Dipendenza da tarocchi, cartomanti et similia: come posso fare?

Inviata da AJP · 15 nov 2017 Dipendenza

Buongiorno.
Ho scoperto che durante gli ultimi due mesi circa, mia madre ha sviluppato un forte e continuo bisogno di consultare cartomanti, astrologi e simili, per lo più per questioni riguardanti la sfera economica e la sfera amorosa/familiare.
Per inquadrare meglio la situazione, vanno dette varie cose:

1. Vi è un rapporto anomalo con i genitori, entrambi ancora vivi, in cui l'ossessione di renderli orgogliosi e non deluderli ha la parte del protagonista.
1.1 Divorziò 6 anni fa dopo svariati poblemi proprio a causa di quanto detto al punto 1.
2. Ha una relazione amorosa da un anno, tuttavia una sciocchezza (l'assunzione di una ex compagna del suo fidanzato presso l'azienda di quest'ultimo) ha fatto venire meno la fiducia in lui in maniera pesante.
3. Il posto di lavoro non è dei migliori e spesso si sente trattata come se fosse "l'ultima ruota del carro".
3. In passato ci sono stati ripetuti casi di abuso di psicofarmaci (Minias, Xanax e Lexotan per lo più) nei 3 anni successivi al divorzio e ancora oggi ho il forte sospetto che ne faccia uso, sebbene saltuario.
3.1 Le dipendenze hanno portato un ricovero in Pronto Soccorso e successivamente ad un secondo ricovero d'urgenza all'insorgere di un T.I.A., secondo i medici correlato ai farmaci stessi.
3.2 Dopo la dimissione, ha saltato ogni esame di controllo, nonostante gli sforzi di tutti per farglieli fare (non potendo logicamente imporre tali esami).
4. Tedenza davanti ad un problema a cercare un colpevole da vessare incessantemente, scordando o ignorando la ricerca della soluzione. Questo per problemi gravi o meno, senza distinzioni.
5. È consapevole di sbagliare e della presenza di un problema, ma non vede la dipendenza come un qualcosa di sbagliato. Piuttosto sembra rifugiarsi in essa, ignorando la consapevolezza dell'errore e del pericolo.

La dipendenza da cartomanti è stata scoperta per caso ieri sera; io, insieme alla mia morosa e al compagno di mia madre, stiamo cercado un modo per aiutarla prima a prender coscienza del problema e poi convincerla a rivolgersi a degli specialisti per un aiuto più professionale.
Il problema è: cosa possiamo fare per instaurare un dialogo e iniziare ad aiutarla?
Grazie mille per l'aiuto!

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Miglior risposta 16 NOV 2017

Scusi, ma non vedo nessuna dipendenza attualmente da parte di sua mamma. Milioni di persone si rivolgono a maghi e affini e non per questo possono essere definiti dipendenti. A meno che non spendano tutti i loro soldi o mettano comunque a repentaglio la loro situazione economica. Il che non mi sembra per sua mamma. Tale frequentazione segnala solo uno stato d'ansia per il suo futuro. Stato d'ansia coperto in passato dagli ansiolitici. Il sospetto che gli utilizzi ancora si può eliminare semplicemente chiedendoglielo. Comunque un sospetto è solo un sospetto. Ho l'impressione che lei sia fortemente critico per il tipo di vita condotto da sua madre, sia in passato che oggi. Sembra piuttosto lei, essere dipendente da sua mamma...

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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17 NOV 2017

Gentile AJP,
da quanto scrive si capisce che è molto preoccupato per la situazione di sua madre, la cui condotta potrebbe effettivamente far pensare a dei meccanismi di dipendenza: credo sia importante valutare in maniera serena, attraverso l'aiuto di un professionista, lo stato reale della situazione. Il "come" è sempre un grosso punto interrogativo: in generale le persone hanno bisogno di sentirsi comprese, e questo non vale solo per chi soffre ma in questi casi è ancora più vero. Un punto da tenere bene a mente è quindi quello del non imporsi: in questo modo risultereste aggressivi e difficilmente otterreste quella parte di sana autocritica che è necessario coltivare per capire se si ha bisogno di aiuto e chiederlo. Eviti di entrare in meccanismi "pseudologici", perché sono trappole che non la porteranno a nulla se non a una lite. La dipendenza non si calcola in soldi spesi, ma in sensazione di "bisogno", in "livello di malessere" quando non si ha ciò da cui si dipende. Questo può essere uno spunto per una sorta di contrattazione: quanto può stare la signora senza consultare cartomanti, e come si sente se non lo fa?
Non sarà semplice, e anche a voi che le siete vicino potrebbe servire aiuto: in quel caso, non esitate a chiederlo.
I miei migliori auguri.

Dott. Gianclaudio Plebani Psicologo a Castegnato

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16 NOV 2017

Buongiorno AJP,
Da quello che scrive la situazione di sua madre meriterebbe una valutazione approfondita e un intervento terapeutico.
Non se se può trattarsi di dipendenza, per questo ci vorrebbe appunto una valutazione diagnostica, ma da quello che scrive sua madre mostra malessere da molto tempo e questo malessere assume forme diverse, che probabilmente segnalano lo stesso problema.
Motivare un familiare a fare una consulenza psicologica è un lavoro difficile, spesso amici o colleghi sono più fidati vengono ascoltati più facilmente.
Dopo il ricovero in Pronto soccorso non è stata fatta una consulenza psichiatrica? Chi le prescrive i farmaci, il medico di base?
Di solito è utile partire dal medico di famiglia, se c'è un rapporto di fiducia, e segnalare questo malessere crescente, poi sarà lui/lei a valutare la situazione e prescrivere una consulenza psichiatrica o psicologica.

Se vuole può contattarmi telefonicamente, così le spiego meglio l'iter e quali sono le strade possibili.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

Dott.ssa Camilla Marzocchi Psicologo a Bologna

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