Buongiorno, scrivo perché sono in momento di forte tristezza, ansia e angoscia. Ho seguito un percorso di psicoterapia per un anno e mezzo ma ho deciso di terminarlo di punto in bianco perché era un po di tempo che avevo iniziato a provare una forte attrazione fisica per il mio psicologo, che ovviamente è stato sempre professionale e impeccabile e mi ha chiaramente rifiutata. Ho interrotto ill percorso perché mi sentivo sbagliata, una brutta persona che si era stupidamente infatuata del proprio psicologo e avevo la paura che lui mi abbandonasse per questo motivo. Ho il terrore dell" abbandono e questa paura ha vinto. Mi sento peggio di prima, vorrei iniziare un nuovo percorso ma poi mi domando quale sarebbe la differenza...se trovo uno psicologo con cui mi trovo a mio agio un giorno avrò di nuovo la stessa paura...mi sembr un cane che si morde la coda...e nel frattempo mi fa male pensare al mio psicologo...mi sembra di avere crisi di astinenza da lui...non so che fare...so che non posso tornare indietro ma non so come andare avanti..
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10 FEB 2023
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Gentile L.,
Per ovviare al problema, in primis, le consiglio di optare per un professionista di un altro sesso.
Inoltre sarebbe una buona idea partire proprio dalla sua "crisi d'astinenza dal suo psicologo" per comprendere i meccanismi che le hanno innescato queste sensazioni di forte tristezza, ansia e angoscia e, soprattutto, per porvi rimedio. In questo modo, infatti, le sarebbe possibile non solo affrontare il percorso psicologico in maniera serena, ma anche gestire il suo terrore dell' abbandono.
Spero di esserle stata utile e resto a sua disposizione per un'eventuale consulenza psicologica.
Saluti.
Dott.ssa Deborah De Luca
20 FEB 2023
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Ciao L.
Scrivi che ti senti "sbagliata, una brutta persona...stupidamente infatuata dello psicologo" e che, per paura che lui ti abbandonasse e rifiutasse hai abbandonato per prima.
Il terrore dell'abbandono, come giustamente hai descritto il tuo modo di vivere le relazioni, è presente in ogni relazione che vivi e ti ti fa sentire sbagliata, brutta e stupida, indegna di amore e considerazione. E questo, in primis, da parte tua!
Ti consiglio di provare a chiarire con quello psicologo e, se proprio non ti sentirai a tuo agio, potrai cambiare terapeuta. Non penso che dipenda dal fatto che il terapeuta era un uomo perchè potresti sviluppare una dipendenza anche da una terapeuta donna, dipendenza che magari potrebbe manifestarsi sotto forme diverse.
Ciò che è importante, e che emerge da ciò che scrivi, è il bisogno di essere aiutata a cercare dentro te nuove risposte e nuove strategie alla vita.
Io ci sono, anche online, se vorrai provare.
Un abbraccio e buona vita.
Dott.ssa Rita Felici
13 FEB 2023
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Gentile L. il suo dolore è comprensibile e, in un certo qual modo, rappresenta un naturale 'momento' evolutivo della terapia personale; l'affetto, infatti, trova nell'intimità della relazione un terreno fertile ed attraverso l'autenticità della relazione è possibile elaborare lutti, attaccamenti, traumi etc. La relazione terapeutica, e questo lei l'ha riconosciuto nella professionalità del suo terapeuta, non è una relazione amorosa. Affronti con il suo terapeuta questo suo importante momento di crescita personale...non si abbandoni. Un caro saluto. Maria dr. Zaupa
13 FEB 2023
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Gentile L. buongiorno,
succede spesso che ci si possa infatuare del proprio terapeuta, è davvero molto comune. E' altresì molto utile parlarne in terapia per dare voce al suo vissuto emotivo e non lasciarlo nell'ombra del silenzio e in balia del proprio giudice interiore. Non c'è niente da recriminare nel dare spazio a sé stessi liberandosi dalle catene di ciò che è giusto e sbagliato. La terapia è sicuramente il contesto più adatto per iniziare.
Probabilmente era arrivata ad un buon punto della terapia e per questo si è innescato lo schema di cui lei è consapevole. Affinché un nodo si sciolga è importante vederlo, viverlo per poi trasformarlo. E' importante lasciar fluire ciò che sente, dargli voce e la possibilità di esprimersi. Provi a risentire il suo psicologo senza paura di essere giudicata, le garantisco che è comune quello che ha provato e affrontando la sua paura non potrà che uscirne vincente e rinnovata.
10 FEB 2023
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Cara L. Infatuarsi del proprio terapeuta può capitare, siamo esseri umani e non c'è nulla di sbagliato in questo! Quando ci sentiamo vicini a qualcuno che ci sta supportando e accompagnando in un momento di difficoltà ci leghiamo profondamente a lui, questo non significa però non potercela fare anche da soli. Riprendere un percorso potrebbe aiutarla a riflettere sulla sua gestione delle relazioni, di qualsiasi natura esse siano e sulla sua angoscia di separazione.
Resto disponibile.
Un caro saluto
Dott.ssa Bertino
10 FEB 2023
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Eppure dal punto di vista psicoanalitico era arrivata ad un punto importante, risolvere il transfert le avrebbe permesso di rompere lo schema attrazione-abbandono-autosvalutazione. Mi sembra che in questo modo abbia evitato una chiave di volta particolarmente importante rispetto al suo funzionamento. Potrebbe prendere in considerazione l'idea di ritornarci.
10 FEB 2023
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Buongiorno gentile utente,
quello che lei scrive é molto comune, infatuarsi di chi si "sta prendendo cura di me"...capita non di rado e quando capita il rifiuto drastico dev'essere accompagnato da una importante spiegazione di ruolo e di regole che sono fondamentali per la cura. La forte alleanza terapeutica deve sempre esser gestita bene...con ciò non voglio criticare il collega ma a mio avviso la spunto alla riflessione è cercare di capire, chiedendo al suo terapeuta, i meccanismi che installano questo finto amore...collegato ad una ferita di abbandono, bassa autostima e dipendenza affettiva.
10 FEB 2023
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Buongiorno L.,
mi dispiace per il brutto momento che sta vivendo. Dalle situazioni critiche possono emergere anche degli apprendimenti. Non pensi a ciò che non può fare (tornare indietro), ma a ciò che può fare. E' umano il fatto che si possa sentire sbagliata o una brutta persona, ma posso rassicurarla che non lo è affatto. Su queste sensazioni ed emozioni può lavorare nelle prossime sedute.
Una cosa che può fare è di scegliere una/un terapeuta sulla base da una parte della fiducia che le trasmette inizialmente e nelle successive sedute, e dall'altra in base al fatto che non abbia nessun elemento che la attragga.
Le faccio tanti auguri
Dott. Giovanni Iacoviello
10 FEB 2023
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Buongiorno,
La paura dell'abbandono è una sensazione molto forte, che può essere paralizzante eh ha, di solito, radici molto profonde. È molto importante riuscire ad esplorare tali radici per acquisire strumenti sulla gestione di questo sentimento ed evitare di mettere in atto comportamenti che ci fanno stare male, come essere quelli che abbandonano per primi proprio per evitare di essere abbandonati. È normale continuare ad avere questa Paura, ma Ha mai pensato di rivolgersi ad una psicologa donna? Perché è molto importante continuare un percorso se si sente tale disagio.
Grazie per averci scritto
10 FEB 2023
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Ciao L.,
sentirsi attratti dal prorpio psicologo è una situazione molto frequente , non voglio banalizzare i tuoi sentimenti ma spiegare che questo tuo vissuto rientra in una casistica molto frequente. Lo psicologo ci accoglie e si sintonizza su quelli che sono i nostri bisogni e di riflesso il sentirsi compresi e sostenuti se da un lato sono aspetti importanti per la riuscita della terapia e al contempo sono ingredienti che possono indurre a sentire un' attrazione fisica per questa figura alla quale cofidiamo le nostre difficoltà , le nostre paure che sentiamo ci conosce e ci accetta.
Non conoscendo bene la situazione non aggiungo altro ma non escluderei che tu possa riprendere la terpia con lui proprio per affrontare in modo terapeutico questo tuo vissuto.
Dott.ssa Cristiana Michelucci
10 FEB 2023
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Buongiorno e grazie per averci parlato della sua situazione. Credo che la cosa più importante sia il riprendere un percorso di terapia per riuscire ad elaborare e dare un significato più profondo a quanto ci ha riportato. Ogni cosa, in terapia, ha un significato che merita di essere compreso (anche il suo innamoramento verso il suo terapeuta). Personalmente, penso che lei possa tornare indietro così da cercare, col suo vecchio terapeuta, di comprendere quanto è successo e fare un enorme passo in avanti. In alternativa, può iniziare un nuovo percorso cercando, anche qui, di imparare qualcosa dall'esperienza precedente. Tenga presente che il lavoro di analisi va a toccare corde profonde, ragion per cui non è così strano che in alcuni frangenti il senso di fatica possa aumentare. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
10 FEB 2023
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Buongiorno L. e grazie per aver scritto qui una parte della sua storia.
Mi arriva forte la sua sofferenza ma anche la sua capacità introspettiva!
Che succederebbe se invece si desse il permesso di parlare con il suo terapeuta o con la sua terapeuta di queste cose che le accadono con lui o con lei?
Spesso capita che in seduta ci comportiamo con il terapeuta come ci comportiamo fuori dalla stanza di terapia con altre persone, e parlare di quello che accade in terapia può essere estremamente utile anche per la vita fuori dalla stanza dellə Psi e per il nostro benessere.
10 FEB 2023
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Cara L.,
Prendersi una cotta per il proprio terapeuta è un'esperienza piuttosto comune, di questo stia tranquilla, proprio perché si instaura con questi un rapporto speciale, ci si sente capiti, accolti, non giudicati, ci si sperimenta in una relazione a due, seppur essa sia terapeutica. Si proiettano bisogni e desideri. Quanto le è successo, non solo i sentimenti e l'attrazione quanto la sua reazione di fuga e interruzione di ogni rapporto ai limiti (quello che lei chiama rifiuto) posti dal suo terapeuta, vale la pena essere approfonditi e affrontati. Ne parli con lui. È quello il contesto giusto per capire e per ricominciare. Da se stessa. In bocca al lupo
10 FEB 2023
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Gentile L, i vissuti che a qui riportato non sono inconsueti. Il rapporto che si crea tra utente e psicologo può diventare molto stretto. Quando succede che si provano questi sentimenti, è utile portarli all'interno del percorso, cosi da significarli insieme al professionista che la segue. Ricominciare un percorso psicologico può sicuramente esserle utile per continuare il lavoro che stava già facendo e per elaborare anche questi vissuti più recenti.
Resto a disposizione, anche online.
Un caro saluto, dott.ssa Sara Manzoni.
10 FEB 2023
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Carissima,
So che può sembrarti un controsenso, ma tutto ciò che racconti sarebbe materiale prezioso per il tuo percorso di psicoterapia, se trovassi il coraggio di condividerlo con il tuo terapeuta.
Se non te la sentirai di tornare dal tuo vecchio psicologo e deciderai di iniziare un nuovo percorso, potresti partire da qui.
Per ora, sii gentile con te stessa. Non c’è nulla di male nelle tue emozioni e i tuoi pensieri. Sta tutto nel cosa deciderai di farci.