Depressione post partum?

Inviata da Antonio · 7 giu 2013 Depressione

Abbiamo una figlia bellissima di 3 mesi e fino a una decina di giorni fa tutto andava a meraviglia. Poi una sera, al rientro dal lavoro, ho trovato mia moglie in lacrime e alla mia domanda su cosa fosse accaduto ho ricevuto come risposta: "niente, mi sento solo un po' giù". Da allora ha continui sbalzi di umore e quando le chiedo di parlarne mi ripete soltanto che si sente una mamma inadeguata (anche se per me è una mamma perfetta). La bimba, quasi in simbiosi con la madre, ha cominciato a piangere più spesso e quando io riesco a calmarla e ad addormentarla in due minuti, ecco che a piangere comincia la mamma. Non ha inappetenza, confusione o disinteresse per nostra figlia, ma questi continui cambiamenti di umore mi preoccupano. Avete qualche consiglio per un padre e marito amorevole e con molta pazienza?

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Miglior risposta 10 GIU 2013

Signor Antonio le sta dimostrando grande sensibilità e sollecitudine per la sua famiglia. La situazione non è da sottovalutare, la nascita di un figlio spesso modifica equilibri relazionali o personali, e può sollecitare reazioni emotive molto forti come quelle espresse da sua moglie. Il mio consiglio è di continuare a dimostrarsi presente ed attento e, qualora l'instabilità emotiva dovesse persistere, accompagnare sua moglie da uno psicoterapeuta della sua zona, in modo che le sue eventuali angosce e fantasie possano trovare accoglimento ed essere trattate professionalmente.
Cordiali saluti.

Dott. Luca Cometto, Psicologo, Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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18 GIU 2014

Caro signor Antonio, è difficile dire se si tratti di una depressione post partum solo da quanto scrive. La invito pertanto a prestare attenzione a questi comportamenti, che mai vanno sottovalutati perchè sono un chiaro campanello d'allarme del disagio vissuto dalla donna che ha partorito da poco. Tutte le donne e le madri che presentano questo tipo di manifestazioni patologiche hanno bisogno di un trattamento psicologico tempestivo, di supporto, di un aiuto puntuale e concreto per evitare di cadere un una spirale di isolamento dal quale poi sarà difficile uscire.
Innanzitutto non è possibile prescindere da una corretta informazione prenatale. La depressione post partum è solitamente legata a fattori di rischio preesistenti, per cui la mamma va informata sul fatto che non si tratta di un fallimento e va aiutata a cercare aiuto.
Anche in assenza di campanelli d’allarme preesistenti, qualora lo stato depressivo insorga dopo la nascita, è necessario pianificare degli interventi mirati a sollecitare la donna a parlare apertamente della sua relazione col partner, delle preoccupazioni riguardanti il suo nuovo ruolo di madre, dei sentimenti ambivalenti nei confronti del bambino e informarla che questi sentimenti sono comuni. Il partner dovrebbe sempre essere coinvolto. Estendere inoltre la rete di supporto alla famiglia per ottenere un aiuto pratico anche nella gestione del bambino, soprattutto nei primi tempi.

Dott.ssa Marianna Padovano - Studio Psicologico Anemos Psicologo a Guidonia Montecelio

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21 GIU 2013

Caro antonio,
provi a cercare su questo sito i professionisti che esercitano nella sua zona.

Cordialmente,

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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10 GIU 2013

Grazie a tutti per la cortesia e gentilezza riscontrata nelle risposte. Vivo a Bari e vorrei sapere se tra Voi egr. dott. c'è qualcuno della mia zona.

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10 GIU 2013

Gentile Antonio,
la sua attenzione e sollecitudine di marito e padre sono certamente di aiuto a sua moglie e alla vostra bimba e in questa fase fa bene a porsi queste domande: gli sbalzi di umore dopo il parto possono essere sia una risposta fisiologica dell'organismo mente-corpo della donna che si sta adattando ad una nuova condizione, sia i primi sintomi di un disagio che può configurarsi come depressione post partum. Suggerirei a lei e a sua moglie di rivolgervi ad un professionista anche solo per un breve consulto, per capire cosa sta accadendo e come affrontare al meglio la situazione. Spesso uno spazio di ascolto e di comprensione condiviso è sufficiente a prevenire problematiche più complesse. Dato che mi occupo in larga parte di genitorialità, rimango a vostra disposizione qualora voleste contattarmi, Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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10 GIU 2013

Gentile sig. Antonio, il nostro centro è specializzato sulla gravidanza e il postpartum, se volesse richiedere una consulenza siamo a disposizione.

dott.ssa Marianna Padovano
Studio Psicologico Anemos
Guidonia Montecelio

Dott.ssa Marianna Padovano - Studio Psicologico Anemos Psicologo a Guidonia Montecelio

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10 GIU 2013

Egregio signor Antonio,
trent'anni di esperienza clinica mi suggeriscono di dirle che per quanto scrive "pazientemente" ma urgentemente conviene accedere presso un capace psicoterapeuta: prima si diagnostica la sintomatologia (seria!) prima si iniziano le cure. Solitamente un approccio cognitivo comportamentale non richiede l'uso di psicofarmaci (tipo terapia integrata) tuttavia se preso in tempo il problema pare risolvibile, a parte eventuali complicazioni da evidenziare cmq in fase di valutazione clinica (necessaria per lo meno a fini diagnostici)
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a Udine.

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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10 GIU 2013

Caro Antonio,
l'esperienza negativa che sta vivendo sua moglie è relativamente frequente fra le donne che hanno da poco partorito, e dai pochi elementi che mi riferisce ritengo fondata l'ipotesi che ha fatto sulla depressione post-partum. Questo non vuol dire che il problema va sottovalutato e che non si possa fare nulla. Anzi è importante intervenire il prima possibile aiutando sua moglie a capire che non c'è niente di male nello sperimentare tali sentimenti di inadeguatezza e di tristezza ma che è importante farsi aiutare da una psicoteapeuta in un momento cosi difficile. Si potrebbe anche ipotizzare una terapia non troppo lunga, circonscritta al problema presentato, ma è importante che la sua consorte ricorra ad un aiuto esterno per il proprio bene, per quello di vostra figlia e anche per il suo.
Un caro saluto
Dott.ssa Federica Cereatti

Dott.ssa Federica Cereatti Psicologo a Roma

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10 GIU 2013

buongiorno Antonio, un neo padre può aiutare una neo mamma standole vicino, alleggerirla negli impegni più gravosi e farle sentire tutto il suo amore Se con il tempo questa situazione non si modifica forse allora occorre anche un sostegno psicologico.

Gabriella Maggi Psicologo a Erba

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10 GIU 2013

Gent.le Sig. Antonio, a mio parere potrebbe chiedere una consulenza ad uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo e comportamentale della sua zona. Convinca sua moglie ad andarci e vedrà che in poco tempo si rimetterà. Potrebbe essere un inizio di depressione o solo un periodo di stanchezza ma in entrambi i casi, è bene non sottovalutare i sintomi e andare da uno specialista , anche per il bene della piccola.

Dott.ssa Roberta Fumagalli Psicologo a Ancona

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10 GIU 2013

Sua moglie sta passando un periodo difficile dovuto al nuovo ruolo (quello materno) che ora riveste nella vostra famiglia. Le consiglio di aiutarla ad avvicinarsi ad uno psicologo con competenze nell'ambito della consulenza a genitori. In quetso modo sua moglie potrà compendere di essere una buona madre e potrà superare il momento delicato che sta vivendo.

Dott.ssa Francesca Parziale Psicologo a Torino

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10 GIU 2013

Gentile Antonio,
un parto può essere molto destabilizzante per una donna, sia per degli oggettivi sbalzi di ormoni che possono alterare il suo umore, sia perchè cambia i ritmi ed il senso della vita. Sua moglie è fortunata ad avere accanto un marito così premuroso ed amorevole. Il consiglio che le posso dare è di continuare a starle accanto ascoltando i suoi sfoghi senza cercare una soluzione alla situazione, le donne quando passano dei periodi di crisi non hanno bisogno di soluzioni ma hanno bisogno di sfogare il loro dolore attraverso le lacrime e di essere ascoltate e comprese. Rimanga consapevole che il pianto di sua moglie non vuol dire che lei non apprezza la sua vita o che non è soddisfatta delle attuali condizioni ma che ha bisogno di sfogare il suo dolore. Non faccia l'errore di molti uomini che, quando vedono la compagna sofferente, sentono che lei con il suo atteggiamento gli sta dando la colpa della sua infelicità oppure si arrabbiano perchè si sentono impotenti. Rimanga saldo nella convinzione che la sua vicinanza e il suo affetto privo di recriminazioni saranno la migliore cura per lei e gioveranno al vostro rapporto rendendolo più forte.
Ovviamente se questa situazione dovesse durare più di un mese vi consiglio anche di fare qualche seduta da uno psicoterapeuta per risolvere più velocemente la situazione.
Cordiali saluti
Dr.ssa F. Parri

Dott.ssa Federica Parri Psicologo a Trieste

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10 GIU 2013

Bravo Antonio, mi fa molto piacere che a chiedere aiuto sia un padre preoccupato per la moglie, bravo!
Inizio dicendoti che la depressione post partum o, comunque, uno stato di umore più basso del solito dopo il parto, sono una cosa abbastanza normale, sia a livello biochimico, sia a livello fisiologico che psicologico. Tua moglie non è malata, sta attraversando una fase del vostro ciclo vitale molto delicata e densa di emozioni!
Io ti consiglio vivamente di rivolgerti ad uno psicologo familiare che vi possa aiutare a superare questo momento, anzi a vivere al meglio l'arrivo di un piccolo. Non aspettare troppo, prima si comincia e più velocemnte si finisce!
In bocca al lupo!
Dr. Francesco Riccardi - Pesaro

Studio Dr. Francesco Riccardi Psicologo a Pesaro

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10 GIU 2013

Caro Antonio,
La nascita di un figlio rappresenta un evento felice nella vita di una coppia, ciò non di meno, porta con sè dei cambiamenti notevoli: negli equilibri della coppia stessa e nella donna che dovrá "ricostruirsi" nel nuovo impegnativo ruolo di madre, pur non perdendo la propria identitá di donna. I primi tempi, sopratutto, sono i più ardui poichè, come scrive bene Lei, il piccolino e la madre vivono in simbiosi e se ciò è bellissimo da un lato, dall'altro questa fusione ostacola nella mamma il riappropriassi di una propria identitá, da qui nasce anche il sentimento di inadeguatezza, che solo il tempo può derimere.
Mi sento di invitarla a continuare a fare quello che sta facendo giá, dimostrando molta sensibilitá, il marito presente e paziente e il papá premuroso e amorevole. Eviterei di lasciare la mamma per lunghi periodi sola, in quanto in questa fase la presenza di qualcuno può consentirle di avere un supporto utile nell'accudire la bimba e nel calarsi nel nuovo ruolo ed inoltre potrebbe essere
facilitata nel ritagliarsi dei momenti da dedicare a se stessa. Non esiti a rivolgersi a qùalche collega se l'umore altalenante, nonostante tutto, dovesse acuirsi.
Faccio alla nuova famiglia i miei migliori auguri
Dott.ssa Mariella Genovese psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Mariella Genovese Psicologo a Reggio Calabria

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10 GIU 2013

Caro Antonio,
diventare madri, pur essendo un percorso molto naturale, è a volte tutt’altro che semplice e lineare, in quanto la gravidanza comporta una serie di cambiamenti fisici, psicologici e sociali nella vita di una donna oltre che nella coppia.
Sua moglie si trova a dover affrontare una serie di continui aggiustamenti , che coinvolgono l’intera personalità, al fine di poter costruire un’immagine stabile di sé come madre, che prevede la capacità di strutturare uno spazio interno per il bambino e per la relazione con lui.
Ma un'influenza importante viene anche dalla qualità della relazione di coppia : un adegueto supporto emotivo la aiuterà a superare lo tzunami di cambiamenti a cui è esposta.
Tuttavia se la condizione è già debordante, è opportuno consultare uno specialista, che secondo i casi può consigliare un trattamento psicoterapico individuale e/o di gruppo.
Se lo desidera, resto a sua disposizione.
Cordialmente, Dott.ssa Raffaella Orlando

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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10 GIU 2013

Caro antonio,
gli sbalzi d'umore nel periodo immediatamente successivo al parto (entro la prima settimana) sono del tutto normali dati anche gli sbalzi ormonali che la gravidanza e il parto stesso comportano. Il baby blues compare invece dopo la prima settimana e i sintomi possono perdurare sino a tre settimane. Insomma se gli sbalzi d'umore vanno al di là del primo mese dopo il parto (l'esordio della depressione post partum va dai 3 mesi sino a un anno dopo il parto) è il caso di rivolgersi a uno specialista della sua zona o al consultorio famigliare per approfondire la situazione.

Cordiali saluti.

Dr. Antonio Cisternino

Anonimo-128762 Psicologo a Torino

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10 GIU 2013

Caro Antonio,
Per quanto la nascita di un figlio rappresenti un momento bellissimo nella vita di una coppia, è pur vero che porta con sé dei cambiamenti profondi nell'assetto della coppia stessa, ma anche e sopratutto nella donna, che di fatto investita dal nuovo ruolo di madre con tutti i carichi di responsabilità che comporta, deve "ricostruirsi" una identità (anche e non solo) in relazione al nuovo venuto. I primi mesi sopratutto sono particolarmente ardui perché, come Lei stesso scrive, si vive in simbiosi con il piccolino e se da un lato ciò è bellissimo e affascinante dall'altro e più che normale che non faciliti quel ritrovarsi di cui sopra. Sicuramente mi sento di invitarla a continuare sulla strada che già persegue con molta sensibilità, cioè di essere marito paziente e premuroso e padre presente e amorevole. Sua moglie dovrebbe essere lasciata sola il meno possibile, ma non con l'intento di soffocarla piuttosto con l'obiettivo di supportarla nella costruzione del nuovo ruolo e possibilmente di facilitarle qualche momento in cui possa pensare solo a se stessa. Non esiti a consultare qualche collega se queste fasi di umore altalenanti dovessero, nonostante tutto, peggiorare.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Mariella Genovese psicologa psicoterapeuta

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10 GIU 2013

Caro Antonio,
di solito questi sbalzi d'umore con il tempo passano e le cose vengono al suo posto. Fà bene che si impegns tanto con la sua moglie e la bimba. Sè desidera però puo proponere alla sua moglie di frequentare uno psicologo per poter superare il trauma post- parto. Ci sono consultazioni anchè on-liane che danno più libertà alla persona.
In bocca a lupo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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10 GIU 2013

Buongiorno Antonio,
il neonato non è l'unica persona che si trova ad affrontare un mondo nuovo; anche la vita della madre e del padre subisce grandi cambiamenti. Una neo-mamma e un neo-papà devono affrontare uno dei maggiori cambiamenti di abitudini di vita a cui un individuo possa andare incontro: quello di assumersi la piena responsabilità di un nuovo impegno sconosciuto che durerà per i successivi 18 anni o più. E' possibile che nei giorni seguenti alla nascita una donna possa sviluppare il cosiddetto baby blues, una condizione di calo e sbalzi d'umore molto comune. Talvolta ci sono motivi concreti, altre volte no, ma i pianti improvvisi sono causati, oltre che da un cambiamento di umore che coinvolgono dal punto di vista sia fisico sia emotivo, anche dallo squilibrio ormonale in atto mentre il corpo lotta per adattarsi alla fine della gravidanza e al fatto di dover produrre latte. In tal caso lei potrebbe essere sufficiente per far reagire la propria compagna. La depressione postnatale è una cosa diversa dal baby blues e dai temporanei sbalzi d'umore dei primi giorni dopo il parto. Può presentarsi in qualsiasi periodo, settimane o anche mesi più tardi, e durare a lungo. Le consiglio pertanto di parlare con sua moglie e convincerla a parlare o con la psicologa dell'asl competente o con una psicologa-psicoterapeuta privata, innanzitutto per discernere quale condizione stia vivendo e offrirle la possibilità di chiedere, chiarire e condividere vissuti, sensazioni ed esperienze.
Cordiali saluti
Dott.ssa Elena Favole

Dott.ssa Elena Favole Psicologo a Cuneo

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10 GIU 2013

Buongiorno Antonio, sintomi quali cambiamenti nell'umore, irritabilità, crisi di pianto, senso di inadeguatezza possono essere presenti nelle donne che hanno da poco affrontato una maternità. Nel vostro caso, potrebbe solamente trattarsi di un momento transitorio che non necessariamente può giungere a sfociare in un vero e proprio stato depressivo. I sintomi della depressione post-partum tendono infatti ad essere ben più gravi e invalidanti e in tal caso sarebbe utile la consultazione di uno specialista.
Al momento è fondamentale che sua moglie abbia sia da lei che dai vostri famigliari tutte le rassicurazioni e l'aiuto possibili per cercare di vivere questo momento nel modo più sereno ed adeguato possibile. La sostenga sempre e la ascolti, se da parte sua è presente la ricerca di dialogo e non sussistono resistenze, e continui ad avere pazienza, soprattutto verso i cambiamenti d'umore improvvisi.
Abbia fiducia nel fatto che il suo amore incondizionato e il supporto emotivo che offrirà a sua moglie sapranno certamente aiutarla a ritrovare la serenità.
Rimango a disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Alessia Sorsi

Dott.ssa Alessia Sorsi Psicologo a Piacenza

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10 GIU 2013

Caro Antonio, se non nota altri segnali più allarmanti (abulia, gesti di rabbia improvvisa o repentini e preoccupanti cambiamenti d'umore) direi che il tutto può rientrare nella norma. I cambiamenti ormonali e di vita che seguono ad un parto possono facilmente generare fragilità emotive, tuttavia, bisogna fare attenzione ai facili allarmismi. Chieda a sua moglie quali pensieri la attraversano e la rassicuri sul fatto che la maggior parte delle donne non si sente all'altezza del mito materno. Essere madre è qualcosa che si impara facendolo, rischiando, sbagliando e calibrandosi sulle risposte che il bambino ci dà.
I primi mesi della vita di un bambino sono i più stancanti, si sa, dunque potrebbe non far male a sua moglie una cura ricostituente. a tal proposito chieda al medico di base. Riguardo al resto, rimango a disposizione per ogni chiarimento o dubbio. Un augurio. Dott.ssa Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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10 GIU 2013

Gentile Antonio,
sua moglie potrebbe soffrire di una depressione post-partum. E' una condizione comune a molte neo-mamme sia per sbalzi ormonali che una catena di pensieri e sentimenti disfunzionali, attivati dalla nuova condizione. La cosa migliore è consultare uno psicologo con cui sua moglie possa aprirsi e far luce sui nodi bui che attualmente l'assillano.
Un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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