hanno innescato in me una reazione psicotica (paranoide), dove mi sono quasi convinto che il mandante del furto di identità fosse lo stesso ex-datore. La cosa paradossale è che ci fossero tantissimi indizi oggettivi per pensare una cosa del genere, tant’è che oggi dopo diversi anni, ancora ho forti dubbi.

Anche qui la mia è auto-diagnosi, non saprei dire se il mio fosse un delirio o un attacco di panico, dato che non sono mai stato convinto delle mie idee, anzi andavo attivamente alla ricerca di prove per confutare/avvalorare la mia tesi.

Comunque da quel giorno del tracollo, i miei pensieri si sono avvitati nella rimuginazione ossessiva. Ho iniziato a rimuginare su tutto: sul mio passato, su quello che mi stava accadendo nel presente e sul mio futuro. Non lavoravo più, quasi non uscivo più di casa, la mia unica attività giornaliera era quella di studiare con Internet cosa mi stava accadendo, sia sul piano strettamente tecnico-legale, sia sul piano psicologico. Considerate che sino ad allora non ho mai avuto ansia in vita mia, non sapevo neanche cosa fosse, ne mai rimuginato!!!

Sono 6 anni che la mia vita è bloccata nella rimuginazione ossessiva (spesso rabbiosa), su presente, passato e futuro. Questa forte ansia mi ha praticamente paralizzato la vita malgrado tutti i problemi in cui ero coinvolto, siano stati risolti positivamente da circa 4 anni, quindi la tempesta ormai è passata da un pezzo! Ma nell’ultimo anno il “disturbo” si è ulteriormente evoluto: adesso ho il dubbio di non essere effettivamente paranoide. Intendiamoci, sicuramente ho un tratto di personalità paranoide, sicuramente sono diffidente, e sicuramente ho un carattere molto difficile, competitivo e aggressivo (ripeto, solo verbalmente). Ma potrei non essere paranoide per una serie di motivi: perché sono preoccupato di essere paranoide, perché sono consapevole di esserlo, perché metto spesso in dubbio i miei pensieri paranoidi.

Credo invece di essere diventato estremamente ansioso, non ho più voglia di fare nulla, ho perso la concentrazione e l’ottimismo, le mie facoltà mentali si sono fortemente ridotte, ho paura di tutto, controllo attentamente il mio comportamento verso gli altri per timore di poter agire da “paranoide”, sono diventato ipervigile riguardo le parole altrui: se prima venivo preso in giro e neanche ci facevo caso, adesso magari ci rimugino per giorni/settimane/mesi. Inoltre parlo molto dei miei problemi con gli altri, sono sempre di cattivo umore, col risultato che adesso persino gli amici storici si stanno allontanando da me. Poi c’è questo rimuginare continuo, incessante, che non riesco a fermare.
Potrei tranquillamente infilare la testa dentro uno schiacciasassi ma il mio cervello continuerebbe comunque a rimuginare. All'inizio questo rimuginare intenso mi causava continue cefalee, per fortuna adesso sono sparite.

Ho un dubbio patologico continuo su me stesso, sugli altri, sul mondo, su tutto! AIUTO!!!

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Caro Dario, dalle sue parole arriva tutta l'angoscia che prova per la situazione che vive dentro di sè ormai da tanti anni. Mi chiedo come mai non ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicoterapeuta? Valuti questa possibilità, per provare a dare un senso a quello che le è accaduto, ai suoi tratti di personalità, al suo modo di relazionarsi agli altri e di gestire la sua aggressività. Dietro la rabbia e la mancanza di fiducia verso gli altri si nasconde una ferita che ha il diritto, forse, di essere ascoltata e medicata. Auguri, dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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