Crisi di coppia

Inviata da Noemi · 22 ott 2015 Terapia di coppia

Buonasera,
sono una donna di 27 anni, sposata da 2 anni con l'uomo che amo dopo 7 anni di fidanzamento tra cui 2 di convivenza.
Dalla nostra unione è nato nostro figlio nel 2013.
Mio marito è un po' particolare: ha la mia stessa età, un lavoro molto stressante e appena raggiunge l'obiettivo che si è prefissato ne ricerca subito uno nuovo: ad esempio osanna un tipo di auto, la compra e dopo pochi mesi lo stanca e la vende.
Prima della nascita di nostro figlio abbiamo avuta una crisi perché mio marito non sapeva più se mi amava o meno. Ho cercato di lasciargli i suoi spazi, parlargli ed ha funzionato: il nostro rapporto è ritornato meglio di prima...ora si ripresenta nuovamente il problema.. vuole un periodo di separazione per capire...per capire cosa vuole dalla sua vita, per capire se mi ama ancora...io lo amo, ma capisco che questa situazione è ormai ingestibile: non so cosa fare per aiutarlo...ovviamente il mio desiderio sarebbe quello che riformassimo una coppia, una nuova coppia...riscoprirci...ma lui non vuole. Sono molto demoralizzata perché mi sento impotente, perché non so proprio come comportarmi...e non voglio incappare in errori che lo facciamo andare via per sempre. Lui è molto importante per me, il padre di mio figlio e l'uomo giusto per me.
Cosa posso fare?
Vi ringrazio per i vostri consigli!

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Miglior risposta 22 OTT 2015

Gentile Noemi,
per essere stata per 7 anni vicino a quest'uomo, lei dovrebbe conoscerlo abbastanza bene per capire cosa scatena ogni tanto i suoi dubbi e cioè se ama ancora oppure no lei, suo figlio, le sue auto, magari il suo lavoro e/o altre cose.
Forse, come lei a qualche livello ha già intuito, è soltanto una persona sempre insoddisfatta che quando ottiene una cosa di cui "si impadronisce" ne cerca subito un'altra perchè è sicuro di possedere e gestire come meglio gli pare la prima.
Proprio per questo avrebbe bisogno di una buona "lezione" ed io le suggerisco, come ha fatto l'altra volta, di concedergli il suo periodo di riflessione e di separazione con la piccola variante di pregarlo di non prenderla troppo per le lunghe "perchè anche lei deve riflettere su come organizzare la sua vita e non è corretto farla rimanere sospesa per troppo tempo!..." .
Ovviamente in tutto questo deve essere credibile ed attrezzarsi iniziando un percorso di psicoterapia individuale e chiedendo magari anche la collaborazione della sua famiglia o di qualche amica a cui poter affidare il bambino nell'orario della terapia.
Solo dopo che lei avrà acquisito assertività ed autostima si potrà eventualmente pensare ad una terapia di coppia se lui sarà d'accordo e, se non sarà d'accordo, ci penserà un pò di più prima di farsi venire le bizze.
In caso contrario, se non si attiverà, lei si dovrà rassegnare ad essere succube dei capricci ripetitivi di suo marito.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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31 OTT 2015

Buonasera Noemi,
lei stessa afferma che suo marito appena raggiunge l'obiettivo che si è prefissato ne ricerca subito uno nuovo"
Avete già, inoltre, superato una crisi, ma poi è arrivato vostro figlio e i nuovi equilibri di coppia che avevate trovato in modo ottimale non ci sono più. Prima eravate in 2 ora siete in 3. E' naturale che sia in atto un cambiamento e questo richiede un nuovo equilibrio.
Sembra che suo marito voglia cercare quello di cui ha bisogno senza il suo aiuto e collaborazione. Capisco il suo sentirsi "impotente": non può aiutare chi non vuole essere aiutato.
Perchè non chiedere lei un supporto ad uno psicoterapeuta? Potrebbe essere un valido modo per capire come aiutare senza aiutare.
Un saluto.
Dott.ssa Fiammetta Favalli

Dott.ssa Fiammetta Favalli Psicologo a Anzio

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27 OTT 2015

Salve Noemi, leggo quanto scrive e mi sembra di capire che lei sta soffrendo molto in questa situazione. Credo che lei conosca bene suo marito e sappia se la separazione che sta chiedendo in questo momento possa esservi davvero utile. Mi chiedo cosa rappresenta per lei in questo momento questa separazione? cosa la preoccupa? visto che in passato stare separati vi ha aiutato e mi è sembrato di capire che lei ha gestito il vostro distacco in maniera adeguata per entrambi. Potrebbe essere utile pensare ad un percorso di coppia per potervi riscoprire rispettando i reciproci tempi, che ne pensa?
Allo stesso tempo credo possa essere utile per lei rafforzare le sue sicurezze come donna, sapendo che in caso potrebbe essere suo marito a perderla e che questo non riguarda una parte sola, perchè entrambi mantenete viva questa relazione.
Resto a disposizione per qualsiasi domanda e può contattarmi quando vuole.
Un caro saluto
Dott.ssa Eleonora Sellitto

Dott.ssa Eleonora Sellitto Psicologo a Roma

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26 OTT 2015

Buongiorno Noemi.
Purtroppo gestire in solitaria una situazione come la sua non è facile, perché si pensa sempre di sbagliare oppure che nessuno possa capire la situazione o sia in grado di aiutarla. Per questo motivo io avrei due consigli da darle: il primo è quello di provare a chiedere a suo marito se avesse voglia di intraprendere una terapia di coppia, che non per forza obbliga le persone a rimettersi insieme, ma molte volte a potersi separare nella maniera migliore...starà a voi come coppia assieme a un terapeuta capire se c'è ancora margine per lottare e rimettere insieme i pezzi oppure no. Il secondo consiglio nasce dal dubbio che il primo possa non fare al caso vostro: si trattebbe di iniziare una sua terapia personale (nel caso in cui suo marito non volesse intraprendere un percorso lsicologico) attraverso la quale poter comprendere il motivo di questa crisi e del motivo per cui da una parte lui non riesce più a stare con lei e dall'altra perché lei non riesce a staccarsi da lui...
Spero che con un po di chiarimenti lei possa trovare una soluzione...
Cordiali saluti,
Dott.ssa Roberta Moro

Dott.ssa Roberta Moro Psicologo a Thiene

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24 OTT 2015

Gentile Noemi,
non credo le si possa dare una risposta esauriente perchè è in gioco la vita e la personalità di un'altro individuo: suo marito ed anche perché si è in presenza di una "coppia" che, come tutte le coppie va indagata nelle sue dinamiche.
Praticamente uno psicoterapeuta, per capire e cercare di risolvere il problema, potrebbe dover dedicarsi soprattutto al singolo o ai singoli membri della coppia o alla coppia nel suo insieme o tutte e due le cose.
Il consiglio pertanto è di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta di coppia che possa aiutarvi.
Qualora suo marito fosse contrario, ci vada da sola perché comunque dovrebbe essere in grado di ottimizzare la comunicazione tra voi e conseguentemente ottenere dei risultati che potrebbero anche essere notevoli.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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23 OTT 2015

Buongiorno Noemi, ho letto con interesse quanto scrive.
Lei e suo marito vi siete conosciuti molto giovani e la vostra relazione è proseguita fino ad oggi, peraltro con il superamento di una prima crisi: questo mi fa pensare che nella vostra coppia ci possano essere molte risorse e potenzialità che potrebbero permettervi di affrontare anche questo difficile momento.
I periodi di crisi sono "fisiologici" per la maggior parte delle coppie, e spesso accompagnano fasi delicate del ciclo di vita della coppia come l'inizio di una convivenza, il matrimonio o la nascita dei figli.
Tuttavia, dato che ora avete anche un bimbo piccolo da tutelare il più possibile, credo che potrebbe tornarle molto utile riflettere con suo marito rispetto alla possibilità di intraprendere un percorso di coppia:
- per capire come affrontare questo momento tutelando il più possibile i vostri bisogni reciproci e di vostro figlio (anche per lei non deve essere semplice mettere da parte le sue necessità personali per andare incontro ai tempi di suo marito);
- per conoscervi meglio e comprendere maggiormente il modo in cui la vostra coppia "funziona", da cosa scaturiscono le crisi, come prevenirle o gestirle;
- capire anche "di cosa è fatta la vostra coppia": se c’è ancora affetto da parte di entrambi e c’è incontro l’ossigeno farà si che le cose migliorino moltissimo, se invece doveste accorgervi che l’amore si è esaurito, o che i bisogni di uno od entrambi sono troppo diversi rispetto a quelli che vi hanno permesso di "scegliervi" 7 anni fa, allora si tratterà per lei di eleborare e accogliere la situazione ed essere accompagnata e sostenuta nel "lasciar andare suo marito" (sempre nell'idea che il vostro legame in quanto genitori rimane).
Un lavoro di coppia con il supporto di un professionista può rivelarsi quindi molto utile ed affiancare (non sostituire) le strategie individuali che deciderete di mettere in atto.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o informazioni aggiuntive.
Un augurio,
Dott.ssa Stefania D'Agostino

Dott.ssa Stefania D'Agostino Psicologo a Carpi

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23 OTT 2015

Cara NOEMI
La struttura di personalità del tuo uomo ti richiede continui cambiamenti per essere sempre "nuova" e non stancarlo mai. Direi che qui il "problema" non è cosa potresti fare per lui, ma cosa potresti fare per te stessa. Quanto sei disposta a cambiare per lui, e per quante volte ancora? L'ostacolo alla vostra felicità di coppia non sei tu, ma è lui stesso. Per quanto amore tu possa provare per quello che definisci "l'uomo della tua vita" , dovresti in primis mettere l'amore che provi per te stessa, per i tuoi sogni e per i tuoi ideali.
Fissa questi come dei punti fermi e lui , se vorrà davvero, saprà starti accanto COME TU SEI
Buona fortuna
DR Maura Di Lillo

Dott.ssa Maura Di Lillo Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Campobasso

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23 OTT 2015

Buongiorno Noemi, da quello che ha scritto mi sono venute subito in mente due cose: 1) mi sembra che suo marito, in certi momenti (bisognerebbe stare attenti a cosa succede dentro e fuori la coppia in questi momenti delicati), soffra di un senso di costrizione, per cui ha bisogno di spazi fisici ed emotivi; 2) mi sembra che soffra della sindrome di Peter Pan, ovvero, in coerenza con il primo punto, appena sente maggiori o troppe responsabilità, preferisce allontanarsi. Vostro figlio è ancora piccolo, come è arrivato? Eravate d'accordo tutti e due di averlo in quel momento, oppure uno dei due era più insistente dell'altro? Credo che una terapia di coppia possa essere una soluzione da prendere in considerazione anche e,soprattutto, rispetto alle condotte cicliche di suo marito ed alla sua (di lei)insoddisfazione.
Buona fortuna,
Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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22 OTT 2015

Cara Noemi,
leggendo il suo messaggio ho pensato che a suo marito potrebbero servire novità e stimoli sempre diversi per sentirsi vivo.

Ci scrive che prima della nascita di vostro figlio c'è stato un momento di crisi e che è stato superato in modo positivo. Cosa accadde allora? E' possibile che lei abbia modificato parte del suo comportamento usuale inserendo una nota di novità nella vostra relazione?

Se fosse così, anche ora la soluzione per riaccendere l'interesse di suo marito e tenere unita la vostra coppia potrebbe essere quella di inserire una novità, un comportamento nuovo nel vostro modo di vivere.

Le suggerisco di provare a comportarsi diversamente dal solito in piccole cose del quotidiano e ad osservare se questo sembri attirare l'attenzione di suo marito.

Nel contempo, se non lo ha già fatto, consulti uno psicologo e valutate se iniziare un pecorso di coppia.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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