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Aiutatemi a capire cos'ha in testa il mio fidanzato :(

Inviata da Marcella il 28 lug 2015 Terapia di coppia

Ho bisogno di aiuto. Da oramai due anni sto con un ragazzo di 6 anni più piccolo (io 34 lui 28) che amo da morire. ma col quale la mole di problemi è enorme. Provo a essere sintetica ma non è facile:
1) non vuole lavorare. Figlio di gente finta ricca (il padre ha un'azienda e lo mantiene in cambio al suo essere il tuttofare di casa, soprattutto della mamma), crede di poter campare di rendita e non vuole umiliarsi a fare lavori umili pur di essere autonomo
2) è infarcito di idee bigotte e oscurantiste: nipote di un prete e anche per parte di madre di una suora, è zeppato di idee assurde sul fatto che certe pratiche (io sono naturopata) siano alchemiche, immischiate con le energie arcane e la magia nera, tipo certe tecniche psicocorporee come reiki, sshiatsu e riflessologia .... abbiamo litigato svariate volte per questo, in una stava per lasciarmi, mi ha ripresa solo facendomi promettere di fare solo la naturopata ma di non trafficare con queste cose
3) ha una dipendenza irrisolta con la madre, a mio avviso: a volte la accompagna al centro commerciale, portano insieme fuori il cane, fanno gite domenicali, se ci sono i parenti lui DEVE stare a casa e cucinare per loro
4) ha paura delle relazioni stabili. Dice di non volersi sposare, convivere...vuole che io mi trasferisca a casa dai suoi mentre io trovo tutto questo assurdo e patologico. In due anni non abbiamo MAI fatto una vacanza, e le lotte maggiori sono state per il dormire insieme. lui lo vede come un impegno e non vuole sottostare a questo. Questo è stato l'ultimo motivo di litigio, in quanto avendo io da poco traslocato in casa nuova gli ho detto non di venire a convivere se nn se la sente, ma almeno mangiare e dormire da me qualche volta. Si son più volte scatenate guerre intestine su questo, fino all'ultima oggi quando mi ha risposto male e mi ha detto che lui nella vita fa "il cavolo che mi pare" e non deve rendere conto a me....mi è caduto il mondo addosso. No lo capisco. a volte dice che siamo fidanzati a volte no, a volte piagnucola che lo voglio lasciare, che lo tratto male o che lo tradisco con chissà chi e poi magari dopo due ore mi dice cose come di cui sopra ... io sono a pezzi, non so più che fare. Lui mi fa sentire in colpa, dice che devo capirlo, che devo capire i suoi disagi, le sue difficoltà ma non fa neanche nulla per farsi aiutare, neanche vuole andare da uno psicologo. io sono disperata, questa volta non si fa più vivo mentre prima mi ricercava...ditemi cosa devo fare vi prego sono a pezzi

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Cara Marcella
a mio parere la cosa più complessa e davvero da considerare attentamente è che questo ragazzo non ha le basi "interiori" per poter sostenere una relazione fondata e seria.
Non è l'età ma il suo "essere estremamente viziato" in primis e il suo rapporto di probabile "simbiosi" con la madre.
Convivere e tentare una vera relazione è da "camikaze" con una personalità così infantile e complessa e, inoltre, altri lati problematici emergerebbero sempre di più primo dei quali l'abilità nelle risposte strafottenti.
Considerato tutto ciò "l'attrazione fatale" che la lega a questo ragazzo dovrebbe essere superata e riconosciute le sue stesse barriere e resistenze verso un rapporto con maggiori possibilità di successo.
In questo senso, credo, debbano leggersi le osservazioni del suo terapeuta.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Cara Marcella, le sue parole descrivono chiaramente la sofferenza ed il senso di impotenza legati alle sue problematiche di coppia.
La invito pertanto a porsi alcune domande e fare una riflessione su:

- Quali caratteristiche di questo uomo hanno attirato la sua attenzione due anni fa?
- Riesce a riscontrare ancora tali caratteristiche in lui?
- Su quali premesse è stata fondata la vostra coppia?
- Tali premesse coincidevano?
- Pensa che tali premesse risultino ancora valide o sia il caso di rivedere qualcosa?

Lei sostiene che il suo ragazzo "non vuole rivolgersi ad uno psicologo", avete mai valutato l'idea di una di terapia coppia?
Se fosse una strada per voi percorribile la riflessione che l'ho invitata a fare avrebbe una validità maggiore se condivisa col suo fidanzato all'interno di un contesto terapeutico di coppia.
Qualora non foste orientati a questo tipo di intervento, non vedo la possibilità, tanto meno la correttezza e l'utilità di costringere il proprio compagno ad avventurarsi in un percorso individuale obbligato.
Le suggerirei pertanto di valutare l'idea di rivolgersi comunque ad un/una terapeuta ad orientamento sistemico per un intervento individuale, ma non per il suo ragazzo, piuttosto per se stessa, per riuscire a riflettere meglio sulle quelle che sono state le sue scelte rispetto a determinati bisogni, quelli che sono i suoi desideri e bisogni attuali e capire cosa può fare lei, per poter vivere una relazione di coppia più soddisfacente.
Spero di averle risposto in modo esauriente. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvia Lippera

Dott.ssa Silvia Lippera Psicologo a Fano

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Gentile dott.ssa Ceccucci,
la ringrazio per la sua risposta illuminante...in effetti si, dalla mie terapie è emerso che io da un lato voglio una relazione stabile ma dall'altro mi manca l'aria al solo pensarci perché io fin'ora sono sempre stata dipendente dagli uomini al punto da non sviluppare una mia autonomia di cui ora sento il bisogno; ma dall'altro lato ho 34 anni, le mie amiche si sposano, io non voglio restare sola, finire zitella e dovermi poi trovare con uomini già sposati con figli e ulteriori situazioni problematiche. Ecco perché vivo il conflitto.

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Caro dott. Di Rienzo,
la madre del mio fidanzato è a mio avviso molto disturbata. Repressa sin dall'infanzia dai suoi genitori ipercattolici ha sviluppato anoressia e bulimia in adolescenza e al momento è come una bambina non cresciuta. Parla proprio con la vocina infantile, soffre di acquisti compulsivi ed è una persona totalmente superficiale. Inoltre è anche ansiosa e iperprotegge il figlio riempiendolo di messaggi se ritarda per rincasare. Lo usa come figura di appoggio in casa, lui fa tutto: la spesa, i lavori di bricolage, riparazioni varie...lui se io provo a fargli notare l'assurdità di tutto questo nega con rabbia e mi dice di farmi gli affari miei e di non azzardarmi a toccare sua madre.

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Gentile Marcella,
dalla tua descrizione mi pare di capire che tu sappia cosa ha in testa questo ragazzo, ma vorresti che fosse completamente diverso. Per capire come funziona la vostra relazione, occorre un'analisi attenta delle vostre modalità relazionali. In base alle poche cose che dici, mi pare che tu sia in quella situazione per cui lui ti tiene bene in pugno. Ha capito che, qualsiasi reazione lui abbia, anche se ti fa soffrire, tu sia comunque presente, oppure qualche volta ti ribelli, ma poi ritorni sui tuoi passi. Ricordati che occorre una TUA posizione costante se vuoi che lui reagisca e tu possa capire che cosa vuole lui veramente. Più vai verso di lui, più lui riesce a 'tirarti' nella sua trappola. Fagli capire chiaramente cosa non puoi tollerare e non muoverti da questa posizione. Poi valuterai se lui farà un passo verso di te o lontano da te: comprenderai così veramente cosa vuole questo 'tuo' ragazzo.
Un codiale saluto
Alessandra Monticone
Psicologa e Consulente di comunicazione
Asti

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Esiste una fortissima dipendenza dalla figura materna: il suo ingresso nella sua vita rappresenta, per lui, il proseguimento del rapporto con la genitrice. Sarebbe interessante avere a disposizione elementi sulla caratterialità della madre che, sicuramente, non favorisce questo distacco placentale e la maturazione della personalità adulta del soggetto. Sarebbe disposta a fare la madre invece di essere moglie e amante di quest’ uomo?

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Cara Marcella
Dice di essere molto innamorata di qust uomo ma la lista delle cose che non le piacciono di lui è molto lunga e ritengo siano cose anche molto importanti e che impediscano a voi due di vivere una storia "normale" per cui mi viene da chiederle, quali sono invece le cose che l'hanno fatta innamorare e che le impediscono di lasciarsi alle spalle una storia che non la soddisfa alla ricerca di una storia migliore?... i sensi di colpa? Vuole proteggere quest'uomo? O c'è altro? Come percepirebbe se stessa senza questa persona al suo fianco?
È importante che lei stia seguendo un percorso terapeutico in modo da capire quali sono le motivazioni che la spingono a continuare una storia che sembra non potersi evolvere in meglio...
Non esitare a scrivermi se dovessi averne bisogno
Saluti
Dott.ssa Ivana MIcillo

Dott.ssa Ivana Micillo Psicologo a Sant'Antimo

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Carissima Marcella,
non spiega cosa non la convince della risposta del suo terapeuta.
Perché non ne parla con lui di questa sua perplessità? Potrebbe essere un buono spunto anche per la terapia.
Non abbia paura di confrontarsi con il professionista a cui si è rivolta, perplessità e dubbi vanno affrontati.

Un caro saluto
Dott.ssa Daniela Fornari

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Salve e grazie per le risposte. Io sto già seguendo un percorso psicologico, hoo scritto qui perchè la risposta del mio terapeuta non mi convince: lui sostiene che io accetto questo ragazzo perchè in fondo una parte di me che ama l'autonomia e la libertà entra in sintonia con lui, anche se però ho un'altra parte che vuole invece la relazione stabile e sicura. Il mio terapeuta dice che posso solo accettare questa situazione nell'attesa di vedere come evolve o altrimenti andarmene

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Buongiorno gentile Marcella,
ho letto attentamente la sua richiesta ma non ho trovato Lei... Al di là di quello che potrebbe o potrebbe avere/essere il suo fidanzato, mi sembra che lei stia accettando di stare con un uomo che non la stima, la tratta male, non reputa importante condividere con lei momenti significativi. Cosa la lega a quest'uomo? Non reputa che potrebbe avere una vita sentimentale appagante volta alla realizzazione anche delle sue aspettative?
Il suggerimento è di richiedere lei un percorso psicologico dove lavorare sulla sua capacità assertiva e anche sulla sua autostima. Sembrerebbe spostare su di lui un incomprensione che principalmente lei ha verso se stessa, verso i suoi sogni, verso la sua vita.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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In questo caso chi ha bisogno di aiuto è proprio il suo ragazzo. Mi sembra che i suoi comportamenti tradiscano alcune fissazioni, sintomi di uno sviluppo infantile non bene realizzato in tutte le sue fasi. Di sicuro lo spaventano le responsabilità e gli impegni conseguenti. Avrei consigliato una terapia di coppia se lui fosse stato disponibile ma mi sembra che non lo sia. Mi sembra anche che non sia disposto nemmeno ad una terapia individuale. A questo punto lei deve seguire la sua strada e guardare soprattutto al suo benessere. Non può rimanere invischiata nella patologia di lui. Troppi sono i problemi che descrive, il suo ragazzo ha bisogno di una psicoterapia seria o sprofonderà sempre di più nella sua patologia. Pensi a sé stessa. E' il miglior consiglio che le posso dare.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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Carissima Marcella,
mi sembra molto concentrata sul Suo ragazzo, sulle sue difficoltà, sulle sue dinamiche famigliari ecc.
Mi sembra che vi siano effettivamente delle resistenze e difficoltà ma non può Lei sostituirsi ad un terapeuta: farsi aiutare è una scelta difficile e soggettiva, se non c'è desiderio in questo senso non si può far nulla.

Cosa Fare dunque? Si chieda se le rinunce che Lei sta apportando alla Sua vita siano ciò che effettivamente desidera.
Forse potrebbe essere utile per Lei lavorare su cosa ama di quest'uomo, che cosa la tiene legata a lui nonostante tutte queste difficoltà.

Un caro saluto,

Dott.ssa Daniela Fornari

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Cara Marcella,
nel racconto della tua storia colpisce la lucidità con cui descrivi aspetti del tuo partner significativi e importanti. Quello che un po' manca sei tu: quali sono i tuoi desideri, i tuoi bisogni, le tue aspirazioni? Qual è il tuo reale ruolo con quest'uomo apparentemente immaturo e legato in maniera poco sana alla sua famiglia? Cosa ti lega a lui? Ecco, poiché non possiamo cambiare gli altri l'unica è provare a cambiare noi stessi o il nostro modo di vivere le relazioni. Questa potrebbe essere un'occasione per te per riflettere su un po' di cose importanti della tua vita e delle tue scelte, magari facendoti aiutare da un professionista.
Un caro saluto, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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Cara Marcella,
da quello che dici, lui ha davvero un bel lavoro su di sè da fare... purtroppo non possiamo costringere le persone a rivolgersi ad uno psicologo se non lo desiderano realmente, non servirebbe. Questo comporta il fatto che difficilmente lui possa cambiare, almeno non per il momento, e tu ti ritroverai continuamente a gestire questi suoi comportamenti.

Quello che tu puoi fare è non cadere assolutamente nella trappola del senso di colpa. Limiterebbe la tua crescita, la tua vita e non cambierà il suo modo di fare... puoi solo rispettare le sue scelte e muoverti di conseguenza, al meglio per te.

Buona vita,
Dr.ssa Ilaria Terrone, Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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