Devo capire il mio problema per poter scegliere lo psicologo adatto

Inviata da Sandra · 10 ott 2019 Coaching

Gentili dottori buonasera, ho deciso di affrontare un nuovo percorso di psicoterapia e ho paura di sbagliare terapista e buttare i miei soldi.
Per poter scegliere dovrei però capire che tipo di problema ho. Fino a poco tempo fa ero convinta che la mia fosse "solo" ansia ma poi mi sono imbattuta in una discussione su un sito internet in cui una giovane donna mia coetanea (39 anni) lamentava la mia stessa difficoltà: andare via di casa. Mi vergogno terribilmente di me, data la mia età, ma ogni volta che penso di andarmene di casa mi sento male e, una volta che c'ero vicina, ho avuto crisi di pianto e malessere al punto di aver rinunciato.
Ho un rapporto stabile da anni, voglia di costruirmi una vita tutta mia con il mio compagno e magari un figlio, ma non riesco a tagliare il cordone ombelicale... assurdo e vergognoso.
Credevo fosse solo ansia e insicurezza ma a quanto pare potrebbe trattarsi di mancato o non corretto svincolo dai genitori, invischiamento ecc. Come faccio a capire? Grazie

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Miglior risposta 11 OTT 2019

Gentile Sandra,
mi spiace dirle che lei imposta in modo inappropriato il suo quesito.
Infatti, il paziente che decide di andare in psicoterapia dovrebbe preoccuparsi soprattutto che la persona a cui rivolgersi sia un professionista qualificato e con buona esperienza clinica senza pretendere di fare egli stesso un'autodiagnosi in base alla quale poi scegliere lo psicologo, scelta che non necessariamente deve essere definitiva se non si riesce a costruire un rapporto di fiducia e di alleanza terapeutica.
Detto ciò, se lei ha un lavoro ed una sua autonomia economica (ma non psicologica!) fa bene a porsi il problema che è sicuramente tempo di costruire una sua famiglia staccandosi da un legame troppo stretto con quella di origine.
Le problematiche da affrontare e risolvere affinchè possa riuscire a fare queste cose in tranquillità dovranno poi essere trattate nel percorso di psicoterapia che andrà a fare.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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1 NOV 2019

Gentile Sandra, comprendo le ragioni alla base del Suo quesito, ma per poter capire il Suo problema è necessaria la psicoterapia, pertanto comprenderà che si tratta di un circolo vizioso. Da quanto scrive il Suo problema potrebbe essere legato a molteplici motivazioni, relative a sé stessa, al Suo pro-gettarsi nel futuro, al rapporto con la Sua famiglia. Solo con un percorso che esamini i modi di essere nel mondo che Le appartengono sarà possibile dare una risposta professionalmente sensata. Il consiglio è di affidarsi a un terapeuta nella Sua zona che possa aiutarLa. Se non sa quale orientamento teorico scegliere, opti per un cognitivo-comportamentale che adotta un approccio pratico e orientato al problema. E non si preoccupi: è responsabilità del professionista, e non Sua, stabilire se è in grado di aiutarLa o viceversa inviarLa a un collega più adatto. cordialità, DMP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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15 OTT 2019

Gentile Sandra non ha bisogno di capire oltre a quello che scrive per scegliere un buon terapeuta. Può andare bene uno psicodinamico un sistemico familiare e anche un cognitivo comportamentale. Ma al di là della di lui formazione conta la vostra capacità di costruire una buona alleanza terapeutica. E conta la sua volontà Sandra di uscire dal comodo nido familiare. E mi lasci concludere. A 39 anni una persona non è una " giovane donna" ma una donna di mezza età. Questo va accettato. Buon cammino.

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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14 OTT 2019

Buon giorno Sandra, giustamente metti le virgolette alla frase: solo ansia. Mi sembra quindi che Tu comprenda, forse confusamente, che non è " solo ansia". Nel penultimo capoverso poi dici ; "...ma non riesco a tagliare il cordone ombelicale... assurdo e vergognoso. "
Nota che dici assurdo e vergognoso. Questo è un errore, infatti considera che questi sintomi sono fuori della comprensione e del controllo della coscienza. E allora non avendo controllo cosciente su di loro è assurdo considerarli assurdi e vergognosi.
Insomma da quello che dici traspare una confusa comprensione che le ragioni dei Tuoi sintomi, delle Tue difficoltà e sofferenze che impattano duramente sulla qualità della Tua vita e sulle relazioni con gli altri e soprattutto con Te stessa, sono contenute nel famoso inconscio.
Per risolvere tutto questo hai assolutamente bisogno dell'aiuto di un bravo psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Meglio sarebbe un percorso psicoanalitico. Ciò comporta impegno e tempo ed è necessario che Tu scelga un professionista qualificato, iscritto all'Albo e che abbia l'abilitazione all'esercizio della psicoterapia. Ti consiglio caldamente di verificarlo sul sito dell'Albo degli psicologi. Ed in ultimo devi scegliere il professionista che Ti ispiri fiducia, perché il percorso psicoterapeutico/psicoanalitico esige che Tu apra il Tuo cuore, il Tuo mondo interno, senza ritrosie e resistenze.
Questa è la strada per la libertà dai pesi che ostacolano la Tua vita.
Ci sarebbe da dire e spiegare di più, ma non è possibile in questa sede dato lo spazio.
Resto a Tua disposizione, anche per eventuali ulteriori chiarimenti e Ti saluto molto cordialmente.
Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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13 OTT 2019

Buonasera Sandra, più che di capire da sola cos'abbia per poi indirizzarsi da uno psicoterapeuta, la inviterei a darsi meno etichette negative, con conseguenti sensi di colpa. Avendo un'attitudine su di Sé di questo tipo, credo che la sua sensibilità al giudizio, esterno ed interno (qualche collega potrebbe anche considerarlo introiettato), sia una delle cause dell'ansia, ovviamente qui si possono fare solo ipotesi. Dunque, un tema da affrontare con il collega potrebbe essere proprio questo: dare eccessiva (forse) importanza a ciò che pensano gli altri tanto da condizionare il suo mondo emotivo e, sempre forse, comportamentale. Naturalmente, credo che una sensibilità al pensiero altrui non sia emersa da poco, ma sia emersa come modello relazionale del periodo dell'infanzia (sarebbe qui troppo lungo andare oltre) che, fino a qualche tempo fa, può darsi abbia funzionato. Ora, questo suo modo di essere con gli altri e con Sé (uno dei vari, naturalmente, non l'unico) non le basta più, non assolve alle sue funzioni. Dunque, una volta individuato il collega, la invito a capire con lei/lui a cosa servisse, come mai non raggiunga più i propri obiettivi (il modello relazionale di cui sopra) e come fare a raggiungerli di nuovo o variando qualcosa del modello, aggiungendo qualcosa di diverso, etc.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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13 OTT 2019

Gentilissima Sandra, sembra che il suo sia proprio un problema di svincolo dai genitori, quindi le consiglierei di trovare uno psicoterapeuta specializzato in terapia familiare o sistemico-relazionale perché è proprio quello che si occupa di questo tipo di problematiche. D' altronde il suo problema nasce in seno alla sua famiglia di origine ed è lì che bisogna andare ad indagare per capire come è avvenuto e perché.

Anonimo-163829 Psicologo a Arezzo

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12 OTT 2019

gentile Sandra,
da quello che lei riferisce mi sembra di capire che lei associa l andare via di casa alla vergogna di esserci ancora alla sua età. provi a considerare che invece il fatto di andare via di casa è un grande traguardo, che è indipendente dall'età, quindi anzi, dovrebbe essere fiera di andare via di casa. vedrà che appena riuscirà a vedere il problema dell' andare via da casa svincolato dal discorso dell' età i suoi sentimenti di vergogna passeranno e riuscirà a compiere questo passo evolutivo senza alcun problema.

dottoressa Laura Lupi.

Dott.ssa Laura Lupi Psicologo a Firenze

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11 OTT 2019

Gentile Sandra,
le ipotesi che fa probabilmente sono tutte corrette: ha problemi di ansia e insicurezza che le impediscono di lasciare la famiglia d'origine con serenità e/o viceversa. Credo che lo psicoterapeuta più adatto sia di tipo famigliare visto il forte legame che ha con la famiglia. Ma penso anche che ogni psicoterapeuta possa affrontare tali problematiche, quello che conta è il rapporto di fiducia che si crea tra di voi.
Quindi piuttosto che scegliere per "tipo" di psicoterapeuta scelga per come la fa sentire. E come fa a scoprirlo?
Beh, in modi diversi:
1. legga i blog di vari psicoterapeuti, quello che scrivono l'aiuteranno a capire se sono o meno in sintonia con lei;
2. ne provi alcuni, faccia due o tre primi colloqui e scelga quello con cui si è sentita meglio;
3. si immagini in stanza di psicoterapia, come vede il suo psicoterapeuta: è un uomo? una donna? giovane/maturo? è caldo e accogliente o più formale e distaccato? ..
Quello che conta per raggiungere un cambiamento è potersi sentire a proprio agio, essere motivati a raggiungerlo e affidarsi a chi ci sta di fronte. Se sceglierà con il "cuore" le probabilità di successo saranno maggiori.
Un caro saluto,
dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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11 OTT 2019

Buongiorno Sandra
Bellissima la sua lettera. Intanto la inviterei ad evitare il giudizio, ognuno di noi ha le sue difficoltà e le affronta come può e quando riesce. Le farei invece i complimenti perchè sta cercando il modo di affrontare ciò che vive e la prima domanda che si pone è come scegliere il terapeuta adatto.
Per quanto riguarda la sua domanda credo che la risposta possa essere questa: uno psicologo è in primis una persona ed il rapporto terapeutico è in primis una relazione. La invito a cercare, usando i social, chiedendo ad amici, guardando volantini o riviste e poi fare una scelta aprendosi alla possibilità di sperimentare e valutando poi come si è trovata dopo il suo colloquio. Da qui scelga poi se continuare il suo percorso o provare un'altro professionista.
La diagnosi su quale sia il suo disturbo non è così importante in questo momento. Ciò che è importante è che lei sta cercando la strada per superare l'ostacolo che vive nell'uscire di casa, lasciare la sua famiglia ed andare verso una nuova realtà. Sono certa che un cammino di terapia le sarà molto utile in merito e le consentirà non tanto di fare una diagnosi quanto di stare meglio ed entrare nella sua nuova vita con maggiore sicurezza e serenità interiore.
La ringrazio della sua lettera e resto a disposizione per qualsiasi approfondimento
Laura Gaido

Dott.ssa Laura Gaido Psicologo a Grugliasco

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11 OTT 2019

Gentile Sandra,
credo lei abbia una buona consapevolezza della propria difficoltà, è sano poter progettare ad una certa età una vita indipendente con partner e eventuale prole. Lasciare la famiglia d'origine per tanti motivi, puo' essere complesso e faticoso, dipende dalla propria storia personale.
Un terapeuta qualificato puo' accompagnarla in tale distacco con autenticità e responsabilità.
Ma il quesito che le pongo, perdoni la sincerità: " Lei desidera davvero tale cambiamento? Oppure la scelta dello psicologo adatto è una difesa a qualche livello inconsapevole? "
Per cambiare occorre un atto di coraggio!
I miei migliori auguri
Dr.ssa Donatella Costa (Brescia)

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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11 OTT 2019

Buongiorno Sandra,
lei pone delle questioni estremamente importanti. Ha intenzione di iniziare un percorso psicologico e si pone come meta il riuscire a distaccarsi dalla famiglia. Si prenda il suo tempo, non ci sono regole precostituite. Le consiglio di iniziare il suo percorso psicologico con la persona che più le ispira fiducia e nel momento in cui si sentirà pronta, dopo aver affrontato la sua analisi, rielaborando il suo vissuto, potrà iniziare a tagliare il cordone ombelicale, senza crisi di pianto e malessere, anzi, con soddisfazione ed entusiasmo verso una vita di benessere.
Le faccio i miei migliori auguri. Rimango a disposizione.
Cordiali Saluti
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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11 OTT 2019

Di solito si leggono i profili pubblicitari dei terapeuti e si sceglie il più idoneo a sé. Credo proprio che lei abbia bisogno di una terapia per portare avanti i suoi progetti,
cordialmente Lucia Mezzalana

Anonimo-140827 Psicologo a Piove di Sacco

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11 OTT 2019

Gentile Sandra,
per comprendere il tipo di problema lo si fa attraverso un consulto con un professionista, come per qualsiasi problema, dolore, non credo le sia di aiuto un confronto in una situazione inpersonale e attraverso la rete.
Alla luce della sua descrizione credo possa esserle di aiuto un lavoro psicoterapeutico con un orientamento psicoanalitico che muove le situazioni del presente nella considerazione e conoscenza della sua storia evolutiva, che porta a conoscere mettere in luce dinamiche, blocchi all’origine di un limite, una difficoltà. Il lavoro terapeutico è di beneficio se si stabilisce una buona relazione empatica e relazionale con il terapeuta, e anche questo appartiene al momento della consultazione.
Non scrive nulla in merito al percorso psicoterapeutico fatto, quanto è durato e il professionista a quale orientamento apparteneva.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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11 OTT 2019

Gentile Sandra, in buona sostanza sono d'accordo con la Collega. Oltre al fatto che le diagnosi sono "etichette" che sono più utili al terapeuta che all'interessato. Servono da guida all'interno del modello terapeutico seguito dal/la professionista per avere un orientamento, non altrettanto a chi ha il problema. Tenga inoltre ben presente che l'ansia è presente nella totalità dei disturbi psicopatologici, già Freud lo aveva sottolineato. E' chiaro che se è presente un'ansia così elevata bisogna lavorare sull'autostima e sulla immagine di sé, occorre quindi tempo e pazienza. Non si martirizzi: se lei ha un compagno, comunque ha già fatto un grosso lavoro. Io credo che lei possa dire meglio di noi, che non la conosciamo, se è invischiata e che tipo di rapporto ha con i suoi.
Non credo che si possa sbagliare terapista a seconda del problema. Penso piuttosto che ci siano professionisti più o meno bravi. Certamente se per un problema di coppia ci si rivolge ad un terapeuta che lavora prevalentemente con bambini l'insuccesso è quasi assicurato. Però un/a professionista che ha conseguito una specializzazione seria dev'essere in grado di affrontare qualunque situazione, anche eventualmente, dopo le prime sedute, inviando ad un/a Collega più qualificata.
Cordiali saluti
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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11 OTT 2019

Buongiorno,
fare una diagnosi con le informazioni fornite è complesso, mancano molti dati sulla sua storia e sulla sua storia familiare.
Capisco la sua preoccupazione nel intraprendere un percorso ed il desiderio di trovare il professionista più adeguato. Ritengo che alla luce del suo problema potrebbe esserle utile un approccio dinamico o gestaltico che le permetta di guardare alle sue relazione in toto.
Non mi è chiaro se già però ha avuto un'esperienza di psicoterapia e se non le ha dato i risultati attesi.
In bocca al lupo.
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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11 OTT 2019

Buongiorno, dalla sua descrizione emerge una paura di iniziare un nuovo percorso indipendente con il suo compagno e crearsi una vita con lui. Bisognerebbe cercare di capire cosa le genera il fatto di staccarsi dalla sua famiglia, di diventare autonoma e che tipo di legame ha lei instaurato con le sue figure di attaccamento. Lei chiede però di poter scegliere un terapeuta sulla base del suo problema, il fatto è che il compito del terapeuta è proprio quello di poterla aiutare a definire il suo problema e supportarla nella gestione dello stesso. Dovrebbe quindi scegliere un terapeuta sulla base di altri aspetti e non cercando di diagnosticarsi un problema o un disturbo che magari non ha.

Per qualsiasi informazioni o chiarimento rimango a disposizione,
Dott.ssa Moro Sabina.

Dott.ssa Moro Sabina Psicologo a Manerba del Garda

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