Cosa concretamente si può fare per aiutare un'amica anoressica?

Inviata da Elisa · 4 lug 2017 Psicologia risorse umane e lavoro

Non so davvero se questo è il posto giusto per porre questa mia domanda, ma lo spero...
Mi chiamo Alessia ed ho una carissima amica...lei si chiama Ely!
Ci siamo conosciute al liceo 20 anni fa...
Entrambe eravamo in un periodo di grande difficoltà, io alle prese con la grave malattia di mia madre, lei alla ricerca del suo posto nel mondo!
Quando mia madre morì mi sentii svuotata e oramai inutile...ma allo stesso tempo mi accorsi che avrei potuto riversare le mie cure e le mie attenzioni sul resto del mondo...
Ma questo è un pensiero, che a freddo, faccio solo ora...
Allora mi legai a questa bellissima persona molto fragile...
Lei smise di mangiare...ma mi lasciò entrare nel suo mondo, e prendendola per mano, con tanta pazienza e non poca sofferenza dopo un paio d'anni ne uscimmo...le facevo vedere il mondo con i miei occhi...le facevo vedere lei come la vedevo io...riuscii a farle vedere quanto era bella...dentro e fuori...
Poi si innamorò ed il suo ragazzo di allora le regalò tanta tanta serenità....due bravi ragazzi, che condividevano fede e attività in oratorio...facevano progetti erano l'uno il sostegno dell'altra..
Tutti pensavamo che si sarebbero sposati e che avrebbero vissuto una vita felice insieme...
Ma dopo tanti anni si ritrovarono legati da un profondo affetto che, però, non era amore..trovarono il coraggio di dirselo e la loro storia finì!
Poco dopo lei incontrò il suo attuale marito...
Per lui si mise in gioco sin da subito...andò contro a quello in cui lei aveva da sempre creduto...
Passò dalla sua storia intrinsa di fede senza rapporti sessuali prima del matrimonio alla convivenza con quest'uomo, ex testimone di geova divorziato...dopo pochi mesi...
Lui aveva un carattere forte...per lui è molto più importante l'apparenza che la sostanza...in casa loro tutto è immacolato, pulitissimo e in ordine...chi entra in casa loro vede una coppia perfetta con una casa perfetta e due bambini perfetti...
Io so che dietro quella perfezione ci sono tante liti...lui vuole che la casa sia in ordine, pulita...lui tiene il bilancio di famiglia e guai spendere dei soldi senza aver preventivato l'acquisto...e lei incassa...
Si chiede, ad ogni lite, se è lei ad essere sbagliata...se lo chiede sempre...e soffre...
Lui all'inizio non voleva figli, poi cambiò idea e quando nacque il primo figlio si dedicò completamente a lui, ribadendo più e più volte che per quanto meraviglioso fosse non ne desiderava altri..
Probabilmente ingannandolo ( ma di questo non sono certa) lei rimase incinta nuovamente...arrivò il secondo e qualcosa si incrinò..
Lui vive per i suoi figli...ma perchè deve...passa tanto tempo con loro, ma perchè deve...è molto attento come padre ma non sorride mai..
Affronta tutto diligentemente, ma senza gioia...
E questo stato di frustrazione non giova a nessuno...
Lei in poco tempo ha perso tantissimi chili, per fare in maniera che tutto sia perfetto si sveglia prestissimo, ha tutto straorganizzato...hanno un menù settimanale...per intenderci...
Preoccupata provai a parlare al marito qualche tempo fa...lui mi disse che da quando si era messa a dieta lei stava molto meglio ed è più sicura di sè..
Ed io mi chiedo come non noti che il suo bellissimo sguardo di un tempo non esiste più, come faccia a non accorgersi che oltre a lui anche lei non sorride più...
Che il non parlarsi se non dei figli è una cosa che logora...
Che lei ha bisogno di essere vista oltre che come madre come donna e come moglie...come persona semplicemente...
Che se una lavatrice sta da stendere per un pomeriggio non succede nulla e che se spende 8 euro per due magliette non è la fine del mondo....
Ma quello che più mi fa male è che lei stessa ha smesso di vedersi...e comincia a pensare che sia giusto così...
Sono affranta...non so come aiutarla...
Il fatto che io ci sia sicuramente le è di conforto, ma non la fa rinsavire...sta lasciando vincere la sua malattia per riempire e cercare di riappropriarsi della sua vita matrimoniale...
Lei ha bisogno di qualcosa che io non posso darle...e chi può darle ciò di cui ha bisogno non lo farà...
Ed io non so che fare...

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Miglior risposta 5 LUG 2017

Gentile Elisa,
Complimenti per la descrizione dettagliata e analitica della situazione della propria amica, si sente tanto affetto e sentimento.
Lei è una persona molto sensibile.
Purtroppo è molto difficile intervenire nelle dinamiche di coppia a livello amicale, di solito si innescano meccanismi ed equilibri complessi.
Già in passato Ely era fragile e rifiutava il cibo, il fatto che ora la problematica si ripresenti è da tenere in seria considerazione.
Come amica può continuare a stargli vicino ed eventualmente proporgli l'accesso ad un percorso psicologico con molta delicatezza.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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5 LUG 2017

Gentile Elisa,
comprendo il suo sconforto per una è persona alla quale è molto affezionata, ma oltre ad offrirle la sua amicizia e la sua premurosa presenza, penso non possa far altro. Oltre al marito che sembra essere una persona molto controllante e fredda, ci sono altri familiari che potrebbero avere un ruolo più inciso nell'aiutare Ely?
Resto a disposizione
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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5 LUG 2017

Cara Elisa,
essere amica di una persona con difficoltà non è un compito facile e spesso ci disorienta. Dalla sua ultima frase emerge il senso della sua consapevolezza e, al tempo stesso, impotenza: "lei ha bisogno di qualcosa che io non sono in grado di darle". Purtroppo solo la sua amica può decidere di rivolgersi ad uno psicologo ma lei, con l'affetto e dedizione che le ha sempre dimostrato, può provare a suggerirlo: la sua amica potrebbe scoprire che non c'è niente di male a prendersi cura di se stessa e lei si sentirà leggermente sollevata dall'enorme responsabilità che prova nei suoi confronti.
Le auguro buona giornata
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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4 LUG 2017

Gentilissima,
potrebbe consigliare alla sua amica di intraprendere un percorso psicoterapeutico. Può farlo anche se non è economicamente indipendente rivolgendosi al settore pubblico.
Potrebbe essere il primo passo per riprendere in mano la propria vita e fare dei cambiamenti.
Lei ha ragione, non può risolvere i problemi della sua amica, la può consigliare, ma la scelta finale spetta a lei.
Nonostante questa consapevolezza, la sento molto coinvolta, sofferente, e lo comprendo visto il legame affettivo, però mi chiedo anche quanto incida l'investimento che ha fatto circa il suo impegno verso il prossimo, la dedizione nel curare e aiutare l'altro.
È un obbiettivo di tutto rispetto, però è importante che sia coltivato, in equilibrio, insieme ad altri scopi poiché se questo assume un ruolo centrale nella sua vita, di fronte alla frustrazione per non poter direttamente cambiare la situazione, rischia di causare a se stessa della sofferenza emotiva che va a danno del benessere psicologico.
Magari non è il suo caso, ma vale la pena di rifletterci sopra in via preventiva dato che sono dinamiche piuttosto frequenti.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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