Depressione post parto?

Inviata da Alice · 31 ott 2017 Depressione

Buonasera, ho 27 anni e ho partorito 3 settimane fa un bimbo, non avevo in programma di averne ora, ma ne ho sempre desiderato uno, e quindi col mio compagno abbiamo deciso di tenerlo. In gravidanza mi sono fermata quasi subito dal lavoro e spesso ero triste perché non avevo mai nessuno con cui uscire ed ero sempre in casa da sola in settimana, perché il mio compagno lavora in un'altra città e torna solo i week end. Pensavo che con l'arrivo del bambino sarei stata felicissima, invece ho passato i primi 4-5gg depressa, poi pensavo di essermi ripresa, finché c'era il mio compagno a casa in ferie. Da martedì è tornato al lavoro, quindi sono sola col bambino..vengono mia mamma e mia suocera a darmi una mano magari qualche ora ma non tutti i giorni, la mia paura è che mi stia venendo la depressione post parto, perché alterno momenti in cui mi sento più positiva e penso che posso farcela ad altri momenti neri in cui ho paura di non farcela, mi sento in trappola senza via d'uscita e vorrei tornare indietro alla vita di prima, mi è capitato anche di pensare al suicidio. A volte mi sento anche proprio svenire, che mi manca l'aria e sempre sta sensazione di essere in un tunnel senza via d'uscita. Dovrebbe essere il momento più bello della mia vita, quello che ho sempre desiderato, e invece mi sento infelice e con la paura di peggiorare. Volevo un vostro parere, se secondo voi può essere depressione oppure solo una normale reazione alla nuova vita, e se è meglio intervenire subito magari andando da uno psicologo.

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Miglior risposta 2 NOV 2017

Buongiorno Alice,
la nascita di un bambino è una cosa meravigliosa, determina l'assunzione di un nuovo ruolo quella di madre, ma al tempo stesso viene a modificare un equilibrio esistenziale.
Sicuramente la presenza di supporti, quali suo marito e/o le nonne è senz'latro un aspetto positivo, ma non può essere sempre disponibile.
Un percorso psicologico la potrebbe sostenere in questa fase delicata della sua vita, riducendo quella sensazione di sentirsi in trappola e senza vie d'uscita, attraverso l'elaborazione di quanto sta vivendo e l'individuazione di strategie che la portino ad una valorizzazione del suo ruolo sia di donna che di madre.
Un caro saluto
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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7 NOV 2017

Cara Alice,
hai fatto molto bene ad uscire dalla tua sofferenza silenziosa scrivendo in questo sito specializzato, le mie colleghe ti hanno chiarito che la tua tristezza è fisiologica e porta enormi cambiamenti personali, nella coppia e nella famiglia. Ogni donna affronta la maternità in modo diverso, ogni donna porta con sé la sua storia personale e caratteriale il mio consiglio è di rivolgerti ad un professionista per qualche colloquio al fine di riprendere la tua vita in modo equilibrato. Il rapporto madre e figlio è unico e speciale da vivere giorno per giorno.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti e cordialmente la saluto
Dott.ssa Monica Bertolini

Dott.ssa Monica Bertolini psicologa-psicoterapeuta Psicologo a Lodi

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2 NOV 2017

Cara Alice,
Dalle tue parole si percepisce molta sofferenza e preoccupazione. L'essere riuscita ad esprimere questo malessere è già un atto molto importante. La maggior parte delle donne dopo la nascita, proprio a distanza di 3-4 giorni dal parto, sperimentano ciò che viene definito "baby blues": sensazione da parte della donna di stanchezza, irrequietezza, crisi di pianto, ansia e paura, e corrisponde ad un'alterazione umorale fisiologica. Se però la tristezza persiste, diventa depressione post partum in genere dal terzo mese al primo anno dopo il parto. In questo caso i sintomi sono quelli tipici appunto della depressione: ansia e preoccupazione, umore abbattuto e depresso, con tendenza a vedere tutto nero, perdita di interesse o di piacere nel fare le cose, alterazioni del sonno e del l'appetito; Oltre al senso di inadeguatezza rispetto al fatto di prendersi cura del bambino. Nella sua situazione, credo che la sensazione di tristezza e apatia sia data anche dal fatto che per la maggior parte della giornata lei si trovi in casa da sola a prendersi cura del suo bambino, non avendo possibilità di confrontarsi con altre mamme e di poter staccare la spina neanche per un brevissimo periodo. Il supporto del compagno in questa fase è essenziale. Se fossi in lei proverei ad esprimere le sue sensazioni alle figure che ha intorno come supporto per pensare insieme a come poter alleggerire il suo carico. Se la situazione non dovesse cambiare Potrebbe parlarne al suo medico di base, o ad uno specialista psicologo, magari all'interno di strutture sanitarie presenti sul territorio, come i centri psicosociali o i consultori che potrebbero aiutarla nell'intraprendere il percorso di supporto più indicato.
Per qualsiasi dubbio resto a disposizione,

Dr.ssa Muzio Sara

Anonimo-168276 Psicologo a Milano

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2 NOV 2017

Cara Alice,
Dalle tue parole si percepisce molta sofferenza e preoccupazione. L'essere riuscita ad esprimere questo malessere è già un atto molto importante. La maggior parte delle donne dopo la nascita, proprio a distanza di 3-4 giorni dal parto, sperimentano ciò che viene definito "baby blues": sensazione da parte della donna di stanchezza, irrequietezza, crisi di pianto, ansia e paura, e corrisponde ad un'alterazione umorale fisiologica. Se però la tristezza persiste, diventa depressione post partum in genere dal terzo mese al primo anno dopo il parto. In questo caso i sintomi sono quelli tipici appunto della depressione: ansia e preoccupazione, umore abbattuto e depresso, con tendenza a vedere tutto nero, perdita di interesse o di piacere nel fare le cose, alterazioni del sonno e del l'appetito; Oltre al senso di inadeguatezza rispetto al fatto di prendersi cura del bambino. Nella sua situazione, credo che la sensazione di tristezza e apatia sia data anche dal fatto che per la maggior parte della giornata lei si trovi in casa da sola a prendersi cura del suo bambino, non avendo possibilità di confrontarsi con altre mamme e di poter staccare la spina neanche per un brevissimo periodo. Il supporto del compagno in questa fase è essenziale. Se fossi in lei proverei ad esprimere le sue sensazioni alle figure che ha intorno come supporto per pensare insieme a come poter alleggerire il suo carico. Se la situazione non dovesse cambiare Potrebbe parlarne al suo medico di base, o ad uno specialista psicologo, magari all'interno di strutture sanitarie presenti sul territorio, come i centri psicosociali o i consultori che potrebbero aiutarla nell'intraprendere il percorso di supporto più indicato.
Per qualsiasi dubbio resto a disposizione,

Dr.ssa Muzio Sara

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2 NOV 2017

Gentile Alice,
comprendo il disagio e la tristezza che sente in questo momento. Il periodo del post-partum è in effetti una fase di grande vulnerabilità per la donna. Lei afferma di aver sempre desiderato un figlio, anche se è arrivato prima di quanto previsto.
A livello fisiologico inoltre il post-partum è caratterizzato da un rapido cambiamento ormonale che può infatti far emergere modificazioni dell'umore. Questi sintomi possono essere più o meno temporanei.
Lei afferma inoltre di essere piuttosto sola, questo ha comunque un impatto su se stessa.
Cerchi di incrementare la rete sociale intorno a lei, richiedendo sostegno e supporto emotivo.
Credo che in questo momento le sarebbe molto utile un supporto psicologico per superare questa fase di insicurezza.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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2 NOV 2017

Salve Alice, la gravidanza il parto e l'inizio di una nuova vita con un bambino ė sicuramente un qualcosa di fisiologico, ma delicato e particolare. Per questo, ció che prova potrebbe essere legato al sopraggiungere di questa "crisi" passeggera, ma non ě da sottovalutare l'ipotesi di una difficoltâ che vada oltre questo. Lei stessa dice di sentirsi sola e di avere pochi momenti di scambio o supporto da parte di chi le sta vicino: credo che un supporto psicologico possa essere molto utile per sostenerla in questa fase delicata di vita e aiutarla a riscoprire le sue risorse di donna e di mamma. Vedrâ che piano piano le cose andranno meglio e crescerá insieme al suo bambino giorno per giorno con positivitâ! Sono a disposizione per altri chiarimenti e le faccio un grosso in bocca al lupo per la sua vita!

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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1 NOV 2017

Buonasera Alice,
quella che sta affrontando sicuramente è una situazione spiacevole e che può mettere a dura prova. L'arrivo di un bambino porta con se grandi cambiamenti: la vita di "prima" deve essere ri-organizzata per considerare le necessità del nuovo arrivato. Proprio perché si tratta di una situazione così delicata le consiglio di rivolgersi a uno psicologo / psicoterapeuta che possa aiutarla a capire cosa prova effettivamente e la sostenga in un questo momento di difficoltà.La cosa che deve rassicurarla è che sicuramente ci sono altre persone che stanno vivendo situazioni analoghe, quindi non deve sentirsi sola.

Resto a disposizione
Dott.ssa Valentina Salatti

Anonimo-168997 Psicologo a Livorno

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1 NOV 2017

Alice bisogna capire cosa ti porta a provare questi sentimenti contrastanti. Dentro di te c'è qualcosa che rema contro alla felicità avere un bambino. Potrebbe non essere un problema di depressione post partum. C'è qualcosa che non vuoi dirti completamente che non vuoi accettare completamente che non ti lascia vivere con serenità il tuo presente e la gioia immensa di ricercarsi continuamente con tuo figlio. Occorre scoprire cosa é. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento e per la psicoterapia

Dott. Davide Milanese Psicologo a Tortona

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1 NOV 2017

Buongiorno Alice,
la situazione che descrive è di certo pesante. Per quanto un primo periodo di umore instabile e via dicendo dopo la gravidanza può verificarsi, il suo periodo inizia a prolungarsi un po' troppo. Inizi a darsi un po' di struttura nelle giornate, cerchi di stare spesso in compagnia e si forzi ad uscire un po' di casa, delle belle camminate ad esempio possono aiutarle a produrre benessere ( endorfine). Inoltre chieda subito qualche colloquio psicologico, Non si spaventi sono cose che possono succedere, basta e affrontarle e si sentirà più tranquilla. Un saluto

Dott.ssa Gilda Di Nardo Psicologo a Roma

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1 NOV 2017

Carissima, penso che sia il caso di intervenire. Questo suo disagio va avanti già dalla gravidanza e non si capisce a cosa effettivamente sia legato. La nascita del piccolo poi, con le difficoltà che portano tutti i bimbi durante le prime settimane, ha peggiorato di molto la situazione. Le consiglierei appena può, di consultare qualcuno presso il suo consultorio. Di casi come il suo ne avranno visti altri e sapranno come aiutarla.
Bisogna capire se è la solitidine nella quale si è trovata all' improviso o se sono gli stravolgimenti ormonali della gravidanza ad averla messa ko, o ancora se si tratta di qualcos'altro.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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1 NOV 2017

Salve Alice, dalle sue parole viene fuori un qualunque tipo di sofferenza che, per certi versi, dato il grande cambiamento di vita e a livello fisico, fisiologico, comportamentale ed emotivo può essere validato. Tuttavia, aldilà dell'etichetta "depressione" se lei avverte qualcosa che non va può solo esserle d'aiuto farsi supportare. Rimango a sua dispozione, anche per contatti via skype.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Enrica Vinci

Dott.ssa Enrica Vinci Psicologo a Messina

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1 NOV 2017

Gentile Alice,
Deve essere dura per lei affrontare questa nuova situazione. Diventare mare,dedicare il proprio tempo ad un bambino,implica molti cambiamenti sia pratici che emotivi ed ognuno ha anche i suoi tempi per riscattarsi alla nuova situazione. Non è possibile diagnosticare una depressione leggendo solo le sue parole, ma la cosa che sento di dirle è che se in questo momento sente di aver bisogno di un supporto esterno,di qualcuno che la aiuti anche ad elaborare e affrontare questo cambiamento,si rivolga ad uno psicologo,in modo da capire insieme su cosa lavorare,anche in un ottica di benessere psico-fisico.Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.Cordiali saluti,Dott.ssa Laura Camastra

Dott.ssa Laura Camastra Psicologo a Castellana Grotte

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1 NOV 2017

Cara Alice, direi che nella tua domanda ti sei anche risposta.
Sei di buon umore quando ritieni che sarai una buona madre e triste quando pensi di no.
Sembrerebbe che l'idea di essere poco capace sia una tua convinzione vecchia, e che la maternita' l'abbia solo risvegliata.
Effettivamente, di questo passo un certo rischio di depressione c'è.
Ritengo ti occorra una psicoterapia

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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